La donnuncola pubblicitaria

sottolineo ed evidenzio: ““È ampiamente dimostrato che il modo in cui descriviamo le cose (e le persone) influenza il modo in cui quelle cose (e persone) possono essere percepite, ricordate, o pensate” (Darley, Glucksberg e Kinchla, “Fondamenti di Psicologia”, edizione italiana: Il Mulino).”

questo vale ad esempio per tutti gli stronzissimi post sui ROM che ci sono su facebook.

Avatar di giovannacosenzaD I S . A M B . I G U A N D O

La donnuncola pubblicitaria

Massimo Guastini, presidente dell’Art Directors Club Italiano, oggi pubblica su Linkedin un post che condivido in pieno e che perciò riprendo:

L’homunculus sensitivo è la rappresentazione grottesca e sproporzionata del corpo umano in base ai recettori cutanei. Di fatto ci mostra quanta parte del cervello è coinvolta nella sensibilità di determinate parti del corpo (labbra, dita, genitali). Il pene, per esempio, coinvolge molto più cervello, dal punto di vista della sensibilità cutanea, di quanto non faccia la coscia. La donnuncola pubblicitaria è invece

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Come scegliere un’azienda

ATTENZIONE: questo articolo contiene scurrilità gratuite.

Non parlo di un’azienda in particolare, come non serve una persona in particolare per parlare di linguaggio del corpo. Questo è il linguaggio del corpo dell’azienda.

Sapete tutti che è possibile valutare un ristorante o chi tratta di accoglienza e somministrazione dal cesso: se il cesso è pulito, impeccabile – SEMPRE – allora difficilmente ti verranno dubbi sullo stato di pulizia della cucina. Se un posto dove è OVVIO che sarà sporco e dove il cliente sicuramente andrà e NON ci badi, significa che il tuo stato mentale è quello dello zozzone, del pigro, di quello che se ne sbatte i coglioni di quello che sente il cliente. Potrai dare mille spiegazioni o scuse per dire che non è vero, ma se il cesso è puilto – SEMPRE – difficilmente la cucina è sporca.

E un’azienda? Beh, anche andare in un cesso qualsiasi dell’azienda – qualsiasi azienda – la dice lunga sulla forma mentis della proprietà e del management. Se ti manca la carta, il sapone, qualcosa per asciugarti le mani, l’acqua è solo fredda, il posto è squallido e sporco: l’azienda si è qualificata. E’ come avere il buco del culo sporco. C’è poco da fare: sei uno che non si fa il bidet. Ma andiamo oltre. Continue reading →

Samsung Galaxy S5 mini sempre freezato PORKOD2

Avevo un S4 mini. Ho “pensato” (bella pensata): l’S4 mini che sta ancora benissimo lo passo a qualcuno con sconto di un terzo rispetto all’attuale prezzo di vendita e mi prendo l’s5 mini che comincia ad essere bello scontato, così bla e bli e bla considerazioni mie sul perché.

immagine raffigurante un telefono cellulare samsung galaxy s5 mini

IL Borgo Diaz.

 

Bene.

Bene un cazzo!  Continue reading →

Fotolia fa la furba con il dollar fotosgniapz

Se seguite i blog per microstockers avrete forse scoperto che i simpatici di Fotolia (now sotto Adobe) hanno avuto – OPS! – un piccolo disguido per cui …

beh, innanzitutto all’inizio hanno deciso unilateralmente di mettere le foto dei contributors senza chiedere loro se fossero d’accordo in un partner program che chiunque sia un attimo informato ha trovato ORRIPILANTE: le revenues sui guadagni provenienti da quel lato sono infime e fisse. E soprattutto fai un’offerta schifosa al cliente che è un calcio nelle palle del mercato. E sei proprio tu a farla!

Poi, dopo aver visto la quantità di proteste della gente hanno deciso di offrire (oh, magnanimi) la possibilità a quelli che voglio ricordare sono PARTNER COMMERCIALI – e non dipendenti – di optare per la non-partecipazione a quello specifico partner program. Vi ricordo che solo i guadagni da crediti sono accettabili: quelli da subscriptions e dal loro partner program sono bassi e fissi (che nel caso della pubblicità della Conad sarà anche bello per i clienti, ma sono certo che quegli stessi clienti se dovessero scegliere queste due parole come caratterizzanti il loro stipendio non sorriderebbero più) … non ci sono grandi possibilità di migliorare. Puoi solo fare volumi… in un mercato globale gigante.

Ora, la voce per fare l’opt out ovviamente è fumosa e abbreviata (DPC) … e se non sai la storia probabilmente non guardi neanche: dici … beh è un modo in più checcazzomenefregammé (tanto c’ho il diesel): eh … ti frega che contribuisci a guadagnare sempre meno pure tu.

Ora però: che successe? Successe che per 24 ore anche le foto di chi ha esplicitamente optato per la non-partecipazione sono state tutte disponibili per la vendita. E sembra che sia anche un po’ peggio … ma vi lascio indagare nei forum specializzati. Bene, che cosa fa il “portavoce ufficiale per i rapporti con i contributor” in questo forum? Innanzitutto ovviamente porta il dialogo in separata sede, fuori dalla zona pubblica, invitando tutti a rivolgersi a lui per qualsiasi BLA E BLA – si ma caro… si stavano già pubblicamente rivolgendo a te. Puoi rispondere: le domande ti sono state fatte e c’era anche molta gente che ha chiaramente detto che per l’organizzazione della precedente protesta sono stati sbattuti fuori i contributors. Capito cari? Sindacati eccetera … qui non esistono. Però esiste internet e la comunicazione TRASPARENTE. Esistono le class action, casomai.

E poi cosa fa? Fa sapere che – oh, magnanimi!!!!! – per qualsiasi licenza rilasciata in quelle circostanze su immagini per le quali era stato richiesto l’opt-out, verrà riconosciuto un compenso forfetario di un soldo di cacio bucato. Ah. E chi lo ha deciso? Cioè tu violi un contratto e un rapporto con il tuo partner e TU decidi il modo in cui lo risarcirai? Allora LUI può decidere di sbattersi tua sorella (o tuo fratello, a seconda).

Non pensate che le “lotte dei lavoratori” siano roba da dipendenti. I Freelance si possono traquillamente associare e fare qualcosa. Alcuni di questi siti, infatti, hanno belli in grande i simboli di associazioni di categoria e di tutela: non saranno magari quelli in cui guadagni di più, ma non accade perché il tuo distributore cerca di infilarti degli autoarticolati nell’ano.

 

Canon 5DSR Risoluzione, bytes e schede CF

dettaglio di una fotocameraSono un canonista. Così lo sapete. Ormai devo pure dire … di lunga data. Non per vera scelta. Ma per motivi storici.

Bella li, mi fermo subito: sto per acquistare la 5DSR per lavoro, quindi mi stavo chiedendo, vista la mia abitudine a scattare almeno 400 foto per sessione, quale caspita di scheda/e dovessi acquistare questa volta.

Orbene, la definizione MASSIMA prodotta da questa fotocamera è di:

8688 x 5792 pixel (50,3 megapixel)

A quanto pare da QUESTO test, il RAW (che ha ancora estensione CR2) a questa definizione ammonta a 72,622,651 bytes.

Quindi diciamo che per 1000 foto mi servono 67.63 GiB

Mi butterei su una da 64 e due da 32. Basta e avanza, che son soldoni.

Quanto veloce?
Lexar?
SanDisk?

Vedremo. Comunque si accettano consigli.

post disfattista a tempo #2

Questo post nichilista a tempo è stato scritto nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2013.

La guerra civile sarà iniziata tra un anno? O fra due? Oppure, semplicemente, sarà iniziato un periodo di miseria nera per tutta l’Italia, incapace di rialzarsi, incapace di riavviare il motore, autodistruttasi, irresponsabile, dimentica di sé stessa del passato e che disprezza tutti i propri cittadini… marcendo e disfandosi, corrodendosi… immiserendosi e finendo in povertà assoluta con qualche punta di grande ricchezza furbastra.

Questo ed altri 2 post, scrissi quella notte: identici. Pensando anche: sarò ancora in grado di scrivere su internet, di usare questa cosa? Esisterà la piattaforma? Un saluto dal 2013, comunque, a me stesso, se leggerò il post con sorpresa – e a voi tutti.