di forma e contenuto #20192393487

Ragionavo (si ok, ok, non esageriamo) di forma e contenuto su di noi, persone, in rapporto ad un’opera. Letteraria? Non è il mio settore: io mi esprimo liberamente, tutto qua. Foto? Chi lo sa… foto bella VS foto buona ci insegna Ugo Mulas –> GB Gardin –> innominato. Musica? MI sembra più evidente. Senza forma il contenuto non arriva proprio.

E noi, persone? Se siamo scritti male il nostro contenuto potrebbe non interessare. Si legge una pagina, bah, scritto male, via, avanti un altro, uno scritto bene.

Fine del pensiero che, comunque, è stato formulato sulla tazza del cesso.

Come tutte le mie migliori creazioni ed espressioni, ovviamente.

sono un ottimo cuoco sono un ottimo cuoco sono un ottimo

Sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco, sono un ottimo cuoco … a volte cucino nel vialetto… sono un ottimo cuoco.

Ho bruciato di nuovo le lenticchie.

Ho comprato le lenticchie secche, che costano meno e che se cucini tu va tutto meglio eccetera eccetera. Le ho messe a bagno, un congruo numero di ore in anticipo. Ho lavorato, intanto l’umido faceva il suo. Ad un certo punto è giusto il fatal momento: schiaffarle nella padella , aggiungere altra acqua e vino e qualcosa che l’altra volta aveva dato buon risultato e far consumare. E così è stato.

Poi mi sono messo a mandare vocali a Tanya sui suoi social, visto che mi ha “assunto” per questo: social media marketing. Era un po’ in vena di essere cazziata e così è stato. In effetti stava iniziando ad avere il tono da MAURIZIOSEIMANDIIiiiii-SMAAAàAA! e soprattutto stava facendo i video con rima baciata in -are. Ora, ovviamente bisogna controllare se tu e il tuo target siete sulla stessa lunghezza d’onda. Ma direi di no: il tempo medio di visualizzazione di video da 20 secondi (che è il massimo del tollerabile) era di 6 secondi. Direi che avevo ragione. Ecccetera eccetera eccetera, un po’ tranquillizzare un po’ correggere e bla che ti riblà e … sniff sniff…

PORCODDUE.

Ho DI NUOVO bruciato le fottute lenticchie. Quello era l’ottimismo.

Il realismo ha comprato quelle in scatola pronte. E ora si mangia.

Ricordavo a B che da me questo c’è da aspettarselo, che quando iniziavamo a conoscerci, nella sua prima casa da sola, io avevo bruciato i piselli. I PISELLI!!!!!! Ma come si fa a bruciare i piselli? E’ come bruciare l’acqua.

Ma ci sono arrivato, con gli anni. A bruciare l’acqua. Si brucia la pentola, ovviamente. Che è di metallo. Avete mai visto una pentola rossa incandescente? Io mettevo a bollire l’acqua per il the almeno 6 volte. Finché andava bene aggiungevo acqua. Ad un certo punto non l’ho aggiunta. Ma mi sono accorto di quanto fosse calcarea: oltre al suddeto pentolino rosso incandescente, ho trovato lo STAMPO del calcare, marrone, che alla variazione della temperatura della pentola ha fatto cric, e mi ha lasciato un anello marrone di calcare bruciato, una specie di corona di pietra. Sono il Re, in effetti.

Ovviamente la citazione, per chi di voi non fosse una vestigia del passato, un residuato bellico, una muffa o una crosta vecchia come me che se lo ricorda per averlo visto quando è uscito, è “sono un ottimo guidatore” da Rain Man, voce doppiatore di Dustin Hoffman il solito buon vecchio (rip) Claudio Amendola.

comodo edonismo morboso?

Dalla prima volta che si è innescato il meccanismo per cui ho iniziato e poi proseguito con la fotografia di nudo ho imparato molte cose. Molte cose sulle donne, più che sulla fotografia. E sicuramente molte cose sulle donne di questo paese, di questo periodo particolare. Non vuol dire che sono un grande conoscitore delle donne. Non confondiamo. Conosco alcune cose, più o meno sempre nello stesso ambito. Continue reading →

Afterschifus / UP

Alla fine ho consegnato la preview. Che poi è pressoché tutto. Mentre lo afcevo mi facevo schifo, come testimonia l’allegro post di ieri. Non ho visto gioia sprizzare da tutti i pori. Non ho visto dello schifo. Ho sperimentato il caffedellamacchinetta senza zucchero (confermo: si stanno invertendo le mie preferenze: moka #1, poi macchinetta, poi espresso del bar, tutto questo SE senza zucchero; devo provare il solubile).

Quindi ok insomma. Che ci sia tanto lavoro lo hanno capito. Ma che sia un lavoro ben fatto non si sa. Forse ieri non avevo preso il mio antidepressivo. Forse facendo comunque, prendendomi a calcinculo da solo, semplicemente con dei “chissenefrega” si va, si funziona lo stesso, di base sai quel che devi fare, anche se non sei il migliore. Mestiere. Non tutti sono chef stellati, c’è pure la cucina casalinga da Gennarino.

Tornando indietro ho chiesto alla modelletta a cui avevo lasciato istruzioni x reflex se stava imparando, ecc, mi ha detto vieni a farti un caffè, verificato due robe, detto altre due, subito lo sfottimento dietetico della mamma (che però : vedi finale) , poi a telefono visto se un’extraterrestre poteva volere informazioni, e forse si, qualcosa, contemporaneamente G, mia cara amica, mi manda un suo selfie e si espone su cosa voleva imitare e mi chiede istruzioni pure lei. Intanto mando un vocale al presidente del club fotografico losalcazzo per chiedergli se per caso loro si sono organizzati per strappare prezzacci in fase di stampa facendo numero con gli associati. Mi dice di no e poi mi dice “hey perché non vieni a farci una conferenza per parlarci della tua esperienza?”. E… ok. Boh. Non serve che arrivi la star, lo hanno fatto anche tra loro. Boh, se po’ servì. Io so solo che quando la gente mi usa col sistema “se ce l’ha fatta lui vuoi che non ce la faccia io?” poi di solito mi viene a mettere i bastoni fra le ruote in faccende in cui serviva solo farsi forza. E prima di vedere me non se la facevano. Stavano li a rodersi ma senza provare.

E se fosse una cosa qualsiasi non ci sarebbero problemi. E’ che mi è già successo che poi uno prende coraggio e NON FA FATICA e chiama i miei modelli, senza metterci la faccia. Questo mi rompe i coglioni a mille.

Cosa accadde mesi fa con la mamma della modelletta X-GENDER. Noi parlammo, in stazione. Lei mi fissava, con l’aria di “parla parla, poi ti sistemo io”. E io bla e bli e ribla con la ragazza. Finiamo. Lei prende il respiro e io mi aspetto che mi dica “tu che cazzo vuoi dalla mia piccola eh? brutto porco?!” e invece lei “adesso mi dici come cazzo hai fatto”. E io “scusa??”. “No, tu adesso mi dici come cazzo hai fatto a dimagrire così”. Segno evidente che se la differenza è percepile, non mi sbagliavo. Le sorrido perché lo so che lo sa. E le dico “con quelle due cose che non vuoi fare, giusto? Tu le sai, non ho le magie io”. “mmmhhhhhhhhffffffffmmmmmmmmmmmh” “Giusto? Cosa sono? ora te lo chiedo io” “alimentazione e movimentooooo ameeeeen”. Bene, buona serata allora!

Si è vendicata col soffrittino libidinoso. Per fortuna che dovevo andare via.

farsi schifo #20192382934876

puf. Ecco che mi faccio schifo. Ecco che so che tu mi leggi e non so più da quale parte guardare per vomitare fuori il mio schifo. Il mio vicolo scuro e umido, con l’acqua che cola alle pareti e il fumo illuminato che opportunamente filtra dalla via principale e stranamente tutto quanto è un po’ umido per terra, bagnato. Che poi quando vai in città mica è così, come mai?

Perché la luce si riflette sull’acqua e crea un effetto drammatico. Perché l’asfalto diventa più scuro se è bagnato. E il fumo? Effetto drammatico. La luce colpisce qualcosa invece di niente, crea qualcosa dove non ci sarebbe nulla. Lasciamoci distrarre da questo nozionismo del cazzo inutile che probabilmente si può imparare ravanando (ruffolando! 🙂 ) un po’ su internet con un po’ di attenzione. Ma divaghiamo, dilaghiamo ancora un po’: alcune foto scattate negli stadi 30 anni fa ed oggi in condizioni identiche risultano differenti. Era il fumo. Il fumo cambiava completamente il modo in cui la luce si diffondeva e la sua mancanza in cui oggi si diffonde. Continue reading →

approcci fotografici i quali mi perplimono

La modella di oggi aveva abbastanza esperienza di posa, non di nudo. Ha avuto varie pessime esperienze in passato. E uno di quelli che conoscevo come pessimi pare abbia avuto con lei un approccio vagamente indelicato, che lei ha declinato.

Ecco, per uno tra i 60 e i 70 con l’aspetto di Zio Tibia coi capelli corti, che non ha mai visto di persona, approcciare con “ME LO FAI VENIRE DURO” credo non sia la via dello Jedi.

Ma credo che anche l’imperatore del lato oscuro avrebbe avuto difficoltà a non farsi sgamare con questo approccino delicatino.

Lo plaudo per l’autoeliminazione. Poi magari chissà, questo tipo di approcci gli avrà forse procurato delle grandi scopate nella vita, eh, me lo chiedo spesso: come mai costui non è mai stato denunciato? Visto che quello che mi arriva da numerose figliuole è questo? Mah.

Si vede che io di approcci non capisco un cazzo. Lo so.

ti hanno ACHERATO? contolla QUA

vediamo se qualcuno mi redarguirà.

Attendo. Ad ogni modo:

Forse avete sentito dire che c’è stata la pubblicazione di un mega archivio di mail+password e che possono essere alla mercé di malintenzionati, o alla vostra, per controllare se siete o non siete vulnerabili.

Cliccando QUI potete leggere la notizia.

Cliccando QUI invece potete andare direttamente su un sito di un HACKER che vi dice se a lui risulta che la vostra mail sia stata violata o meno. Ovviamente dovete inserire l’indirizzo.

capricciosa quattrostagioni

Appuntamento con lei post lavoro dai tu caffè io qualcosa. Ooook. Arriva con la sua (deo gratia, finalmente!). Salgo lato passeggero e fa “non esiste”. Poi inizia a dirmi quanto facesse cagare questa giornata all’asilo con questo e quel problema e che per una cosa brutta che le è successa e bla. Le rispondo che la vita lavorativa è così e che per quello specifico tipo di problema è bene che si abitui: ogni volta che non ti arrangi e chiedi aiuto, anche se te lo danno, qualcuno comincerà o in faccia o alle spalle a dire “allora a cosa mi servi facevo prima a farmelo da me e non assumerti” e simili versioni.

“non ti racconterò più niente allora!” (questo lo dice sempre) perché lei voleva (ma non siamo più assieme, amour, e quindi non sono propenso a rendere felice una che non mi ama. Sono predisposto ad una civile, normale, non aggressiva, ragionevole, conversazione. Dialogo.)  “svuotamento di roba e gente che mi da ragione e mi commisera a prescindere e non che dice la sua”. E ok. Poi fatico un po’ ad ottenere un “per favore” invece di un “guida tu”. Ci riusciamo. Salgo, inizia a dirmi “non so cos’abbia non è stabile, è sbilanciata … come se avesse un bla e ribla e salcazzo bla, PUOI VEDERE TU?” e quindi prendo e ovviamente se si tratta di gomme, sterzo, stabilità, provi ciò che coinvolge forza centrifuga, accelerazione, frenata e una leggera spinta improvvisa in curva: quel genere di situazione che se ti capita inaspettato ti mette in pericolo. Se lo fai di proposito per prova è Ok. Comincia  subito ad urlare “ahhh! non fare il coglione con la mia auto!!!!” e io non sono paziente se mi si tratta di merda: io di più! Ma dico “se devo prov…” “queste cose le fai con la tua, non con la mia!!!” “mi hai detto che ha casino e…” “se te lo dico io! questa è la mia macch” “non rompere i coglioni, mi hai detto TU , mi hai CHIESTO di provare e io sto provando, si prova così!” “ma che ne posso sapere io? Se il 99% del tempo con la macchina sei un coglione io zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz ”

Non ho sentito cosa ha detto dopo. Inchiodato, fatto manovra, fatto retro, riportato auto in parcheggio, spento auto, detto ciao, chiusa portriera, rientrato a casa, ricominciato a fare licazzimia, guardato orario per andare a prendere il frittino.

Ho staccato i dati. Preso il frittino. Telefonato sulla luna (che tanto io ho minuti illimitati verso tutti, quindi le extraplanetarie sono comprese) per diverse ore anche. Ho riattaccato i dati, aspettandomi una valanga di insulti, di tumitraddidimerda, di qualsiasi cosa. Non c’era nulla. E mi ha bloccato 🙂 E io sono più leggero. Il passato, le gioie, mi davano di che dolermi. E me ne danno ancora: sono cose belle che non sono più. Non ci sputo sopra, non le cancello in nome della merda che accade comunque, con lo stesso involucro di chi mi amava. Ha sempre fatto le bizze. Ma diceva anche di amarmi. Ora è chiaro che è solo un’amica che si dimentica che gli amici non hanno il benefit. Gli amici hanno la caratteristica fondamentale di trattarsi con un certo rispetto di base. Di trovarsi bene. Di dialogare volentieri. Di ragionare, in senso moderno e in quello antico.

Posso dire di essere guarito. Molto prima dei sette anni. Di sbattermene i coglioni. Certo mi dispiace. Certo penso che da qualche parte abbiamo perso qualcosa entrambi, a parte le staffe. Ma io sono cresciuto in un mondo in cui l’educazione conta. Sono sboccato, maleducato, volgare. Ma non tratto mai gli altri esseri umani dando ordini od offendendoli a buon mercato con questa leggerezza. E soprattutto di solito do per scontato che del mio svuotamento di merda agli altri non gliene frega un cazzo perché ne hanno abbastanza della loro: quindi ho l’abitudine di interessarmi molto al fatto che ciò che dico sia di loro interesse. Non lo do per scontato. La seconda cosa fondamentale in questo campo è : non sono una radio e i miei interlocutori sono appunto, interlocutori. Interloquiscono. E lo fanno con una loro propria volontà, nel modo e con gli argomenti che provengono da sé, non dal mio libro di ciò che è consentito. Non sono monsignor Della Casa. Ma ci sono modi, di base. Un minimo.

So che ha bisogno. So che le serve compagnia. So che le serve anche poter svuotare il suo malumore. Ma lo abbiamo tutti. E non possiamo mai, in nessun caso, pensare di poter essere giustificati nel maltrattare gli altri solo perchè abbiamo una giornata no. Perché non è colpa loro. Forse non è nostra, ma più probabilmetne si. Di certo non loro.

E quindi dormirò. Tranquillo. un po’ mi dispiace, ma non abbastanza da cambiare questa tranquillità. Anche se forse ho perso una modella; persino un’amica, anche se troppo fumina per me. Vedremo. Ma come diceva “quel birba di Lucignolo”: Lasciala gridare. Quando avrà gridato ben bene, si cheterà.

non so leggere i segni

Un’appartenente ad una categoria la cui opinione non può essere ignorata, perché direttamente interessata e coinvolta nel’argomento, mi dice che io non so cogliere. Eppure il Maestro mi dice sempre “tu cogli molto: sei proprio un coglione“.

A parte questa splendida ouverture , colei che mi disse ciò, mi disse “le donne probabilmente ti lanciano segnali di disponibilità, ma tu non sei attento, le ignori”.

Ora, se per caso i segnali mi dovessero giungere da tizie che non mi piacciono, si, probabilmente non avendo volto lo sguardo in quella direzione è certo, non probabile, certo al 100% che non coglierò alcunché: potrebbero farmi diti medi, le boccacce, calarsi le mutandine ed alzare la gonna con i segnali “SONO LIBERA” ed ammiccare nella mia direzione. Non sto guardando li, forse ho già guardato li, ma il mio interesse era lo stesso che per il tavolino davanti o per gli espositori con le riviste dietro. Questo quando parliamo di persone che vedi “una tantum”.

Ma se una mi piace, ovviamente osserverò. I segnali che mi arrivano di solito sono “cazzo guardi”. Fine.  Continue reading →