
sniff? GNAM!
Metto la mia sciarpa. Ok, il “collare”. L’ho lavato l’altro giorno perché lo avevo messo dopo la palestra: sono sicuro che sia pulito.
Ma sa di lei. Cioé io proprio l’ho messo su, ho inspirato e mi è venuto duro, in 0.0005 secondi mi è venuta in mente spalancata, inarcata, collo da sotto e mento in alto mentre “mi viene in bocca”, vorrei dire così. Adoravo sentirmela venire così, era bellissima… ma il suo odore, proprio quello del suo sesso… ora mi viene il dubbio. Forse era l’odore della mia saliva con la sua pelle e qualche profumo.
Per un paio di anni sono stato convinto (mio dio che stupido, mi sono sentito come un vero esponente del popolo di Mens’health, roba da seppellirsi vivi) di percepire l’odore della fica. Non sempre. Ma di sicuro in alcuni specifici casi. Sbagliati, sia chiaro. Anni fa era la figlia del boss dove lavoravo. Lei arrivava, era chiaramente in età e in calore, e secondo me si sentiva. Ovviamente no, puttanate.
Ma nella mia mente restava quel ricordo (sbagliato, memento homo). Continue reading →

Oggi io, il Dr. prof. Cavallogoloso, vi illustrerò la mia teoria sul perché i datori di lavoro, le aziende, hanno comportamenti terribilmente frustranti quando li vediamo dal lato dipendente, o ancora peggio di “persona in cerca di lavoro”.
So bene che gli “intelligente ma non si applica” hanno mille possibilità: sono uno di loro invecchiato. Quello che però penso di poter dire ormai con vasta e ripetuta esperienza è che la determinazione e il no-fancazzismo sono presenti solo in ragazzi e ragazze che hanno sempre avuto un preciso interesse, il cosiddetto “pallino”. Anche se lo abbandoneranno, anche se non diventeranno nessuno in quella cosa: questo insegna ad utilizzare ogni istante libero per qualcosa che ti piace.
Spesso incontro, molto volentieri, alcuni colleghi del vecchio lavoro. Alcuni di questi colleghi non erano facili. Alcuni sono stati, lontano dal tempo terribile, ovvero nella normalità, delle vere rotture di coglioni. Erano quelli che quando ti chiamano alzi gli occhi al cielo, prendi un bel respiro, pensi che vorresti fare un’altra cosa, ma vai, ascolti, pazientemente e fai.
Di che sto parlando? Della discriminazione lavorativa a causa dell’età: di colpo con la crisi (2008-oggi) è diventato normale accettare che chi è “vecchio” (ma vecchio de che? a 40 anni? a 50?) non possa più lavorare, che possa essere discriminato nei contratti di lavoro.
Passo per bere un caffé e vedo la segretaria del posto in quasi-lacrime ed un “è colpa mia, ho fatto un disastro” che parte a ripetizione. Si sono beccati