uomini sensuali (i vizi dei sensi)

In qualche vecchio scritto si definivano gli uomini “sensuali” non quelli che sarebbero stati interesse dei sensi, bensì coloro che con i loro discorsi, azioni e intenzioni sarebbero stati tutti puntati a trattare solo ed esclusivamente ciò che riguarda i sensi: persone con la testa per aria, poeti (“puah! poesia!”), superficiali, gente poco pratica, che non ha la testa sulle spalle e i piedi per terra, pessimi partiti, gente che non sa stare al mondo, spiantati, gente che non ha basi solide di economia elementare e più alta, che non tratta la profondità e lo spirito (in senso religioso).

Ed ecco in quale modo i miei sensi sono viziosi: Continue reading →

dei backup #192387129387

Non fosse bastato il richiamo alla sfiga dell’altro giorno, ecco che nella mia “catena dei backup” è accaduto qualcosa. Per fortuna le mie abitudini ultra-paranoiche (recitiamo insieme: PARAONIA IS A VIRTUE) mi hanno salvato.  Continue reading →

mi sento già noioso

ammappa che noia CG!!!! cheppalleeeee

ilsupremomaestro l’altro giorno mi ha lasciato secco: lui è il mio maestro di fotografia. Egli SA TUTTO. Colui il quale conosce ogni cosa e se non la conosce la conosce subito dopo. Se non la sa fare la sa fare. E di solito la sa. E se ipotizza è giusto. Inchinatevi a lui e prostratevi innanzi al suo potente membr

ah no, questo lo dico io a lui perché è mio amico prima che essere maestro e siamo due teste di cazzone. Fatto sta che lui è un talento naturale del disegno, ad esempio. E ha fatto il disegnatore per un tot. Era appassionato. Per un tot. Poi fine. E di cose così ne ha fatte parecchie. Passioni passeggere. Infatti mi guarda e mi fa “eh, tu hai la passione, io mi sono rotto il cazzo”. Ma!!!!!!!!!!! Scherzo sulla sua prossima (attuale) passsione, la barca. Finirai con gli aerei? – dico – Può darsi proprio – dice lui – perché costa pure meno e tra un po’ dovrei fare quello scalino di conoscenza che non ho un cazzo voglia di fare. E poi finisce sulle donne. Che sono belli solo gli inizi. Che poi c’è l’ordinarietà.

E io mi sento così. Io sono ordinario, io sono, sempre, il dopo. Sono già li, sono dopo la magia, dopo lo stupore. Sono io, quello li sono proprio io, quando sai già chi sono. Ed è sempre li che io perdo, sempre ammesso che qualcuno si affacci. Penso a quelle donne che lui ha visto così. Immagino sia più che altro per l’imbroglio di essere fighe, carine, simpatice e celare delle stronze, cadenti, pigre, sciatte che erano quello che erano solo per accalappiarti. Immagino io. Ma magari no. Magari lui intende proprio che dopo la cottarella iniziale, dopo l’infatuazione, il resto è noia. Continue reading →

fotografate le vostre opere (backup)

Su Netflix potete vedere un documentario su Szukalski. Non ho ancora visto tutto, lo vedrò a pezzi come al solito, ma sono totalmente d’accordo su una cosa che ho visto dire al vecchio in un tape degli anni in cui lo intervistarono: l’arte deve essere sempre eccessiva, mai moderata! E cazzo come mi sento d’accordo con lui in certe cose. Ovviamente è un pazzo 🙂 Ma non importa, per quello che riguarda l’opinabile, mi va bene.

Detto questo: se avete occasione di leggere un attimo la sua biografia noterete che molto del suo lavoro sia stato distrutto in guerra. Allora se siete scultori vi prego, fotografate decentemente, oppure fate fotografare professionalmente, le vostre opere. Per bene! Pensando che potrebbero essere distrutte presto. Fatelo! O rubate!

Lo so, lo so, non si deve pensare che.

E invece se poi accade? Paranoia is a virtue: se accade a avete delle copie che pensavate ridondanti… e invece ora sono diventate gli unici esemplari esistenti, faceva tanto schifo pensarci prima?

Backup, gente, backup.

UPDATE: e guarda chi scopro che ha amato le sculture di questo tizio? I TOOL!!!!!! MA QUESTI SI CHE SONO SEGNI!!!!!!!!!!!!

prostituzione come modus vivendi naturale

C assomiglia a lui

Questa è la seconda volta che sento parlare dell’Ucraina in questo modo. La prima volta è stata una mia ex compagna di scuola che ora lavora nel campo della diplomazia internazionale. Diceva che ci sono moltissime ragazze splendide, persino ai suoi occhi che non cercano certo questo, diceva, le ragazze sembrano tutte modelle anche per strada, in giro. E che per motivi evidenti legati al modo di vivere questa cosa, l’HIV è diffusissimo.

Ho frenato, a suo tempo, l’intenzione di comprare un biglietto. Il motivo principale è lo spirito DO UT DES di questa faccenda. Che pare ben radicato nella cultura locale. NON STIAMO IN ALCUN MODO AFFERMANDO “LE UCRAINE SONO TUTTE PUTTANE” ma ora sentite un attimo.

Qualche giorno fa in pizzeria la cameriera, Russa, in Italia da diversi anni, approdata ad Avellino e poi spostatasi al nordest, parlando di Vodka e di come sia poco divertente berla qui mentre quando va in Ucraina bla e bla e riblà, il mio amico C si informava di come dire per favore, grazie, prego, potrei avere, eccetera. E io “e per provarci con le tipe?” (il mio riferimento era questo: il mio amico è del ’65 e assomiglia MOSTRUISAMENTE a Lenin e la badante di sua madre ogni volta che lo vede fa uno spettacolino grottesco a metà fra il terrore, la venerazione e altra simpatica roba da macchietta – quindi già lo vedevo in russia a fare Lenin) e lei “beh, basta avere soldi, tu mostra soldi, tu hai”. Molto seria. Poi “amore è per poveri”. E noi “beh allora noi tanto amore!”. Era sempre molto seria perch aveva visto che cosa pensavamo, ovviamente, dopo 20 anni qui. E ha detto chiaramente “quando il modo di vivere è quello devi sopravvivere, devi fare quello che puoi per tirare avanti, funziona così: quando una sente sicurezza, che ti curi di lei, lei fa tutto”.

Renderò esplicito questo pensiero che proviene dalla mia ignoranza della situazione socioeconomica dell’Ucraina. Ma … lavorare non è possibile per le donne in Ucraina? Cioé, io sono anche felice che la selezione naturale passi per l’estrema bellezza in qualche parte del mondo, ma non se è in vendita. Perché i soldi selezionano raramente meriti tali da innalzare l’umanità. Intendo i TANTI soldi. E’  stato triste, lei era serissima e perfettamente conscia di una situazione di un paese che frequenta. Se fossi stato uno che funziona in quel modo avrei fatto due conti. E per il mio lavoro n.1 ci penso: costa poco? Modelle bellissime a costo basso? E non devono nemmeno umiliarsi. Per il nudo invece siamo alla stregua del rapporto sessuale: consenzienti, desiderose di fare, entusiaste. Altrimenti non mi interessa. E visto che li sembra che tutto sia merce per soldi… allora peccato, peccato davvero.

Sarà vero?

educazione integra

Volevo intitolare il post come una cosa che mi è rimasta dentro: “L’educazione delle canaglie” (che non so quanto abbia a che fare con “l’educazione di una canaglia”, libro), un audio-qualcosa, audiodramma, spettacolo audio-fonico … non so definire ora. a era cinicamente meraviglioso. Trovate una via per ascoltarlo (eccezionale) cliccando (computer computer computer no cellulariiiiiiiii) QUI.

Ma non era di questo che volevo espellere inutili interazioni elettriche tra le mie cellule deputate alla formazione di pensieri.

Ieri mi chiama D. , un ragazzo… beh ormai ragazzo non lo è più tanto. Ha 25 anni e già lo scorso anno ha raggiunto quel genere di conclusioni alle quali io sono arrivato, credo… beh, a quarant’anni. E con lui si può tagliare l’età con l’accetta senza problemi. Era lui il ragazzino in motorino che rabbiosamente si lamentava che “quella cazzo di VECCHIA con il passeggino mi ha tagliato la strada!!!”

– Ma … D. … tagliato la strada… su delle strisce orizzontali bianche?
– Si… vabbè, ok, ma io ero in corsa e lei poteva aspettare
– E… D. … vecchia… secondo te quanto vecchia era?
– beh avrà avuto venti anni sicuramente!!!!

😀 Ok.

E’ stato un piacere vederlo crescere e ragionarci. E’ l’amico di M. , il figlio del Supremo Maestro. Era, dovrei dire, l’amico. Da quando M. si è messo con Kelly, ha peggiorato la sua condizione fino a vedersi privare anche della libertà delle amicizie. E siccome non risolve in modo intelligente, ora fa danno a sé e anche a lei. Ma D., invece, che ha la stessa età e faceva la stessa scuola, condivideva gli stessi interessi e anche l’umorismo, in buona parte, è venuto su in modo molto differente.

Ricordo la volta in cui se la prese molto, perché gli feci uno scherzo imbarazzante. Era sinceramente contrariato, davvero molto, vedevo il limite dato solo dal fatto che io ero un adulto. Ma questo adulto coglione ha scherzato con lui come un coetaneo, esattamente nello stesso modo. Era a telefono con una potenziale conquista femminile, una che gli interessava. E io ho fatto il mio tipico scherzo. Ho detto qualcosa di imbarazzante ad altissima voce in modo che si sentisse dall’altra. La tipa dall’altra non so se abbia reagito male o cosa. Lui però si, si arrabbiò, temeva di perderla, temeva di avere rovinato l’incontro. Aveva messo tutto il carico su sé stesso e tutto il potere giudicante su di lei.

Fu la prima volta che parlammo sul serio: gli dissi ok, io non mi sento di avere fatto una cosa che tu possa giudicare davvero 100% male, ma ti senti male e per questo ti chiedo scusa. Ma non mi fermo qui: ti chiedo invece: tu sei sicuro di voler stare con una stupida? Cioè, la tua testa capisce questo scherzo e ne ride di gusto. Tu davvero vuoi frequentare una ragazza che non riderebbe di gusto con te per la stessa stronzata? Oggi è questo. Domani cosa sarà? Un’altra cosa che non puoi dire o non puoi fare? Una cosa che a lei non manca di rispetto e non le toglie nulla ma che non è conforme ad un comportamento di plastica? Sicuro? Sicuro che vuoi che io non ti faccia più questi scherzi? Che mi astenga? Io sono sempre io, ma ecco, la prossima volta invece di avvicinarmi mi terrò a distanza, per rispetto a questo. E a te verrà sottratto qualcosa. Qualcosa che ti piaceva, ti faceva ridere, un po’ di sale della vita. Oggi sono io, domani un tuo amico, dopodomani tua madre o un gatto. Roba tua. Pezzi di te che tu hai scelto essere nella tua vita.

Troppa roba per un ragazzo?

Non per quel ragazzo.

Ci ha pensato e alla fine se n’è fottuto, ha pensato parola per parola a quello che gli ho detto. E non è uno plagiabile. Da quella volta mi chiama come chiama altri adulti che sente come parti di una famiglia, gente che lo ha accolto, che gli ha parlato sinceramente, non formalmente e da adulti che guardano i bambini in cortile che giocano. Io preferisco “fratello grande”. Oggi potrebbe dare molti consigli lui a me. Ha fatto un percorso scolastico sbagliato. Si è smazzato. Ha detto “non è per me”, ha ragionato sempre, ha cambiato, ha trovato la via, si è smazzato ancora, è un ricercatore, ha vinto borse di studio, ha mangiato unpo’ di merda in Italia e in un tempo ultracompresso ha capito quello che noi capiamo in 20 anni di lavoro. Mi ha chiamato finalmente per dire quante belle cose, che ci si aspettava fossero normali, finalmente ci sono nella sua vita. Tre anni di borsa di studio in Inghilterra e poi già pensa agli USA eccetera, anche se dopo aver visto la civiltà pura in Danimarca, vorrebbe andare li. Pare che in UK – lavoro a parte – l’inciviltà sia diffusa come qui, invece.

Differenze? D. è stato voluto e cresciuto con concordia, no è no, si è si, i soldi sono questo, provengono da questo, se non si può non si può, cerca di fare questo e questo, noi ci siamo, eccetera. M non è stato voluto davvero e sua madre lo ha sempre cresciuto viziandolo in un modo che ho sempre trovato assurdo: lei ha rispettato le regole e la cosa le rodeva il culo. Allora adesso io permetto a mio figlio di violarle tutte. Quindi non hai capito quali erano giuste. Non sei cresciuta. E ad ogni richiesta ripetuta più di 5 volte il no diventava si. E ad ogni culo sporco una mano puliva. E ad ogni voglio in qualche modo diventava si. E madre e padre avevano e manifestavano pareri discordanti e volontà opposte di fronte a lui. Suo padre lo ha “lasciato nascere” per paura della pressione sociale (che non c’era) su di sé. E si odia per questo e coscientemente ribalta questo odio sul figlio. La rovina della propria vita, del suo tempo, dei suoi soldi, del tempo di sua moglie sottratto a sé. Un egoista scemo, che ha fatto un solo fottuto errore. Peccato che comprenda la nascita di un essere umano. Che non ha amato e che lo ha sentito in modo chiaro, perché una cosa che non manca al maestro è la capacità di espressione, chiara, ragionevole, lucida, cinicamente glaciale.

E ha perpetuato il danno: M ha cercato come obiettivo “la morosa” , lei ha visto un fesso ma con DUE famiglie alle spalle che gli avrebbero sempre salvato il culo. Ha figliato. Ha rifigliato. Lei gli impedisce di vedere i propri amici, di frequentare gente, gli impone ogni puttanata (veg, no vax, homeschooling, qualsiasi cazzata in cui essere scettico ma mai verso chi lo è in modo corretto: la scienza) e alla fine, sotto sotto, c’è solo e sempre la paura dell’abbandono, della solitudine? Chi lo sa. Un disastro.

D. è tranquillo, proiettato verso il futuro, schiavo di nessuno, nemmeno di sé. Sono felice per lui, orgoglioso avrei detto… ma non è mio figlio, non siamo parenti. Sono molto contento per lui, contento che esistano posti giusti in cui le cose funzionano a dovere. In cui rispetti il tuo capo perché lo senti giusto, perché non è solo gerarchia pesante, ma valore, guida.

viziatella in salmì

Lei mi manda un messaggio: oh hai a disposizione scanner e stampante? –  Io che vorrei dare una sfoltita ai capelli dietro, per quando ripartirò per la luna, col suo rasoio e soprattutto la sua capacità di farlo, penso che ne valga la pena: ok, dico, andiamo su negli uffici e ci arrangiamo. Ho pensato pure che non si fa alcun tipo di peculato: posso arrangiarmi in modo completamente digitale per quello che le serve.

Aggiunge: “così poi dormiamo in studio”.

Ci ha sempre provato a farlo diventare casa sua. Anche quando eravamo assieme. Io conosco la situazione eh, per carità. Ma so anche quando è necesità e quando è vizio. Faccio “no, su, fai la brava; ti ho spiegato. Se hai problemi veri, che ti senti di merda, che non ce la fai, sono qua” . “ma non riesco a dormire da sola”.
“bimba mia… procuratene un altro, di bambolotto, eh? 🙂 Dai” “ma vengo già in pigiama!” “e questo cosa risolverebbe del fatto che non dormi a casa tua?” “mhpf… uff” “dai, ti fai le tue cose burocratiche, sei gentile e mi tagli ‘sto pelame sulla nuca e poi vai a nanna a casa TUA, perché non sei sola al mondo, i tuoi esistono” “fa freddooooo, non accendono la stufa!!!” “puoi comprare anche tu la legna, puoi persino portarla tu che ti vanti di fare stacchi da 100 kg” “gneeeeee!” “si, mi pare che GNE sia l’argomento 🙂 Dormi da te ok? Dovresti insegnare ai bambini come comportarsi… per fortuna non lo sa nessuno, dai. ” “GNEEEE!!!!” “e lava mutande e calzini che ti ho prestato, che sono dello studio, non sono tuoi!!! sono COSTUMI DI SCENA!!!!!” “GNI-E-E! ! ”

Cioè io B non la tocco nemmeno, proprio siamo a 20 cm l’uno dall’altra anche se è un matrimoniale. Anzi, è pazzesco, mi ha detto che qualche volta si sente in imbarazzo perché “magari invado il tuo spazio”. Ma… MA!!!!!! Cristo mi hai mollato perché non facevamo sesso, non perché mi sentivo oppresso nelle mie proprietà terriere! Che poi sono nostre.

Che fanno, impazziscono?

Pure le gatte mi guardano strano.

Aiutooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Devo andare a respirare sul bright side OTM. Se esistono cose buone. Se esistono! Devi seguirle.

E ho troppo da fare, colpa mia, mi sono organizzato una merda. Oggi impazzisco pure io.

Poi mi ha chiamato uno che fa il matrimonialista. Lo sa che io non mi muovo se non mi paga profumatamente. Non gli piace mai l’idea che un professionista si paga per il suo tempo, non per quello che fa, se non ci sono precisi accordi “di obiettivo”, che comunque sono superiori al costo orario. All’inizio sono lusingato. Penso “cavolo, è uno che si smazza, potrei dire un concorrente, ma no, facciamo altro… ma pensavo mi reputasse una merda, invece mi chiama. Quantomeno se non è la qualità dl lavoro sarà l’aspetto relativo alla professionalità che gli interessa”.

Però ci prova subito. E a me questo balletto del tirare sul prezzo… ahhhhh!!!!!! solo che di buono c’è che te lo dice: ti dice chiaro che si sta informando ma intanto (maniavantismo, cit) tu sai quello che fai. Mh. Non esattamente un complimento ma nemmeno una merda. Preferirà certo “uno della zona degli sposi” e ancora di più “uno che fa sempre il matrimonialista”. Ok, mi frega il giusto. Gli dico ué, io blocco la giornata di giugno. So che non lo sai fino a maggio. Ma tenerla bloccata e poi lo fai con un altro non mi piace. Quindi ti scasserò la minchia finché non lo saprai, verso maggio. Si si si. Ok. E io devo guadagnare, non spendere. Quindi tu non paghi la mia mezz’ora a casa dello sposo. Tu paghi un minimo di 2 ore al costo di X all’ora, se le ore in macchina superano la mezza giornata tu mi paghi le ore in macchina. E le spese su tabella ACI per la mia macchina, percorrenza media annua 20000 km. Ora… sapete per rispondere in questo modo quanto ci mette uno che si vergogna a chiedere i soldi per farsi pagare del suo? Avere a che fare con gli artisti poi… aiuta. Valutare le opere. Pubblicizzarsi, fare bla bla sociali. PR … Se si potesse vivere d’arte, senza le relazioni sociali. Perfetti asociali produrrebbero cose meravigliose per sempre. E invece devono mangiare. Pagare le bollette.

O la legna, magari. Per scaldare una camera gelida.

farfalle nel bozzolo

Il titolo renderà impossibile trovare questo articolo. Ma “figa tappata” non mi sembrava carino, e “sinechie delle piccole labbra” è troppo medico, sarà quindi bene che troviate l’articolo presso fonte più autorevole.

Sulla luna mi spiegarono che esiste una .. malattia? Una disfunzione? Una roba brutta – robetta, bruttina, niente di mostruoso – che succede alla vagina delle bambine. Io da piccolo ho subito una operazione al pene, una cosa piccolissima, perché sostanzialmente pisciavo storto se non scoprivo il prepuzio, cosa che non sapevo di dover fare. Ma la pelle era troppa e si formava una specie di “bollicina” dovuta al getto della pipù che colpiva della pelle morbida ed elastica e poi di rimbalzo andava dove cazzo voleva lei. Ma anche le bambine possono avere problemi, naturalmente, e io non lo sapevo.

Le piccole labbra si saldano e le mamme con un unguento e dei massaggi possono aiutarle a dissaldarle, solo che si rischia che si ri-saldino.

Trovate tutto su GUGOL e vedete che la fonte non sia GOMBLOTTO.COM.

ipotesi di gomblotto che non fu

Qualche tempo fa una assidua lettrice di questo GLOB leCQUE una cosa e mi diede il suo parere. Accadde che dopo aver chiesto ad una tizia di posare una volta, due volte, tre volte ed aver desistito, sciolto il problema etico-morale (non ci provo con le modelle) , visto che modella non sarebbe stata, decisi, ad un sorrisone, di chiederle “beh ma allora usciresti con me?” e lei “ahahahah – no! ennesimo rifiuto eh?! ahahah“.

E saluti. ahaha. risate. AH

che risate.

Il parere era “ma sei sicuro che sia perché fai schifo al cazzo? magari non sai chiedere, magari è occupata, magari ha il pisello”. Ok, no, non ha detto questo, ma insomma.

Dato che avrei vinto 10000 punti se fossi andato in seguito a fare questa verifica e che la summenzionata non si presentava dove io mangio le insalate da tempo e invece qualche giorno fa ella apparve, sono andato, al volo. “si io sorrido molto ahahah, ma no no… è che sono occupata! Sono quasi sposata sai! Eh… io ho VENTISEI ANNI!” mi dice come se fosse ora di chiedere la pensione. Le dico come mai, ok, esagero un attimo, le dico che era una scommessa con un’amica che aveva appunto ipotizzato che fosse occupata, ha ha, ciao, ciao. E torno alle insalate.

Ma ho vinto 10000 punti. RISCUOTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂 Hai capito?!

funzioniamo diversamente

know thyselfNosce te ipsum lo dicevano un tempo sufficiente di tempo fa per dire che non è ‘sta gran novità, non dovremmo stupirci se non siamo tutti uguali. E se qualcuno, nonostante ci sia un modo che la consuetudine delle narrazioni romantiche ci rende desiderabile ai livelli della droga, funziona diversamente, è semplicemente normale.

Mi chiama Kiki, lavoro merda, sentimenti merda. Lui con me è dolce ma in pubblico fa lo stronzo. Vuole solo scoparmi e poi coccoloso e carino da me? Sono sei mesi che io vado verso di lui e lui non viene verso di me. Allora tronco tutto, che io ho una figa che è un gioiello e se voglio solo scopare mi prendo un toyboy che perlomeno mi scopa meglio. Da lui io voglio il tutto, non voglio il cazzo, che non è manco ‘sto granché.

Sorrido. Loro hanno circa 24-25 anni. Lui più giovane, nerd, poca esperienza e molto poco sociale. Lei ha visto più cazzi che nuvole; droga, alcol. Si è rizzata in piedi attraverso il lavoro. Ma coi sentimenti è come tutti noi. Le dico solo di non considerare il funzionamento del suo cuore e delle sue manifestazioni come se fosse “IL” modo, perché per altri a volte è diverso. Hai ragione, dico, hai tutte le ragioni. Vedi solo che i tempi dell’altro non diventino mai un “troppo tardi” per te. Perché il “ora è troppo tardi” è una stronzata. Vedi solo che sia vero. Se gli serve capire cosa significa non averti, per capire cosa è averti, e che non sia solo la figa, ok.

Penso a me, subito. Penso che io mi conosco poco, ma da così tanto tempo, su questo: raramente ho sentito l’impulso immediato che ti fa dire “è lei”. Ed era sbagliato, per giunta. Non era lei. Solo una volta. E comunque disastro. Io funziono diversamente, lentamente. Vengo scelto. E col tempo succede qualcosa. Dovrei dire “se deve succedere”. Ma solo perché me lo chiede l’ufficio legale della logica. Il colpo di fulmine funziona forse solo col corpo, per me. Ma forse. So troppo poco. So che col tempo mi affeziono, tanto. Sento sempre di più l’altro.

Nonostante kiki sappia molto del suo corpo, moltissimo, sicuramente più di quanto io sappia di una donna, di un maschio, della copia. Ma della relazione sa quel che sanno tutti. Poco. Non ci sono ricette, non ci sono soluzioni o vie tracciate. Bisogna percorrerle. Si può decidere di non percorrerle. E in quel caso sai già per certo che non andrai. Ma il fatto che avresti potuto te lo sei tolta da sola. E questo lo fa chi pensa – autostima, credo – sempre “posso avere di meglio”. Se puoi, se lo sai, buon per te. Io non conosco il futuro. A volte ho buone esperienze passate a supporto. Ma di solito sono inutili perché siamo tutti diversi. La costante siamo noi stessi. Per questo conoscersi benissimo sarebbe utile.

Io mi conosco un po’. Solo un po’. Che giornata uggiosa.

Però che ironica considerazione, curiosa: sento sempre tutte le donne dire: di cazzi ne posso avere finché voglio, ma io voglio di più. E la cosa pazzesca è che se lo stereotipo fosse corretto i maschi vogliono tutte le fighe e non di più. Che squilibrio stupido e crudele può avere messo in atto la natura? Ogni desiderante non può avere la disponibilità del desirerato che renderebbe il mondo migliore. Pare. Cazzata?