asimov e ibm 50 anni fa

Non so davvero quando (20 anni fa?) né dove io l’abbia letto (carta, sicuramente) … ma Asimov ha, da sempre, usato nei suoi racconti la modalità “no, signore, lei non ha acquistato i nostri robot … noi glieli abbiamo dati in licenza e possiamo riprenderli quando vogliamo”. Ha parlato sempre di tecnologia in licenza, e se non ricordo male anche IBM pronosticava un futuro in cui tutti noi “avremmo avuto dello spazio a noleggio da qualche parte” senza “grossi ed ingombranti computer in casa”. Ovviamente se avevi un ENIAC in mente questo aveva maggiore senso.

Se hai fatto o fai l’amministratore di sistema in un’azienda, riesci ancora a capirne bene il senso.

Le piattaforme cloud forse era qualcosa di simile a quello che avevano in mente. E’ davvero straordinario però, ricordare quando queste cose sono state pensate, ricordando cosa avevi tu, in mano, in quel momento, per lavorare, giocare, per smanettare e curiosare. Certo, anche il cyberpunk ha fatto il suo, ma 30 anni dopo!

Ciao nerd! 🙂

Shutterstock contributor drag and drop disappeared

Another bad move Shutterstock. Until this last “update” in the contributors UX, we were able and allowed to drag and drop selected (groups of) images in a set. It was kinda unperfect because of the un-select process at the end of this move but … it was very convenient to have this feature: click, click, click, click, drag, drop.

No.

FUCK.

Now we have clickclickclickclick > combo menu >scrooooooool > select > click

Believe me: I’m VERY sensitive to every kind of useless mouse click or move because I’m subject to repetitive strain injuries. But it’s simply time consuming! A very very bad move.

IT SUX. Did someone ask for this change? I don’t think, since it’s NOT convenient: we were quick and comfortable with the old feature: you can ADD features, but that feature was GOOD.

And you delete it, do you?

Bad move, guys.

back in black

Mio padre ha 80 anni. I suoi amici non sono tanto più giovani. Mio padre è preoccupato per la mia vita: la mia professione non è attualmente sufficientemente remunerativa da togliersi le preoccupazioni e io non glielo nascondo perché non gli voglio mentire: non lo voglio nemmeno preoccupare troppo ma… si preoccupa, ovviamente, comunque. E così mia madre, poco meno giovane.

Così un suo amico ha preso l’iniziativa, non richiesta, di cercare un aggancio all’italiana: una persona a cui probabilmente la cosa ha, durante tutta la sua vita, ripugnato fare cose simili, ma che lo fa per grande affetto per mio padre che, immagino, manifesti con gli amici più cari la sua preoccupazione per tre figli che non sono certamente dei nababbi.

Questa cosa mi ha ripiombato nella tristezza dell’indeterminatezza, del vuoto, dello schifo. E’ stato certamente un pensiero sincero ed uno slancio di buon cuore. Eppure.

Dentro di me qualcosa urla “ma perché non ti fai i cazzi tuoi? Ma chi ti ha chiesto niente?!”.

Non è ingratitudine: questa stessa scelta e con le stesse modalità e gli stessi dubbi potenti l’ho fatta anni fa: non abbastanza da non far insinuare nuovamente il dubbio, però. Ma ho quarant’anni, signori. La via che ho deciso di prendere alcuni anni fa, l’ho presa proprio mentre un mio carissimo amico mi offriva un lavoro che lui, occupato in quel momento, non poteva accettare ma che era “di tutto rispetto”: posto fisso, mansioni adeguate, stipendio non si sa, ma sicuramente negli standard e di più di quanto non incassi io ora. Continue reading →

manco il gatto

La mia prima gattina con me vuole solo giocare e di coccole culo di gattonon se ne parla, non le vuole. La mia seconda gattina, che di solito è coccolosissima, afettuosa, non vede l’ora di avere le coccole sia da me che dalla mia convivente… oggi ha preso la porta, ha fatto tutte le scale del condominio, il portone era aperto… e adesso l’unica cosa che vuole fare è tornare fuori … nel mondo.

Ho fatto una gran cazzata a prendermi dei gatti senza avere il giardino mio: per quanto sia territoriale, il gatto comunque vuole un territorio più grande di un appartamento.

E vuole andare a zonzo, ovviamente, piccola. Adesso mi sento solo un carceriere del cazzo.

E ovviamente essendo cresciuta qui per il primo anno se la lascio fuori il primo gatto di strada che passa se la squarta 😦 Bella merda che ho fatto.

Adesso miagola per chiedere di uscire.

Faccio sempre schifo, a qualsiasi punto io arrivi… ad un certo punto faccio schifo.

Shutterstock intimidating their business partners

UPDATED (see below)

On friday 1st of July, 2016, Shutterstock seem to have sent to every single contributor (and they are those who actively create images and videos to sell in partnership with SS) this kind of threatening e-mail:

Dear XYZ,

We have become aware that your portfolio now includes titles with spammy repetitive words or phrases. Repetitive titles like “orange, orange, orange” and “icon arrow, icon arrow, icon arrow” create a poor customer experience, and are prohibited under our metadata guidelines. These titles are considered spam and are not accepted for publishing during the review process. Editing them in this manner after your content has been published is not allowed.

You are now required to edit these titles to bring them back into compliance. In the coming weeks, we will review our collection again. If you do not correct your titles, or you continue to create repetitive or spammy titles, your account may be suspended.

To learn more about title spamming, please read How is Title Spamming Defined.

Are conjunction and articles considered “repeated” ? Are “over and over” and similar idioms, perfectly human readable and NOT spammy, considered spam by a very stupid script?
Is a serious company actually serious when it sends thousands of threatening e-mail to thousands of hard working contributors, dedicated, very creative and treating them like kinda “employees” ? They are the solely COPYRIGHT HOLDERS for the WHOLE of the stuff Shutterstock is selling. They deserve RESPECT and careful double-checking.

No one of the contributors seem to have received an example of these supposed “spammy” titles.

There are dedicated, serious people receiving this kind of very bully vague threatening e-mail. People working hard to be creative, that spends lots of money in equipment, personnel (models), HS, MUA, props, sets and time in captioning, keywording, release attach, index. They are committed. They DESERVE respect and serious checking. Not a very stupid script sending insulting e-mail to the masses.

UPDATE: The following day, another e-mail arrived:

Dear XYZ ,

We would like to offer a clarification about yesterday’s email regarding the titles of your content. This email was distributed to a broader group of contributors than we intended. We sincerely apologize for the concern caused. We want to reassure you that no further action is required from you.

The vast majority of our community work hard to consistently create powerful and descriptive titles to support their work. Our goal is to create a fair and level playing field for our entire contributor community and we value the time and energy invested into preparing your content for license on Shutterstock.

We have robust compliance standards in place to protect the integrity of your content and we are investing heavily in developing a new platform to improve the contributor experience. You may have seen some of the new pages recently rolled out. Included in this development will be new contributor tools to help with your content submission process.

We are working tirelessly on creating the best contributor experience for our content creators and we apologize for the communication yesterday. You can expect that any further communication from us will be detailed, informative, specific, and actionable.

Thank you,

Jon Oringer
and
The Shutterstock Contributor Support Team

So … all right. Alarm reset. I’m sure Oringer wrote it down with his own fingers. He may have received the same e-mail because he’s actually a contributor 😀

mi piace / odio – fare LE foto

“mi piace fare foto!” – “Adoro fare foto!” – “odio fare foto!” – sono frasi che, in tutti i casi, rendono il passivo attivo, erroneamente. Tutte queste persone intendono “essere fotografato/a”. Certo, alcune di queste persone sono straniere: la frase in sé è già un bel lavoro.

Ed in ogni caso mi lasciano sempre esterrefatto: come puoi dire che in generale, senza nessuna qualificazione, senza indicare in che modo, in che contesto, fatte da chi, per una intera categoria di possibilità … “ti piace” o “non ti piace” in assoluto? Mi fa specie, come dire “odio la musica” oppure “mi fa schifo l’arte”.

Quale musica? Quale artista, tipo di arte, quale opera? Non mi spingo a chiedere “perché” … di solito “mi piace” o “non mi piace” indica più che altro un generale interesse o disinteresse. Poi c’è il fastidio, l’imbarazzo.

E poi c’è chi, a parte questo scudo alzato di assolutismo, ragiona. E poi prova. E poi si accorge che non pensava davvero quello che diceva. E io queste persone le apprezzo di più: anche quelle che, paradossalmente, si accorgono che in realtà non amano essere fotografate ma pensavano di si: semplicemente ci hanno ragionato, hanno ascoltato davvero sé stesse e analizzato cosa della fotografia, dell’essere fotografati, piace o non piace loro.

Sai, non mi piace l’aria!

A me non piace la puzza. Non mi piace l’aria calda umida. Ma l’aria, in generale … mi pare un po’ eccessivo.

meraviglioso nordest drogato dimmerda

drogaNel mio studio entrano soprattutto giovani. Tra detto e non detto, siccome mi percepiscono come più giovane di almeno 10-15 anni del reale, dai discorsi che fanno è chiaro che la droga è ben radicata nel loro mondo, sia che ne facciano uso personale (sporadico o ogni fine settimana) sia che conoscano chi lo fa.

Sto parlando di tanta gente. Tantissima. E per la maggior parte minorenni, sia consumatori che spacciatori (questo me lo diceva una ex collega che ha fatto i lavori socialmente inutili presso un tribunale e non vedeva l’ora di smettere di venire in contatto con questo tipo di informazioni che la … informavano sulla realtà in cui erano immerse le sue stesse figlie e ne era inorridita: preferiva non sapere). Questa notte mentre faccio pausa incontro il maresciallo della zona, paesino: gli faccio presente che a quanto mi risulta (e già parte con lo sguardo “e come cazzo è che ti risulta, sentiamo?”) il capolouogo è un catino di drogatidimmerda (non ho domandato, ho detto che lo so, non ha smentito, anche se infastidito dal fatto che lo sapessi) e mi chiedevo se anche il nostro paesino fosse un minestrone di piscio schifoso o se almeno noi ci salvavamo.

“Il fenomeno non è arginabile” ha detto. Continue reading →

tonimetocatochimetoni

Nel ridente e meraviglioso nordest, anzi, direi nel nord tutto, ma potrei ovviamente sbagliarmi, esiste un modo di dire che recita (pronunciato in modo veloce):

“Toni me toca, tochime toni” (con varianti sulle vocali, le doppie, la pronuncia…)

e che voi stessi potete capire da soli: “Toni mi tocca, toccami Toni”,

per definire un particolare atteggiamento femminile. La cosa può sembrare sessista, antiquata. Continue reading →

Alamy cambiamenti contratto giugno 2016 (PARTE 1)

La maggior parte dei termini chiave sono stati rimossi dalla parte iniziale del contratto: sono già nel corpo del contratto o ci sono stati inseriti magari ripetendo, in modo che si trovino direttamente nei vari punti.

  • Alcuni cambiamenti sul Rights Managed, con riferimenti al “calculator” presente al punto 8.1 del contratto.
  • Si parano il culo come tutti gli altri dicendo che possono non accettare o cancellare le immagini come cazzo gli pare, ma in modo più elegante.
  • Si parano il culo PIU’ DEGLI ALTRI, dicendo che tu, contributor, non puoi pensare che le guardino tutte, le immagini e che sei il solo responsabile, che l’ospitalità va considerata solo una CORTESIA (ah, quindi la percentuale sui guadagni non è per i servizi dovuti riguardo all’ospitalità sui server? è una cortesia costosetta).
  • Hanno eliminato una parte relativa al cambio licenza da royalty free a rights managed.
  • Devi aggiornare ciò che metti in esclusiva su ALTRE agenzie (leggi: togliere, immagino).
  • Nuova clausola “anti-odio” in cui si parano il culo relativa ai soliti generici tu ti impegni a non usare i nostri server per scopi criminali offensivi, razzisti eccetera. Ovviamente io qui vorrei che – parole in altri luoghi a parte, del tipo “ma è ovvio che” – chiarissero che se una immagine è stata preparata con l’ovvia intenzione di essere al servizio di campagne CONTRO l’odio eccetera eccetera, va da sé che conterranno potenzialmente questo tipo di contenuto costruito appositamente e chiaramente NON facendo male a qualcuno o con lo scopo di far del male, ma il suo contrario. Solo che se non si dice in modo chiaro, i contenuti in effetti possono rappresentare queste cose. Va chiarito, Alamy, capito?!
  • Chiariscono distintamente che tu puoi fornire le immagini in modo non esclusivo, posto che rispetti le condizioni contenute in questo contratto (suppongo si riferiscano a quelle in cui se le dai in esclusiva agli altri devi rimuoverle da Alamy).
  • Puntualizzazione sul fatto che devi mantenere i dati di contatto aggiornati.
  • Puntualizzazioni (due) sul fatto che sei il detentore dei diritti o insomma non ci sono terzi coinvolti in nessun modo e che se ci sono delle restrizioni le hai indicate (ma tanto non puoi farlo se non sono rights-managed, quindi non simpaticissimi).
  • Aggiunta la clausola che le foto non sono state prodotte in luoghi in cui la fotografia per scopi commerciali non è consentita (musei, gallerie d’arte, altri edifici pubblici o privati). Bella questa ultima pubblici o privati! Comunque direi di riferirsi come sempre alla legislazione nazionale per regolarsi.
  • Autorizzazione esplicita ad aggiungere le immagini ad uno o più database di Alamy.
    Aggiunta del “noi facciamo quello che cazzo ci pare” anche riguardo alla eliminabilità dei file a causa di restrizioni che tu hai messo.
  • Esplicitazione riguardo alle commissioni per Alamy.
  • Altre parate di culo sul fatto che ci possano essere delle licenze di esclusività (avranno avuto casini con qualcuno che non li ha avvertiti).
  • Aggiunta la possibilità da parte loro di abbassare di tanto in tanto il quantitativo minimo pagabile ed indicarlo sul sito ovviamente a propria discrezione.
  • Variazione (con aggiunta di clausole nuove) sulla possibilità, da parte di Alamy, di usare le tue immagini per la promozione di Alamy stessa:
    e se le immagini in questione sono state inserite in materiali promozionali prima della chiusura di un account potranno restarci;
  • e per chiarire ogni dubbio le immagini cancellate o soggette a chiusura di account non verranno usate in nuovo materiale promozionale;
  • e per essere chiari si includono articoli ed interviste che riguardino Alamy, social media, elenchi dei motori di ricerca e promozione, inclusa ma non limitata a “google immagini”;
  • e che possono, in questo preciso ambito, fare esattamente quello che possono fare i clienti (modificare ecc).
  • Chiarimento/precisazione sul fatto che se, una volta notificate le modifiche al contratto da parte di Alamy, hai 45 giorni di tempo per dare richiesta scritta di terminazione del contratto in accordo con le disposizioni di cui alla clausola 20.1.2.5 (che a quanto vedo non è cambiata, quindi dovrete andarvela a cercare).
  • Il punto 28 non mi è chiarissimo ma è riferito alle “collecting societies“, che in sostanza – CREDO – sono cose come la SIAE (e ora, in Italia, anche Patamù): si definiscono i rapporti che consenti di avere, in relazione alle TUE immagini, da parte di Alamy con tali Collecting Societies. Non mi è parò chiaro quanto dicono relativamente alle esclusive, proprio non mi è chiaro. Viene anche definito in modo chiaro che una volta pagate le tasse il 50% è tuo.
  • Una nuova clausola dice che “se non ci hai specificamente informato ed istruito di NON agire per tuo conto riguardo alla raccolta (vedi le collecting societies) negli UK prima del giorno 30 luglio 2016 allora noi non lo faremo a meno che non veniamo istruiti a farlo. Se ci istruirai a farlo allora questo continuerà ad essere, per tutta la durata del contratto.

MI SONO FERMATO AL PUNTO 29 PERCHE’ HO SONNO E MI SONO ROTTO I COGLIONI.
Proseguirà su parte2.

hashtaggati ‘stocazzo.

Di seguito due punti riguardanti gli hashtag: una pratica in cui la massa (italiana) dimostra di non aver capito un cazzo ed una pratica a mio avviso assai scorretta soprattutto da parte di instagram, visto lo scopo dell’hashtag.

  1. l’hashtag inutile

Molti Italiani ignoranti usano l’hashtag in questo modo:

#bellagiornata #ciaosergio #noncistiamopiuddentro #amòseitroppoforte #certochemiprudeilculo #colcazzochetelado #esticazzi

in cui l’ultimo, forse, ci starebbe anche. A cosa serve e come funziona l’hashtag? Te lo dice wikipedia ed è corretto.
Non serve essere dei veri esperti: se usi delle frasi del cazzo come hashtag, non aggreghi una sega. Semplice. Se metti #cat, è abbastanza ovvio che chi cerca gatti troverà anche il tuo contenuto. Se scrivi #girl anche. Se hai inventato un evento o un topic che ha SENSO aggregare attorno ad un unica parola chiave ideata appositamente per quello specifico topic. L’hashtag è semplicemente una ricerca: se scrivi su google #noncistoddentro non trovi una sega di utile e il successo e/o l’efficacia di questa operazione è la stessa di scrivere “mi manchi” su una roccia in cima ad un monte. Puoi farlo. Forse lo trovi anche fico. Ma il suo scopo di comunicare qualcosa ad un preciso target è fallita. Continue reading →