vulva glabra, uccellino

In un film vietato ai minori, ma non porno, di un’autrice, se non erro francese, descrivente una situazione di degrado mentale, se non sbaglio, della protagonista e del rapporto con il sesso, molto personale e diretto, onesto, apprezzabilissimo, esplicito e un po’ crudo, ricordo che si descriveva il sesso maschile che non andava in erezione, mentre lei, la protagonista lo considerava come un uccellino. Si badi bene, non come il modo di dire “uccello” per dire il membro maschile. Era davvero come un uccellino implume, uno di quelli che stanno nel nido, indifeso, di cui in qualche modo effettivamente aveva ed ha l’aspetto. In qualche modo anche la vulva (che orrendo termine) esposta, specie se i pori della pelle sono sollevati, ha un po’ l’aspetto in alcuni casi del … pollo spiumato. La cosiddetta “pelle d’oca” anche se non lo è, se non fa freddo.

Il film lo confondo, sicuramente, perché in quel periodo ne devono essere usciti due, uno dei quali forse era amorestremo con Rocco Siffredi che faceva davvero l’attore, ma che sicuramente doveva anche usare il cazzo, come molti altri uomini privati di testa, un una grottesca rappresentazione di cui ricordo solo la forma ricurva di questi gorilla cazzuti – e dico cazzuti come direi “biforcuto”.

Forse si chiamava X ? Non ricordo tanto. Continue reading →

gigi, la cremeria, il pollo e l’obsolescenza programmata

“Una volta che hai accalappiato il pollo” è un concetto che ho sentito da 30 anni. Questa frase stessa, non dovreste sottovalutarla. Quale? Quella “che ho sentito da 30 anni”.

Ne ho 44.

Figuratevi un ragazzino di 14 anni, anzi facciamo pure di 12, che sente dire a qualcosa che assomigliava a tua mamma, una donna, che “una volta che hai accalappiato il pollo”.

Che quando hai incastrato un uomo, un maschio, un ragazzo, allora… allora varie cose. Cose che cambiavano, finzioni che cadevano, altarini che si potevano smettere di controllare, armadi che potevano tranquillamente essere scrollati dai loro scheletri, perché tanto ormai chissenefrega. Corpi che potevano smettere di essere curati perché non era per essere né per sentirsi che questi corpi erano belli, piacevoli, gradevoli, affascinanti… ma certamente attraenti. Era solo per questa ultima: attrarre. Ma se non ti serve più attrarre, pensavano queste gentildonne, queste dame, queste signore degne del massimo rispetto di qualsiasi uomo (o donna) d’affari, non serve più investire in questa inutile, faticosa e spiacevole attività di curare sé stessi. Ad esempio. Ma questa era una cosa. Altre cose potevano essere solo quelle di essere gentili. Di essere accomodanti quando invece volevi sputargli in un occhio. Di scopare, persino. Fare sesso, pur di non contrariare l’acquirente.

Ricordo che Gigi mi disse che quando stava con S. era scoglionato perché questo no, e quest’altro no, e troppo questo e che fatica. E quindi lui si è trovato un’amante. Anzi, diverse amanti. Anzi, io direi scopate, non amanti. Non c’era amore. Erano proprio quattro salti in padella da come me li racconta. Gigi non è raffinato. Gli piace avere a che fare con la raffinatezza e i soldi, tanto che ci ha messo su un business, ma siccome non è raffinato, tra un po’ chiuderà. Quindi io credo in questa sensazione: erano scopate, non amava nessun’altra. Questo se lo dimentica, si dimentica di essere andato a chiavare in giro. Io posso comprendere la necessità del suo corpo, ma nel cervello. Perché lui ha tradito. Ma se lo scorda sempre quando dice che S. lo ha tradito, che andava con altri. Chissà che non mancasse qualcosa anche a S. che lui non le dava. Che di certo non erano chilometri di cazzo. Ma non so, non li conosco: quando l’ho vista allegra come una scolaretta per “dei bei manzi” però due domande sul loro rapporto me le sono fatte. Non sembrava solo apprezzamento. Sembrava desiderio. Ma quando ci sono messi assieme, mi diceva Gigi, facevano i salti mortali, i numeri, si rivoltavano come calzini, si divertivano molto. L’intesa sessuale c’era. E lei era curata, come lui. Non che lui fosse un adone, intendiamoci, ma com’era così è rimasto.  Continue reading →

perché venite qui

Ci sono fondamentalmente TRE morivi per cui la gente viene qui, per cui mi trovate. Anzi, per cui mi cercate. Sono tutti abbastanza malati.

Diciamo 4, non necessariamente in questo ordine.

  • suicidio
  • pratiche sessuali particolari
  • lavoro
  • varie altre, ma talmente tante che assieme non fanno le altre 3 voci

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sei veramente bravo = madonna che gnocche

Nel giro di 2 giorni mi contattano su FB almeno 2 maschi; quando chiedo “come mai ci conosciamo” mi fanno i complimenti per il mio lavoro (hanno visto foto di qualche tipa che ha condiviso e mi ha taggato) con la formula “… e devo dire che sei veramente bravo “. Questo avviene sempre con foto di belle ragazze. Fa un po’ ridere 🙂 Forse qualcosa di buono la faccio. Ma loro mi fanno sorridere. Guardo prima i loro profili… e non vedo cultura fotografica. Quindi … direi che sembra più ammirazione da bar, come se arrivassi con la classica donna trofeo, come se – meccanismo classico di trasferimento – la bellezza della tipa che è con te fosse una TUA caratteristica.

Come siamo meschinetti noi maschietti. Semplici scimmiette. Perdonateci.

E amicizia sia (47ma puntata)

Sono una persona diversa da una volta, forse. Sono cambiate alcune cose. Rivedo più spesso le mie posizioni? Riconsidero? Sono una banderuola? Ci sono alcune cose che sono sempre valori, punti fissi, ma altri li scrosto via come ruggine, forse. Sono vecchio, sono più debole? Sono più saggio? Sono rincoglionito, più probabilmente e forse per voi tutti zerbino e disperato. E’ andata come segue.

Questo pomeriggio (parlo sempre di lei) le ho chiesto come stava e in qualche modo è riuscita a trasfmare in “emergenza” anche il suo malessere odierno, la sua voglia di parlarne, di sfogarsi, di svuotare: doveva piangere ed urlare. Ma invece no, non gliel’ho fatto fare, non era soddisfatta perché “mi fai sempre ridere, mi tiri su”. E quindi poverina, non ha potuto piangere. Le avevo anche proposto di fare la scena, visto che due giorni prima ero con M che non poteva controllare le lacrime e come due pazzi le ho detto, vai, vai tranquilla, so che sono solo liquidi che escono dagli occhi e che senti tristezza e basta, senza che sia direttamente correlata con quello che diciamo, quindi se vuoi facciamo che io faccio l’uomo bastardo che sta facendo lo stronzo con la povera fanciulla, guarda? Faccio le facce di quello che si annoia delle tue lacrime, ahcheppalle, guardo in giro, faccio roteare gli occhi in alto vedi? Hai finito di piangere donna? Io sono il tuo patrone yawohl?! Piangi pure io rimarrò un impassibile stronzo e poi ti porterò a letto per prenderti a pecorina tutta vestita di striscioline di pelle muhuhauahha, donna! E questo mentre M rideva perché era bello fare la scena, ma contemporanamente il suo cuore era spinto a provare un fottuto dolore di merda perché la Depressione Maggiore è così, la puttana. Soffri.

E quindi dico a lei, se vuoi facciamo come con M, così il bar è diverso, la ragazza è diversa, ormai un po’ di persone mi vedono con tipe diverse, giovani, sono un fotografo… dai, adesso tu piangi (per i cazzi tuoi e io sono solo qui a farti da spalla) ma io faccio di nuovo la faccia di quello che maltratta le ragazzine eh? Sedotta e abbandonata, ironico eh? Che poi mi hai sedotto e abbandonato tu, fottiti! E quindi niente, non ha pianto. Perché lei deve piangere di brutto così poi appena dopo agisce e prende decisioni e fa qualcosa. Ha detto così. Ok. Ma siccome poi era allegra allora le ho detto “ok, siamo sempre nel nostro accordo: io ti molesterò subito!”. Alla fine tornando seri ero rimasto così: non ti chiedo più come stai perchè rischi di inventare altre “emergenze” e io non sono il tuo burattino, eravamo rimasti con “se non mi vuoi come amore, non riesco però ad essere tuo amico”. Quindi pazienza, rinuncio a chiederti come stai se poi mi dirai “eh ma mi hai contattato tu, non puoi molestarmi!” – solo emergenze, per il resto paghi pegno. Ha problemi a dare e ricevere affetto e quindi posare e basta. Questo era rimasto.

Poi però sono andato a vedere “Bohemina Rapsody” da solo. Non posso non citare lo schifo in bocca che avevo ad ogni bacio gay. Bravissimi eh. Ma io sento proprio ribrezzo. Come con il grasso in mano se tocco una. O me stesso. Sono sensazioni. Ci sono persone che odiano i baci umidi, con “troppa saliva”. Ecco, per me il grasso sotto le mani è così. Ma il film mi prende, la storia è una cacatina semplice ma mi prende, mi emoziona. E mentre un branco di culattoni si sculattoneggia ed esce tutta ls solitudine di Freddie e il fatto che voglia la sua ex moglie nella sua vita, nonostante sia gay… niente, mi ha ricordato il solito “life’s too short”. E la mia potrebbe essere ancora più short, dopo i Tool, naturalmente. Quindi visto che le persone interessanti sono poche, che mi trovano interessante e desiderano frequentarmi sono poche… basta, lei non mi ama, è un pezzo di intonaco da quel punto di vista. Io lo so, lo so sempre, sento l’assenza del suo sentimento. Mi sto abituando. Pensavo che mi ha convinto lei, che ci sta riuscendo. Ma no, non è lei. Lei fa il suo capriccio, prova ad ottenere quello che vuole alle condizioni che vuole. Ma io ho deciso di accettare, ci sto. Non sarà un’Amica di quelle yeah di cui ci si può fidare, che ti risolve, che arriva e c’è. Per ora non credo. Ma quelli sono beni e servizi, come dico sempre io discorotto, no?

Se arriverà un’altra bene, arriverà. Se schiatterò diopo l’ennesimo buco di dolore schiatteò. Intanto finché sono vivo faccio il minor danno possibile e mi procuro più pace possibile. Che non significa il vuoto e il silenzio. Significa armonia, gente felice intorno. Gente interessante. Gente interessata ad avere a che fare con me. E chiaro, chiaro, se fate economia-dei-sentimenti, ovviamente ognuno vuole qualcosa per sé. Come me, no? Mi state guardando da sotto, dicendo che mi accontento? Beh raga, io mica ho detto di andare affanculo alla stalker: è solo tanto noiosetta, tanto che non dice , non arriva, non esprime. Io sono qua, ma ci mette circa 2 settimane a dire una cosa. Sono qua, non la maltratto, le ho solo detto “ti prego finisci le frasi”. Basta. Ma lei la conosco ormai. Saopevo che mi interessava, visto che volevo ogni cosa compreso il fastidio. Forse anche lei, come tanti, una volta avuto quello che vuole si dimenticherà. Può darsi. Supporto emotivo, compagnia. Ne trova uno più interesante, uno scopamico, il nuovo fidanzato. Pul darsi. Ma gli amici hanno una vita, hanno scopamici (alcune/i), hanno fidanzati/e. E anche i conoscenti.

Sono già abbastanza lupo solitario così. Ho fatto, e faccio tutt’ora, una cernita periodica e uno sfanculamento di gente. Di gente che non esiste nella mia vita e che aveva detto che sarebbe esistita. Che ha detto ci vediamo e mai vista. Che ha detto facciamo e non abbiamo fatto. Che ha detto quando-avrò-tempo … e non li ho ancora visti. E quindi addio, quando avrai tempo infilati un dito e fischia forte: il tempo lo trovi per fare altre cose. Mi è chiaro: hai le tue priorità. Quindi non sono poi così zerbino, accomodante, accondiscendente, pronto ad accettare tutti.

Vedremo, ancora. Vedremo. Dopo solo 9 giorni già si sente “più fica” (e dopo 3 in cui si sentiva “uno schifo”) … e pronta a farsela radere a zero di nuovo, con il laser. Per me: per le foto.

Momento folklore

adoro questa foto

…e  quindi ovviamente devo accompagnarla e tenerle la gamba aperta ferma (giuro, dobbiamo sempre avvertire l’estetista che è lei che lo vuole e avrebbe voluto che le tenessi anche una mano su una delle grandi labbra per sicurezza ma poi si perde in un loop del tipo “diglielo! no, mi vergogno, DIGLIELO!!! no mi vergogno, ma ti prego diglielo tu, NO non dirglielo!” e quindi niente, anche se immagino che quella poveradonna mi direbbe “tienimi anche questo” con un oggetto qualsiasi che le serve per lavorare). Ma almeno non credo che mi chiederà di radergliela prima. Non credo. Non mi ricordo nemmeno perché bisognava farlo. E non è erotico con lei: è una faccenda pratica e va fatta con una precisione che è tutt’altro che arrapante. Nonostante io in pratica sia nella posizione in cui qualsiasi uomo della terra desidererebbe essere con la faccia, sia in versione ginecologo, sia in versione proctologo, ASSOLUTAMENTE non si gode, un po’ la vista, si… ma se per caso dovesse spuntare un’erezione dopo un attimo andrebbe perché l’attenzione da avere con quel rasoio è la stessa che dovresti avere sulle palle. Mio dio. Le palle si possono toccare con poche cose: la lingua, le labbra. Già coi denti mi viene un brividino e mi fido poco. Con le mani… le mie, le tue forse se sei quella che sa. Ma con UN RASOIO ecco… mi viene subito in mente Sandokan… oppure qualche Ninja tragliatore di teste. La ghigliottina. Lorena Bobbitt.

Perché? Perché le palle, come tutto il resto della pelle, ma PEGGIO, hanno dei punti che sono microscopici dislivelli: il rasoio non fa distinzioni. E neanche sulla figa si fa tante domande il rasoio. Va fatto con MOOOOOOLta attenzione. L’ultima volta era tutta insanguinata: piccolissime escoriazioni, ma non è stata molto brava. Mi faceva male solo a guardarla. Ecco quindi niente di arrapante. E’ più bello finire un post serioso parlando della vulva. E del culo eh! I peletti sono anche li! E anzi, sono quelli che in determinate situazioni producono più escoriazioni!

Ahhhh! siete curiosi di capire cosa intendo eh? Brutti curiosi!

E io vi accontento.

Sesso anale: io adoro il sesso anale. Mi piace proprio che… uhhh! I motivi sono vari (effettiva stimolazione differente che non dettaglierò – sensazione di porcaggine della partner – prima della vasectomia: certezza della pena – senso di dominazione desideratae  di accettazione totale – sensazione visiva potentissima – possibilità di stimolare anche la clitoride in certi casi… ecc)  Ma con i peletti attorno al buco del culo di alcune puellae mi sono tagliato di brutto. Non erano peli miei. E’ che si tendono e sono piccini, quindi resistentissimi, e la frizione può essere particolare. Di profilattici non se ne parla: mi azzerano. E però quei taglietti non sono indolori né privi di conseguenze: ti viene un salsicciotto che vaffanculo!!! Farebbe persino ridere se non preoccupasse tanto. Se siete donne pensate che so.. che le grandi labbra si ingrossino del triplo, come le labbra di una rifatta sbagliata. Ti preoccupi, come minimo. E fa male, dopo. QUINDI a parte il fatto estetico (che uno dice: ma estetico CHE, il buco del culo?! fai porno? – avete ragione? E se io te lo lecco e ci infilo la lingua? A me i peli rompono ovunque! tranne sulle mie micie: un giorno le leccherò e mi farà schifo, lo so! ma io leccherò quella testina un giorno!) esiste un lato pratico. Non so se io abbia avuto particolare sfiga. Può essere.

Ah e i peli tuoi? eh? Perché non te li tagli tu?

Sono qua. Cosa vuoi che mi tagli? Ascelle? Braccia? pancia? non sono tanti, ma pancia? Cazzo? Gambe? Dimmi, che me frega. Che ci siano o no mi fa lo stesso. La barba … beh almeno UNA PARTE di barba io non la taglio da taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaanti anni. Ma fa un po’ parte della mia faccia. Poi dipende: a volte a qualcuno danno fastidio alcune parti, ad altre il contrario.

In questo istante mi tengo la barba, tutta. Ma di solito la tengo un po’ alla Abramo Lincoln, circa. In realtà la parte dei baffi di solito mi fa schifo. Mi sento gay anni 70 oppure meridionale stereotipato. Ma non mi piace se “risultano”. Se è un tutt’uno ok. Ecco, ora queste facezie bellissime potrebbero avervi fatto dimenticare il discorso serio sopra! Felici? Volete parlare anche di follicoli? Di Aloe Vera? non so niente di nessuna di queste cose! come delle altre del resto. Sono un superficiale.

P.S. Se qualcuno conosce l’autore della foto di Angelina Jolie che adoro, vorrei saperlo. Mi urta particolarmente che non si sappia chi sia l’autore.

Se fossero zoccole potreste averle

Spesso gli appartententi ad una categoria fanno il male di tale categoria. Osservo sempre “i giovani” fare spesso quello che serve per farsi stereotipare. Ricordo che quando ero giovane io vedevo fare le interviste ai coglionazzi e alle persone serie, ma le interviste dei coglionazzi erano le uniche ad uscire. Ero stato li, presente. Qunidi bisogna ridurre la presenza dei coglioni. Difficile, capisco.

Ma anche le donne fanno questo. Alcuni tra le peggiori detrattrici delle donne sono altre donne. Alcune tra le peggiori bandiere delle donne sono altre donne. Donne di cui le altre donne si vergognano? Non sempre. Donne che fanno del male col loro comportamento alla libertà di tutte le altre. Donne “castrate” come direbbe un’amica mia.

Ma tagliamo corto. Veniamo alla mia definizione personale de “la parola”: TROIA.

Se una è troia, tanto troia. voi siete felici: è il sinonimo di porca, di “donna o ragazza con grande appetito sessuale, gioia ed entusiasmo nel dare e ricevere”. Costei è come voi. Come voi altre donne. Come voi altri uomini. Questo non ha nulla a che vedere con la fedeltà sessuale o con l’amore. O magari perché mostra il suo corpo invece di tenerlo sotto un burqa della misura che voi considerate occidentale.

Se una è UNA TROIA dobbiamo intenderci: intendi dire che è una brutta persona? conviene usare un’altra parola. Brutta, ma che non lasci intendere che i suoi costumi sessuali siano mal giudicati: sono fatti suoi e non la qualificano come essere spregevole, ma il suo contrario. Continue reading →

Adoro Dmitry Chapala

Quello che fa Dmitry Chapala è quello che sento io, per la maggior parte. Questo mi rode parecchio il culo, sia chiaro. E’ probabile che lui lavori con modelle d’agenzia, ma non lo so. Ad ogni modo questo è il mio spirito. Non esce solo questo, e non è solo questo il mio spirito perché se tu non sei così, io non ti farò uscire così tanto così. Ma questo mi piace. Assolutamente, totalmente. 100% figata. Forse sarà meglio che non lo segua perché mi sento talmente dentro alla cosa che potrei scopiazzare ogni posa. Certo queste probabilmente hanno 72 metri di gamba e la cosa rende più fecile fare certe pose.

https://www.instagram.com/d.chapala/?fbclid=IwAR3VKJvTFvxkC0R2NgMh4GpBxtAurDx_L8E1Xc1gYZ6m_8GpnNa7ZGdr414

Maledetto.

Adoro il suo lavoro, il suo risultato. Meraviglioso.

L’ho scoperto cinque minuti fa e trovo stupendo tutto quanto. Ogni foto mi piace.

Oggi nasco come artista (Part II)

Seconda parte.

Tra ieri ed oggi è successo qualcosa. E’ in qualche modo un momento straordinario, di cui devo ringraziare questa crisi. Quel “crisi” di cui si parla ogni tanto in modo etimologico, no? Voi che la sapete lunga avete capito. Gli altri leggeranno sicuramente sul dizionario etimologico.

prossima volta così

Devo ringraziare di questa crisi non mia, lei. Lei che si è sentita uno schifo. Brutta. Un cesso. Una donna che non vuole essere. Che più si guardava nelle mie foto e più si faceva cagare. Ha ragionato lei, ho ragionato io. Si è calmata, io invece come sempre ho dovuto scavare. Ma per fortuna ho trovato chi mi ha fatto scavare per conto mio, la cosa migliore. Le mie “seghe mentali” come molti le chiamerebbero, poi di solito portano frutto, portano chiarezza, magari in un male di parole che sembrano tante ma in cui alcuni, alcune, trovano qualche volta conforto, come K che due settimane fa mi ha detto “parlare con te mi distende la mente, me la rivolta e me la distende, mi fai chiarezza”. Wow. Sapessi quante milioni di seghe mentali mi devo fare per poter sviscerare il dritto e il rovescio che poi arriva a te, cara. Ma di solito è utile, naturalmente, agli altri.

Questa volta G, la mia migliore amica, che era più preoccupata di “che cazzo stai facendo?” con lei, è stata brava e si è concentrata, dura, lei che è una dura, sulla foto. Le ho mandato una foto di questa sessione, in cui lei si vedeva schifo, merda. E hop, ricordate sicuramente miei piccoli lettori, voi miei assidui adoranti lettori, migliaia di lettori, che poco prima ebbro di bellezza, sensualità, sex appeal e forme muliebri le davo per assolute. Io, che sono sempre pronto a dire “si, secondo te, ma mica è La Verità”. E si, io sono quello che scatta, ma G è una che guarda. Sapete quando vi dicono pomposi “eh ma io sono quello che scrive, caro lei, mica è lei che fa lo scrittore eh… ehm ehm…”. Ma caro lei io sono un lettore. Sono io il destinatario della tua opera. Tu saprai anche scrivere ma io so leggere. E la mia cara amica G sta solo imparando i rudimenti della fotografia, nell’atto pratico. Ma come fruitrice ne sa più di me: si appassiona, va alle mostre, possiede libri, legge dell’autore, dell’opera. Io preferisco indagare su me stesso, facendo, forse sono pigro, forse sono narcisista, forse nonsocheccazzo. Ma visto che mi aveva portato un virgolettato di H.Newton, lei che lo conosce bene lo osserva in altro modo e osserva le sue bellezze ritratte: statuarie, assolute, canoniche. Cosa che le mie potrebbero non essere. Nota bene: avrei detto già qualche ora fa, mentre nascevo, che non sono. Ma non è detto: non sono refrattario alla bellezza canonica. Ma mi attira meno, credo. Sono attirato magneticamente dalla bellezza spigolosa e forse anche androgina. Io la trovo estremamente femminile. Non è una ambiguità sessuale, non ci vedo il maschio vero e proprio e non lo dico solo per ribadire che non sono omosessuale per qualche sorta di amor proprio: si tratta di un preciso tipo di sensazione data da quel tipo di persona. Difficile da trovare forse, inizio a sospettare. Continue reading →

mi piacevi

Tra i vaffanculi che salgono ai cieli in canti di giuoia ci sono quelli dedicati al “mi piacevi”. Al passato. “Una volta mi piacevi”.

In particolare ricordo quelli di uno dei capodanni peggiori della mia vita. Ne ricordo alcuni, ma questo è sempre scolpito nella mia mente (età attorno ai 18 ma non so quanto prima e quanto dopo).

Per questa volta non ve lo racconto tutto. Ma in quella festa mi ritrovai con tre, ho detto TRE tipe diverse che mi rivelarono “sai quando eri a scuola mi piacevi“.

inni di gioia si elevano al cielo

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il suo odore nella mia sciarpa

sniff? GNAM!

Metto la mia sciarpa. Ok, il “collare”. L’ho lavato l’altro giorno perché lo avevo messo dopo la palestra: sono sicuro che sia pulito.

Ma sa di lei. Cioé io proprio l’ho messo su, ho inspirato e mi è venuto duro, in 0.0005 secondi mi è venuta in mente spalancata, inarcata, collo da sotto e mento in alto mentre “mi viene in bocca”, vorrei dire così. Adoravo sentirmela venire così, era bellissima… ma il suo odore, proprio quello del suo sesso… ora mi viene il dubbio. Forse era l’odore della mia saliva con la sua pelle e qualche profumo.

Per un paio di anni sono stato convinto (mio dio che stupido, mi sono sentito come un vero esponente del popolo di Mens’health, roba da seppellirsi vivi) di percepire l’odore della fica. Non sempre. Ma di sicuro in alcuni specifici casi. Sbagliati, sia chiaro. Anni fa era la figlia del boss dove lavoravo. Lei arrivava, era chiaramente in età e in calore, e secondo me si sentiva. Ovviamente no, puttanate.

Ma nella mia mente restava quel ricordo (sbagliato, memento homo). Continue reading →