le parole sono importanti, cara psicologa dei miei PERMALOSO

Avrei voluto corredare questo scritto con lo spezzone di video, il solito, di Nanni Moretti e “le parole sono importanti”. Ma prima di appiccicarlo così a cazzo, me lo sono rivisto. Pensavo per ridere. Ma non mi ha fatto più ridere. Lo trovo violento, lo schiaffo proprio. Forse se fosse stato maggiormente “staged” (uno schiaffo poderoso, in stile supereroi, con la rincorsa) forse avrebbe fatto ridere, sarebbe stato teatralmente esagerato, buffo. Ma lo schiaffo è ben dato, sembra vero. E quindi pur ricordando che tutta questa cosa è ironica… il disagio ottimamente reso dall’attrice mi colpisce. Magari sono mestruato, vai a vedere.

Io sono uno di quelli che ha perso anni di vita con l’esistenza di internet. Sono uno di quelli che quando apre un dizionario inizia a dire “ahhh, ma interessante, ah si? Ah!!!” e vede un’altra parola, e poi un’altra, e sfoglia a caso… E con quelli in cui puoi cliccare ancora di più. Vedi wikipedia ad esempio. Internet stessa, tutta internet.

E quindi ho trovato nei commenti una cosetta che mi ha fatto riflettere su un fastidio personale verso tutta una serie di quelle che, con una frase fatta, chiamiamo “frasi fatte”. Ma in realtà, se usate con cognizione di causa , sono espressioni idiomatiche, svolgono una precisa funzione comunicativa tanto quanto le parole stesse. Possono annoiare, suonare male. Ma se usate a proposito, non c’è davvero un buon motivo valido per lamentarsi, a parte la puzza sotto il naso.

Ma eccomi al vero post!  Continue reading →

UAI, PERCHE’ in bici contromano?

Questo post contiene del FASTIDIO.
ma non del pessimismo.

Questi grossi e pesanti mezzi metallici hanno uno spazio dedicato che si chiama strada. Le piccole personcine, fragili, schiantandosi contro questi giganti si fanno del male.

Allora perché, non lo ripeterò mai abbastanza, nonna, nonno, carissimi anziani che ci avete insegnato dovecccazzodiovevamocamminaredapiccoli adesso vi ostinate a: 1) attraversare a cazzo, all’improvviso, dove vi capita, BUM, anziano in mezzo alla strada a velocità anziano; 2) a camminare A FIANCO al marciapiede, ma DENTRO la strada, dove camminano le auto, grosse, metalliche, veloci, che schiacciano i vecchietti? E possibilmente, per fare la top-performance contromano, magari a circa 60 cm dal marciapiede summenzionato? Io non lo so! 😦 Nonna! Tu sei morta, ok. Ma lo so, lo facevi anche tu. Perché?! Non te l’ho mai chiesto quando eri viva. Perchéccazzo lo fate? Io ho visto che persino i disabili funzionali, quelli in carrozzina, CI SALGONO sul marciapiede. Quindi non è un problema di impraticabilità, di barriere architettoniche. E la cosa pazzesca è che dove sto io di fianco al marciapiede c’è un corrimano, quasi dappertutto, mentre in mezzo alla strada le gambette malferme devono fare equilibrismo sul filo contando solo su sé stessi. Con paura e poca destrezza. Nonna, me lo ricordo: guardare a destra e sinistra, destra e sinistra prima di passare! No! Aspetta! Non vedichec’èlamacchina. Mi sembra di sentirli, dentro di sé, che dicono “ma che si inculi la macchina, adesso passo io, merde! Ho aspettato tutta la vita e adesso aspettate voi cazzo, fottetevi! Tohhhhh!”. Boh, magari, almeno lo facessero. Riderei.

Ma ultimamente vedo bambini di etnie non-caucasiche (è un fatto, non dico che sia una loro caratteristica intrinseca) che puntualmente vanno IN BICI contromano. Esattamente a fianco del marciapiedi (qui da noi le ciclabili sono rare) ma comunque A DESTRA ma VERSO i veicoli. Bello eh? E ovviamente essendo in bici fanno un leggero zig zag. Quindi ti vedi questi bei cinesi e negretti che ti vengono a fare un frontale in bici, in pieno giorno o pure di notte. Ma PERCHE’?!

Mi impegnerò a vedere se anche i nostri connazionali da 99 generazioni, seguendo la ottima via già aperta dai pedoni vecchietti hanno preso l’iniziativa del ciclismo contromano, per non farsi mancare niente.

il gusto di ammoniaca delle lacrime

contiene ammoniaca

Ammoniaca, mi è venuta in mente. Un odore intenso di ammoniaca, ma per 2-3 secondi al massimo. Stavo piangendo e… sapete quando l’olfatto prende il sopravvento sul resto della vostra umanità e dice comunque “MERDA! CILIEGE!!! ODORE-DI-SIGNORA-VECCHIA!!! CASA-DI-MARCO-TUOAMICODELLELEMENTARI!!!!!” …? Ecco, BAM! Mi ha detto “ammoniaca!”

Ma non sembra che ci sia ammoniaca nelle lacrime.

Comunque piangevo per “confronto”. Ho appena litigato con lei, lei si sente maltrattata e io altrettanto, lei si sente che io torto e io con lei. Non se ne esce. Io sento che lei inizia e io rispondo… e lei ovviamente no. E alla fine mi ha tirato un “tu non meriti nulla da me”. Continue reading →

come rispondi a telefono dice chi sei

So che tra le varie ultime generazioni ci sono pareri discordi relativamente alle comunicazioni: come si fa, come maddai non si fa. Lo posso accettare relativamente a ciò che non è il solito buon, vecchio, telefonare. Sul resto facciamo pure che l’ultimo arrivato fa la regola. Abbiamo inventato noi quello che oggi state usando, ma facciamo pure che il modo in cui voi ve ne siete impadroniti con naturalezza ci è sfuggito, mi sta bene.

Ma telefonare, drin, pronto, buon giorno sono tiziocaio, disturbo? eccetera : questa roba ha una sua storia, non cancelli l’educazione degli ultimi 200 anni con i tuoi capricci.

Per cui ecco, è molto, molto facile, se si tratta di LAVORO. Il telefono di lavoro è SOLO il telefono di lavoro. Se lo usi quando sei libero, sono cazzi tuoi, peggio per te: non è il cliente a doversene preoccupare. Se lo usi nei giorni o negli orari che NON sono di lavoro, peggio per te. Se sarai maleducato, se avrai un tono stizzito, antipatico, fastidioso, qualsiasi cosa diversa dal “disponibile, calmo, gentile”, sei un coglione (o una stronza) e basta, perché sei TU che hai lasciato il telefono acceso. Non è un telefono personale. Il telefono personale lo dai agli amici, alle persone di cui ti fidi, del cui buon senso condividi le regole (che spesso non sono affatto comuni a quelle di altri), che sa quando non ti disturba o che comunque non ti disturba perchéssì. Continue reading →

gestione energetica win10: grazie (al cazzo) Microsoft!

Lascio il pc ad effettuare una operazione lunga e ripetitiva. Torno dopo 4 ore, muovo il mouse per disattivare lo screensaver e … e … il pc si riaccende.

Ma chi aveva chiesto di spegnerlo?

io?

no.

Sono forse incapace – se voglio – di impostare la gestione energetica in autonomia? Vi ho chiesto qualcosa? No, non vi ho chiesto niente!

Dopo l’ultimo aggiornamento di una WORKSTATION mi devo forse mettere a controllare quante cose sono state cambiate a mia insaputa e contro la mia volontà? Ma che razza di schifo!

Fanculo!

questi cazzo di operai pork@###@!!! kannella

Lo so che fanno solo il loro lavoro. Lo so perfettamente che è pieno giorno. So benissimo che fanno quello che devono fare e lo fanno come va fatto.

Ma cazzo mi rompono i quagliones lo stesso. TRRRRRRrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr BAM BAM BAM BAM tttttttttrrrrrrr VVVVVVVVVRRRRRRRRRRR VR VR VR VR VR VRRRrrrrrrrrrrrRrrrrrrrrrr rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!

Ok, metteremo del sano metal. Fa ancora più casino, ma mi fa concentrare.

donne acide, fanculo e addio

dovevi leggermi nella mente: sei una merda.

Ho deciso che questa battaglia, per me,  non deve esistere proprio: la battaglia la vedo ingaggiare dal solo sesso femminile e ad ogni ondata, ad ogni lamentela pubblica, ad ogni battibecco impudico, ad ogni violento pettegolezzo del pollaio sento che l’odio nel mondo aumenta a dismisura… mi chiedo perché la gente faccia i figli se poi li senti dire certe cose, perché uomini e donne continuino a volersi confrontare se poi sento trasudare disprezzo, derisione, acido, critica-e-basta, sarcasmo e assolutismo, talvolta mascherato da sedicente femminismo.

Le stesse cose dette da alcune di queste signore, da un uomo ad un altro uomo invece prenderebbero il nome che devono prendere: ingiustizia, pigrizia, scaricabarile, incomunicabilità e “la pensiamo diversamente, discorso chiuso”.

E invece diventa “lui” o “voi uomini” eccetera. Se poi mi arrivate a parlare del femminicidio non ci stiamo capendo. Sto palando comunque di persone civili, ancora in grado di pensare (qui ci’è spazio per una battuta acida: prego, accomodatevi).

E allora chiediamoci come mai tanti maschi vadano a puttane.*

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quando le pubblicità partono da sole e fanno RUMORE io me-ne-vado subito: FATELO ANCHE VOI

Cari pubblicitari , webmarkettari, advertizingari, dovete capire una cosa: voi non sapete dove noi staremo guardando qualcosa che appare su internet. Non potete prevederlo. Quindi dovete cercare di pensarci: “e se questa cosa uscisse improvvisamente mentre l’utente finale è …?” Se mi fate una pubblicità che si apre a tutta pagina SOPRA quello che sto facendo, semplicemente segnerò sull’agendina “NON COMPRARE MAI” il prodotto che avreste voluto rendere memorabile: lo sarà, non vi preoccupate.

Ma questo non è il massimo problema.

Quando i VIDEO partono da soli in una pagina, fanno rumore, parte la musichetta, fanno CASINO, io chiudo immediatamente la pagina. Magari è notte a casa mia, magari sono al lavoro e non dovrei guardare in quel momento, mi mette in difficoltà, mi causa imbarazzo, magari è la mia ragazza, tua zia, sua moglie, con un iPaid in treno od in autobus e non vogliono in alcun modo essere notate se non l’hanno deciso loro: non ha importanza se la pubblicità non è quella piacevolissima e gradevole del forex, non mi interessa se è quella moralmente irreprensibile e sicura al lavoro dei siti di dating oppure quella di un’auto, di un gioiello o una merendina. Sono, in ogni caso, cazzi miei, e non mi interessa una sega se posso abbassare il volume PRIMA (magari ho necessità di sentire il PLIN PLIN dei sistemi di messaggistica interna al lavoro, oppure della mail? Oppure altri suoni utili di altre applicazioni? Può essere, ma in ogni caso sono beneamati cazzacci nostri) , alla lunga ovviamente si ricorre a plugin di blocco della pubblicità come adblock plus, oppure si usa tout court browser come Opera che permettono un blocco della pubblicità pignolo, puntuale, splendido. Continue reading →