quella che le hackerano iCloud

Ora, il link che posto per darvi il contesto ( QUI ) non contiene la boiata che sto commentando. Ma alla radio ho sentito che riportavano che avrebbe dichiarato che le hanno “hackerato” (santiddio) il suo account iCloud.

Certo.

Quindi l’FBI ha problemi e succede il casino legale con la Apple … ma no, a lei le hackerano iCloud come se niente fosse. Per il suo bel culo. anvedi che magari pure i terroristi nei cellulari hanno tettecculi.

Per favore.

asimov e ibm 50 anni fa

Non so davvero quando (20 anni fa?) né dove io l’abbia letto (carta, sicuramente) … ma Asimov ha, da sempre, usato nei suoi racconti la modalità “no, signore, lei non ha acquistato i nostri robot … noi glieli abbiamo dati in licenza e possiamo riprenderli quando vogliamo”. Ha parlato sempre di tecnologia in licenza, e se non ricordo male anche IBM pronosticava un futuro in cui tutti noi “avremmo avuto dello spazio a noleggio da qualche parte” senza “grossi ed ingombranti computer in casa”. Ovviamente se avevi un ENIAC in mente questo aveva maggiore senso.

Se hai fatto o fai l’amministratore di sistema in un’azienda, riesci ancora a capirne bene il senso.

Le piattaforme cloud forse era qualcosa di simile a quello che avevano in mente. E’ davvero straordinario però, ricordare quando queste cose sono state pensate, ricordando cosa avevi tu, in mano, in quel momento, per lavorare, giocare, per smanettare e curiosare. Certo, anche il cyberpunk ha fatto il suo, ma 30 anni dopo!

Ciao nerd! 🙂

2016 e nessun backup (.micro)

Passo per bere un caffé e vedo la segretaria del posto in quasi-lacrime ed un “è colpa mia, ho fatto un disastro” che parte a ripetizione. Si sono beccati una delle varie versioni di un virus che “prende in ostaggio” i files. Ripulire un computer non è un grosso problema. Nemmeno reinstallare un gestionale è un grosso problema. Perdere i dati non-backuppati fino a duesecondifa del gestionale è un grosso problema.

La cosa che mi lascia davvero esterrefatto è che nel 2016 esista ancora questo fatto di non sapere cosa vada salvato, in che modo e perché. E che questo non venga fatto in modo paranoico, ossessivo-compulsivo. Il backup deve essere fatto. Non riesco a capacitarmene.  Continue reading →

Scooba 450 e pavimenti in laminato: NO.

Sono un fan dei robot che puliscono: ovverosia sono un fan dell’idea di questo tipo di robot. Ovviamente se non funzionano non sono un fanboy.

Possiedo un sempliciotto, per casa, che fa un po’ di polvere e raccatta qualche capello, il Virobi della Vileda; divertente aiuto se comunque fai già parecchio le pulizie per conto tuo: lavare, spazzare, scopare; tutto il programma. In più puoi usare ANCHE quello: ogni volta raccoglie comunque roba. Aiuta. Ma devi smazzarti in ogni caso e devi pulire anche lui.

Per lavoro, dove non posso perdere eccessivamente tempo e non ho budget per garantirmi spese continuative, ho pigliato un robot-aspirapolvere della Samsung che aspira e quando ha finito si fa aspirare lui 🙂 Quindi… io non devo fare un cazzo, tranne disincastrarlo raramente. Fa un gran bel lavoro: ovviamente tiene pulito, ma non pulisce lui. La polvere la fa egregiamente, non si inceppa, si svuota da solo, è programmabile, ha un telecomando. Però non “spazza”: non fa niente di “umido”. Se ci sono degli strisci non li toglie, non gratta. Non fa quello che potresti fare tu con un unghia (ok, quasi nulla lo fa) e con lo spazzolone. Continue reading →

Sono un nativo digitale?

i ragazzi del computer

“i ragazzi del computer”, serie TV ’80

Nel 1980 io avevo sei anni. Ero appena in prima elementare. Non lo sapevo ma internet in qualche modo esisteva già. Ma a saperlo erano in pochissimi. Io iniziavo ad usare un Epson HX-20, in basic, con il meraviglioso spirito con cui ho imparato le cose che so fare meglio nella mia vita: per giocare.

Solo che con quel cazzo di coso non potevi giocare. Se volevi giocare ti dovevi fare i giochi. E ovviamente, come ogni cosa così nerd, i giochi finiscono per piacere solo a te, perché per muovere un fottuto puntino, che dovrebbe essere parte del gioco, facevi così fatica che alla fine la cosa divertente era solo il fatto di esserci riuscito. Certo, questo mi ha insegnato ad usare un computer: per usare un computer, un po’ di tempo fa, tu dovevi programmare. Se volevi un’applicazione (o un “programma applicativo” come usavano dire i nerd più vecchi di me) te la dovevi fare.

Tenete conto che circa 10 anni dopo i miei coetanei che facevano ragioneria, quando facevano la “sperimentale” mi davano una noia pazzesca perché imparavano a fare le quattro operazioni – e su carta. Pure allo scientifico i prof non sapevano un cazzo. Anche oggi, noto, parlando con ragazzi che fanno l’ITIS, non è che si muovano tanto le chiappe. I prof sono ancora arretrati rispetto a quanto c’è a disposizione. Non entro poi (ora) nel merito alla curiosità ZERO che hanno i ragazzi a cui viene regalata ogni conoscenza. Comunque ne ho preso uno da parte e mi sono fatto spiegare in circa 30 minuti un anno intero di programmazione c++, cosa che potreste trovare su HTML.IT credo nelle prime due pagine, gratis. Questo se, come facevamo noi, ti leggi tutto e provi.

Certo io ero sega, non un vero nerd. I veri nerd sanno. Hanno anche il cervello. Io ero un entusiasta, ma un mio compagno genietto stava già muovendo grafica su un commodore 64 della biblioteca. Vojo dì … noi altri sfigati andavamo con le cassettine comprate in edicola (in 6) a vedere se potevi caricare un gioco… lui no. Lui andava li, DIGITAVA un listato di un programma (eh si:  si dettava e si copiava, A MANO) e imparava e soprattutto capiva quello che copiava. Ci ho messo un bel po’ per capire alcune cose che avevo copiato da quei listati anni prima, pure io. Lui le capiva alle elementari.

Ad ogni modo il pc, una baracca IBM di quelle che sembrano un autoscontro dal rumore che fanno, è stato in camera mia per un po’. Lo scopo era sempre giocare. Ma non si riusciva così facilmente: dovevi sempre sapere qualcosa. E quel sapere era talmente vicino alla macchina da lavoro che avevi in mano, che un po’ per forza imparavi, se volevi usare quella roba. Imparavi il sistema operativo, imparavi cose per renderti più comoda, facile, migliore la vita con quelle baracche. Poi ne è arrivato un altro: un mio cugino lavorava in ASEM negli anni ’90 e quindi mio padre si è fatto fare un assemblato… io volevo sempre e solo riuscire a giocare … ma più di Tetris non passava il convento. Ad ogni modo anche solo per raggiungere un gioco o per far partire l’ambiente di sviluppo (LOL!) del GWBASIC dovevi sbatterti. Esistevano cose come Norton Commander (cose che oggi voi tutti fate cliccando su finestre e trascinando) … ma eri cosciente di cosa ti stesse facilitando. Di cosa c’era sotto.

Io comunque ad un certo punto ho avuto un M24 o un M240 … non mi ricordo, in camera. Un mio amico non lo voleva usare e me lo ha prestato. Io con quello ho imparato tantissimo. Ma la cosa che facevo di più era scrivere un diario personale. Programmavo, in parte, una cosa che scopro hanno fatto un casino di altre persone, ovverosia un editor di testo. Un database di altre cosette. E poi scrivevo, scrivevo, scrivevo.

Se non fosse entrato in scena Word io avrei cacato il cazzo a Windows. Non me ne fregava niente. Ma Word… beh word era un’altra storia. Quindi diciamo che scrivere da “nativo digitale” potrebbe anche essere stato un ruolo che ho anche ricoperto. Certo, come la sintassi della frase precedente testimonia, non significa un beneamato cazzo. Ma tant’è: usavo un word processor parecchio tempo fa e lo facevo per scrivere, per i fatti miei, non per lavoro. Mio padre lo usava ancora prima, quando io lo schifavo, perché a me piaceva la roba spartana, da programmatore: solo editor di testo puro. Ma Word… se non fosse esistito lo so, io oggi userei linux.

Ad un certo punto è arrivato mio fratello che mi ha detto che esistevano gli mp3. Ma senza internet che cazzo me ne poteva fregare degli mp3? Un MP3 occupava anche UN INTERO MEGA. E il mio hard disk precedente ne conteneva 20. Figuratevi. Da poco avevo un HD da un giga… ma per me i mega non erano bruscolini. Ovvio che oggi mi fa ridere vedere una micro-sd da 64 GIGA. Oppure che so… vedere come gira SimCity Buildit su un tablet di due anni fa … 3D in tempo reale per giocare … su un cellulare. Quando sembra che la fantascienza si sbagli … guardate Blade Runner … grandi tecnologie avanzatissime… e degrado. E’ corretto dai 🙂

Internet. Chiunque non abbia mai utilizzato un BBS con il TE-LE-FO-NO non ha idea di qualce cosa grandiosa possa essere internet. Nonappena è arrivato mio fratello che, per lavoro, scaricava i driver dell’autodesk direttamente dal canada spendendo UN CAZZO rispetto a quello che calcolavo io … ho iniziato a cercare di poter accedere. Cosa non proprio a portata di tutti ai tempi. Comunque sono stati i primissimi free-internet provider a generare tutta la rivoluzione vera e propria. Tiscali, Libero-Infostrada, TiN … con il loro CD con dentro internet-explorer-4 e altre amenità. A quel punto si che internet era accessibile a tutti.

Ma sono un nativo digitale? Non sono nato con il cellulare in mano. Ma ero li quando arrivava. Avevo due dei più usati cellulari pre-smartphone (si chiamano “feature-phone”) di sempre, entrambi usati. Ero li quando tutto quello che usiamo nasceva e lo provavo. Per me il 2.0 è una cazzata. E’ un nome appiccicato ad un traguardo immaginario. Ma va bene, è un concetto utile. Il filesharing … stessa cosa. Napster ha creato una rivoluzione straordinaria, ma chiunque abbia usato un BBS sa bene che tutto questo si faceva anche prima. E la pirateria d’oggi… sembra quella del 1999. Link diretti in HTTP.

Non so se sono un nativo digitale. Spesso mi sono chiesto se sono o meno un internet-addicted. Ma sono anche un figa-addicted, anche un aria-addicted, un pisciare-addicted. Sono cose che fanno parte della mia vita. E oggi, senza internet, non potrei svolgere il mio lavoro.

Scripting da DENTRO google…

ATTENZIONE POST AFFETTO DA NERDISMO Sta a vedere che mi rimetto a programmare anche se faccio altro 🙂 Lo scripting che google ci consente di usare  potrebbe essere una buona via per riassaggiare qualcosa che mi piace come strumento… ma che, se dato in pasto alla massa e agli ignoranti, diventa merda. Alla fine lo uso perché serve a me, com’era quando ho imparato, 25 anni ed oltre fa. Quindi se a qualcuno interessa: https://developers.google.com/apps-script/overview Non è esattamente “programmare” ma perché non automatizzare qualcosetta? Uso dei form per far immettere a della gente dei dati… e perché non far succedere qualcosetta? Perchè non effettuare due conticini o generare degli eventi e delle azioni? Certo per un pianeta di persone che ha in mente facebook “evento” significa un’altra cosa. Ma “event-driven” per me ha sempre significato ben altro 🙂

android e il regalo di Pasquetta

Se avete un telefono Android e non sapete ‘sta cosa, ve la regalo così avete l’ovetto con sorpresa che non sia un gioiello del cazzo (assai diverso invece dagli splendidi gioielli da culo – i buttplug – che sono tutta un’altra cosa).

Se siete ancora qui e non siete stati infastiditi dalle due righette di intro, ecco il dono:

Android = google. :-O Ecco il perché, anche se non sapete una ceppa di niente, più o meno costretti, vi siete creati un account google (quasi di sicuro non avrete resistito al g+) o come minimo un indirizzo gmail. Questo è un bene per la vostra rubrica dello smartpone: quando ve lo aruBBano o quando lo perdete nel water di quella bettola e ne comprate un altro recuperando il numero, la rubrica è sempre nei server di google.

Ma solo se sapete quello che fate (o se avete culo). Continue reading →