rieccola

Oggi non va. Non va proprio. Non ci sono poi nemmeno grandissime spiegazioni. Rispetto a ieri dico, o l’altro ieri. Eppure piango. Con mia grande “gioia” la nuova stagione di Black Mirror è finalmente uscita. Mi metto a guardarla un po’. Qualche puntata e sto piangendo amaramente. Sento profondamente il dolore di …vivere? Di sopravvivere senza vivere.  Ascolto le notizie di questi giorni, con tutti a sperticarsi a dire che no, non stanno facendo apologia del suicidio, ma a me pare di sentire che vorrebbero, che vorrebbero tanto poter dire che è una cosa civile, triste, che certo li vorrebbero tutti vivi, ma che in Olanda, sai.

Servono non uno ma due medici ad accertare che la tua condizione sia insanabile. Chissà se c’è un costo. Mi informerò. Di certo i medici che accertano costeranno. Magari bisogna essere cittadini Olandesi. Per ora non so.

E mentre sento il fastidio del caldo che torna penso che l’ultima donna che si è innamorata di me mi ha conosciuto qui, per via del mio vecchio post “Suicidarsi ad Agosto“: ecco, è appena Giugno, mi sento di nuovo così, esattamente così? Non ancora con quella intensità. Che sia che l’estate ed io siamo incompatibili? Il caldo mi fa così male? Come ho promesso aspetto di vedere i TOOL. Posso estendere ancora un attimo al fatto che deve uscire il nuovo album: lo voglio sentire, anche se C dice che i due pezzi live che ha sentito non sono “nuovi”, sono i classici TOOL e – mi dice – decidi tu se questo è bene o male. Giusto.

Ok, dai, scrivendo due righe qualche lacrima si è asciugata, qualche singhiozzo rintuzzato.

In questo tempo sto leggendo alcune cosine sia sulla filosofia del linguaggio, sia sui rapporti del femminismo radicale con la pornografia. E per fortuna ho reperito indicazioni per una lettura critica della MacKinnon. Continuando a trattare il nudo femminile, esplicito, niente affatto asettico, continuo ad interrogarmi sulle mie modelle, come stanno, cosa sto facendo, se siamo assieme, se sono uno stronzo. Le mie intenzioni sono di eternare bellezza. Quella che io percepisco come estrema bellezza, del corpo, del gesto. Dover specificare, precisare, dire cosa non intendi quando sono altri che ti attribuiscono roba… è faticoso. Potrebbe anche essere stimolante. Ma in altri momenti non me ne sbatte un cazzo di niente e penso solo: e una bombola pura al 90% non posso trovarla?

Per ora (soprav)vivo.

Ho abbracciato non una ma DUE volte la mia nipotina oggi! Sia la mattina, sia quando tornava dall’asilo! Ora ha 4 anni, ma le effusioni d’affetto, fisiche, le ha sempre centellinate. Invece da un mesetto vuole gli “abbraccioni giganti”. Era carinissima. Spero che non stia mai come sto io, piccola. Ma è tanto intelligente. Speriamo che diventi imbecille, ma felice.

decadendo

vecchio ritratto drammatico affascinanteDella caducità, della decadenza fisica sicuramente sono millenni che si scrive. Mi fa schifo? In parte si, certamente. Ha a che fare con quello che mi fa schifo, ribrezzo, se e solo se messo in relazione al rapporto che la bellezza ha con la sessualità ed il rapporto fisico, soprattutto con la bocca. Non ho voglia di leccare la faccia di una splendida vecchia. Elegante, signorile, con rughe meravigliose, che farebbero un ritratto intensissimo: l’animale uomo che è in me ne rifugge, si schifa. Ma esaurito l’impulso primordiale del “scopare/non-scopare” esiste un altro genere di bellezza. Resta comunque un muro invalicabile. Non mi scoperei nemmeno un giglio, però. E non credo che lo leccherei volentieri.
Ma la bellezza della decadenza è differente da quella del vigore, turgore, tono muscolare, forza e vitalità della giovinezza, del nuovo, del tirato a lucido. Sono differenti e producono differenti risultati nelle sensazioni. Differente è l’affettuosità, la tenerezza. Continue reading →

te li cucina tua madre

Qualche settimana fa mi suona il campanello la vicina, la sig.a S. , che dopo 6 anni ad ignorare i suoi tentativi di fare l’impocciona sia in modalità input che in modalità output , da un paio ha iniziato ad essere una vicina che per qualche motivo mi (ci) apprezza. E’ del mio pianerottolo. La sua parte sarebbe tutta in dialetto.

Apro: “si?”
– ti piacciono i chiodini? sono andata a funghi e me ne sono avanzati e se li vuoi aqwdeqiwudhaisuhdaisudhaisduh
– er… si, mi piacciono ma… in effetti non sono il massimo a curarli* …
– Beh ma te li cucina tua madre, no?

attimo di sbigottimento Continue reading →

indovina chi viene a cena

All’improvviso il mio compare mi invita a cena. Io so che sono il suo compare. Lui sa che io sono il suo compare. Ma del vecchio matrimonio: ha fatto la cazzata, anche lui. Me la ricordo ancora Corinna. Ricatto sessuale invertito, anche, mi ricordo: “puoi scoparmi il culo se mi dai un figlio” e cose del genere. Ora che ci penso bene ha un figlio. O no? Dio mio!!! Che lieve disattenzione da parte mia. E’ che ci siamo persi di vista molto prima. Sicuramente per cazzate: che non ho mai perdonato. Sarebbe stato facile: volevo solo che mi dicesse perché mi aveva tolto la parola. Ha lasciato passare anni ed è tornato li come se niente fosse. Io ormai ero congelato. Con lui ho capito alcune cose: 1) che io non perdòno? (ora non saprei più, è passato del tempo) 2) che esistono una quantità di donne che non vogliono un figlio da te, ma vogliono un figlio. E che sarebbero molto oneste a fare tutto in stile Grande Lebowski, essere sincere e dire “a me di te serve solo uno spermatozoo, dammelo e togliti dalle palle”. E invece c’è tutto un contorno di stronzate.

Queste donne, queste ragazze, esistono. Non ho in nessun modo detto che “tutte le donne” qualcosa. Corinna era così, me lo ricordo. E’ tuttora felice, credo, della figlia che è nata… anche se quando l’ho vista in un negozio con lei, forse, forse, ma forse… non sembrava felicissima. Un momento, sicuramente.

Questa sera ero a cena da lui, con la sua nuova boh, moglie, compagna, donna. Da molto tempo hanno messo su casa. Ed era una vita, anni davvero, che non venivo invitato in una occasione da “gente per bene”. Invecchiando e venendo incanalato in una vita “regolare” l’ho fatto eccome. Ma pian piano era sparito tutto.

[pausa: la gatta ha vomitato, brutta schifosa!]  Continue reading →

dei paesi tuoi

La saggezza popolare, pragmatica. Realismo.

L’altra sera lei mi ha fatto tornare la tristezza. Era il suo compleanno, quello che le avevo promesso che le avrei fatto passare “non-di-merda-come-al-solito”. Io sono stato uno di quelli. Lo sono ancora. Di quelli che vogliono dimenticare il proprio compleanno, che odiano il natale. Ma in realtà il fastidio per il natale me lo sono scrollato di dosso qualche anno fa. Era colpa delle aspettative e dei miei. O di altra gente che ci sta intorno.

Quella del complenno… beh me l’hanno rovinata così tanti anni fa che non si recupera più. Poi ci ho messo il mio carico sopra. Cioè per quale cazzo di motivo dovrei festeggiare la mia esistenza?

Per le mamme dico questo: non subordinate il festeggiamento di un compleanno a qualche merito. Se i vostri figli sono intelligenti e sensibili (o hanno la testa piena di cazzate, non so, dipende dal vostro punto di vista) prima o poi si faranno due domande e qualche somma di fatti: devo meritare di esistere? – Tu che mi hai messo al mondo subordini il festeggiare il fatto che esisto al mio rendimento scolastico o al mio comportamento ? Ci saranno momenti, domani, ieri. Ma quel momento deve essere una specie di “pausa”: non si festeggia un merito, ma il semplice fatto che tu sei vivo.

Potresti già non esserne felice. Se ci metti sopra che “noi ti sorridiamo solo se”. Allora me ne fotto del compleanno. Se non mi volete sorridere, fatene a meno. Questo vi dirà un adolescente. Non fate questo errore.

Detto questo… lei quella sera dopo un tutto-perfetto-graziegrazie per qualche motivo ha preso a tentare di farmi da chaperon di Facebook. Le sue intenzioni erano buone, in qualche modo. Ma come se non mi conoscesse affatto, come se non le avessi detto io quelle parole prima, mi ha voluto dire che meglio soffrire che sopravvivere e non vivere affatto. Sul fatto che sia meglio vivere che sopravvivere ovviamente dirlo a me è offensivo. Mi diceva “persino Y ha beccato su Facebook, vuoi non farcela tu?”. Ricordiamoci che Y è incatenato ad una moglie che tradisce costantemente e che la catena sono le figlie che gli vieterebbe di vedere. E che lui ama tantissimo. Quindi magari beccherà anche. Dice che è perché mi vuole bene e che siccome è chiaro che non “voglio” (??)  “levare le tende” (ho un mutuo trentennale con una persona di cui mi fido e nessuno che mi ama… guadagno poco per fare pazzie e il mio studio a questo affitto ce l’ho solo qui ed ho penato 2 anni per trovarlo) e che il convento passa quel che passa “perché non premi quel potresti conoscere” di Facebook?

Mi sono sentito ancora più sfigato di quanto non mi ci sentissi prima. Lo sono, lo so. Cerco di affrancarmi da questa condizione in cui chissà quanti anni fa sono entrato passetto dopo passetto, credo alle elementari, alle medie? Lontano dalla competizione, dall’arrivismo, dalle sgomitate.

Quando l’idea di tirare lo sciacquone della vita e colare giù torna così forte (a occhio tra la 15 e le 16.30 aumenta) buttarsi un po’ sul dovere aiuta. O no? No, magari non aiuta. Ma l’idea di avere roba in sospeso con gente a cui devi qualcosa, che gliel’hai promessa, che si fida di te… questo non mi piace. Come ho detto preferisco mettere in ordine tutto, prima. E tra le tante cose da fare prima di schiattare ho decine di migliaia di foto da caricare in agenzia. Se smettessi in questo stesso istante di tentare di vivere potrei lavorare ininterrottamente a casa per un anno, senza mai uscire. Beh potrei. Se rinunci a vivere ma non a sopravvivere, comunque la scelta la fai ed è giusto essere coerenti: ti dedichi a quello. E se rinunci a tutto, scegli. Vai via. Tasto rosso.

Sembra così puerile, infantile, immaturo eccetera, vero? Eppure vivere senza amore non è vivere, per me. E stare con “chiunque” non lo vorrei. Ma la cosa buffa e realistica e che non c’è nemmeno traccia di questo chiunque. Una traccia realistica, non un sorriso od una conversazione educata. Un oggi, un domani.

Ogni volta (e sono state tante) che mi hanno dato del pessimista ho sempre detto che sono realista. Ho anche sfottuto gli ottimisti. Ma l’illusione di una speranza può sollevarti. Questo fa la fede: la religione si basa su questo. Ed era con la speranza che facevano muovere i prigionieri nei campi di sterminio. Funziona. Per cui un po’ di illusione ottimistica e di sensazione che “tutto può accadere” mi stava bene. Era falsa, era una illusione. Ma con la realtà, questa realtà, ho smesso di voler avere a che fare. Mi si chiede di restare in vita, civilmente, educatamente, in ordine. Ma non è nemmeno vero. Non è richiesto davvero: è solo ostacolata la scomparsa comoda, rapida ed indolore. Lasciate passare 6 mesi: a nessuno frega niente se scomparite. Devono pensare ai fatti propri. 

Ed ora una riflessione sull’esteriorità: nei siti di incontri l’unica cosa che si privilegia è l’aspetto fisico. Non lo so per esperienza. L’ho letto sul blog di qualche ragazzino sfigato che ne faceva una analisi brillante. Dicevano: di solito se sei sfigato de visu sei sfigato anche li, se il criterio è estetico. Non c’è modo di passare questa forca caudina: le ragazze che sono li non ci vanno per trovare l’amore della vita. Quindi se non sei figo non passi. Ecco perché, se almeno vuoi toccare un corpo ogni tanto (che magari dentro ha una persona, tipo: io ce l’ho, non vedo perché una donna non potrebbe essere nelle stesse condizioni) e decidi di non morire, puoi dedicare del tempo alla cura dell’involucro. Realismo.

solitudine #1289347

Collaboro come consulente/operativo per roba-di-social con una donna, ottima, brava, che è dipendente di suo marito. Lo specifico perché in sostanza io sto lavorando per lui. Ma lui non crede nella cosa. Mi stima come fotografo, forse come persona. Forse non mi stima affatto ma è uno che cerca di andare d’accordo con le persone. Era uno di quelli che ho contattato per il killer e che non me lo ha voluto presentare, quindi tutto sommato forse non finge: era uno di quelli che mi ha detto “no, per te no”. Mi ha chimato lei. Lei ci crede, lei apprezza, lei dice “sei indispensabile, sei il mio ufficio marketing, mi servi, dobbiamo pompare, devi seguirmi”. Ha solo bisogno che le dica che sta andando bene e di qualche consiglio di tanto in tanto. Non mi vergogno di farmi pagare solo perché se conto il numero di chiamate e il tempo il costo è giustificato. Ma solo per questo.

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troppo vecchi?

Poco prima che io mi mettessi assieme a lei, mi ricordo che C si era messa assieme a J. C ha … boh, credo 50 anni. Certo, una bella donna, mi era sempre piaciuta, da giovane (lei giovane, io più giovane). Però lui , J., aveva taaaaaaaaaaanti anni di meno. Ma non così tanti di meno di quanti ne avesse lei rispetto a me.

Però quando mi dico che sono troppo vecchio per trovare di nuovo l’amore, che desidero, di cui ho bisogno… poi vedo lei… che però è bella, affascinante, ha trovato un ragazzo intelligente, colto …

Boh, a volte sempra possibile.

Anche A mi dice che lui soffre perché M se n’è andata col suo tipo, mentre lui è tornato con sua (ex) moglie ma senza legami di denaro… soffre sia perché M era qualcosa che gli mancava… sia perché sua moglie, che comunque lui ha ri-scelto come compagna di vita, non è tanto compagna: sta sempre dietro a tutto il mucchio di parenti e famiglia “esterna” (il non-lui) … tanto che persino compagna è forse sbagliato, visto che di compagnia ne vede poca. Probabilmente chiavano, con soddisfazione reciproca, ma lui si trova da solo mentre lei va a svolgere compiti per tutta quella mandria che non si pulisce il culo da sola. Con gioia, tra l’altro. Però anche lui mi dice “ti passerà, ne troverai un’altra, sei solo a mezza vita”.

macheccazzodici? A mezza vita PER SOPRAVVIVERE, se vuoi … che so, leggere tutta la vita. Certo, per quello si. Se mi pagano la pensione a vita. Ma a parte questo che chisseneincula, ma scherzi? per le mie esigenze dovrei trovare DI NUOVO una pazza scesa dal cielo, un angelo incredibile che mi trovi attraente e tutte quelle altre cose impossibili, interessante, affa

non riesco manco a dirlo. Solo lei poteva dire cose simili di me.

Gliele leggevo negli occhi che le sentiva sul serio.

Poi però vedo C … e lei è li, ancora con il suo tipo. Sono insieme. A fare pazzie contro la vita, splendidi. E lei, più vecchia ed era educata, ha pure imparato un po’ di rabbia, violenza e parolacce. Mi ha fatto sorridere vederla dire così tante parolace in un solo discorso.

Belli.

E lei, che mi manca così tanto, non li ha visti. Ma io non manco a lei, remember, a lei manca un altro, già ora. Io non le manco, bisogna che me lo ripeta. Sempre. Gli manca un altro, non le manch tu. Un altro. Non io. Un altro.

Ossessione.

foto che rendono felici

Ho occasioni, di tanto in tanto, di fare foto che rendono felici le persone. Mi è capitato con ritratti di disabili. Mi è capitato aggiungendo due cazzate in un servizio mio, facendo avvicinare un moroso, un parente, qualcuno.

E mi è successo con una cena di ex compagni di scuola, visti dopo più di vent’anni, come se ci fossimo lasciati una settimana fa. Compresa quella che è stata la mia prima “ex”, che ha dato inizio ai “sette anni di dolore”. Era splendida, lievissimamente invecchiata, ai miei occhi, ma proprio poco. Felice finalmente, mi diceva, dopo anni di casino, sposata da pochissimo.

Ma ho colto l’occasione per fare un ritratto a tutti. A lei però vorrei rifarlo: io so cosa possono fare quegli occhi: o si porta il marito oppure devo farglielo ricordare e veder quella luce che io so che può avere. Anche la scorsa settimana ho visto quelle mezze lune prendere forma, colore, brillantezza. E per fortuna non mi fa soffrire, ma gioire. Era così bella quando era così felice per suo marito.

E alla fine quando glieli ho passati erano tutti felici, alcuni commossi, alcuni mi hann detto di aver “rimesso assieme pezzi del puzzle dell’adolscenza che non avevano capito di aver vissuto”.

Quando capita così è davvero bello.

Ed è brutto dover guadagnare per vivere 😀 Queste erano gratis!!!!! 😀

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in prigione a pagamento

la cella

Quando sentiamo le condizioni difficili di qualcuno è spesso facile lasciarsi prendere dal vedere soluzioni (e aprire la maledetta bocca) che pensiamo che quel poveraccio o poveraccia non abbia già pensato di percorrere. E’ anche vero che spesso lo facciamo ma ci accorgiamo che quello o quella non vogliono percorrere queste strade. Per questo ci capita di pensare quelle cose anche di chi in effetti non è svogliato, pigro o viziato.

Mio fratello ha fatto tanti sbagli, ma alcune cose che gli sono capitate sono capitate a tanti altri, non sono sbagli, sono semplicemente affari che non vanno bene, lavoro che svanisce, soldi che non ci sono più. Ora si trova a vivere con i miei genitori anziani e fa un lavoro da guardiano notturno che, a quanto dice, è peggio di quanto non fosse fare il casellante in autostrada un tempo. Non deve fare granché: e questa non è una buona cosa. Non vede nessuno, assolutamente nessuno, è completamente solo in guardiola, non ha la TV, non c’è connessione ad internet; ovvio che deve buttare un occhio alle telecamere, tanto quanto è ovvio che un sensore di movimento e un controllo remoto sarebbero una buona soluzione, visto che lui non è nemmeno armato. Continue reading →

ciccioni di merda leggete qui

Salve, lo dico da ciccione n.1. Ho, a occhio, una massa grassa aggiuntiva, come una corazza di adipe che mi avvolge per buoni 2 cm in più rispetto al necessario; come minimo. Aggiungiamoci diciamo… beh una cosa come un tacchino del ringraziamento che parte da appena sotto lo sterno e occupa tutta la cavità addominale, sporgendo per … facciamo 20 KG di più del necessario? Diciamo così. Le dita… direi che 2mm buoni di merda li potremmo togliere da tutta la superficie. Il mio collo e il lardo appena dietro il collo sulla cima della schiena sono sicuramente utili in caso di permanenza tra i geli in caso si sia Otzi o simili, ma nel mondo moderno è solo grasso di merda.

Quindi non voglio offendere i grassi dall’alto della mia snella figura fortunata. No. Sono qui tra voi a fare schifo al cazzo.

Ma soprattuto alla fica (o figa, dipende da dove venite). La figa: che bella. Bellissima non credete? Rasata o glabra è il massimo. Ma no, aspet, poi mi dite che glabra significa che sono troppo giovani, quindi diciamo “COME SE FOSSE GLABRA”. Ok? Laser. Depilazione laser*. No luce pulsata. Comunque è splendida: liscia si lecca meglio. E io a questa attività mi dedico volentieri, bisogna fare pratica.

Che poi dai, non è tanto la massa… ma la TONICITA’. Qunidi ecco, leggetevi pure questa simpatia di luoghi comuni errati sulla dieta e l’esercizio fisico. Credevate che non arrivassi al punto eh? 😉

 

*Dio se penso che stavo per pagare io per la depilazione definitiva di una che è stata con me tipo 3 mesi strappandomi i pezzi di cuore in questo modo: estrarre il cuore, lasciarlo DENTRO la portiera dell’auto, buttare fuori il resto del corpo, chiudere la portiera, partire con l’auto a 30 all’ora in cento del capoluogo.