Fare coppia con l’intolleranza

Una mia cara amica era disperata. Tizio – mi dice – mi ha detto che ha dei dubbi sul nostro rapporto. Faccio due domande in croce, analizzo la situazione.

Et voilà: come spesso accade, ecco un’altra donna che si è infatuata di un tipo di carattere che adorano, tranne quando capita che la forza che questo carattere esprime (e che si rifiutano di vedere negativamente) si rivolga contro di loro. Improvvisamente toh, si accorgono che non era poi una cosa così fica.

No, non la mena.

Ma non c’è poi tanta differenza. Quante donne cercano – e non vogliono ammettere di quanto piaccia loro – quel senso di protezione che l’uomo forte, muscoloso, il capo branco che uccide il nemico per difendere e conquistare proprio TE?
Eh, ma … sorpresa. Quella forza che si ferma solo quando l’altro non si muove più è sempre li dentro, nella stessa persona. Ti piaceva quando prendeva a femoràte il cervello di quel tizio? Eh beh, a lui forse non piaceva tanto ma… tu non eri lui, eri spettatrice. E ora tocca a te buscarle: bello? No, non era bello. Beh, non era bello nemmeno per quelli che hai visto maltrattare quando tu stavi in squadra col gorilla.

Le mani non sono l’unico modo. Certo, ma nemmeno a questo caso mi riferisco, quello della violenza psicologica. No.

Questa volta ho trovato una cosa che non mi sarei mai aspettato … eppure non si sa perché. Distrazione mia? Beh comunque vi ricordate il “chi non lavora non fa l’amore”?
Vi ricordate che la vostra nonna o bisnonna aveva parlato del fatto che il marito di vostra madre avesse “un buon lavoro e non fosse uno spiantato” ? Ecco, magari non ve lo ricordate, magari non avete nemmeno ascoltato… o non capivate. Beh, ora però potete capire: il ragazzo della mia amica la sta mollando perché lei è disoccupata, perché – dice il tipo – “non ti vedo autonoma”.

Questo è un life coach, uno di quelli col pallino; le ho solo chiesto se “ha pensato che ti faceva più male restando ad appoggiarti mentre sei a terra per la paura che così non avresti trovato in te stessa la forza di rialzarti e quindi era meglio abbandonarti in modo da renderti più forte”, giusto? Nel senso… lui ci crede sul serio in questa merda no? A lasciare l’amico nel momento del bisogno, anzi, neanche l’amico … la sua ragazza. Vero?

Si. E un po’ le rompeva che lo avessi capito io che non lo conosco.

Ad ogni modo ovviamente io non approvo, disapprovo totalmente: se fai coppia con lo stesso muro con cui ti devi scontrare ogni giorno, che cazzo di coppia sarebbe?

Ok, non è sposata, quindi non hanno pronunciato le parole “nella buona e nella cattiva sorte”. Insomma mi dispiace per lei, sinceramente. E non credo in una coppia fatta così. Sempre, sempre nella mia vita ho cercato qualcuno che mi volesse perché io sono io, e non per qualche bene o servizio che io sono in grado di procurare gratis al posto della fatica che tu devi fare per le tue cose. Se tu vuoi ME, quando io perdo le mie cose, a te non dovrebbe fregare. Ma invece sorpresa: la realtà è “io ti apprezzo, ti amo, ti sopporto, ti rispetto … fintantoché tu paghi la tua parte di spese”. La nuova ricetta dell’amore.
Detto questo… la cosa che forse stupisce è che inizi a succedere alle donne. Ma a me questo ricorda che per secoli i maschi hanno dovuto sopportare qualsiasi cosa nel lavoro, e di vivere come delle batterie per alimentare una famiglia da soli… e reso in questo modo anche molte, moltissime mogli delle prostitute di un tizio che le mantenesse. Beni e servizi. Beni e servizi.
Eppure io ci credo ancora. E’ possibile. Certo però… dopo quale livello di sopravvivenza spunta l’amore?

pelo di gatto senza il gatto

gatto

Da questo pomeriggio mi piglio una gattina. Non so come sia: non ho voluto scegliere. Ho visto che ci sono due cucciolate da quattro e vorrei solo che fosse femmina. Perché … è una gatta. E’ femmina. Capito? No? Beh, fottetevene, sono borderline.

Sono uno sfigato, ho rapporti umani per me insufficienti e mi sento solo, soprattutto nelle ore al computer. E poi da piccolo ho sempre avuto dei gatti che giravano per casa. Quindi vinta la paura dell’allergia della mia convivente, si prova.

Ma non ce l’ho ancora, questa crista di micia!

Arrivavo ‘sta notte da un caffé all’autogrill (qui non è che ci siano alternative se sei nottambulo) e mi sono accorto che la mia vicina ha lasciato la porta aperta… e chi mette fuori il musetto? Il suo micio bianco! Quel fifone! Mi fa sempre le feste dal terrazzo, ma quando sono andato a trovarlo scappava sempre. Però oggi era curioso ed è venuto fuori, a beccarsi una svalangata di coccole e ronfare di soddisfazione. Finito il coccolamento però (io vesto di nero) sembravo lo Jeti. Una quantità di pelame mi hai mollato, brutto vecchiaccio di un pelone!!!!! E poi magari quando vado a prendere la micia “odoro di gatto straniero”. Ma minchia quanti peli!!!

Vabbé. Oggi arriva la mia micia ❤ La amo già e non so chi cazzo sia. Altro che matrimoni combinati.

Lavoro duro. Duro Lavoro. Kung Fu? Panda!**

Anni fa, all’ennesimo “eh, tu si che te la passi bene!”*, detto senza pensarci, ho risposto con la frase di rito “ci possiamo scambiare quando vuoi”.

L’ambiente industriale di qualche anno fa, parecchio pre-crisi, in cui i dipendenti si auto-suddividevano stupidamente in operai ed impiegati presentava spesso questa forzatura, quasi caricaturale, di “conflitto di classe alla macchinetta del caffè”. Quel signore burbero non aveva molti modi per manifestare quella che, in fondo, era una specie di pacca sulla spalla di un vecchio ad un giovane, fatta da chi non ha molti argomenti, non condivide molto con te per età ed ambiente… non ha molto da dirti ma ha delle frasi fatte, che di solito funzionano bene al posto del silenzio imbarazzato. Magari qualche giorno lo vuoi capire, altre volte ascolti il significato vero della frase. Metti mai che ti salti la mosca al naso, capita no?

Beh quel giorno non girava bene, così ho risposto, sempre rispettosamente, che se trovava facile il mio lavoro potevamo scambiarci quando voleva: anche in quello stesso momento. Sapevo quale posto occupasse e da quanti anni: non avrei saputo fare il suo lavoro subito, ma in mattinata avrei imparato e lo avrei lasciato a prendere il mio posto. Continue reading →

vendere fotografie col microstock

denaro

Segnalo questo articolo del 2008 del fotografo che a quanto mi risulta ha venduto e vende più di tutti nel mondo del cosiddetto microstock, ovverosia Yuri Arcurs. Chiunque faccia questo mestiere prima o poi deve confrontarsi con la sua esistenza. Ad ogni modo il suo sito contiene articoli molto utili e molte utili risorse. In particolare, presso quella pagina, consiglio il finale “gettin nerdy” se avete già iniziato da almeno un anno: prima o poi tenterete di fare proiezioni con metodi … personali. Diciamo che lui … se la cava 🙂

Se poi volete smettere subito guardate le foto che vende ora 🙂

è uscito DRONES e non me ne sono ziok accorto

copertina del disco DRONES del gruppo musicale MUSE

MUSE – DRONES

Non l’ho nemmeno ancora sentito. Mi sono solo reso conto che non solo è uscito… ma è uscito da più di una settimana. Ciò in un mondo di “advance” e pirateria varia è assurdo, per me. Vojo dì: io AMO i Muse. Non ho sentito che una canzone ieri, dicendo “pfui, questo tizio è assolutamente identico a quello dei Muse!” … “anzi… ma cazzo è uguale! … ma… ma non… non sarà mica…”

Dopo lo svenimento sono andato a controllare e porkaccialaminkiazza era uscito. Ma si può? Ottima copertina: ricorda un cortometraggio che vidi una decina … ventina … non so quanti cazzo di anni fa. Bella comunque.

la solitudine è per gli immortali

Leggo, prestato, “le stelle del cane”. Un post-catastrofe in cui (questo ho letto per ora) un uomo sensibile ed uno gretto sopravvivono proteggendo il loro territorio, l’uno con l’abilità del volo, l’altro con la facilità (ed il gusto) nell’uccidere. Il grosso del “bello” credo, per ora, stia nella narrazione della purezza della solitudine, del protagonista nel pescare e volare … del suo compagno forzato che uccide tutto ciò che non è lui stesso.

Io prevalentemente sono un solitario; lo sono sempre stato. Eppure amo la compagnia… e sono ciarliero. Per una certa quantità d’anni sono stato molto silenzioso, ricordo che me lo dicevano. Ma da un certo punto in poi … sono assolutamente convinto di avere una personalità borderline. Giusto un tantino.

Comunque. Continue reading →