come si diventa soli – le tariffe di MediaWorld e la Lucarelli

(C) Raw Story 2015

Come si diventa persone sole?

Credo che ci siano diversi motivi per cui una persona possa finire con l’essere sola. A volte per colpa sua, a volte no. Ma forse voi di queste persone ne conoscete. Sapete che per quanto proviate compassione (in senso Buddhista ed etimologico ) ed empatia per il lato “solitudine” di quest’uomo o donna in cui proiettate la possibilità di essere voi … beh sapete anche qualcosa che vi fa dire “beh però è chiaro, se l’è sempre cercata”. Perché è la storia delle persone vecchie ad averle costruite. Non sono spuntati dal nulla ieri.

Abbiamo un bell’essere dispiaciuti per gli anziani, tante volte, senza ricordarci che sono semplicemente uomini – le cui caratteristiche sono quelle che dovremmo prendere in considerazione – sulle cui qualità e sopra i quali pregi il tempo è passato di più che per noi. Continue reading →

come pagare whatsapp

whatsapp logo

Innanzitutto sgomberiamo il campo dalla cazzata “dal giorno tal dei tali whatsapp sarà a pagamento!”

Sono cazzate, bufale, idiozie, minchiate, falsità, balle, bugie, non è vero.

Whatsapp è SEMPRE STATO a pagamento. Ma dopo il primo anno, semplice. Se vi arriva il messaggio del cavolo da qualcuno, sono cazzate. Soprattutto, fateci bene caso, se vi indirizzano ad andare presso un sito tipo “watsapp” o “wahtsapp” o “whatsupp” … sono cazzate, è phishing: vi vogliono fregare. Quindi? Quindi si cancella il messaggio e si va avanti.

Ma ad un certo punto sarà vero che Whatsapp, il VOSTRO whatsapp, sarà a pagamento. E quanto mai dovremo pagare per fare il porco comodo che con degli sms costerebbe un miliardo? Wow, dobbiamo pagare l’esorbitante cifra di 0,89 cent all’anno! PAZZESCO EH!!!? qualcosa come 10 sms.

Ok, ma COME SI FA a pagare quando è l’ora? Con google wallet o con paypal, principalmente. Ma se avete ed utilizzate uno di questi due sistemi di pagamento queste istruzioni non vi servono.

E quindi? Quindi sicuramente dovete ricordarvi questo: FATE PAGARE QUALCUN ALTRO PER VOI; qualcuno a cui voi invierete un link: è la terza funzione disponibile: quando l’app (non un messaggio di qualcuno!) vi chiederà di pagare (lo fa ad ogni riaccensione dell’app) potrete scegliere “info pagamento” e se pagare per uno, due o tre anni e con che sistema. Scegliete di INVIARE UN LINK a qualcuno di cui conoscete l’indirizzo e-mail. Ovviamente sul vostro dispositivo deve essere impostato un vostro indirizzo e-mail, dato che questa applicazione usa il vostro client locale (il programma di posta elettronica che c’è dentro il telefono o il tablet, che dovrete aver configurato: trovate infinite guide su internet) per permettervi di inviare un’e-mail a qualcuno che vi aiuti.

Ovviamente questo qualcuno saprà usare paypal e vi farà il lavoro. Pagatelo!

E smettetela di cliccare su quel maledetto link di phishing!!

il disprezzo tra le origini della crisi? Una ipotesi (+ “non c’è budget”)

Iniziamo con il consiglio di leggere un articolo dell’illustratore Davide Calì, che potete trovare qui, dal titolo “non è stato previsto un budget” (= lavora gratis, coglione).

Per me questo attegiamento, fratello e figlio, sicuramente, di altri ben radicati in Italia, è tra quelli che originano il nostro disastro: è il DISPREZZO dell’altro. Se ti disprezzo ti tolgo il prezzo, il valore. E allora dò per scontato che non ti devo pagare. E faccio discorsi come quelli del fatto che dovresti pagarmi tu per lavorare.

Chi NON ragiona così di solito sa valutare il lavoro, sa valutare i collaboratori, i fornitori, rispetta anche i clienti, ma se non pagano non farà mai il ragionamento “se glieli chedo non lavoreremo più”. Col cazzo. L’attività non retribuita, se non è volontariato, è SCHIAVITU’. Oppure, se non c’è l’obbligo si chiama FURTO : li lo commette si chiama LADRO.

Tutto qui, semplice. Da questo deriva anche l’atteggiamento del non voler pagare le tasse. Figurati: se non voglio pagare la gente che lavora per me o che mi ha dato beni o servizi in qualsasi forma (io non mi sono arrangiato, qualcuno ha fatto qualcosa, se non fosse stata fatta avrei in mano il nulla) come potrei pensare possibile quello di contribuire alla costruzione e al mantenimento del bene comune al quale anche io attingo ogni giorno?

Vi prego, leggetelo.

I paesi dove c’è lo sfruttamento si fanno pagare eccome, anche in anticipo. Vedi Cina, Romania, Brasile (ormai in ascesa da un pezzo) … In UK (ormai un ricordo lontano) mi hanno pagato PRIMA che il lavoro venisse terminato: a metà lavoro ci hanno dato metà del compenso!

Disco rotto: in UK in blacklist ci vanno le ditte e le persone che notoriamente hanno avuto delle storie di mancati pagamenti. Da noi ci finisce il “fesso che paga”.

Vi prego, leggete quell’articolo: è molto serio, non è uno dei miei piegnistei (non l’ho scritto io!) ed è di uno che lavora: viene retribuito per ciò che fornisce, e viene rispettato dai propri committenti. Da noi sarebbe quello guardato con l’occhio da pesce mentre ti si dice “si, e di lavoro che fai?”.

Ormai l’Italia è una troia, una pornostar volgare e cattiva , per questo la guardiamo con desiderio e ci arrabbiamo tanto: la guardiamo per quel che ci piacerebbe, vediamo potenzialità, conosciamo la storia e vediamo attorno a noi i resti di cose meravigliose. Ma ormai è diventata una stronza. Quel genere di stronza che il pappone nano di turno difende dicendo “ne parlano male! devono parlarne bene, non sono patrioti!” … ma coglione, falla tornare in riga e vedrai quanto ci si gonfierà il petto d’0rgoglio! Fai bella figura tu per primo nell’essere un rappresentante impeccabile! Impara a VERGOGNARTI quando ciò che rappresenti non è all’altezza!

Impara a metterci la faccia, così se ciò che rappresenti non è all’altezza ti sbatterai oppure dirai “io quella roba non la rappresento: sistemate, fate qualcosa o io non ne parlo, fottetevi”.

Mi è capitato, come giornalista tecnico, di fare solo articoli positivi. Per qualche motivo i lettori erano in grado di contattarmi personalmente ed ogni volta che sparavo una cazzata vi assicuro che non ce n’era per nessuno. Molte volte infatti il mio tempo era perso nel vagliare cose che non funzionavano. E scartarle, decidendo di non parlarne, per parlare solo delle cose buone.

Certo però, non mi è mancato un po’ di tempo da dedicare agli autori delle cose con dei problemi per dare loro un po’ di feedback: chi ti ascolta di solito capisce e qualcosa fa. Gli altri ti rispondono che sbagli e basta. Poi qualcun altro fa più o meno quello che gli avevo suggerito e lo surclassa. Mica sono il dio della figata: sono una persona che si serve delle tue cose e posso dirti come mi sono trovato: se ti interessa, ti metti anche in discussione in qualche modo. In qualche modo vuol anche dire che se sei convinto, per esempio, spieghi la tua scelta che non intendi cambiare. Ma aprendoti al confronto potresti trovare qualcuno  che ti dice che la tua spiegazione fa acqua. E se resti aperto al confronto, magari, di nuovo, ti metti in discussione.

La cultura umanistica, il ragionare, il discutere con pacatezza e lucido interesse, senza mollare ma senza incazzarsi… e mescolandosi poi con qualsiasi altro tipo di cultura. Con rispetto per i tuoi simili.

Pay for what you get.

esempio di sfruttamento fotografico in un annuncio di “lavoro”

trovato valido il giorno 8 sett 2012

Quello che vedete qui sopra l’ho catturato in un sito di annunci vari, tra cui anche di “lavoro”, poco fa. Voi cosa ci leggete? Io ci leggo “vogliamo un lavoro professionale fatto fare ad un ragazzino che ancora non sa che lo vogliamo fregare, non vogliamo pagare il giusto nel lavoro e non vogliamo dire nemmeno che è in nero (partita iva…) … vogliamo la fattura per scaricare l’impossibile, e contiamo sul fatto che – dato che noi i fotografi li abbiamo già contattati e tutti hanno tariffe corrette per gente che LAVORA allora vogliamo trattare con gente che non è abituata a LAVORARE dicendo loro però che si tratta in effetti di un lavoro”.

Perché non per tutti è chiaro che per vivere bisogna lavorare e che le retribuzioni non adeguate non lo consentono, non sono corrette, sono ingiuste e vanno percepite come sfruttamento. Il fatto che la gente accetti di tutto perché è disperata va reso chiaro ed evidente: non è “giusta retribuzione per giusto lavoro” ma “sfruttamento di gente disperata”.

Perché, miei cari amici fotografi, non crediate che gente come quella vada considerata come “ah! Ho preso un lavoro! figata” … vi consiglio invece di guardarvi questa serie di video : prezzi in fotografia.

Ovviamente consiglio TUTTI i video di Tau Visual in generale.

consulenze informatiche via sms che passione

Se vi occupate o vi interessate di informatica con una percepita competenza e non avete mai sfanculato in modo definitivo gli amici, sicuramente ne avete anche voi che vi chiedono dei lavori gratis.

mobile phone brokenE vabbé, fin lì, ci siamo.

La cosa che fa girare i sonaglini è tutto ciò che significa un “come faccio a” mandato via sms. Continue reading →

No Copyright: Dal dentista si ascolta musica gratis

Interessante querelle (se seguite il forum un po’ tempestoso) sull’argomento “il dentista non deve pagare per la musica diffusa in sala d’attesa“. Per veder confermare questa sentenza ed essere sicuro che il principio sia stato davvero affermato, vorrei che i dentisti mettessero anche la TV accesa, un bel maxischermo perché la gente non si tedii. Se comunque quella non è la loro attività principale, perché no?