L’ingoio

Le divertentissime avventure nel sexymondo del quarantenne sono arrivate ad una nuova pietra miliare. Ovvero: loro vogliono. Di che cazzo sto parlando? Il motivo del titolo si trova in fondo a questo post.

Ad un certo punto della vita mi sono accorto (tardi, in effetti) che ci sono una quantità di ragazze, attorno alla ventina, che se la fanno con estrema gioia con chi ha il doppio – ed anche più – dei propri anni. Ne ho esperienza diretta.

Hanno 20-21 anni, chi poco più, chi poco meno. E se la fanno con desiderio con uomini 40-45enni. In un caso ne ho semplcemente esperienza diretta, ma in ormai innumerevoli casi, a causa della frequentazione, me lo dicono direttamente loro: a 20 anni hanno una esperienza sessuale che noi abbiamo… beh, ora, se va bene! 🙂 Il che è bellissimo (anche se a me, personalmente fa un po’ incazzare perché sono nato forse nel momento sbagliato, per questo specifico fatto) … ma insomma non pensavo. Continue reading →

insecurity

Il caso di questi giorni (per i posteri: un tizio accusato di bancarotta fraudolenta è arrivato in tribunale a Milano e ha sparato ad un po’ di gente che lui riteneva responsabile delle conseguenze giudiziare alle quali stava andando incontro, compreso il suo ex avvocato) mi dice molte cose e ne conferma moltissime che come un vecchio brontolone dico da tempo.

  • Quando la gente è abituata ad averla sempre vinta contro quelle che per gli altri sono regole, alla fine, quando finalmente la deve pagare sul serio, pensa che sia colpa degli altri, brutti cattivi. E quindi si sente in diritto di fargliela pagare. E che fa? Ammazza il giudice. Ammazza qualcuno, picchia, intimidisce, usa violenza ancora, fa quello che sa fare: insiste, forza la mano, dice “e invece no!” come risposta a qualsiasi cosa, detta da chiunque.
  • Da noi la cultura della security non esiste. Non dico che dobbiamo diventare come gli americani e avere un cecchino al supermercato. Ma se si alzasse un attimo la cultura di security VERA, non da rompicoglioni alla gente comune, ma che renda impossibile una cosa come quella accaduta in quel giorno, mi sembra il minimo. Il minimo: come il bip bip per la portiera aperta sulla macchina, che non sa se ti sei dimenticato o se fai apposta, ma fa comunque bip, così potrebbe esserci sempre un minimo di sicurezza che renda inattuabile una cosa del genere. E la cultura della security passa anche per quella informatica: non deve ricevere risposte tipo “ah, ma che palle”. Ah ma che palle = biasimo. Dovrebbe essere la regola… e invece…
  • Stupefacente ma chiaro: la classe medio-bassa è quella dalla quale ti aspetteresti queste cose: più nulla da perdere, niente più fiducia in nulla, massacrati e schiacciati da anni di privazioni e soverchieria … invece no. Perché è proprio quello che succede: si abituano.
  • La cattiva educazione porta a tutto questo. Ed è l’etica (non la religione) e un minimo di disciplina, anche imposta fin da piccoli, che ti fa capire come stare in rapporto agli altri.
  • Se questo è successo li, vi lascio immaginare lo stato generale di corruzione ed abbandono di quelle che ormai possiamo solo ricordare come sogno o progetto, ma non come realtà, di ISTITUZIONI. Se dove vivo io non succede un cazzo di tutto questo è solo perchè la gente vive tutta in un certo modo. Ma non è che siamo più protetti: solo non succede. Ma se aumentasse il tasso di stronzi che vengono da fuori… (i nostri sono stronzi in un altro modo) … non saremmo difesi da qualche istituzione. Io posso schiattare ora, in pieno sole, a fucilate. Però almeno posso dire che in 8 minuti arriverebbe un’ambulanza e anche i vigili del fuoco… se non pensano tutti “tanto avrà chiamato qualcun altro”.
  • Varie ed eventuali.
  • Coffee Break.

 

Se quello che sai serve usalo

bassorilievo fa' di sapere e sarai libero

fa’ di sapere e sarai libero

Secondo una regola economica le strutture che funzionano, in tempi di magra, resistono, mentre il più debole (quello che non funziona) soccombe. L’esempio che viene fatto si riferisce ad una banca, persino ad una sede bancaria. Oppure ad una azienda che condivide un settore con molte altre che sono più efficienti o competitive. Dicono: quando iniziano le difficoltà l’abbondanza che consentiva al mediocre di accontentare richieste mediocri non esiste più e l’impresa chiude, surclassata da chi è migliore nell’offrire lo stesso tipo di servizio: migliore magari nel riuscire a farlo a condizioni alle quali gli altri non ce la farebbero mai. Condizioni magari dettate da una cattiva gestione interna, da economia di scala, da inefficienza mai curata, da atteggiamento con la clientela … mille cose. Comunque diciamo che il “virtuoso” sopravvive.

Ne sono conscio. Continue reading →

Alamy finalmente all’FTP

Miracolo!

SEMBRA (devo verificare) che Alamy abbia deciso Alamy HA deciso (grande innovazione ^_^ ) di mettere a disposizione di TUTTI i contributors l’upload via FTP, e non solo di chi contribuiva per news/editoriali.

Un passo avanti verso il minimo sindacale! Si!!

Verificato 25/3/2015 Godo!

… e quindi ora butto su TUTTO quello che non avevo mandato prima perché mi tritava la minchia il loro sistema… Anche se poi la cosa peggiore di tutte è il loro indexing, tutto sommato. Ma … viste le percentuali di guadagno … se po’ fa. Ci sono casi in cui DUE delle loro vendite contano come 100 in altri siti. Certo magari non vendi una sega per un anno.

Sono un nativo digitale?

i ragazzi del computer

“i ragazzi del computer”, serie TV ’80

Nel 1980 io avevo sei anni. Ero appena in prima elementare. Non lo sapevo ma internet in qualche modo esisteva già. Ma a saperlo erano in pochissimi. Io iniziavo ad usare un Epson HX-20, in basic, con il meraviglioso spirito con cui ho imparato le cose che so fare meglio nella mia vita: per giocare.

Solo che con quel cazzo di coso non potevi giocare. Se volevi giocare ti dovevi fare i giochi. E ovviamente, come ogni cosa così nerd, i giochi finiscono per piacere solo a te, perché per muovere un fottuto puntino, che dovrebbe essere parte del gioco, facevi così fatica che alla fine la cosa divertente era solo il fatto di esserci riuscito. Certo, questo mi ha insegnato ad usare un computer: per usare un computer, un po’ di tempo fa, tu dovevi programmare. Se volevi un’applicazione (o un “programma applicativo” come usavano dire i nerd più vecchi di me) te la dovevi fare.

Tenete conto che circa 10 anni dopo i miei coetanei che facevano ragioneria, quando facevano la “sperimentale” mi davano una noia pazzesca perché imparavano a fare le quattro operazioni – e su carta. Pure allo scientifico i prof non sapevano un cazzo. Anche oggi, noto, parlando con ragazzi che fanno l’ITIS, non è che si muovano tanto le chiappe. I prof sono ancora arretrati rispetto a quanto c’è a disposizione. Non entro poi (ora) nel merito alla curiosità ZERO che hanno i ragazzi a cui viene regalata ogni conoscenza. Comunque ne ho preso uno da parte e mi sono fatto spiegare in circa 30 minuti un anno intero di programmazione c++, cosa che potreste trovare su HTML.IT credo nelle prime due pagine, gratis. Questo se, come facevamo noi, ti leggi tutto e provi.

Certo io ero sega, non un vero nerd. I veri nerd sanno. Hanno anche il cervello. Io ero un entusiasta, ma un mio compagno genietto stava già muovendo grafica su un commodore 64 della biblioteca. Vojo dì … noi altri sfigati andavamo con le cassettine comprate in edicola (in 6) a vedere se potevi caricare un gioco… lui no. Lui andava li, DIGITAVA un listato di un programma (eh si:  si dettava e si copiava, A MANO) e imparava e soprattutto capiva quello che copiava. Ci ho messo un bel po’ per capire alcune cose che avevo copiato da quei listati anni prima, pure io. Lui le capiva alle elementari.

Ad ogni modo il pc, una baracca IBM di quelle che sembrano un autoscontro dal rumore che fanno, è stato in camera mia per un po’. Lo scopo era sempre giocare. Ma non si riusciva così facilmente: dovevi sempre sapere qualcosa. E quel sapere era talmente vicino alla macchina da lavoro che avevi in mano, che un po’ per forza imparavi, se volevi usare quella roba. Imparavi il sistema operativo, imparavi cose per renderti più comoda, facile, migliore la vita con quelle baracche. Poi ne è arrivato un altro: un mio cugino lavorava in ASEM negli anni ’90 e quindi mio padre si è fatto fare un assemblato… io volevo sempre e solo riuscire a giocare … ma più di Tetris non passava il convento. Ad ogni modo anche solo per raggiungere un gioco o per far partire l’ambiente di sviluppo (LOL!) del GWBASIC dovevi sbatterti. Esistevano cose come Norton Commander (cose che oggi voi tutti fate cliccando su finestre e trascinando) … ma eri cosciente di cosa ti stesse facilitando. Di cosa c’era sotto.

Io comunque ad un certo punto ho avuto un M24 o un M240 … non mi ricordo, in camera. Un mio amico non lo voleva usare e me lo ha prestato. Io con quello ho imparato tantissimo. Ma la cosa che facevo di più era scrivere un diario personale. Programmavo, in parte, una cosa che scopro hanno fatto un casino di altre persone, ovverosia un editor di testo. Un database di altre cosette. E poi scrivevo, scrivevo, scrivevo.

Se non fosse entrato in scena Word io avrei cacato il cazzo a Windows. Non me ne fregava niente. Ma Word… beh word era un’altra storia. Quindi diciamo che scrivere da “nativo digitale” potrebbe anche essere stato un ruolo che ho anche ricoperto. Certo, come la sintassi della frase precedente testimonia, non significa un beneamato cazzo. Ma tant’è: usavo un word processor parecchio tempo fa e lo facevo per scrivere, per i fatti miei, non per lavoro. Mio padre lo usava ancora prima, quando io lo schifavo, perché a me piaceva la roba spartana, da programmatore: solo editor di testo puro. Ma Word… se non fosse esistito lo so, io oggi userei linux.

Ad un certo punto è arrivato mio fratello che mi ha detto che esistevano gli mp3. Ma senza internet che cazzo me ne poteva fregare degli mp3? Un MP3 occupava anche UN INTERO MEGA. E il mio hard disk precedente ne conteneva 20. Figuratevi. Da poco avevo un HD da un giga… ma per me i mega non erano bruscolini. Ovvio che oggi mi fa ridere vedere una micro-sd da 64 GIGA. Oppure che so… vedere come gira SimCity Buildit su un tablet di due anni fa … 3D in tempo reale per giocare … su un cellulare. Quando sembra che la fantascienza si sbagli … guardate Blade Runner … grandi tecnologie avanzatissime… e degrado. E’ corretto dai 🙂

Internet. Chiunque non abbia mai utilizzato un BBS con il TE-LE-FO-NO non ha idea di qualce cosa grandiosa possa essere internet. Nonappena è arrivato mio fratello che, per lavoro, scaricava i driver dell’autodesk direttamente dal canada spendendo UN CAZZO rispetto a quello che calcolavo io … ho iniziato a cercare di poter accedere. Cosa non proprio a portata di tutti ai tempi. Comunque sono stati i primissimi free-internet provider a generare tutta la rivoluzione vera e propria. Tiscali, Libero-Infostrada, TiN … con il loro CD con dentro internet-explorer-4 e altre amenità. A quel punto si che internet era accessibile a tutti.

Ma sono un nativo digitale? Non sono nato con il cellulare in mano. Ma ero li quando arrivava. Avevo due dei più usati cellulari pre-smartphone (si chiamano “feature-phone”) di sempre, entrambi usati. Ero li quando tutto quello che usiamo nasceva e lo provavo. Per me il 2.0 è una cazzata. E’ un nome appiccicato ad un traguardo immaginario. Ma va bene, è un concetto utile. Il filesharing … stessa cosa. Napster ha creato una rivoluzione straordinaria, ma chiunque abbia usato un BBS sa bene che tutto questo si faceva anche prima. E la pirateria d’oggi… sembra quella del 1999. Link diretti in HTTP.

Non so se sono un nativo digitale. Spesso mi sono chiesto se sono o meno un internet-addicted. Ma sono anche un figa-addicted, anche un aria-addicted, un pisciare-addicted. Sono cose che fanno parte della mia vita. E oggi, senza internet, non potrei svolgere il mio lavoro.

Aliexpress, mia esperienza d’acquisto

tipa che compra

Aliexpress è in qualche modo una “manifestazione” dell’e-commerce “alibaba”: il famoso e-commerce cinese.
Una delle cose che, mi dicevano, caratterizza la protezione dell’acquisto è che tu paghi, ma loro NON danno i soldi al venditore se tu non dici che è tutto ok.

Aprirei volentieri una parentesi sul fatto che questo sistema da “negoziatori di sequestrato” lo propongo da 10 anni dicendo che lo dovrebbero fare LE BANCHE. Ma non lo faccio qui ora.

Vorrei invece raccontarvi la mia esperienza. Ma vedrò di farlo anche su “ciao” … se c’è ancora qualcuno che lo usa.

Ho ordinato un telecomando con tre riceventi. Anzi, ho ordinato DUE di questi assiemi, per un totale di DUE telecomandi e sei riceventi. Ho anche esagerato col costo di spedizione, praticamente pari all’intero acquisto, pur di avere i beni ad una buona velocità.

Sono arrivati VE-LO-CIS-SI-MI con DHL. Pacchetto a posto, pacchetti contenuti nel pacchetto a posto, non puzzavano nemmeno (e vi assicuro che dopo quasi 20 anni in un’azienda con fornitori cinesi il fattore “fetore” non è trascurabile, cosa che mi ha sempre ricordato quanto male possano vivere quei poveri cristi).

Faccio il mio check-in completo e verifico che le cose non vanno bene: son cazzi. Uno dei ricevitori non funziona. Neanche male uno su sei, forse direte voi. Il costo totale del risarcimento ammonterebbe a 8 euro. Ma io non voglio un risarcimento in soldi. Non me ne frega un cazzo. Io voglio il mio fottuto ricevente. Altrimenti con cosa li comando i fari, ci attacco su 8 euro? Ma se dovessi spedire indietro il ricevente danneggiato per DIMOSTRARE che non funziona, ovviamente spenderei troppo.

Così io vorrei (eh, beata speranza) che mi mandassero il pezzo E BASTA. A loro spese, perché io ho già speso molto per un bene funzionante e completo.

Ad ogni modo, fiducioso sulle soluzioni di AliExpress entro nel sistema … attenzione però, il sistema non è ancora conscio del fatto che il bene mi sia stato consegnato (eppure il corriere mi ha fatto firmare un cazzo digitale: come mai allora non hanno SUBITO questa info? perché dovremmo fidarci delle firme digitalizzate se non servono ALMENO a far transitare immediatamente le informazioni?). Attendo (si fa tutto in inglese, cmq).

Appena il sistema ne è cosciente vado a premere “OPEN DISPUTE”. Sorpresa: non si può. Fino a CINQUE giorni dalla consegna non è possibile. Ma il sistema di protezione dura OTTO GIORNI. Si ma di cui CINQUE non possono essere usati?????
Quindi il sistema di protezione è di TRE, CAZZO.
Ad ogni modo suggeriscono di contattare il venditore.
Lo faccio nel forum integrato nell’ordine. Niente.
Lo faccio con l’e-mail indicata nell’ordine. Niente.
Lo faccio con la mail indicata nel biglietto da visita che è stato infilato nel pacchetto. Niente.
Il fornitore cinese se ne è strasbattuto i coglioni delle mie comunicazioni. Lo posso affermare con una certa dose di sicurezza perché comunque sul forum integrato non ci sono risposte e perché uso un sistema di tracciamento delle e-mail che se non sei un paranoico di solito fonisce buone informazioni: quella e-mail NON è mai stata aperta.

Il sistema di aliexpress tenta di proporti, in una chat molto efficiente se pure in stile primi anni 2000 (cosa che dimostra che nuovo non significa buono), un dialogo con una simil-intelligenza-artificiale che chiamano robot … che un parte ha anche buone risposte. Ad ogni modo non soddisfacenti. Cerco un umano e… LO TROVO! Ci “parlo” è mi dice semplicemente di attendere che siano passati i 5 giorni e mi suggerisce di richiedere un rimborso parziale.

Ovviamente, ripeto, io mi attaccherò al pene il mio rimborso parziale perché coi soldi non si fa il lavoro, mentre con quello che avevo ordinato si.

Mi sono però preso la briga di chiedere al servizio perché mai nella loro policy fosse previsto un sistema di protezione acquisti di OTTO giorni ma che prima di CINQUE non fosse possibile aprire la disputa? In questo modo in realtà io avevo solo TRE giorni per risolvere i problemi.

Risposta: è la nostra policy.

Questa non è una risposta. E’ più un “è così e basta, se ti sta bene altrimenti fottiti”.

So. Adesso avete una testimonianza di questo tipo di acquisto. Certo, meglio dei fornitori italiani che usano un e-commerce fasullo che dice “disponibile” senza mai aggiornre le giacenze e che poi piange se gli annullo l’ordine dato che io ho ordinato N pezzi e non gli N-1 che avevano loro.

Ora, purtroppo, capisco perché Google Merchant ti OBBLIGA ad indicare la giacenza. Aliexpress è in qualche modo una “manifestazione” dell’e-commerce “alibaba”: il famoso e-commerce cinese.
Una delle cose che, mi dicevano, caratterizza la protezione dell’acquisto è che tu paghi, ma loro NON danno i soldi al venditore se tu non dici che è tutto ok.

Aprirei volentieri una parentesi sul fatto che questo sistema da “negoziatori di sequestrato” lo propongo da 10 anni dicendo che lo dovrebbero fare LE BANCHE. Ma non lo faccio qui ora.

Vorrei invece raccontarvi la mia esperienza. Ma vedrò di farlo anche su “ciao” … se c’è ancora qualcuno che lo usa.

Ho ordinato un telecomando con tre riceventi. Anzi, ho ordinato DUE di questi assiemi, per un totale di DUE telecomandi e sei riceventi. Ho anche esagerato col costo di spedizione, praticamente pari all’intero acquisto, pur di avere i beni ad una buona velocità.

Sono arrivati VE-LO-CIS-SI-MI con DHL. Pacchetto a posto, pacchetti contenuti nel pacchetto a posto, non puzzavano nemmeno (e vi assicuro che dopo quasi 20 anni in un’azienda con fornitori cinesi il fattore “fetore” non è trascurabile, cosa che mi ha sempre ricordato quanto male possano vivere quei poveri cristi).

Faccio il mio check-in completo e verifico che le cose non vanno bene: son cazzi. Uno dei ricevitori non funziona. Neanche male uno su sei, forse direte voi. Il costo totale del risarcimento ammonterebbe a 8 euro. Ma io non voglio un risarcimento in soldi. Non me ne frega un cazzo. Io voglio il mio fottuto ricevente. Altrimenti con cosa li comando i fari, ci attacco su 8 euro? Ma se dovessi spedire indietro il ricevente danneggiato per DIMOSTRARE che non funziona, ovviamente spenderei troppo.

Così io vorrei (eh, beata speranza) che mi mandassero il pezzo E BASTA. A loro spese, perché io ho già speso molto per un bene funzionante e completo.

Ad ogni modo, fiducioso sulle soluzioni di AliExpress entro nel sistema … attenzione però, il sistema non è ancora conscio del fatto che il bene mi sia stato consegnato (eppure il corriere mi ha fatto firmare un cazzo digitale: come mai allora non hanno SUBITO questa info? perché dovremmo fidarci delle firme digitalizzate se non servono ALMENO a far transitare immediatamente le informazioni?). Attendo (si fa tutto in inglese, cmq).

Appena il sistema ne è cosciente vado a premere “OPEN DISPUTE”. Sorpresa: non si può. Fino a CINQUE giorni dalla consegna non è possibile. Ma il sistema di protezione dura OTTO GIORNI. Si ma di cui CINQUE non possono essere usati?????
Quindi il sistema di protezione è di TRE, CAZZO.
Ad ogni modo suggeriscono di contattare il venditore.
Lo faccio nel forum integrato nell’ordine. Niente.
Lo faccio con l’e-mail indicata nell’ordine. Niente.
Lo faccio con la mail indicata nel biglietto da visita che è stato infilato nel pacchetto. Niente.
Il fornitore cinese se ne è strasbattuto i coglioni delle mie comunicazioni. Lo posso affermare con una certa dose di sicurezza perché comunque sul forum integrato non ci sono risposte e perché uso un sistema di tracciamento delle e-mail che se non sei un paranoico di solito fonisce buone informazioni: quella e-mail NON è mai stata aperta.

Il sistema di aliexpress tenta di proporti, in una chat molto efficiente se pure in stile primi anni 2000 (cosa che dimostra che nuovo non significa buono), un dialogo con una simil-intelligenza-artificiale che chiamano robot … che un parte ha anche buone risposte. Ad ogni modo non soddisfacenti. Cerco un umano e… LO TROVO! Ci “parlo” è mi dice semplicemente di attendere che siano passati i 5 giorni e mi suggerisce di richiedere un rimborso parziale.

Ovviamente, ripeto, io mi attaccherò al pene il mio rimborso parziale perché coi soldi non si fa il lavoro, mentre con quello che avevo ordinato si.

Mi sono però preso la briga di chiedere al servizio perché mai nella loro policy fosse previsto un sistema di protezione acquisti di OTTO giorni ma che prima di CINQUE non fosse possibile aprire la disputa? In questo modo in realtà io avevo solo TRE giorni per risolvere i problemi.

Risposta: è la nostra policy.

Questa non è una risposta. E’ più un “è così e basta, se ti sta bene altrimenti fottiti”.

So. Adesso avete una testimonianza di questo tipo di acquisto. Certo, meglio dei fornitori italiani che usano un e-commerce fasullo che dice “disponibile” senza mai aggiornre le giacenze e che poi piange se gli annullo l’ordine dato che io ho ordinato N pezzi e non gli N-1 che avevano loro.

Ora, purtroppo, capisco perché Google Merchant ti OBBLIGA ad indicare la giacenza.

Arcurs non è nostradamus, pare.

grafico discendente

va tutto bene

Qualche tempo fa lo strafico-del-microstock Yuri Arcurs diceva alcune cosette, che potete leggervi allegramente qui. Comunque cerco di riassumere “io sono il più fico, lo sapete. Ho sempre pensato che fare microstock fosse fare il fotografo, mentre invece è solo un buon posto per imparare. Se vuoi crescere, quello che fai viene ripagato troppo poco.” – e fin qui eravamo tutti d’accordo – “ma poi raga, cosa pensate di fare eh? Dai cosa pensate di fare? Io me ne vado! Vado via! AHAHAH e se io vado via cosa pensate che succeda al microstock? Crollerà miseramente MUHUHUHUHAHAHHAHA! Io SONO il microstock!!! MUHUHUHUHUAAAHAHAH!!!! E siccome io resto esclusivo-partner di Getty/iStock – perché loro si che sanno eh, loro sanno, non come gli altri – oltre ad avere il mio fichissimo sito, beh raga, voi mangiate la polvere … e comunque svegliatevi, cosa pensate di restare li e fare quello che avete sempre fatto? No! Non vedete che ormai il mobile microstock soppianta tutto? Non vedete? Che siccome io ci ho messo dei miliardoni nel sito scoopshot, allora beh, è chiaro che soppianterà tutto, dato che esiste il nokia lumia con 40 megapixel e che un sito come scoopshot risolve i problemi di richiesta con la risposta immediata del crowd e – ragazzi! Paga BEN 5 dollari a foto!!!”

Bene. Ho ovviamente inventato una versione. Comunque dai, molti di noi si cagavano sotto perché Yuri essenzialmente metteva in campo dei dati finanziari di cui moltissimi non capiscono un cazzo: io per primo.

Ad ogni modo son passati due annetti ed ecco la fantastica Getty: qui e qui.

Ora io capisco poco di tutto, ma “profit drops” secondo me non vuol dire “vi stiamo dando merda” ma “siamo nella summenzionata”.

A me dispiace, perché pur non essendo esclusivo, un terzo dei profitti medi di un serio microstocker di solito provenivano da li… ma insomma lo sanno tutti che Shutter pompa e che iStock r.i.c. (mette a dura prova la pazienza dei contributors)  e poi non è che si venda così tanto.

E quindi Yuri…

SUCAAAAAAA 😀

Ok, a Yuri lo sucano, ma insomma l’invidia è una brutta bestia eccetera.