SONO UNO ZITELLO

Pur convivendo felicemente con una donna, sono sostanzialmente uno zitello. Non ho la morosa. Non sono sposato. Dire che sono single fa figo, ma per guardare in faccia la realtà devi essere non politically-correct.

Dunque? Beh, ho contemplato l’idea di andare a puttane, naturalmente. Ma non sopporto letteralmente l’idea che qualcuno si faccia toccare da me per avere qualcosa in cambio. Fa sentire me una merda. Anche in questo caso lo dico quindi nel modo più schietto possibile: so che la prostituzione è un problema, ma esistono (le conosco) prostitute che non sono obbligate a farlo. Ciononostante soc he vogliono soldi, non vogliono me. Quindi si fa un po’ più fatica, ma le persone come me non sono poi così rare.

C’è proprio il sentirsi soli. Ma attraverso il mio lavoro ora ho conosciuto così tanta vita e vite che questo aspetto si sta calmando. Sembra quasi di essere tornati a scuola, nel lato sociale che la mia scuola e la quantità di tempo mi permetteva: scambiarsi vita, confrontarsi. Per me non è una esigenza scemata col tempo. Anzi. Forse si è un po’ esasperata perché quando frequenti una sola persona per la maggior parte del tempo non lavorativo può capitarti di avere ormai ben chiaro il suo punto di vista. Oppure può capitarti che non gliene freghi nulla di sviscerare questioni per te interessanti. Continue reading →

2016 e nessun backup (.micro)

Passo per bere un caffé e vedo la segretaria del posto in quasi-lacrime ed un “è colpa mia, ho fatto un disastro” che parte a ripetizione. Si sono beccati una delle varie versioni di un virus che “prende in ostaggio” i files. Ripulire un computer non è un grosso problema. Nemmeno reinstallare un gestionale è un grosso problema. Perdere i dati non-backuppati fino a duesecondifa del gestionale è un grosso problema.

La cosa che mi lascia davvero esterrefatto è che nel 2016 esista ancora questo fatto di non sapere cosa vada salvato, in che modo e perché. E che questo non venga fatto in modo paranoico, ossessivo-compulsivo. Il backup deve essere fatto. Non riesco a capacitarmene.  Continue reading →

Salvare l’area di lavoro in photoshop

Qualcuno dice che l’area di lavoro (workspace) in Photoshop CC 2015 si salvi nel cloud. Nel senso che se getti il pc dalla finestra e ripristini tutto nel nuovo PC, in virtù del fatto che non hai comprato un software ma che hai un account adobe (adobe ID) e paghi il noleggio mensile del software, le tue impostazioni sono nel cloud.

Ora, un mio amico ha appena verificato che no, non è vero. Lui ha pagato tutto regolarmente, non è un craccarolo, sia chiaro. Ed è anche molto legato alle personalizzazioni di menù, scorciatoie da tastiera, azioni e compagnia bella. Quindi quando deve ripristinare tutto e deve rifarlo mattoncino su mattoncino si incazza.

Ad ogni modo, dove stanno ‘ste benedette impostazioni? Possiamo dire in modo non precisissimo che (in Windows) stanno qui:

C:Users<username>AppDataRoamingAdobeAdobe Photoshop CC 2015Adobe Photoshop CC 2015 SettingsWorkSpaces

Oppure %USERPROFILE%AppDataRoamingAdobeAdobe Photoshop CC 2015Adobe Photoshop CC 2015 SettingsWorkSpaces

O meglio, salvatevi tutto “%USERPROFILE%AppDataRoamingAdobeAdobe Photoshop CC 2015Adobe Photoshop CC 2015 Settings” da qualche parte (tipo nel vostro cloud, dove sapete che cazzo succede) e lo ripristinerete quando volete.

i7 arrivo (5DSR)

Come previsto i files della 5DSR sono giganteschi, quindi non gestibili “come al solito”. Sono passato da 12 mpx a 50.3 mpx: il mio pc è del 2008. Per quanto fosse assai fico, non è così tanto fico. Quasi a fare una pennellata esce la barra dell’attesa … e quindi si cambia.

Il negoziante, intelligente, mi ha suggerito di non spendere il doppio quest’anno, ma quando sarà l’ora, di spendere di nuovo questa cifra, per un computer dell’era che verrà. Il fatto che non l’abbia pensato io mi dice quanto mi stia allontanando da quel mondo. Mi interessa sempre l’automazione, ma non sono più “obbligato” a pensare all’hardware in quel modo. Lo lascio, volentieri, far fare a chi ama farlo.

Ad ogni modo si tratterà di un i7 con un bottazzo di ram e una scheda video all’altezza (anche se non è quella “Adobe guaranteed”) e… mi sono costretto a prendere un monitor nuovo. Anche se quello vecchio mi era costato talmente tanto a suo tempo… che non voglio mollarlo. Solo che raga… è vecchio davvero.

Le mie prime foto porno

Professionalmente parlando, fare il fotografo può essere molto più vario di quanto non si creda.

Sta tutto a te, ovviamente. Non puoi essere un tuttologo, ma la fotografia professionale applicata a diversi settori è un fatto. Chi è specializzato nella foto medica, ad esempio, ha una professionalità differente da chi ha esperienza nel settore degli eventi o delle feste. Entrambi lavorano.

Tempo fa un tipo mi parlò del fatto che aveva fatto il fotografo di puttane per anni. Era il suo maggior introito come fotografo, completamente in nero ovviamente. Ero rimasto piuttosto scioccato, non posso negarlo. Non per fattori etici o morali: semplicemente mi ero perso una fetta della realtà. Era il 2012 e lui ci raccontava, cercando di fare il nostro, di mestiere, che non c’era più trippa per gatti: nemmeno loro avevano più soldi. E quando non ne hanno loro… diceva – ok: possono anche pagarti in natura ma io non posso raccontare un orgasmo e farmi consegnare il pranzo. Concordo. Per cui pensavo di essermi semplicemente perso una interessante fetta di mercato: interessante sia economicamente – per quanto rischiosa – sia dal punto di vista… della vita: interessante e basta insomma.  Continue reading →

Shutterstock abbassa la percentuale delle licenze estese

In questo preciso momento sento che Arcurs sta ridendo, il fetecchione. Shutterstock ha deciso (ovviamente unilateralmente) di abbassare la percentuale di guadagno sulle licenze estese (enhanced) per chi non sta già guadagnando un botto. Sembra che questa merda dei ricchi che devono sempre guadagnare di più, perché sono già ricchi, senza neanche lasciare che la botta di culo del pagamento grosso il poveraccio se la possa godere in allegria … che questa insomma sia la moda mondiale. Un po’ come al ristorante quando paghi il servizio o il coperto in percentuale sul conto … cioé più mi inculi e più te sengrossa? Aoh!!

La vendita di una licenza estesa era una bella cosa: la cosa più vicina al Rights Managed, per chi fa stock photography. Se ti capita una licenza estesa non dico che fai giornata, ma insomma becchi dei bei soldi rispetto alla norma: ed è cosa buona e giusta visto l’uso che l’utente finale ha il permesso di farne e rispetto a quanto costerebbe nel mercato rights-managed (RM). Continue reading →

Corbis/veer vende ai cinesi

Il 22 Gennaio Corbis ha annunciato che i business relativi alla vendita di licenze di Corbis, Corbis Motion e Veer sarebbero stati venduti ad un’affiliata di VCG (Visual China Group), ovverosia Unity Glory International. Contemporaneamente VCG ha stretto la morsa potenziato la partneshit con Getty Images (che per i poveri sfigati del microstock significa la malcagata iStock – e non perché non generi miliardi di introiti, ma perché la sensazione è che Getty se la malcaghi di brutto): quest’ultima (Getty) diventerà il distributore esclusivo per le immagini di Corbis & co fuori dalla Cina.

Verranno selezionati contenuti della Corbis collection per essere migrati a Getty Images (nessuno cita iStock e nessuno cita Veer in questo dettaglio, quindi intanto questa informazione è chiara per chi lavora nella parte “alta” e non per il pueblo dei contributors.

I contenuti selezionati di coloro che lavorano già con Getty Images (non dicono esplicitamente iStock però) o che anche non ci lavorano in qualche modo verranno migrati: verrà inviata una richiesta del bli e del bla.

In pratica perdiamo un’agenzia, a mio modo di vedere. Forse però scremano la cacca dalla cioccolata e la merda mista la tengono ovunque, mentre le ficate le portano tutte a Getty. Un’idea non malvagia. Credo stiamo parlando, per chi non si intendesse, di Getty e di Corbis “serie” … con immagini d’archivio storiche, di autori famosissimi, eccetera.

Ci sarà un periodo di transizione in cui la roba sarà presente in entrambi gli ambienti.

Il contenuto che non verrà migrato a Getty continuerà SIA ad essere rappresentato da VCG (che assorbe Corbis & co) SIA (e qui non si capisce) i diritti di distribuzione verranno restituiti ai collaboratori (un modo cortesemente stronzo per dire: vi cacciamo fuori).

Alcune FAQ di quel giorno http://www.corbisimages.com/content/corbisfaq/ mi fanno intendere che, sostanzialmente, veer, per i contributors, chiude. Io sono fotografo, ma non dice niente di illustrazione, illustrazione vettoriale, font eccetera.

Molto poco chiaro … ed ovviamente mi fa pensare che, vista la mia esperienza, quando senti puzza di poca manutenzione devi sempre chiederti: cosa succede? Chiudono o vendono? O di quale altro grosso cambiamento MI STANNO TENENDO ALLO SCURO? Perché è così che fanno sempre, purtroppo. Non averci pensato, da parte mia, è stato piuttosto stupido … ma se ci penso bene la fatica richiesta per fare i submit presso Veer è talmente tanta per un guadagno misero (a parità) che me ne ultrasbatto le palle.

Quello di cui c’è poco da sbattersi le palle è il fatto che le agenzie serie si stanno ridimensionando e che la globalizzazione non fa che allargare quei processi che si vedono comunque in una nazione: il grosso mangia il piccolo: non è vero che c’è spazio per tutti: l’unica cosa è che i dipendenti dei grossi possono essere distribuiti in tutto il pianeta così come i clienti.

Siamo NOI che dobbiamo svegliarci e NON essere loro dipendenti 🙂 Ma è sempre la solita storia, solo globalizzata: ad un certo punto il mio cliente è lo stesso della multinazionale globalizzata: ovviamente avrà un risultato a minor prezzo, anche se non personalizzato. O lavoro con loro, o contro un mostro gigante?

Però al loro confronto io posso fare prezzi molto più bassi e guadagnare di più.

C’è da pensarci su.

Un’altra scala ha dato un pugno a una donna

Ho fatto una foto (che venderò) a Kiki per le campagne contro la violenza sulle donne: mi ha contattato su whatsapp per questo. Mi fa “devi fare una foto per campagne contro la violenza sulle donne?” E le ho chiesto di raccontarmi.

Kiki non è caduta dalle scale. A me non ha detto così. Mi ha detto chiaramente “il mio ragazzo mi ha spaccato la faccia”. Le ho solo chiesto – dato che la conosco un po’ – se avesse iniziato lei. Non le è estraneo l’uso della violenza … ma diciamo che la sua legge è “prendere le misure”: è una donna? è più grosso di me? è più forte? … queste cose da strada insomma.

Quindi, per quanto non fosse un buon atteggiamento di base, il suo, non ha iniziato lei. Comunque non ha nemmeno finito, lei. Nel senso che proprio non ha finito: lo ama ancora.

Cioè questi si sentono ancora a telefono e fanno i pucciosi. L’amore drammatico… ti amo ancora ma non posso, ecc. Continue reading →

Revenant: vedetevelo

Mi è piaciuto. Anche quello su Steve Jobs non era male.

Tra le frasette ad effetto quella dell’albero che resiste al vento per quanto forte sia se le sue radici sono salde. Mi ha fatto pensare alla mia famiglia, tutto sommato. Beh, si, anche che “la vendetta è nelle mani di Dio, non nelle mie” … da ricordare quando stai per fare cazzate. Ma è anche vero che i cattivi veri mica la pensano così … e ti spaccano la testa e tu aspetti.

E in quello di Jobs … beh quello che dico sempre, per fortuna lo dice sua figlia “non basta che tu dica una cosa perché quella diventi la verità” …

Mi ha invece fatto ridere una pubblicità che inizia con “FIDATI”. AHAHAHHA proprio, mi fido, si. AHAHAHHAHAHAHAHA 😀 bellissima.