Quando hai gestito le caselle di posta di un’azienda hai potuto verificare le dinaimche che girano attorno agli indirizzi.
In un’azienda con alcune PRECISE funzioni aziendali dare gli indirizzi nominali, ho sempre ritenuto, è una cazzata. La corrispondenza dell’azienda è suo materiale prezioso, così come lo sono i contatti.
Avere un mario.rossi@nomeazienda.caz è una stronzata. I clienti memorizzeranno quello automaticamente. Mario.Rossi se ne va e tu ci metti un secolo a recuperare funzionalità per bene con tutti gli imbranati.
Se invece hai delle caselle “per funzione”, almeno i riferimenti generici ci sono. “customer-care” “clienti” “clienti1” “ordini” “ordini-estero” “direzione” eccetera forse non sono indirizzi fighi… ma funzionano e soprattutto durano. Inoltre tutte le dinamiche di sicurezza possono essere tarate sul tipo di interlocutore che hai.
Se però cerchi in tutti i modi di avere un titolo altisonante sul biglietto da visita PRIMA del tuo nome e cognome (e per carità: NOME-E-COGNOME, non il contrario che non siete sotto naja) … perché non usarlo come indirizzo? Se sei il CEO, CFO, trashmanager, dicksucker … perché non usare quello come indirizzo?
dicksucker@yourcompany.com … è OK. Quando andrai in @anothercompany.com il nuovo dicksucker avrà l’indirizzo pronto e continuerà le tue conversazioni. Per gli interlocutori esterni ed interni l’azienda è sempre quella. E per cambiarci il nome sopra non ci sono problemi.
Questo lungo preambolo per dire che io ora ci metto due secondi a beccare l’indirizzo e-mail dell’amministratore delegato, presidente, direttore eccetera di un sacco di posti per rompergli i coglioni quando sbagliano 🙂 Ed è spassosissimo! Fanno un culo a tutti non perché vogliono essere davvero corretti. Eh no! Lo fanno perché io gli ho rotto i coglioni e avevo ragione. Se invece fosse un po’ difficile avere quell’indirizzo … eh, sarebbe un po’ un problema per me venirti a dare una schicchera sulle balle.
Invece è facile 🙂 E infatti la mail NON è tornata indietro ^_^
UPDATE: e il giorno dopo mi hanno chiamato SEI addetti diversi. La prima ragazza era perfetta. Gentile, ascoltava, non mi ha dato ragione a cazzo tanto per leccare il culo: ha ascoltato e senza che la imboccassi ha detto da sola “questa cosa non ha senso” (era riferito all’illogicità della comunicazione che mi è arrivata – che faceva riferimento a dei documenti scritti – vista la mia totale (e a loro nota) digitalizzazione. In seguito altri hanno preso atto che avevo già fatto e l’ultima l’ho sentita subito da come prendeva il respiro e dal tono che era piccata e pronta a cantarmene quattro. Con gioia le ho potuto riferire che tutto era stato felicemente risolto dai suoi gentilissimi colleghi salvearrivederci. In TEMPO ZERO hanno risposto! 🙂
vero eh) riusciamo a riconoscerlo al volo nel caso di un confronto e probabilmente anche ad una analisi approfondita, la fotocamera più usata al mondo oggi (dati Flickr) è un iPhone, secondo un altro smartphone Samsung.
Ma ho amici che navigano in acque migliori e quindi da buoni ex-fotoamatori non hanno mai perso la passione per il gear. Quindi se capita si pigliano una Fuji X-qualcosa, se capita si prendono una Leica usata … ecc ecc. Invidia pazzesca, impulsivamente, e tanto valium mentale basato sul ragionamento. Ma in ogni caso, se avessi soldi mi comprerei OGNI COSA ESISTENTE per provarla.
Paypal sta cambiando varie condizioni nel suo contratto (suo, perché anche se tu sei un contraente ovviamente le modifiche sono unilaterali).
Vado a conoscere la mia nuova dottoressa. Sorride come un’ebete e non riesco bene a capire se sia davvero felice o se voglia fare la faccia sorridente anche se pensa che io sia fuori come un balcone oppure se, come ormai la vita e i giapponesi ci hanno insegnato, sia una di quelle persone che fa piccoli sorrisi, risatine e simili per imbarazzo, spesso costante (giggle). Magari no, magari è serena e felice, ma io non la conosco.
Non so davvero quando (20 anni fa?) né dove io l’abbia letto (carta, sicuramente) … ma Asimov ha, da sempre, usato nei suoi racconti la modalità “no, signore, lei non ha acquistato i nostri robot … noi glieli abbiamo dati in licenza e possiamo riprenderli quando vogliamo”. Ha parlato sempre di tecnologia in licenza, e se non ricordo male anche IBM pronosticava un futuro in cui tutti noi “avremmo avuto dello spazio a noleggio da qualche parte” senza “grossi ed ingombranti computer in casa”. Ovviamente se avevi un