ascolto la musica di tua madre – 16ma puntata

da “Suckerpunch” (film schifoso con estetica fica)

Faccio un giro tra i CD di sua madre (figurati se lei ne ha: a 20 anni un CD dev’essere come un 78 giri per me) e mi accorgo che almeno 3 CD sono tra quelli che ricordo con maggior favore, anche se non posso dire tra i miei preferiti (quei 10 dell’isola deserta…) … ma se i i miei preferiti non fossero disponibili, allora si 🙂

Quindi sostanzialmente, nella musica più commerciale e “pop”, ascolto musica che ascolta sua madre, che ha 10 anni più di me. La cosa buffa è che nella musica commerciale lei non ascolta praticamente niente: solo stranezze, roba nerd di videogiochi o canzoni velocizzate … per il resto la sua musica ci precede tutti: dal 1500 al 1800 🙂

Io continuo ad ascoltare la mia musica e quando la vedo, se la connessione prende, la sua 🙂 Pressoché non ci sono sovrapposizioni su questo: lei è una studiosa. Come sarà doloroso scoprire che tutto quello studio frutta e soddisfa solo per pochissime persone nella vita e che lo devi prendere come un privilegio utile a te stesso e non come una carta da giocare e sfoggiare per ottenere vantaggi: i vantaggi li ottieni perché gli altri non sanno quello che sai tu, o perché hanno faticato ad accedervi mentre tu parti avvantaggiata. Per capire che uno sfigato con la terza media potrebbe diventare ricco con la musica quando tu sai e sei più di Bach e Mozart assieme ci metti un po’ … per accettarlo, per capire che non ti vuole male il mondo e che hai avuto il privilegio di acculturarti anche se questo non ti porta vantaggio economico… ci vuole molto di più.

Speriamo che se ne serva. Altrimenti le porterà solo amarezza e senso di frustrazione.

trasferire 12 mega in pochi secondi

Qui nel meraviglioso nordest di provincia inviare 12 mega senza pensarci troppo non è cosa comunissima per chi “se ne intende”. Come dire… per chi sa cosa sta facendo e lo sa da tanto tempo. Chi prima di mandare un file controlla quanto occupa o … come è diventato “quando pesa”. Ho ancora l’attenzione di usare wetransfer &co ogni volta che si supera un certo MEGAGGIO … una cortesia che non mi usa quasi nessuno, intasandomi in due secondi persino gmail se non faccio pulizia, oppure chiedendosi “MACOMEMAIcazzatecazzatecazzatecazzatecazzatecazzatecazzatecazzate?”

E quindi.

Mi stupisce sempre. Anche se ho scelto questa connessione perché aveva tanta banda in upload. Anche se è notte fonda e quindi va al massimo (20 Megabit in UPLOAD … ).

Questo, credo, significa vivere il progresso. Avere visto qualcosa che non andava bene e vederla andare bene, mentre sei vivo, mentre la usi … si fa notare. Io lo noto, perlomeno.

come mai le aziende non danno spiegazioni ai dipendenti

Oggi io, il Dr. prof. Cavallogoloso, vi illustrerò la mia teoria sul perché i datori di lavoro, le aziende, hanno comportamenti terribilmente frustranti quando li vediamo dal lato dipendente, o ancora peggio di “persona in cerca di lavoro”.

Mi riferisco in particolar modo alle mancate risposte. Alla zero-comunicazione, allo zero-dialogo, alle zero-possibilità di spiegare, di mostrare chi sei e cosa puoi fare.

Perché lo hai già fatto e quello che pensano non te lo vogliono dire. Anzi, non si possono permettere la rottura di coglioni di dirtelo. Perché tu, bambino viziato, ti permetteresti immediatamente di rispondere. E quello NON è un dialogo: è un favore che ti fanno a darti il feedback. Non si tratta di una contrattazione: non ci sei nemmeno arrivato al momento in cui qualcuno dice “hey questo mi interessa”.

La mia teoria è questa: io sono solo un semplice fotografo, libero professionista. Ma mi sono accorto che cercando collaborazioni di vario tipo ci sono molte persone che ti fanno perdere un casino di tempo anche se tu ti poni con la massima disponibilità nel far fare loro delle prove, di dargli qualcosa gratis per dare modo di conoscerti, di vedere come si lavora insieme ecc ecc. Spesso qualsiasi cosa tu faccia ci sono comunque motivi per tirare indietro il culo, scuse, mancanze. E alla fine tu sei solo tu con quello che devi fare … e il tempo di stare a correre dietro alle magagne degli altri non ce l’hai. O ce lo metti anche, ma solo con chi se lo merita: perché tutto il tempo “umano” che metti nel lavoro è improduttivo. Serve umanamente, mette di buon umore. Ma alla fine devi pedalare comunque come una macchina per creare ciò che fa guadagnare i soldini. Continue reading →

fonte di successo per giovani

Ogni settimana incontro giovani all’inizio del periodo che in futuro ogni uomo ricorderà come “quando avevo vent’anni”.

So bene che gli “intelligente ma non si applica” hanno mille possibilità: sono uno di loro invecchiato. Quello che però penso di poter dire ormai con vasta e ripetuta esperienza è che la determinazione e il no-fancazzismo sono presenti solo in ragazzi e ragazze che hanno sempre avuto un preciso interesse, il cosiddetto “pallino”. Anche se lo abbandoneranno, anche se non diventeranno nessuno in quella cosa: questo insegna ad utilizzare ogni istante libero per qualcosa che ti piace.

Che ti piaccia fare sesso è automatico, che ti piaccia piacere è anch’esso automatico. Ma se nel “fuori da te” trovi un “qualcosa” che ti interessa così tanto da dedicargli del tempo, della fatica, dell’impegno, dell’organizzazione nonappena sei fuori dall’obbligo … beh questa cosa plasma il tuo carattere. E’ fantastico se non ti è stata imposta ed eccezionale e non ti è stata nemmeno proposta dai tuoi genitori: significa che è un TUO interesse e tu lo porti avanti. Continue reading →

rigurgiti

Strategia, la chiamano. La scelta di non avvicinarsi più ad argomenti che ti hanno fatto andare fuori di testa.

Ah pardon. Ci saranno sicuramente dei modi più carini per dirlo.

Comunque eccomi in un ricordo, strano, di tempi che non ci sono più, luoghi che sono sempre li, ma che sono appunto come quando mi hanno fatto andare fuori di testa: abbandonati. Oggi sono abituato a vedere luoghi abbandonati e pensare a cosa potrebbero diventare. Ma se dovessi rivedere quello che è stato il mio vecchio posto di lavoro… sento ancora quel freddo, quella nausea, tutto quel casino che mi ha fatto dire “ok, sto scoppiando, valium a me”. E per fortuna ho incontrato quella dottoressa – che non era il mio medico curante – che mi ha indirizzato correttamente.

Ad ogni modo ogni tanto torna il ricordo. Molte cose devono essere necessariamente confrontate con l’esperienza. Quando attingo a quel ricordo, spesso, molti meccanismi tornano. Non riesco più a dormire, riposare. Ripenso a quel disfacimento, a quel mondo di morte, di perdita, di abbandono, di miseria dei luoghi. Che poi, se li guardi bene, col cavolo che sono miserrimi … solo che serve quasi un milione di euro per rifare il tetto e bonificare dall’amianto (e io ci ho vissuto 10 anni) … ma il pavimento è eccellente e le mura esterne anche. Fa certamente freddo.  Continue reading →

l’indispensabile

Spesso incontro, molto volentieri, alcuni colleghi del vecchio lavoro. Alcuni di questi colleghi non erano facili. Alcuni sono stati, lontano dal tempo terribile, ovvero nella normalità, delle vere rotture di coglioni. Erano quelli che quando ti chiamano alzi gli occhi al cielo, prendi un bel respiro, pensi che vorresti fare un’altra cosa, ma vai, ascolti, pazientemente e fai.

Nel mio ruolo, ma nel mio tipo di azienda, era difficile mandare – come sarebbe stato giusto fare – tutti affanculo. L’autorità e la responsabilità vengono dall’alto. Se tu conosci il tuo ruolo per come “dovrebbe essere” ma non è così … devi costruire il tuo mondo come meglio puoi.

La quantità di puttanate che vengono chieste al reparto IT sono innumerevoli. E di incommensurabile inutilità. Sono quasi sempre dettagli, dettagli del cazzo. Puttanate, roba inutile, sfumature, roba esteriore, “fiorellini” come li chiamava il mio collega principale, che condivideva con me questo onere che mai è stato onore. Quando “fai funzionare le cose” di mestiere, invece, di solito tu badi al fatto che, appunto, funzionino le cose. Non che siano fiche, comode, simpatiche. Devono principalmente svolgere un compito. Se poi lo fanno con stile è tutta un’altra faccenda. Tenendo conto che le tue risorse stanno solo nelle tue mani, che non puoi fare alcun tipo di formazione che non sia “auto”, che non c’è tempo, che il tuo ruolo non è rivestito della corretta autorità per fronteggiare gli ostacoli idioti, che tutto è sempre urgente, che chiunque può chiamarti per qualsiasi cosa … la vita di chi si occupa(va) di IT nelle PMI Italiane non è sempre facilissima. Continue reading →

discriminazione relativa all’età

QUESTA sezione di articolo mi ha fatto pensare: beh, ma se lui lo ha fatto, perché noi, che siamo MILIONI, non possiamo fare una class action … o qualcosa del genere, una di quelle cose per cui i sindacati ESISTONO?

Di che sto parlando? Della discriminazione lavorativa a causa dell’età: di colpo con la crisi (2008-oggi) è diventato normale accettare che chi è “vecchio” (ma vecchio de che? a 40 anni? a 50?) non possa più lavorare, che possa essere discriminato nei contratti di lavoro.

La discriminazione sessuale o religiosa non è possibile, ma la maggior parte della popolazione Italiana è discriminata per ragioni di censo, nella più pura accezione del termine: per essere nati “troppo” (secondo chi?) tempo fa.

Questo tempo non è però mai troppo quando si tratta di percepire la pensione o di dire che “possono ancora lavorare”, no? Quindi decidiamoci.

SINDACATI DEL CAZZO, MUOVETEVI. Basta discriminare per l’età! Mia sorella e mio fratello sono competenti! Sanno un sacco di cose. L’unica cosa che guardano gli HR è l’anno di nascita e poi non li cagano di striscio. Io ho intrapreso un’altra avventura ma… non senza aver considerato che ormai era vecchio chi aveva più di 26 anni, nelle offerte di lavoro.

2016 e nessun backup (.micro)

Passo per bere un caffé e vedo la segretaria del posto in quasi-lacrime ed un “è colpa mia, ho fatto un disastro” che parte a ripetizione. Si sono beccati una delle varie versioni di un virus che “prende in ostaggio” i files. Ripulire un computer non è un grosso problema. Nemmeno reinstallare un gestionale è un grosso problema. Perdere i dati non-backuppati fino a duesecondifa del gestionale è un grosso problema.

La cosa che mi lascia davvero esterrefatto è che nel 2016 esista ancora questo fatto di non sapere cosa vada salvato, in che modo e perché. E che questo non venga fatto in modo paranoico, ossessivo-compulsivo. Il backup deve essere fatto. Non riesco a capacitarmene.  Continue reading →

IL DEMONIO DELLA FIGA

AHahahahha 😀 mi piace questo titolo drammatico.

Eppure è così. L’ho trovata.

Avrete visto Lolita o altre storie drammatiche di troppovecchi con troppogiovani. Ma vi assicuro che sembra un demone, quando arriva. Non è che lo sia: lei è normale, una ragazza normalissima. E’ che sono tanti anni che senti che non si fa, che non sta bene, che ladifferenzadietà.

Lei ha vent’anni e le ho appena detto che non deve temere. Ma io? Dopo 10 minuti che parlavamo le urgeva di informarmi che la sua vita era cambiata a quattordicianni nonappena “ha conosciuto il cazzo”. E dopo 2 minuti tra le sue passioni – Dio esiste – “farmela leccare: si, farmela leccare è una delle cose che mi piace da impazzire” e mi guarda fisso come dire “su”. La stronza 🙂 Dopo che le ho detto che non ci proverò mai. E io non ci proverò mai, ho giurato. Ma se ci prova lei … quello non l’ho proprio un cazzo giurato ragazzi miei.

circa così

E’ un demonietto meraviglioso: una corporatura magrina, le tettine giuste (e non ha mancato di farmi vedere un capezzolo, così al bar) si fa guardare fisso negli occhi da 4 centimetri… una provocatrice nata e fa pure la voce da bimbetta due secondi dopo aver dichiarato quanto sia bello farsi un cannone mentre si masturba.

Io ne ho quaranta, ragazzi: ne dimostro molti meno, ma io ce li ho. Per me non è una questione morale, ma di resistenza fisica: di essere all’altezza. A vent’anni bisogna sbattere come dei martelli pneumatici, è forza fisica, non è tanto il savoir faire del dopo.

Eppure è proprio il mio tipo… un po’ dannata per i motivi sbagliati, piena di cazzate e fumo per i motivi sbagliati, una intelligenza vivacissima completamente sprecata … e una tentatrice straordinariamente conscia del fatto che la differenza di età è un’arma a suo vantaggio.

E non manca di farmi sapere che si sente molto libera di fare il cazzo che vuole ora che il suo uomo – non manca di farmi sapere neanche questo – che è più vecchio di lei quasi come me, strano eh? – E’ lontano e finalmente la lascia liberare: però succhiarlo non mi piace tanto, ma ce l’ho consumata male a furia di farmi sbattere.

Se dico Demonio, tu, amico che hai 40 anni, riesci a capirmi? Io volevo solo farle delle foto. Si, nuda, si. Ma solo foto. E ho cercato di porgerle la sicurezza, il fatto che nessuno ci avrebbe provato. Ma lei è così tanto troia… che come cazzo faccio a mantenere?

E’ una creatura esplosiva, distruttiva, che ti sfida e che sta sulla difensiva… che se le dici che non serve che si difenda apre le gambe e te la sbatte in faccia.

Sicuramente l’avranno usata in tanti… ma io sono sempre un essere umano e sto solo aspettando di poter cedere senza venire meno alla parola data.

Questo anziano si lamenta: “I giovani non sanno scrivere”

[TURPILOQUIO!] [TURPILOQUIO!] [TURPILOQUIO!] [TURPILOQUIOOOOOO!] 

e ancora [TURPILOQUIO!] 

Io non so che [TURPILOQUIO!]  pensare … sono io che sono [TURPILOQUIO!] oppure sono loro che sono delle emerite [TURPILOQUIO!] ?! Per motivi “professionali” sto avendo a che fare con diversi GGiOvani. A parte il fatto che dovrebbero essere “nativi digitali” emmavvaffanculo. Anzi, volevo dire [TURPILOQUIO!] …

Ma: non sanno usare l’e-mail.

Ok. L’e-mail è vecchia, stantia, non è diretta?

Va bene, facciamo finta. Ma non hanno i soldi per stare connessi con whatsapp né con il loro fottuto FB messenger. Figuriamoci smessaggiare con gli SMS. Chi li paga? Ma allora, dato che lo sai benissimo che non puoi sostenere un utile dialogo in differita attraverso queste [TURPILOQUIO!]  di [TURPILOQUIO!] di [TURPILOQUIO!] [TURPILOQUIO!] del [TURPILOQUIO!] che non servono a nessuno, perché non impari a usare quella [TURPILOQUIO!] [TURPILOQUIO!] di posta elettronica del [TURPILOQUIO!] [TURPILOQUIO!] ? 

Perché?! Perché non sai scrivere. Perché sei ignorante come una capra. E, bada bene, io sono ignorante. Io non ho un diploma. Ho fatto tante di quelle assenze a scuola che i prof che mi amavano, letteralmente, i prof che mi volevano bene, hanno dovuto bocciarmi in quarta liceo: e non mi sono mica ripreso. Non sono un secchione e si vede: sono un asino. Eppure voi non siete in grado di comunicare, altro che “basta comunicare” … MAMMAGARI! . Tra la mancanza – totale – di punteggiatura persino per distinguere domanda ed affermazione, l’incapacità di comprendere che se abbrevi troppo, oltre a generare ambiguità, perché se usi la stessa parola per 28437 concetti, se la abbrevi anche, le ambiguità le raddoppi (mi pare avessimo lo stesso problema con Il nome di Cristo in ebraico … ma non esageriamo) … poi non capite le parole! Normali parole, mica paroloni! E conseguentemente rispondete a [TURPILOQUIO!] . Ora, leggere la frase che ho appena scritto potrebbe essere difficoltoso, mi insegna Beppe Severgnini. Non sono stato sintetico, ho usato troppe subordinate o coordinate o infradito satellitari.

Ma voi NON-SAPETE-SCRIVERE e peggio ancora NON-SAPETE-LEGGERE!!! Non conoscete la vostra lingua!!! E’ inutile che cambiamo mezzo di comunicazione: voi non sapete usare il linguaggio e nemmeno i mezzi.

Vorrei dire che inorridisco per le o senza h per il verbo avere in quinta superiore. Ma no, mi fa schifo, ma se non vi puzzano i piedi me ne sbatto: questioni di stile. Il problema grosso è che proprio non si riesce a comunicare, ad essere certi che il messaggio venga recepito nell’uno e nell’altro senso. Tu non capisci quello che dico, io non capisco se quello che ti ho detto l’hai effettivamente capito per quello che significa quello che ti ho detto e quando mi rispondi io non capisco che [TURPILOQUIO!] tu intendessi dire. E’ un casino, uno schifo, io non sono un letterato del [TURPILOQUIO!] . Sono uno che vuole che il messaggio sia chiaro ed inequivocabile. 

L’errore grosso è pensare che questi ragazzi sappiano usare i mezzi tecnologici. Non è così. Non conoscono le basi, non conoscono la tecnologia sottostante, non conoscono le impostazioni, non sanno che [TURPILOQUIO!]  stanno usando. Sono deficienti, nel senso che sono deficitari, nello stesso modo in cui io sarei un cretino se mi mettessi di fronte alla cassetta delle lettere ad aspettare un fax, tanto loro non sembrano fare differenza tra un servizio di messaggistica ed un altro. Si muovono su canali completamente differenti… l’e-mail è il sigillo di tutta questa mercanzia: se non ne hai una non fai niente.

Utente e password sono come il buco destro e il buco sinistro delle mutande: NON PUOI dimenticarteli. 

Il traffico internet e quello telefonico non sono la stessa cosa. Il traffico internet del tuo telefono e quello di casa non sono la stesa cosa. Facebook non è l’e-mail. Whatsapp non è un sms. 

E un po’ di dialogo, anche usando una chat, in Italiano corretto, dovreste essere in grado di sostenerlo.

Non posso nemmeno fottermene: il problema è lo stesso di Babele: non posso fare a meno di comunicare con voi in entrata ed in uscita. Di persona ci si riesce anche. Ma hai voglia prima di arrivarci…