la regola del tergiverso

Quando il supremo maestro era solo un amico (e non maestro) si dialogava parecchio via e-mail. Tra i mille discorsi fatti c’era quello relativo al fatto che io (non ricordo più se anche lui) facevo troppe cose, ne iniziavo molte e non le finivo subito. Tergiversavo molto, mi spostavo da una all’altra. Perdevo tempo? Ad ogni modo, quasi circolarmente, facevo questo, poi quest’altro, poi quell’altro ancora. Ad un certo punto una di queste attività poteva avere una scadenza. Ma nonostante questo, con senso di colpa, brivido, un po’ di terrore, le mie chiappe comunque non si muovevano.

Era molto più potente il costante circolare tra una e l’altra cosa, un po’ avanti, un po’ avanti… finché ad un certo punto queste cose venivano completate.

La chiamammo la legge, la regola “del tergiverso”. Ovviamente poi nonsensando su un universo che arrivava su un altro unuverso per ripulirlo come un enorme tergicristallo sulle stelle e le galassie rendendo il secondo universo molto pulito ma con tutti i segni delle stelle strisciate su quello precedente perché non avevano cambiato i gommini.

credo di aver ricevuto delle avances

Credo di aver ricevuto delle avances da una vecchia. Una vecchia come me, intendo. Un anno di meno. Ma siccome i maschi non sono attenti, mi dice una che ne sa, o più che altro non sanno interpretare i messaggi, ma se invece stiamo a Primo Levi (eh?) non sei tu che non capisci, ma l’altro che non si sa far capire, allora in ogni caso io sono nel BOH.

Ora, non è che mi freghi dell’avance in sé, ma solo capire se ho capito. Tipo, se devo godermi la lusinga del complimento (che fa sempre piacere, io poi il gonfiore del petto e la conseguente gioia la porto a chi voglio io) o se sono un cojone che prende fischi per fiaschi.

Ero nel bar di XYZ dove di solito piglio i caffè ad ore tarde e controllo se e quando tornerà a posare, nuda ‘sta volta, dopo avermi causato non pochi problemi di richieste da terze che hanno visto i suoi scatti di prova “eh ma allora a lei la fotografi anche vestita! perché io no?” fanguloooooo. Lei è tanto tanto porcella ed esplicita, si esprime come i “maschi alfa dal meccanico”.

Arrivo, lei è dalla parte del cliente, la sua collega dalla parte del bancone (osservo lo stacco tra le gambe: il giudice automatico dice OK; poi mi ricordo che sono schiavizzate per questo dal capo: le tiene solo se sono fighe, altrimenti le licenzia – e loro alla cosa ci stanno, non ne ho voluto discutere) ad ogni modo XYZ mi fa “eh?… ehhhh? 🙂 ” e mi da di gomito mostrando con testa e occhi verso l’esterno. Guardo. Vedo una Mini Cooper. Bella. Ma non capisco. Lei “la mini! mia!!!”, tutta contenta.
“hey!!! Bella proprio bella!!!! e pompa come piace a me” – faccio – “però ciuccia un casino!!” (e stavo per dire “farà gli 8 con un litro, no?) e lei
“proprio come me!!!! ahahaha”
fa pausa
“scherzo!”
faccio la faccetta triste
“scherzo che scherzo”
mi ri rallegro
Poi mi faccio i fatti miei mentre loro chiacchierano e mi bevo il caffè (amaro, cara, amaro) e inizio a non sentire più. Fino ad un certo punto in cui invece reinizio a sentire e capisco che si parla di partner e differenze di età. Ma non avevo capito bene se maschi con femmine (io parlo come all’asilo) o il contrario.
Poi ad un certo punto capisco, si, stanno dicendo che sono state con tipi più giovani, anche di 10 anni! Eh. Perbacco.

Chiedo, per chiarire “ma state dicendo che voi, ragazze, state volentieri con quelli più giovani o il contrario?”
Si accavallano le risposte ma insomma il punto era che si, era capitato. Si vantavano, più che altro.
Guardo la vecchia e le faccio sinceramente “beh ormai non è più tanto strano… si va con chi si vuole, chi ci piace, ma se ti piacciono più giovani dovresti avere fortuna di brutto: è il periodo in cui i ragazzi giovani cercano un casino le MILF! (so che ormai la intendono così) … e poi ti capisco, per le donne un ragazzino di 20 anni è tutta un’energia, ha molta forza e resistenza … dura tanto ed ha vigore, no?”

io lo so, poco prima ha detto chiaramente “mi piacciono giovani”, ma mi guarda dritto e fa

“si ma sai… alla fine sono ragazzini mentre solo un uomo sa come prendere davvero una donna” e noto che XYZ si è allontanata. Solidarietà femminile io non ne ho mai vista, di solito restano li a rompere il cazzo e fare da pubblico imbarazzante. Ma XYZ nonè OLD-SKOOL: è giovane. Quindi non so come interpretare il tutto. Di solito quando uno ci prova i suoi amici vanno immediatamente distanti, non danno fastidio e se uno non capisce gli altri lo prelevano.

Però a me sembrava un’avance. Col senno di poi. Mi interesserebbe capire se è vero. Visto che tendenzialmente vorrei mettere le tendine e gli asciugamani sugli specchi. Fa piacere. Non smetterò di andare in palestra. So che a chi interessa il mio cervello della mia panza se ne fa un baffo. Interessa a me non averla: mi fa schifo. Nonostante questo mi rendo conto che forse per una donna di quell’età quella era una mossa anche molto scoperta. Ma poteva essere davvero solo l’esposizione di una opinione, una chiacchiera, per quanto “sexy”. Una ragazzina mi avrebbe detto proprio “voglio che mi scopi”. Io ho bisogno di chiarezza, roba esplicita. Ma forse meglio che non si sia scoperta troppo, perché non avrei proprio saputo che dirle. Resta il fatto che non so se ho capito.

Non capisco un cazzo. Capisco sempre quando riguarda gli altri.

Oggi invece per capire se ho la labirintite o meno sono uscito un po’ a piedi e sono andato al bar vicino per la colazione, era chiuso, ho preso l’auto e sono andato a caso: la barista era nuova. Quindi io per mestiere guardo. Ma devo averla fissata troppo, ha iniziato anche lei. Ma sembrava più un “cazzo vuoi?” ahahahah che addormentato che sono!!!! Per fortuna: aveva un doppio mento che lèvati: se le avessi iniziato il discorsetto sarei stato molto imbarazzato poi.

sei sempre lo stesso – QUINDI ADEGUATI

Più invecchi più alcune frasi hanno un carico di significato più pesante. Una di queste è “sei sempre lo stesso” detta come critica al tuo comportamento. Ma tu che hai a che fare con me, da quanto hai a che fare con me? E se dici che sono sempre lo stesso, perché non ne tieni conto? Cioé, in qualche modo vieni ad avere a che fare, tu, ti protendi verso, quel qualcosa di me che sai esistere e che ti sta sul cazzo, ma lo fai lo stesso, vieni qui, da me, proprio li, tocchi QUEL tasto, in QUEL modo e poi ti lamenti se rispondo, guarda persino in maniera prevedibile, tu lo dici, sempre nello stesso modo in cui ho sempre fatto ogniqualvolta tu hai fatto quella cosa in quel modo.

Quindi perseverare diabolicum sono io che sono permaloso o tu che inizi l’azione che darà come risultato il mio scazzo?

Sono io polemico o tu che sai che cosa penso di determinate cose e vieni a fare affermazioni contrarie da te date per vere e poi ti lamenti se io dico la mia?

E io, visto che si tratta di mia madre, come posso ancora cascarci? Come posso non sentire da lontano che arriva ‘sta merda e invece di rispondere come una molla non le rifolo una comoda balla, un’accondiscendente stronzata, una risposta qualsiasi gradevole, piacevole, che non urta, che tanto non succede nulla?

Certo so che questo modo di pensare e di agire lo trovo in altre persone. E un po’ mi urta questo.

Penso anche, con amarezza, che mia madre non è una persona che frequenterei, se non fosse mia madre. Del resto credo che nemmeno lei mi frequenterebbe, se non fossi suo figlio. E credo che si aspetti che la manifestazione di affetto sia la non-contraddizione. L’assentire al suo punto di vista. Ignorare il mio e il suo cervello.

Che grande tristezza. Lo farò.

della tecnica e del contenuto

Nel ’79 i Pink Floyd, precorrendo gli attuali tempi di Sky, Netflix, YouTube, digitale terrestre con 999 canali cantavano “I got thirteen channels of shit on the T.V. to choose from“. E non è certamente finita: perché HD? Perché FULL HD? Perché 4K che oggi già va verso 6 e poi 8K ? Tecnica al servizio della merda. Tanta tecnica, perfezione. Una chiarezza di visione possibile che non rispecchia nemmeno il contenuto prodotto. Io stesso produco clip video in 4K solo perché serviranno. E già mi preoccupo di doverle produrre in 8K solo per questo. Perché serviranno. La fotocamera che uso in studio è una full frame 35-mm equivalente, ma produce immagini ad una quantità di megapixel che poco tempo fa usavano solo le medio formato. Che ovviamente si sono messe e raddoppiarli. Per? Dovreste tutti sapere a che cazzo servono i megapixel una buona volta per tutte (riassumo: a stampare in grande), ma non voglio parlare di questo.  Continue reading →

la solitudine del sapere

Amy Farraw Fowler

amy FF

Un post di moon e un commento su quel post mi hanno ricordato una condizione in cui ho visto ritrovarsi mia sorella. Mia sorella è ancora più vecchiarda di me. 12 anni più obsoleta di me. E’ vetusta al punto che la sua senescenza che mi supera di gran lunga la porta a desiderare rapporti basati sull’intelletto. Pensate un po’. Per questo credo di averla sempre considerata priva di vagina e quando è venuta di punto in bianco a dirmi “ma perché voi maschi ci volete senza i peli?” io manco mi ricordo cosa le ho detto. Era chiaro che parlava della figa. E mia sorella NON HA la figa. Non la possiede. Le sorelle non hanno la figa. Sono come i bambolotti. Eh. Come… cosa… mi spiazzi. Come quella volta che è arrivata a dirmi “ma perché ‘ste scarpe coi tacchi… sti lacci e laccetti…”.

E mi mostra una foto di una strafiga mondiale di livello ultrapowerplus top-model-porno-santocielo. Che aveva una scarpa che proseguiva sul polpaccio avvolgendolo con laccetti decorativi.

Credo di aver dovuto ricorrere (con gli ausiliari siamo a posto?) a Leon Battista Alberti o alle linee della prospettiva nell’architettura per tentare di farle capire che è possibile coprirsi o anche vestirsi, come diceva il mio zio. Che poi però aggiungeva: ma tanto alla fine è come sei sotto che conta. Grazie zio, anche per questo. Mi manchi tanto. Continue reading →

non ero io (50ma puntata)

Un po’ di chiarezza con lei. Le richiedo “com’è possibile che tu abbia avuto quello che hai chiesto e adesso tu sia risentita del fatto che quello che era il tuo ragazzo ora cerchi di essere felice invece che andare dritto verso la morte, cosa che sai non essere uno scherzo?”.

Dal punto di vista irrazionale dice, un po’ di fastidio me lo da. E lo so che non ha senso. Quindi non ci pensiamo.

Bene, lo capisco. E’ come essere geloso di tutte le tue ex. DENTRO di te, esiste quella bestia che vuole essere il capobranco e dominare le femmine in mezzo alla savana. Che si batte il petto e insemina ogni cosa. E quando accade ti sfotti da solo in testa. Quindi non vedi perché, se lo capisce, non può pensare lo stesso. Tutte le tue ex per lei sono stronze troie grasse brutte eccetera e quelle future peggio. Ok. Lo dice sapendo che è irrazionale? A posto.

Ma il resto, dice, l’ho capito. Era per F. (il suo Acquaman). Che si sta scopando delle altre. Come se lei non lo avesse fatto. Ma era così, ha pensato che “tutti sono felici tranne me” e sotto sotto forse pensava che io non avrei cercato di esserlo. Ma se c’è una cosa che mi ha cambiato proprio lei è stata questa: farmi capire che mi mentivo. Quindi ora non può lamentarsi. E lo sa. Sapere di me le ha fatto ricordare che quello che per lei è strafigo e del quale si sta innamorando, però non è solo per lei. E questo le ha fatto pensare per un po’ “ecco uomini di merda tutti poligami tutti con l’harem” … e ovviamente dimenticando che lei si è scopata il suo migliore amico (di lui) andando a sentire “cosa pensa”. Denigrandolo poi per la sua scarsa prestanza fisica. Con me, non con lui. Almeno questa delicatezza l’ha avuta. Avere a che fare con i 20 anni è difficile. Sono sanguigni, spontanei, stronzi, sinceri nel pensiero immediato e poco etici e sinceri con sé stessi. E’ un casino in quelle teste.

Io non ero troppo turbato. Ma mi sembrava davvero il colmo: volere tutti per te al tuo servizio. E invece no. Siamo persino usciti a mangiare e chiacchierare. E si sente di nuovo bella, quindi potrà posare. E come mai si sente di nuovo bella? Perché lui che di solito dice merda di tutto si è lasciato sfuggire qualcosa di positivo. Certo che Ferradini mi viene ancora sempre in mente eh. Però … però a ripensarci, credo che tutto , anche quella volta, quella della mia epifania riguardasse comunque lui. Era lui che non le aveva dato l’idea di essere abbastanza bella?

Beh questa volta me ne fotto. Senza cattiveria: sono fatti loro. E in tutto questo c’è stata la mia epifania artistica. Quindi grazie e buon proseguimento nel tuo romanzo di formazione.

gigi, la cremeria, il pollo e l’obsolescenza programmata

“Una volta che hai accalappiato il pollo” è un concetto che ho sentito da 30 anni. Questa frase stessa, non dovreste sottovalutarla. Quale? Quella “che ho sentito da 30 anni”.

Ne ho 44.

Figuratevi un ragazzino di 14 anni, anzi facciamo pure di 12, che sente dire a qualcosa che assomigliava a tua mamma, una donna, che “una volta che hai accalappiato il pollo”.

Che quando hai incastrato un uomo, un maschio, un ragazzo, allora… allora varie cose. Cose che cambiavano, finzioni che cadevano, altarini che si potevano smettere di controllare, armadi che potevano tranquillamente essere scrollati dai loro scheletri, perché tanto ormai chissenefrega. Corpi che potevano smettere di essere curati perché non era per essere né per sentirsi che questi corpi erano belli, piacevoli, gradevoli, affascinanti… ma certamente attraenti. Era solo per questa ultima: attrarre. Ma se non ti serve più attrarre, pensavano queste gentildonne, queste dame, queste signore degne del massimo rispetto di qualsiasi uomo (o donna) d’affari, non serve più investire in questa inutile, faticosa e spiacevole attività di curare sé stessi. Ad esempio. Ma questa era una cosa. Altre cose potevano essere solo quelle di essere gentili. Di essere accomodanti quando invece volevi sputargli in un occhio. Di scopare, persino. Fare sesso, pur di non contrariare l’acquirente.

Ricordo che Gigi mi disse che quando stava con S. era scoglionato perché questo no, e quest’altro no, e troppo questo e che fatica. E quindi lui si è trovato un’amante. Anzi, diverse amanti. Anzi, io direi scopate, non amanti. Non c’era amore. Erano proprio quattro salti in padella da come me li racconta. Gigi non è raffinato. Gli piace avere a che fare con la raffinatezza e i soldi, tanto che ci ha messo su un business, ma siccome non è raffinato, tra un po’ chiuderà. Quindi io credo in questa sensazione: erano scopate, non amava nessun’altra. Questo se lo dimentica, si dimentica di essere andato a chiavare in giro. Io posso comprendere la necessità del suo corpo, ma nel cervello. Perché lui ha tradito. Ma se lo scorda sempre quando dice che S. lo ha tradito, che andava con altri. Chissà che non mancasse qualcosa anche a S. che lui non le dava. Che di certo non erano chilometri di cazzo. Ma non so, non li conosco: quando l’ho vista allegra come una scolaretta per “dei bei manzi” però due domande sul loro rapporto me le sono fatte. Non sembrava solo apprezzamento. Sembrava desiderio. Ma quando ci sono messi assieme, mi diceva Gigi, facevano i salti mortali, i numeri, si rivoltavano come calzini, si divertivano molto. L’intesa sessuale c’era. E lei era curata, come lui. Non che lui fosse un adone, intendiamoci, ma com’era così è rimasto.  Continue reading →

mancanza, quello che non hai

L’altra sera, quando lei manifestava insofferenza per una cosa che poi ho scoperto non riguardarmi affatto, anche se irrazionalmente scatenata da qualcosa con me, uno dei ragazzi della band, che ragazzi non sono, evidentemente interrogato in mia assenza sul tradire, le stava esponendo ciò che abbiamo sentito mille volte sulla coppia che diventa ordinarietà e che quindi perde di interesse ecc, ma poi ha posto la questione in modo più interessante, che direi “filosofico” (ok ok) … e cioè che l’essere umano cerca sempre ciò che non ha. E credo intendesse dire che quando quella cosa che ha trovato ce l’ha passa ad altro.

E questo mi fa schifo.

Mi fa schifo se quello che hai non lo apprezzi, non lo tieni.

Mesi fa una modellettacheviendallacampagna e che sicuramente stava studiando filosofia, o socrate o platone, si diceva d’accordo con questo perché definiva (non sono d’accordo) l’amore come “mancanza”, ovvero come quella tensione ad avere finché non hai, e non il completamento. Non sono d’accordo: quello è desiderio d’amore ma il raggiungimento non pone fine. A mio avviso.

E poi c’è il classico “non apprezzi quello che avevi finché non lo perdi”. Che, pure quello, mi fa schifo. Perché devi essere così coglione? La capacità di astrazione ce l’hanno già le scimmie: quindi anche noi. Da parecchio. Non puoi figurarti da solo cosa sarebbe “essere senza” ? Io sono uno di quelli che quando apre il rubinetto e vede scorrere l’acqua corrente si rallegra di averla. Sempre. Di avere il riscaldamento. Non li sottovaluto, non li do per scontati. E così è con le persone di valore. Di qualsiasi tipo di valore stiamo parlando.

Poi ok, che tu possa tendere a desiderare altro che non hai, posso capirlo. Sai, quindi vuoi sapere di più. E forse anche la ricchezza: ne hai, ne vuoi altra. Ma anche qui… ci sono pro e contro. Dico che posso capire l’imprenditore, il cui scopo è aumentare il capitale. Ma spesso quella è tutta la sua vita. Tutta lì.

perché venite qui

Ci sono fondamentalmente TRE morivi per cui la gente viene qui, per cui mi trovate. Anzi, per cui mi cercate. Sono tutti abbastanza malati.

Diciamo 4, non necessariamente in questo ordine.

  • suicidio
  • pratiche sessuali particolari
  • lavoro
  • varie altre, ma talmente tante che assieme non fanno le altre 3 voci

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