dopo le foto, canterò

F mi aveva chiesto di fargli le foto alla richiesta di matrimonio. L’idea è che si trovi con S a fare una passeggiata casuale solita (stanno assieme da 10 anni e hanno un figlio da poco) … lui troverà una strana giacca attaccata ad un albero, poi gireranno la curva, e dalla collina scenderà un po’ di gente e il suo gruppo.

Le canterà una canzone (mi dicono “Bellissimo” di Laura Pausini… ma non ho capito) e io devo seguire buona parte di questo, lui poi le darà un mega anello gonfiabile (quello vero glielo ha già regalato anni fa) e poi tutti casino. Ma siccome è un gruppo SKA, alla fine il pezzo prende una virata in questo modo.

Io da fuori sala prove ho sentito solo il giro di accordi e sono arrivato cantanto a scuarciagola la versione di DeadPool 2 di “TAKE ON ME” (A-Ha) e lui mi fa “eh… mi sa che adesso ti integriamo sul finale!!”.

E quindi… io arrivo facendo foto e finisco cantando 😮  ciò è strano.

E ora piango di nuovo. Deadpool l’ho visto solo per lei. E mi è piaciuto. E la canzone mi è piaciuta. E piangevo nel film. Ora piango perché lei è andata. Ma vaffanculo.

Non riesco a pensare che non mi vuole e vuole un altro. Che gli manca. Che “lui è il suo sole”. Solo che avevo un tesoro e che il vaso che lo conteneva si è rotto e penso solo “ma ripariamolo”… anche se niente e più qui. Niente. Né il vaso, né il tesoro, niente di niente. Il nostro tutto, quello che avevamo, è morto, c’è il nulla, non resusciterà.

Lei si sarebbe divertita. Lei mi diceva sempre di cantare, che avevo la voce, che dovevo solo educarla un po’. Le ho sempre creduto, anche se in questo ero un po’ timido e soprattutto in soggezione, visto che lei era studentessa esperta in materia. Ma lei giocava con me.

Come cazzo puoi dirmi che noi vogliamo solo scopare eh?

Certo che voglio scoparla. Ma voglio LEI. E lei voleva me. Trenta minuti prima stavamo scopando. Non è per questo che mi ha lasciato. Mi ha lasciato perché non si è sentita capita, rispettata, amata, mentre parlavamo. Non ha mai pensato per un istante eccovuoisoloscopare.

Mi manca in qualsiasi istante. Mi manca girarmi dal computer e vederla dormire sul divano, fancazzista, ma adorabile. Mi manca anche che mi rompa le palle, che sia viziata, che la piglio la alzo e le do il piatto pronto con la pasta che piace a lei, diversa dalla mia. Mi manca che lei studi qui lo strumento. Mi manca che poi siamo baraccati in studio e stiamo assieme… che un angolo col divano è diventato la nostra casa. Mi manca andare al sushi convincendola con la golosità. Mi manca andare a vedere cagate al cinema. Che lei guardasse la sua merda su netflix mentre io facevo roba nerd li vicino. Mi manca lo scambio musicale. Ci sono anche tante cose che mi facevano incazzare. Ma mi manca lei, i suoi occhi, il suo modo di muoversi, di essere buffa di

voglio morire

ora.

con l’eternità si sistema tutto

Oggi ho rivisto Paola. Sono 25 anni che non ci vediamo “sul serio”. Paola è stata la mia prima vera ragazza, per come la vedo io. Era quella che io volevo davvero. L’ho vista il primo giorno di scuola e ho pensato “dio mio la voglio”. Poi è successo che fosse proprio in classe mia. Ma ero uno sfigato. Per qualcosa come due anni niente, ma insomma mi piaceva e si andava avanti nella vita. Poi è diventata la mia ragazza, per un po’, pochino. Giusto il tempo di distruggermi totalmente come ormai sapete che può succedermi.

Ma io non lo sapevo.

Era la prima volta. Ho imparato tutto il dolore che si può imparare, lì, quella volta lì. Ed ho imparato a conoscere i miei tempi: 7 anni per guarire. Sette. Ma già a 5 il tormento era più intellettuale che solo di cuore… e quella volta, ricordo come fosse oggi, ero riuscito a parlarle, farle una domanda, risolvere e … sentire che un macigno si toglieva dal mio cuore… che il fantasma poteva essere lasciato andare.

Oggi l’ho rivista: è una donna. Il tempo è passato finalmente (questo lo dico come stronzo invidioso della forma fisica altrui, non come uomo) anche per lei. E finalmente riesco a vedere che non è perfetta, che il visto non è simmetrico, che è deliziosamente mingherlina come piace a me, ma che, tutto sommato, è sempre splendida e adorabile e con quel sorriso meraviglioso che io conosco e amo. Lei ride così bene. Ed è felice. Sposata da un anno e mezzo con un uomo giusto, che adora e che l’ha “salvata” (che ridere a pensare quando io 17enne pensavo “ah un giorno tornerà e io la salverò!” – come fanno i ragazzini pensando che senza di loro comunque la vita andrà male ecc ecc per poter fare i principi azzurri) … alla fin fine quella storia non è stata poi tanto diversa da come mi favoleggiavo: è veramente tornata, e veramente non è stata felice in giro: lo è qui. Mi piace, mi piace com’è, quello che desidera (figli a parte, ma per me, non per lei) … la vita LENTA che desidera. E il fatto che accetta (proprio oggi) quello che ha come un dono, come molti doni, anche se non è tutto come avrebbe desiderato.

E mi ricorda, anche lei senza che abbia fatto lei questo ragionamento, ma lo ricorda a me, che ho molto. E per una parte io ne sono sempre consapevole.

Del resto il mio è solo un conto: alla mia età, con i miei tempi e con il pregresso, statisticamente, non è che ci siano mille possibilità di trovare l’amore.

Con l’eternità si sistemerebbe tutto ma come diceva quello … nel lungo periodo saremo tutti morti.

Ci rivedremo, ma … lentamente dice, come ho detto io tempo fa: pace, calma, niente fretta. Niente stile lumbard, niente gente che ti fa fuori se non fai fuori loro.

ho guardato di nuovo

L’ho fatto di nuovo. Ho guardato di nuovo. Instragram è accesibile anche via internet normalmente. Quindi se uno non rende privato il profilo e vai proprio in cerca, lo trovi, anche se ti ha bloccato nell’app.

E io come sempre sono un coglione. Di nuovo. Di nuovo l’ho fatto. Sono andato a vedere. E per lei non esisto più da tempo: le manca un altro, non io. E’ felice, fiera, ha abbandonato ogni cosa che mi riguardasse. Quasi mezzo anno in effetti era un record per noi. Quasi, perché ha fatto a tempo a mollarmi anche li.

Le ero anche mancato, ogni volta. Anche quando tentava di stare con altri. Ma non erano giusti, non erano … soddisfacenti.

Questa volta vedo che le piace, la rende felice. Le manca, lui. Non io, per niente.

Ricordo la prima volta che restai così, attorno ai 17 anni: 5 anni. Dolore, avvolto su me stesso, lei sempre in mente. E dopo i 5 anni finalmente riuscii a distillare una domanda, fatta normalmente, in modo non patetico, credo: volevo sapere qualcosa che non potevo, da solo. Dovevo chiederle cosa pensasse. E lei non pensava affatto, proprio non ero esistito. Questo bisognerebbe sempre ricordarsi dal giorno dopo: anche se tu la ami e non vuoi vivere senza di lei, per lei non sei NIENTE, non sei più NIENTE, meno di zero.

Osservala nella sua stanza: non ci sono più le tue foto. Le ha buttate via fisicamente. Sei un ricordo nel suo carnet su instagram, come tutti quelli prima che non toglie mai. Non pensa a te quando si alza: pensa a lui. Non pensa a te quando è sola. Pensa a lui. Non pensa mai, mai a te. Pensa a lui.

Anche se tu pensi sempre e solo a lei.

E’ come se pensassi al personaggio di un libro. E ti struggessi perché non esce dalle pagine.

Lei esiste solo per te, ma tu per lei non sei neanche un brutto ricordo. Non sei nulla.

Le shuriken dei ricordi bastardi-felici

ninja che lancia la shuriken della sfiga

SOFFRI!

Ero ad una festa di paese, poca voglia di far da mangiare e ultimo giorno “prima di iniziare con la palestra”: cibo a caso. Distribuisco alcuni biglietti, chiacchiero con due ragazzi (forse ho infastidito il ragazzo, ma ha dimostrato di essere socievole forzatamente, molto bravo) godo la cibaria, chiacchiero con due modelli-anziani, prendo qualche caffé. Sto per rientrare a casa ed in depressione e ping! Un tizio che non conosco in dialetto mi dice “e insoma questa macchina va bene eh?!”. Citando la marca della mia auto. Non sono solito parlare in dialetto, a meno che non sia per sfottere il dialetto stesso. Quindi non credo parli con me. Nessuno parla con me dal nulla. Mi giro… mi sorride, sta parlando con me. SI parla di questa macchina di come va, ce l’ha pure lui e bla e bli. Penso “cavolo, mi ha salvato gli ultimi metri del viaggio senza farmi crollare nella solitudine… grazie sconosciuto! Normalmente avrei equiparato il discorso al calcio o al grandefratello, ma… è la mia macchina, esperienza personale… e tu sei il mio vicino che non ho mai notato esistesse”.

Salgo la gradinata di casa del condominio e c’è il ragazzino del condominio che mi chiede alcune cose di fotografia, mi chiede se gli posso prestare un flash e se posso ri-dargli il numeroperchél’hopperso. Gli mando una faccetta su whatsapp. Poi a casa cazzeggio su whatsapp web e rivedo la faccetta nella sua conversazione, clicco sul profilo, vedo una strana forma sulla foto profilo, clicco

 

DOLORE

 

è lui con la sua ragazza ma in un posto in cui ero andato solo con lei. Mi ci aveva portato lei, d’inverno, con la neve. Una “spa”… roba che non farei mai, ma con lei si. La sauna, cose del genere. Piscine calde con fuori il freddo… Ed era li, proprio in quel preciso posto. Non “una” spa. Quella, proprio quella. E si amavano, loro, nella foto, come io amavo lei e lei me. La mia lei.

Perché quella puttana della sfiga con me è un cecchino, spara preciso, ha alle sue dipendenze un ninja che lancia le shuriken dei ricordi BAM, alla giugulare, precise perfette, THEMMMMM soffri stonzo! Soffri! cosa pensavi di andare a dormire e basta? Nnaaaah. Soffri! Beccati questa stilettata di ricordi carini che diventano D O L O R E.

Era così bello non piangere prima di dormire per un giorno. Ma per fortuna sono un uomo: potremo attribuire ad eccessiva masturbazione le occhiaie.

uscire dalla scatola del dolore

AC è stata rifiutata, non lasciata, da uno che le piaceva, che era mattoncino su mattoncino, compresi i mattoncini marci, quello che lei voleva per il cammino della sua vita. Ha fatto 600 km per andare a dirgli “sono tua, prendimi” e lui no. Dopo un anno di tiramolla. Quindi in fin dei conti è un “io lo amo ma lui non mi ama”. Ma anche i Promessi Sposi sono “due si sposano, ma ci sono dei casini”. Quindi… sofferenza. E non era, naturalmente, la prima volta. Dolore. E i conti con l’età (37).

E allora parliamo. Prima che partisse le ho dato l’ipotesi che avesse casini a letto e come affrontarli. Non li aveva. Tornata però i casini erano “non mi vuole. E adesso?”. Quindi sofferenza, non voler chiudere tutto anche se dovresti, ecc ecc, solita roba, sono qui che ci combatto pure io. Dura, durissima. Continue reading →

il nome giusto per il mio blog, in fondo

Dopo i meravigliosi killer con scrupoli, per la mia gioia, trovo gli hacker quellicheiotipenetroilserver, che però quando gli chiedi se nel deep web, dark web, darknet e tutte quelle cose si trova un killer a pagamento allora niente “io conosco i miei limiti”. Ma non quando sei con pizza e birra però: e vogliate gradire il doppio senso sarcastico.

sto bene

Ad ogni modo per non dare troppo nell’occhio col suddetto blackhat che poi tanto blackhat non è, sedicente espertodisecurity (ok, lo è, su questo non si discute, io non lo sono, capisco cosa fa se me lo spiega laddove altri non capirebbero, fine) ho fatto alcune battute, da cui “beh, vedo che sei in forma, quindi stai scopando!”. Beh, dai. Devo dire che 29 anni di esperienza in fare gli allegroni quando hai la morte dentro dimostrano il loro peso. Io poi non è che odi la gioia o che odi tutto o cose del genere. Mi fa schifo come va perché ovviamente vorrei la gioia, mi pare chiaro, elementare. Non dare caramelle –> piangere, ué ué. Non sia mai che pensiate che io sia “schifo caramelle”. No no. E’ solo che molti scambiano l’intera vita per “caramelle” mentre per me la vita è “il piatto vuoto” e dentro ci può finire diversa robetta diversa. Quello che mangi aggiunge l’aggettivo “bella, brutta, di merda, meravigliosa, soddisfacente” eccetera. E siccome si sa che de gustibus non disputandum est, decido io se mi piace. Ma se uno mi chiede “com’è oggi il cibo?” e tu gli dici “beh, non è che sia sto gran che, in effetti sento delle sfumature di diarrea in mezzo a questi filetti di bile fecaloide; la merda di ieri puzzava forse di più, ma in compenso era insapore. Pensa che esiste la pizza invece!” pensano cheppallenoncivogliopiùparlare. E allora impari, impari “ah figata! figata cazzo!!!!! è straordinario tutto! e tu? assapori a piene fauci? MMMHSLURPP!!!!!”. Ed ecco, quello che ho appena fatto viene considerato “ALLEGRIA” e non “umorismo”. Continue reading →

ma sempre io i killer buonisti?

Anche l’altra volta mi era successo. Quando ero davvero all’apice del dolore e della disperazione, ho guardato in conto, avrò avuto una millata di euri, insomma per fare click mi sembra più che sufficiente, sarei andato dove chiunque avesse voluto, per il casino, lo sporco, i testimoni: fai tu, sei tu che mi risolvi un problema.

Ma niente, conosco solo brave persone. Tutti che conoscono uno che ma alla fine non me lo volevano presentare, perché “per te no, vai via”. E ok, amici, fantastico, siete carini, ma egoisti. Io resto col mio dolore. E voi con la coscienza pulita, dite? Bah, di lasciare in non-vita uno che la spreca e ne offende il senso? Alla faccia di gente che per sopravvivere si smazza?

Si ok, comunque: avevo trovato fino a… se non ricordo male 5, dico CINQUE persone che avevano conoscenza diretta di qualcuno in grado di uccidere. Con mezzi e capacità. Ma … vaffanculo, un codice d’onore, ‘sti stronzi. Tipo: ti hanno fottuto la moglie? Ti hanno stuprato te o qualcuno che conosci? C’è un cattivo? Ecco: vendicatori. Ma puttanaeva se è per fare fuori un infelice no, no, tu resti qui a trascinarti su questa terra. Cioé raga… il proiettile ve lo ripagavate almeno 700 volte. Ad ogni modo niente. Ma quella volta rimaneva solo una cosa lasciata li, lasciata al “dicono che”. C’è un signore che ora guida gli autobus e si da da fare nel sociale. E una volta, si dice, si racconta. Si danno nomignoli.

E allora vaffanculo oggi sono andato a vedere. Ed era vero. Killer professionista a pagamento Più di 30 anni fa, pena scontata. Ma lo faceva. Glielo chiedo, me lo dice, si era vero. Gli chiedo se. Pensano tutti che io voglia fare del male a qualcuno 😦 Mi dice si possono spaventare… Ma io no, fermo, ho capito, pensi che voglia fare del male a qualcuno? Io non voglio fare male a nessuno: è per me.
ASSOLUTAMENTE NO, tu sei bello! Sorridi, ciao! nononono, ciao, vado. E via col suo scooter. Manterrà il segreto “potesserotagliarmicoglioni”. A vederlo sembra Filini.

Si però. Oh. Si vede che è davvero riabilitato. Ma puttanaeva io trovo i killer che non uccidono. Cristodiddio con tutta questa crisi e i soldi e il lavoro: ti pago cazzo, un lavoro facile, faccio quello che vuoi, vado dove vuoi. Un colpo alla nuca, uno al cuore, mi tagli la testa , non so, qualcosa di definitivo, nel bosco, su una diga, sul fiume, in una discarica, chemmefrega. Dove ci sei tu non c’è la morte, dove c’è la morte non ci sei tu.

Oh, niente. Niente da fare. Quando ti serve un artigiano non lo trovi manco a pagarlo oro. Quindi raga: la mail è li sopra: io voglio uno o tre colpi, giusto per non soffrire e sincerarsi che sono andato del tutto. Dove volete, ditemi dove siete, vi risparmio le spese di viaggio. La mail è indicata li sopra, a fianco. Andate a troie per due giorni, dopo, alla faccia mia. OK? Mi dite dove e quando ho sistemato le mie cose arrivo, pum, addio. Entro l’anno dovrei sistemarle. E per voi son soldi facilissimi. Magari vi lascio anche l’auto, se siete del mestiere è tutto guadagnato, immagino.

la mia prima anoressica

Qualche giorno fa in uno dei miei primi incontri con nuove modelle ne ho conosciuta una che è stata anoressica. E riconosco la Verità del Dolore Passato: quello che dichiari. Rapido, deciso, ad alta voce. Una cosa che si può nominare, che quella persona di fronte a te deve sapere, gliela dici subito, non è più un segreto, non è un compagno demone mostruoso che conosci solo tu senza sapere cosa sia.

Il dolore grosso, duro, tagliente, lacerante, un grumo di nero che si contorce nel tuo morbido straziandolo piano ma acutamente, facendoti sempre piangere e provare che respirare non sempre è una operazione piacevole: può essere un incubo che vorresti smettesse. Quel dolore, non tutto. Solo quello, è superato. Lascia ferite, lascia strascichi, tu sei una persona diversa. Quel dolore e quel problema che prima non sapevi proprio da che parte prendere, quando poi lo hai preso, lo hai guardato in faccia, lo hai maneggiato … dopo… non è più da tacere: è da dichiarare.

Glielo riconosco subito: me lo dice per darmi Verità. La prendo asciuttamente. Spero apprezzi, spero non la consideri noncuranza. Continue reading →

chissà dov’è con chi è, cosa fa, perché non è con me?

parte piangere come un vitello in un momento a caso, poi in un momento di romanticheria guardi nel vuoto e pensi chissà dov’è, come sta, con chi è … ma perché non è con me? (sigh & sob)

PERCHE’-SEI-

UNA-TESTA

DI-CAZZO

Ecco come mai, coglione 🙂

E lo sai. Quindi chiedertelo non fa bene … domanda retorica… ma con risposta automatica ultrarapida.

Hai visto il finale di Lolita, il film? Quando lui la rivede, la trova… lei è proprio in un’altra vita, lo guarda come dire “ma… da che universo spunti? quasi checcazzo non mi ricordavo che esistessi VECCHIO PORCO cosa pensavi?”.

Questo dovrei pensare. Altro che com’era bello. Che questa fottuta canzone. Che quel fottuto leccalecca. Che quei jeans. Che il violino. Che quello strumento antico li. Che la psicologia. Che quella serie TV, che quel ballo, quel posto, quella mossa, quella pelle, quella battuta, quella pagina facebook, quell’oggetto, quella

vita.