l’indispensabile

Spesso incontro, molto volentieri, alcuni colleghi del vecchio lavoro. Alcuni di questi colleghi non erano facili. Alcuni sono stati, lontano dal tempo terribile, ovvero nella normalità, delle vere rotture di coglioni. Erano quelli che quando ti chiamano alzi gli occhi al cielo, prendi un bel respiro, pensi che vorresti fare un’altra cosa, ma vai, ascolti, pazientemente e fai.

Nel mio ruolo, ma nel mio tipo di azienda, era difficile mandare – come sarebbe stato giusto fare – tutti affanculo. L’autorità e la responsabilità vengono dall’alto. Se tu conosci il tuo ruolo per come “dovrebbe essere” ma non è così … devi costruire il tuo mondo come meglio puoi.

La quantità di puttanate che vengono chieste al reparto IT sono innumerevoli. E di incommensurabile inutilità. Sono quasi sempre dettagli, dettagli del cazzo. Puttanate, roba inutile, sfumature, roba esteriore, “fiorellini” come li chiamava il mio collega principale, che condivideva con me questo onere che mai è stato onore. Quando “fai funzionare le cose” di mestiere, invece, di solito tu badi al fatto che, appunto, funzionino le cose. Non che siano fiche, comode, simpatiche. Devono principalmente svolgere un compito. Se poi lo fanno con stile è tutta un’altra faccenda. Tenendo conto che le tue risorse stanno solo nelle tue mani, che non puoi fare alcun tipo di formazione che non sia “auto”, che non c’è tempo, che il tuo ruolo non è rivestito della corretta autorità per fronteggiare gli ostacoli idioti, che tutto è sempre urgente, che chiunque può chiamarti per qualsiasi cosa … la vita di chi si occupa(va) di IT nelle PMI Italiane non è sempre facilissima. Continue reading →

i7 arrivo (5DSR)

Come previsto i files della 5DSR sono giganteschi, quindi non gestibili “come al solito”. Sono passato da 12 mpx a 50.3 mpx: il mio pc è del 2008. Per quanto fosse assai fico, non è così tanto fico. Quasi a fare una pennellata esce la barra dell’attesa … e quindi si cambia.

Il negoziante, intelligente, mi ha suggerito di non spendere il doppio quest’anno, ma quando sarà l’ora, di spendere di nuovo questa cifra, per un computer dell’era che verrà. Il fatto che non l’abbia pensato io mi dice quanto mi stia allontanando da quel mondo. Mi interessa sempre l’automazione, ma non sono più “obbligato” a pensare all’hardware in quel modo. Lo lascio, volentieri, far fare a chi ama farlo.

Ad ogni modo si tratterà di un i7 con un bottazzo di ram e una scheda video all’altezza (anche se non è quella “Adobe guaranteed”) e… mi sono costretto a prendere un monitor nuovo. Anche se quello vecchio mi era costato talmente tanto a suo tempo… che non voglio mollarlo. Solo che raga… è vecchio davvero.

Se quello che sai serve usalo

bassorilievo fa' di sapere e sarai libero

fa’ di sapere e sarai libero

Secondo una regola economica le strutture che funzionano, in tempi di magra, resistono, mentre il più debole (quello che non funziona) soccombe. L’esempio che viene fatto si riferisce ad una banca, persino ad una sede bancaria. Oppure ad una azienda che condivide un settore con molte altre che sono più efficienti o competitive. Dicono: quando iniziano le difficoltà l’abbondanza che consentiva al mediocre di accontentare richieste mediocri non esiste più e l’impresa chiude, surclassata da chi è migliore nell’offrire lo stesso tipo di servizio: migliore magari nel riuscire a farlo a condizioni alle quali gli altri non ce la farebbero mai. Condizioni magari dettate da una cattiva gestione interna, da economia di scala, da inefficienza mai curata, da atteggiamento con la clientela … mille cose. Comunque diciamo che il “virtuoso” sopravvive.

Ne sono conscio. Continue reading →

trasferire rubrica da Nokia 5800 expressmusic ad android su samsung S4 mini

nokia 5800 xmusicCome trasferire la rubrica (contatti) da un Nokia 5800 xpressmusic (e fratelli, I suppose) ad uno smartphone android abbastanza recente: in questo esempio un Samsung Galaxy S4 mini: necessaria una micro SD.

Non mi piace tanto smanettare con i cellulari, per tanto non so se questa procedura sia valida per tutti gli smartphone nokia che devono trasferire ad Android, ma dato che questa mi è capitata ed ha avuto un buon esito, spero possa essere un’informazione utile per qualcun altro. Continue reading →

la stronzata del desktop VS touch

Torniamo 300 anni indietro. Pensate a milioni di persone costretti ad appendere dei fogli, dei taccuini o dei libri AL MURO e tenere le braccia per aria per scriverci.
Una cazzata, no? Se puoi tenerti appoggiato ad un tavolo, è meglio.
Bene.
Ora, perché DIAVOLO se non ho un dispositivo ESPRESSAMENTE creato per essere comodamente touch (un telefono od un tablet) dovrei avere una interfaccia utile SOLO per quell’ambiente?
Pensate di usare qualsiasi cosa usiate su windows in modalità ESCLUSIVAMENTE TOUCH … a parte che scrivere è infinitamente più veloce con qualcosa fatta per avere a che fare specificamente con la fisicità (i tasti) … ma qualsiasi legge sulla sicurezza e anti RSI (irs?) dice che devi tenere APPOGGIATE le braccia. Non per aria.
Chi usa photoshop tiene l’avambraccio appoggiato al tavolo e comunque molti rischiano in ogni caso la tendinite.
Per quello che serve c’è la penna grafica, la tavoletta… ma guardate comunque come ci si trova…. ok, poi ci sono i dispositivi completamente touch che stanno ad altezza tavolo e su cui usare la tavoletta: estremi.
Ma l’uso MEDIO e COMODO è quello attuale. Che si possa ANCHE usare il dito sullo schermo è fico, ma già il passo di avere gli schermi lucidi invece che opachi è stata una stronzata: sono riflettenti! Ci si vede male!

Certo che le “applicazioni da dito” hanno un senso (Se ben fatte e non pensate per lillipuziani e mai per gli anziani) … ma hanno UN senso, non OGNI senso.

Mentre l’ambietne desktop è general-purpose.
Touch MESCOLATO a mouse-tastiera-monitor è vincente. Ma l’esclusione e il “sorpasso come diktat” non sono una buona cosa.

Io continuo a dare tanta tanta merda con un nokia 3330 a qualsiasi ragazzino con uno smartphone touch, quando bisogna scrivere gli sms.

E così con la tastiera.
Ho visto anche quelli velocissimi, ma non fanno mai quello che vogliono loro… si sono adattati a quello che gli permette di fare il touch.

Dire poi che la linea di comando è sparita è una colossale stronzata. Ma mi rendo conto che per l’utente medio sia realtà. Comunque l’utente medio sappia che siamo alla versione 4 di powershell.

The Civil War over general purpose computer – by Cory Doctorow

Vi propongo la lettura (in inglese) di questo pezzo di Cory Doctorow sul futuro delle tecnologie nascoste nei computer. Non consideratelo un pezzo troppo “nerd”: alcune delle sigle le potete anche saltare, per capire il senso generale e poi tornare ad approfondire un po’ … altre con due colpetti di wikipedia ve le risolvete.

In generale Doctorow ci dice: i computer sono dappertutto, ma sono sotto il nostro contollo? Sono sotto il controllo del proprietario (chi è?) ? Sono sotto il controllo dell’utente ? E’ un bene, è un male? Perché? E comunque a cosa porta?

Il suo punto di vista si spinge a ricordarci che oggi quando diciamo che i computer sono ovunque intendiamo proprio ovunque. Il telefono è un computer: qualsiasi telefono. Quello sulla vostra scrivania cambiato il mese scorso o lo smarzporn fichetto. Ma queste sono ovvietà: ormai le automobili lo sono, e anche gli aerei. Si, proprio gli aerei.

Ah ma sono tutte bazzecole? Eppure anche molta di quella che ieri era  “domotica” oggi è automaticamente presente in molte periferiche d’uso comune e non sempre consentono all’utente/proprietario il controllo su ciò che ha. Questo che si presnta giornalmente come un semplice inconveniente, dovrebbe essere guardato con occhio più attento.

Perché un computer potrebbero essere i vostri arti, il vostro impianto cocleare (per sentire) o quello retinico (per vedere) … e potrebbero autocensurare qualcosa oppure  decidere, per assurdo, di mandarvi interessanti pubblicità contestuali, magari mentre ascoltate la vostra ragazza dirvi che ha intenzioni piccantine.

Non è fantascienza, non è estermismo. E’ pensiero libero. Ve lo consiglio.

informatici esterni infilati nella tua grossa ditta

Mi dicono che la tendenza (nefasta) oggi in molte aziende sia, più di quella del SaaS, quella di demandare tutto l’IT ad un outosourcing che però è fisicamente fatto di personale esterno dislocato internamente.

Facciamo finta che siano spazzini e non esperti informatici, che lavorano – faccio un esempio – per la Italiana Budelli, aziendaliderdelsettore, 12 stabilimenti in Italia, 10000 dipendenti. Le pulzie, invece di farle fare a personale interno assunto, con la qualifica di “signor* delle pulizie” la appaltano alla ditta esterna, la Pulitania, che disloca 120 dei suoi addetti presso la Italiana Budelli. Quando hai un problema perché il water è sporco, ci sono le ragnatele oppure è la 9a volta che manca la carta igienica, il signor Gino non è un tuo collega, ma un dipendende di un tuo fornitore, la Pulitania : quindi devi parlare con loro se c’è qualcosa. E il signor Gino da te non prende ordini o lamentele … potrebbe anche farlo, ma comunque sarà il suo superiore alla Pulitania a contare, non il tuo superiore all’Italiana Budelli.

Ecco, fate conto che alla Grossazienda il fornitore dell’IT sia Famosomarchiodistampanti … pensate alla burocrazia. I manager che gestiscono (e basta, non se ne occupano) l’IT per Grossazienda hanno ascoltato il markettaro della Famosomarchiodistampanti che diceva “usa solo quanto ti serve! non gestire il personale! abbatti i costi dell’IT!” … pensate poi di essere un’azienda terzista che deve lavorare con Grossazienda: dovrete invece lavorare (ma chi decide? chi ha la responsabilità? ) con Famosomarchiodistampanti… questo me l’ha raccontato uno che ci lavora… sembra assurdo ma come sempre hanno deciso alcuni di quelli del “bisogna tagliare i costi” con un venditore esterno che ti dice “io so come farti tagliare i costi!” … e nessuno dei due ha badato granché al lavoro.

Timothy Russell #FillCD was GREAT software.

I knew a great piece of software created by a person called Timothy Russell: his name was FillCD and you could still find it in download collection and websites, in the older 2 version up to the 3.0.3 unicode beta version. But what I really want is to BUY the full version from Timothy Russell: I’m not rich, I only want to pay the right price and stop using a shareware. But Timothy Russell has disappeared and the fillcd website too! 😦

Or I could simply ask Timothy Russell: what’s up? Is it all ok? Are you ok? Are you gone away digging in a field finding out potatoes? Or are you the secret CEO of a Multinational Corporation conquering the entire world?

Timothy Russell: I want you to know that I’ve loved your program for some years and now I would like to thank you.

spetegulenzius: anche la Fornero c’ha grossa crisi con l’iPaid

immagine raffigurante una icona anni 50 della fantascienza con una pinup ed un robot classicoIl lavoro non può essere un diritto – ci dice l’amata ministra  Fornero in questi giorni, e mentre pensiamo che in effetti se ci lasciassero raccogliere i frutti della terra senza che qualcuno accampi diritti (eh, sempre ad accampare diritti, magari “di proprietà” … eh, non si fa!) allora sarebbe più accettabile sentir offendere la costituzione à la peggio berluscata, vediamo le proposte per l’ingresso al lavoro con test psicoattitudinali: ad esempio ricaricare un iPaid, connettere lo spinotto o al succitato aggeggio, oppure, ancora meglio, alla presa della corrente: sarà valutato un plus connettere entrambe le estremità ed ottenere “bling!” dal maldido, segnalando in tal modo l’afflusso di linfa vitale.