sono un disastro

Una nuova valanga di tremore, mal di stomaco. La mia micia mi chiede un coccolo, ma non sa lasciarselo fare. Si allontana.

Ieri un nuovo tuffo nel dolore, ieri sera/notte. Mi ha mandato una “vignetta divertente”, rappresentante una tipa incazzosa che minaccia qualcuno mentre la portano via con un commento sul genere “io quando qualcuno ha una idea diversa dalla mia”; era autoironia, la sua. Mi chiedeva “ti ricorda qualucuno?”. E io le ho detto che si, mi fa ridere, ma anche piangere. Che quando vuoi quella bestia li te la prendi tutta, che graffia ma che fa anche le fusa. E lei “ma mi riferivo a me, non a te… intendevo che sono io”. E io … “lo so. E ho detto che ti avrei accettata anche per le cose che mi facevano incazzare, anche per quello che non mi piace, siamo persone, non siamo perfetti”.

E da questo è rispuntato un casino. Mi contattava per? Boh, per parlare dei “maschi che sono tutti uguali che la trattano male e poi si pentono ma scusa non potevate trattermi bene prima?”

Io non posso dimenticare che la mia era una reazione. E lei non accetta che sia chi riceve a decidede cosa sia offensivo per sé e cosa non lo sia. Avrei potuto dire le sue stesse parole, verso di lei, e non le avrebbe accettate, non avrebbe capito: sei tu che la prendi male, non io che ti tratto male. Stesse parole sue per me.

Per me ha iniziato lei.

Per lei no e questo la fa incazzare e quando parte con l’incazzatura arriva un’ondata di rabbia che mi investe.

Poi le ricordo “hey, ma cosa vuoi? So che non mi ami più. Mi vieni a parlare degli altri tizi? Per me possono morire tutti male, subito, all’istante, anzi, che gli si stacchi il cazzo e poi chissenefrega”. “Voglio parlare normalmente”. Le devo ricordare di nuovo no-amici, che io voglio voglio la lei che era attratta, che mi amava, che desiderava, che voleva me. Non un’amica. Che poi mi parla di altri cazzi.

“Tu hai problemi coi sentimenti” (perché la amo)

“non puoi amare tipe che amavi 25 anni fa” (perché per me l’amore è eterno, anche se ovviamente si mette in un angolino)

“devi farti aiutare” (perché soffro per l’amore perso, come chiunque: se andassi da uno psicologo mi direbbe “hey carissimo, il lutto per una perdita è identico per la morte quanto per la perdita di un amore: ti attacchi, aspetti”. La mia dottoressa, che ne sa?

Ma perché succede? Perché mi tormenti se sai che io ti voglio tutta o niente? Ti accetto, anzi, sono onorato di averti come modella di nudi. Riesco. Il resto o tutto o niente. Ti posso aiutare se sei proprio in merda, se non hai nessuno. Per il resto …

Ma adesso sono sconvolto, ho dormito da schifo, tremo ancora. Mi ha riportato indietro di 5 mesi, nel pieno del dolore. Tutto questo accadeva via whatsapp. Vorrei guardarla negli occhi, parlarle di persona, di nuovo, capire : perché? Perché fai così? Mi vuoi vicino? Mi vuoi perdonare? Mi dici che non riesci. Ma perché dovresti, mi chiedo? Se mi desiderassi sarebbe un buon dubbio. Ma se non mi desideri, perché devi perdonare quello che non riesci, che ti sta sul cazzo, che odi?

Cosa vuoi? Di nuovo. Un amico non puoi. Quindi cosa vuoi?

bioritmo dellammerda?

Credo ci siano degli orari in cui ho più voglia di non-esistere e di smettere di soffrire come non-amato e privo-di-speranza di altri. Forse dei giorni. Ma ho il sospetto siano anche degli orari.

Non credo sia la prima volta che esprimo questo dubbio.

Avrei un modo, una specie di contapezzi, come si dice in gergo, per cercare di averne almeno un’idea. Quando hai tanta tanta voglia di premere quel tasto, lo premi e viene registrato. Quando non lo premi o lo premi poco… allora viene registrao meno… e magari hai una vaga misura della frequenza, ripetititività, orario… qualcosa. Ma dovrei essere vicino al PC, tanto tanto.

Servirebbe un’app! 🙂 Premi il tasto quando stai tanto di merda. E poi hai le tue statistiche.

Tanto per dire: ok, sono 3 anni che all’inzio di novembre verso le ore medio-pomeridiane stai una merda, ma peggiora molto in caso di … eccetera.

Così, tanto per saperlo: vai a dormire. O boh. Trovi una cosa in cui sia impossibile pensare?

mh.

non so.

opere di cui non godo più

C’è stato un tempo in cui mi veniva da ridere e forse sottovalutavo l’essere restia, da parte di B, a guardare, leggere, ascoltare “cose” che fossero attinenti alla realtà più vicina, che parlassero della situazione, dei sentimenti, della vita, del lavoro, dei rapporti di gente che assomigliava molto a noi, alla nostra “classe”, o a quello che avevamo dentro.

Come al solito il dolore degli altri è dolore a metà, vero?

Il mio attuale livello “rete di sicurezza” è Peppa Pig. Non sto scherzando. Ora la capisco bene. Roba leggera, superficiale, distacco, cazzate. Ho fatto mesi, anni fa, sul divano con Law and Order quando non lavoravo. O lavorare o … pensare a cosa? Cosa eh? Alla vita? E quindi canale-37-e-canale-38-GialloeTopCrime. Ho visto ogni genere di giallo eccezion fatta per quelli di una cosa oribbbbbbbile italiana, ma tanto bastava passare da Giallo a Top Crime e viceversa. E se proprio il fato voleva mettermi di fronte un Frassica decaduto o roba del genere, ZAC, ecco FOCUS (“com’è fatto” e “com’è fatto il cibo” ahhhh quanta pragmatica conoscenza disumana, distante dal dolore, ingeniere rizolfere proplemi ziii ) oppure i canali dei cartoni. Ahhhh siiii, i cartoni. Oh, tanta bella roba, devo dirlo. Ci sono cosette fatte davvero bene. Ma se non ci sono Ziggy e Sharko quasi tutto rischia in qualche modo di farmi pensare comunque. E allora (musica di magia epica) … ecco Peppa! Grufolante e scoreggiosa peppa! Oink oink! Risatine! hi hi! Lo so, lo so, state estraendo i bazooka. Anche io. Ma quando hai il cuore fatto come una foglia tagliata dal lato fino in bilico su uno spillo rovente… ah, amata Peppa! Lontano da qualsiasi trauma, qualsiasi problema. Maialini, risatine. Annullamento totale. Continue reading →

i giorni felici sono ancore nel cuore

Bah, non faccio che

ripetermi.

Ho il cellulare talmente pieno delle foto che le ho fatto in modo spontaneo, non posate (o pochissimo in rari casi) … persino con me dentro (io non voglio mai). Le ho fatto un milione di foto sul cesso mentre fa pipì, oppure cacca: era adorabile. Faceva una faccetta 🙂 Che poi alla fine io adoro le bimbe che amano i discorsi scatologici. Se poi nella stessa bimba abbiamo sia scatologico che escatologico allora io posso saltellare dalla gioia. Ad ogni modo io di solito mi trovo bene con ragazze/donne/bimbe che finiscono per parlare di “fare la cacca” 🙂 Si, lo so, uh che schifo, non sarai mica un pervertito che. Ma scherziamo? La cacca fa schifo. Adoro il sesso anale, proprio fino in fondo, fino alle palle: lo adoro. Ma questo in nessun modo ha a che fare con “amare la merda”, o “amare cose che puzzano” , come ho sentito dire a tante gente schifiltosa.

Semplicemente mi rendo conto che il carattere delle ragazze/donne che mi piacciono le porta ad essere un po’ come le bambine per certe cose e a parlare molto esplicitamente di cose intime, personali, che però condividono con te senza eccessivo ed inutile pudore, forse appunto dandoti un po’ di questa intimità già familiare.

Ho foto di lei che dorme, tante. Era la mia bambina, quindi capita. Ed era comunque sempre sexy, un angelo, non era mai un tradimento farle una foto mentre dormiva. Magari ok, qualche volta potrà essere stata buffa, ma non ridicola. Come le mie gatte: sono adorabili quando dormono. Anche se sono a pancia all’aria o tutte rivoltate.

Ho foto di lei che usa le app con i coniglietti, di momenti felici, di quando lasciavo il cellulare incustodito e me lo riempiva di boccacce. Un po’ teppistella. Ho anche foto di lei che si fotografa la figa con la sborra che cola giù eh, per carità, mica era una bambina davvero. Era una porca terribile e ringrazio il cielo che esistano ragazze così. E ci teneva, era un trofeo per lei… era felice che le venissi dentro. Immagino per il difficile rapporto con la possibilità di procreare che aveva. O con la rarità di farlo con libertà tra profilattici e salti della quaglia. Tra i suoi porno preferiti c’erano anche le cosiddette creampie (che pronunciava sempre “CREMPI”).

Ho foto di lei tutta arcuata che si muoveva come gollum quando aveva un po’ freddo per muoversi dal cesso al divano dello studio e ficcarsi sotto i piumini. Ho linguacce di ogni tipo.

Ed ognuna di queste cose mi taglia, mi perfora. Ci sono anche dei video. Devo togliere tutto dal cellulare e allora le ho chiesto se ne vuole una copia: so che ha tanti trofei tra le sue foto sul pc, di tutti i suoi ex. Ma io le foto le ho di lei, non di me (quelle non credo di volerle far girare… ne ha già altre che sono letteralmente porno fatte con la reflex, quindi è a posto direi) … e dice di si, che le ricordano giorni felici.

Anche a me. Ma a me fa male. Mi verrebbe da dire che le donne hanno questa splendida libertà di liberarsi del vecchio amore, toglierselo via come una pelle. Farsi uno scopamico (amico speciale, dicono alcune, ne conosco almeno 4) e andare avanti, senza spezzarsi, o piegarsi dal dolore. Ma immagino che sia una visione parziale. Eppure è ripetuta: l’ho visto accadere spesso: vanno avanti. Noi mica tanto. Impressione?

Ho foto di ogni sorta di momento felice con lei. Ho foto, ho ricordi. Tutte cose che non esistono: esistevano.

Il signor Dirk Gently diceva una cosa interessante: mi sono accorto che se guardo indietro, contemporaneamente non riesco a guardare avanti?

Ma dove cazzo la trovo una così? E invecchio.

eravamo

Accarezzo la mia gattina. L’avevo da prima di incontrarla. Non riesco a non pensare, però, a lei. Che era così avvezza agli animali, all’animalità, a quando l’accompagnai a prendere il suo gattino perchè aveva voglia di cuccioli. E anche se so benissimo che le ho visto trascurare e abbandonare alle cure prima di un genitore e poi dell’altro qualsiasi animale di cui si sarebbe dovuta curare lei, ecco che il mio gatto o qualsiasi gatto ora non è solo un aspetto della vita che mi piace. Quello che noi eravamo e non siamo più. Continue reading →

aiutami, in questa eutanasia

La differenza tra chi si è sposato è dentro al testo, ma io la sento, sempre, comunque mia, da tanto tempo. Ho smesso di trovare Baglioni melenso tanto tempo fa; forse da quando lo sono diventato io?

sono anaffettiva (44ma puntata)

Dopo avermi lasciato lei è stata subito con uno, innamorata, dopo avere detto a me di essere innamorata e tante belle cose. Poi non era giusto. Per cazzate, devo dire, ma chissenefrega, che si fotta lui e la sua sfiga, pazienza. Poi se ne è fatti altri due. Mentre io lo sapete bene cosa provavo, lo sapete. Comunque non lo sapevo, quando mi ha ricontattato, quando ho fatto il mio “rito mensile”.

Ma non me ne frega un cazzo, guardate un po’ . Perché quando l’ho conosciuta era chiaro quanto le fosse semplice scopare in giro. Me lo diceva proprio “potrei persino fare la prostituta: ho una grande facilità a fare sesso”. A suo tempo poi decise che non voleva la storia leggera, che voleva quello che volevo io, e voleva me. La Storia D’Amore, la Storia Vera, l’impegno. Certo aveva 20 anni, ora 21, tra un po’ 22.

Per cui non so… quando vedo che fa la sua mossa, quella “io pratico il distacco” … come fa con me, così fa con questi. Si distacca, non ci sono più. Mi illudo forse.

Comunque questa nuova versione è “amareggiata dai maschi”* e non vuole lasciarsi andare perché ha paura di affezionarsi. A chi, a me? Cioé tre mesi fa eravamo assieme… Comunque ora ci frequentiamo e basta, niente fisicità, anche se sa che la voglio. Forse nella sua testa si è fatta l’idea che l’astensione poi fa sentire tutto migliore, cose del genere. Ad ogni modo io sono stato chiaro: io non voglio un’amica. E non mi interessa una storia che non sia intrisa di tutto, a partire dalla passione fisica, che non vuol dire fare le orge se non ti viene, ma sentirsi vicini, anche abbracciarsi, toccarsi piano, accarezzare, baciare, sentire la tua pelle. Anche sentire il tuo culetto nelle mie mani mentre ti abbraccio solo per abbracciarti, senza fare chissà che se non è quello il momento. Amo baciare. Continue reading →

farsi uccidere dal deep web è molto caro

Ottantamila?! ventimila?!!! Quindicimila?!!!! Sono costi proibitivi: farsi uccidere da un killer professionista è costosissimo. Assoldarlo per te stesso o per qualcuno: terribile, costa sempre tanto. Pure questo.

Ma possibile che uno nostrano, per una millata, non ti faccia BUM sulla nuca e ciao? Ma davvero possibile? checcazzo.

maniaco depressivo

Sfruttare la parte di “maniaco” è forse quello che faccio, per sopravvivere. Forse. Ammesso che sia così. Ma è brutto chiamarlo così: essere un maniaco… non vi viene in mente il signore in soprabito anni 70 che si mostra nudo alle signore nel parco? “il maniaco”.

E poi chi lo sa se sono bipolare, se sono maniaco-depressivo, se sono un coglione pigro e piagnone viziato, se sono uno che sta male e ogni tanto se lo dimentica.

Le ho aperto tutto della mia vita, l’ho fatta accoccolare dentro. Adesso ogni cosa è terribile, la voglio buttare. Ogni parola. Ogni canzone. Ogni scherzo. Ogni tormentone. Tormento. Questo è. Un tormento, in senso letterale.

Sto piangendo così tanto. Ogni giorno, amaramente, singhiozzando, singulti, occhi rossi. Ogni volta a farmi le facce, come a quindici anni, allo specchio, per fare finta che. A fare gli occhi grandi e il sorrisone, ad elasticizzare, a rilavare gli occhi, a “rifarsi la faccia” per fare finta che. Perché uno con gli occhi rossi è pericoloso magari.

Reindosso il sorriso di plastica, faccio due cose, ritorno in un vicolo e scoppio a piangere. Salgo in macchina e sono una cascata. Entro in bagno e cerco di tirare l’acqua per non farmi sentire troppo da B. … anche lei, che palle avere un musolungo come coinquilino.

Adesso vado dove andavo con lei, a farmi la doccia, a curarmi. Questa cosa che lei faceva, posso provare a tenermela. Continue reading →