eccone un’altra. Che succede?

Stavo facendo delle foto di famiglia. Ad una brutta famiglia. Il cui padre ha un atteggiamento che non mi piace. Che è evidente che sotto sotto si rompe le palle e che non ha voglia di pagare. Mi hanno chiamato loro. La bimba è piccolissima; comunque mi sorride e questo mi basta. E partecipa per quanto possibile. Mi ha rigurgitato su un po’ di roba, ma fortunatamente la madre si è offerta di portare tutto a lavare e io ho candidamente detto “SI GRAZIE!”.

Finito tutto questo, in cui io mi sento svuotato perché l’energia profusa serve solo a guadagnare del denaro, mi arriva invece un messaggio.

Avevo condiviso su instagram una storia di UN ALTRO. Di una figa pazzesca in una foto che farei senza dubbio ma con una BALLERINA o una ginnasta. Altrimenti col cavolo che fai quella posa. E il messaggio, già il secondo, dice wow, yeah fantastico, arte.

Spiego che non è mia, ma ricordo il nome e che non intendeva fare nudi. Ma non vede l’ora. Perlò mi vergogno. E ho problemi. E il corpo. Però vuole. Ma non vuole.

Un’altra, anche lei, sembra volere. Due oggi. In effetti io non espongo mai i miei nudi. Di nessun tipo. E quando ho ri-condiviso la foto di un genio (ma credo sia di una lei) che ha simulato la masturbazione femminile ma tra le pagine di un libro, TRAC, anche la mia modelal francese si è fatta viva per sapere com’erano venute le foto che avevamo fatto mesi fa. E che torna a Natale.

E poi verso sera lei. Che ha l’influenza, quindi vale come emergenza dice, senza molestie, fammi mangiare che non ho cibo.

Mi ha anche chiamato un vecchio compagno di classe che deve aver letto un mio sproloquio su facebook, convincendosi che facevo per lui e che potevo fargli un video promozionale per la sua attività.

Boh. Io in effetti oggi ero ad ospedali, funerali, e foto a poppanti. E ho roba da consegnare. io ODIO avere roba da consegnare. Cazzo!!!!!!

retoucher is watching you

Se credete che il ginecologo abbia visto tutto, vi sbaglaite. Lo ha visto il fotoritoccatore. Fare fotoritocco riduce (ingrandisce?) una persona ad una specie di superficie lunare in cui i crateri e le montagnole devono diventare una specie di praticello piatto. Una donna a quell’ingrandimento sembra un elefante. Qualsiasi donna. Qualsiasi persona. Non so se si salvino nemmeno i neonati. Odio fare questa merda. Certo ha un risultato utile. E non tutte le donne hanno questo tipo di pelle. Ma tante. Tantissime. Brufolini, pori aperti. Cheppalle. Manco sapevo che avessero la pelle. Ok, liscia al tatto, o no. Ma bella lì e ciao. Invece adesso… uff. Me ne fottevo della cellulite, delle smagliature. Ora le vedo. Due palle. Per fortuna me ne fotto, ma le vedo: se devo vedere, mi tocca anche tentare di risolvere. Questo per la roba commerciale.

Se fossero zoccole potreste averle

Spesso gli appartententi ad una categoria fanno il male di tale categoria. Osservo sempre “i giovani” fare spesso quello che serve per farsi stereotipare. Ricordo che quando ero giovane io vedevo fare le interviste ai coglionazzi e alle persone serie, ma le interviste dei coglionazzi erano le uniche ad uscire. Ero stato li, presente. Qunidi bisogna ridurre la presenza dei coglioni. Difficile, capisco.

Ma anche le donne fanno questo. Alcuni tra le peggiori detrattrici delle donne sono altre donne. Alcune tra le peggiori bandiere delle donne sono altre donne. Donne di cui le altre donne si vergognano? Non sempre. Donne che fanno del male col loro comportamento alla libertà di tutte le altre. Donne “castrate” come direbbe un’amica mia.

Ma tagliamo corto. Veniamo alla mia definizione personale de “la parola”: TROIA.

Se una è troia, tanto troia. voi siete felici: è il sinonimo di porca, di “donna o ragazza con grande appetito sessuale, gioia ed entusiasmo nel dare e ricevere”. Costei è come voi. Come voi altre donne. Come voi altri uomini. Questo non ha nulla a che vedere con la fedeltà sessuale o con l’amore. O magari perché mostra il suo corpo invece di tenerlo sotto un burqa della misura che voi considerate occidentale.

Se una è UNA TROIA dobbiamo intenderci: intendi dire che è una brutta persona? conviene usare un’altra parola. Brutta, ma che non lasci intendere che i suoi costumi sessuali siano mal giudicati: sono fatti suoi e non la qualificano come essere spregevole, ma il suo contrario. Continue reading →

bla 85 e sigma

Meggie prima era restia. Poi era in politica e quindi no. Poi si dai ma aspetta che mi informo. Poi no perché sono avvocato e quindi la mia immagine. Poi si. Si! Ed era OTTIMA! Le sue le vendo sempre. Bruscolini, ma è così che funziona. E adesso è incintacazzzooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo.

Speriamo di riuscire a fare quelle da mammapanciona. Speriamo! Dovrebbe essere libera, spero. Se non erro lavora in CISL, quindi … non credo che le tengano a lavorare col cordone ombelicale attaccato alla porta.

E invece mi sa che devo vendere il sigma 85 ART. Ero così contento! e non posso nemmeno dire che non faccia un buon lavoro. Se hai culo. E tempo. E non usi l’autofocus. Cioé, non è che fallisca… solo che ci mette un’eternità. E poi va in ricerca per tantissimo tempo in condizioni di scarsa luminosità. Quindi anche se è un vetro spettacolare e ha una incisione quasi pari ad un OTUS della ZEISS … io lo vendo. Ho preso quello nuovo 1,4 della Canon. Sono contento: veloce, inciso dove serve, shallow depth of field dove serve. Spacca a sufficienza. E il resto lo lasceremo agli amatori. Vista la quantità diddddddddollari che posso recuperare…. devo venderlo. Così posso pagare le spese condom-anali arretrate. Che palle. Pensavo di avere spese condominiali esagerate, ma poi B mi ha fatto due conti in padella, saltati, hop hop, e alla fine non siamo messi poi così male né rispetto al passato, né rispetto ad altre persone.

Ora mi incazzo che mi stanno arrivando 29384 sms e 23948 whatsapp porcoddueeeeeeeeeeeeeeeeeeeee2

ciao

leggere e scrivere insieme

Quando mi misi assieme a B – o mentre ci mettevamo assieme? non ricordo – leggevamo assieme. Ne ho, ne abbiamo, il ricordo netto: stavamo sul lettone a leggere Harry Potter. Non mi interessa affatto la vostra opinione su Harry Potter. A me non è mai piaciuto particolarmente il Fantasy: sono per la fantascienza. Ma lei si. E’ dislessica e ha sempre fatto fatica con la parola scritta, anche letta. Quindi non so perché decidemmo di farlo. Forse proprio per questo? Lo comprò quando non era un libro tanto famoso. Poi comprammo assieme il secondo e terzo volume. Stavamo sul lettone a leggerlo, un capitolo a testa, credo. E lei migliorò tantissimo la lettura. Andava sempre molto piano all’inizio. Ma tutto sommato poi mi sono reso conto che leggere molto velocemente a voce è fastidioso, ti da un senso di ansia. E’ stata una cosa che abbiamo condiviso splendidamente. Su quel letto facevamo tre cose: leggere Harry Potter (non ci abbiamo letto altro) ad alta voce a turno, addormentarsi per questo motivo, scopare. Perché noi ci scopavamo per benino ai tempi. Per questo sono stato sempre confuso dopo: non capivo perché. Mi aspettavo di essere migliore di una bestia, forse. Che stupido. Ma (19238a volta) siamo prima animali, poi persone. Continue reading →

regressione

Mai dimenticare quanto è possibile, ogni giorno, regredire. Mentre dormi sugli allori, quale che ne sia la loro entità (un piccolo pezzo di una fogliolina, ad esempio) i muscoli si atrofizzano, il corpo accumula grasso, la mente risparmia energia, la pigrizia vince sulla voglia di fare, la memoria se ne va, lo sporco si accumula, l’ossidazione aumenta, la corruzione procede. Quando non si fa nulla, succede comunque qualcosa.

Fare qualcosa, a volte, serve solo a restare quella merda che sei. Per non essere ancora più merda. Quello è sempre possibile. Non sai mai quanto sia ancora possibile scavare dopo che credevi di aver toccato il fondo del fare schifo, di valere meno di ieri, meno di nulla. Non che sia obbligatorio valere: non sia merce.

Ma tu lo sai.

Io lo so. Ormai è un ricordo persino questo: il ricordo di quando aprii, in svariate occasioni, quaderni, diari, foglietti, piccoli appunti di ogni genere, sia cartacei che sotto forma di registrazioni musicali rudimentali ma essenziali; quella testa, seppure di uno svogliato e pigro fancazzista pessimo studente, funzionava. Era immersa nell’attività, nell’energia dello scambio, del mirare al più alto forse, ma non con uno spirito di competizione: non è mai stato mio. Lo sento, ma non competo. No, quella testa era la mia testa. Capisco le battute che avevo scritto: erano brillanti. Divertenti, sempre sul nonsense, ma geniali a volte. Piccoli fumetti mal fatti, ma che mi divertono più di qualsiasi cosa io possa generare o, peggio, costruire oggi. Alcune melodie in embrione: mi ispirano tutt’ora. Possono uscire cose. Ho fatto bene a registrarle.

Quella testa aveva 18-20 anni. Non esiste più. Strati e strati di ruggine se la sono mangiata. Funziona ancora, ma gratta tanto, dappertutto. Lenta. Biascica, incespica. Quella testa mi ricorda che regredire è sempre possibile, da qualsiasi grado di precedente bassezza. E io lo faccio ogni giorno. Un passo avanti, faticoso, due indietro, senza nessuno sforzo.

Domani dovrei andare in palestra. Mi dovrei alzare alle 7. Ora mancano 20 minuti all’una. Per fare un buon lavoro (un lavoro utile) dovrei dormire. Ci riuscirò? Se non faccio niente, anche in una cosa così semplice come muovere le parti del mio corpo che ho lasciato ferme per 25 anni, posso regredire. In un attimo. Non facendo nulla.

piccolo topo

Tanto perché non mi diate del matto totale, il titolo è etimologico.

Ho poco interesse per la forza fisica, sto dicendo proprio ora a lei, tranne per alcuni specifici ambiti. E’ affascinante. E’ naturalmente anche utile. E’ bella da vedere, quella muscolare, entro certi limiti. Ormai lo sapete, è ovvio che l’ambito in cui mi interessa è lo stesso in cui è utile oggi come 20.000 anni fa.

Oggi per praticamente tutto il resto la tecnologia può fare di più e meglio. E prima.

E di solito mi viene in mente la scena de “le follie dell’imperatore” in cui il diavoletto consigliere dice “guarda che so fare”  facendo delle flessioni e quando gli viene obiettato che non ha importanza l’altro, l’angioletto, dice “hey, no, è un ottimo argomento!”. (andate a 0:39)

Da piccinimio fratello ed un suo amico arrivavano sempre al fatidico “no, si, no, ho ragione io, no io, no io, e allora ti spacco la testa! E dopo che me l’hai spaccata io ho ancora ragione, anche con la testa rotta!”. Grande mio fratello, in questo 🙂

Mio padre me le diede ancora di più, una volta. Stavo parlando di lui come se non ci fosse, cosa che è irritante. L’argomento era proprio “se si pensa di avere ragione con la forza fisica, io ovviamente devo stare zitto, non perchè abbia torto ma perché poi qualcuo me le darà”. Me le diede, poca roba, non sono un bambino maltrattato, tranquilli. Roba dell’altro secolo: normalità. Appena arrivò vicino, un attimo prima del colpo dissi proprio “vedi?” indicandolo. Mio padre non è scemo. Credo che se lo avessi messo knock out con un dito non avrei fatto peggio. Non era riuscito a controllare l’impeto, sapeva che aveva dimostrato da solo che avevo ragione. Continue reading →

sono solo triste, non depresso?

Sta mattina servizio. Arriva tizia. Splendida. Non mi sembrava di aver mai contattato una ragazza fatta così: non mi sembrava di avere contattato lei. Mascella quadrata, labbra carnose, bocca grande, 78 denti perfetti, nasino, dritto, carino, niente gobba, occhioni, splendidi, azzurri, ciglia che sembrano finte, capelli lunghi, fianchi stretti. Perfetta? No no. Denti disallineati al naso, ossa grosse e si vede sulla caviglia, gamba corta, culona. Non sono un tettomane, ma le aveva, normali, carine. Non portata per il tacco (ma funzionava) e anche se il nasino era perfetto, da alcune angolazioni e con alcune luci diventava a patatina. Ma aveva un suo equilibrio quel corpo! Come tutte tende a nascondere i fianchi: grande errore. Se i tuoi fianchi compiono una curva concava, tu quei fianchi li DEVI mostrare, aderenti. Puoi metterti un poncho sopra e una botte sotto: ma i fianchi, la curva appena sopra il culo: la legge impone che si veda. La divina legge della fichezza femminile. Hai il culone? Hai la panzettina? ma HAI QUEI FIANCHI? tu mostri quei fianchi. Comunque come sempre glielo mostro io. Mi sento di dare il mio contributo alla fichezza generale del pianeta: mostro loro che cosa fanno, poi faccio la mia considerazione opinabile sul fatto che è meglio avere i vestiti aderenti che larghi, se il motivo è che ti senti cicciotta ma ti ho detto io (autorevole ministro della fichezza) che non lo sei. Quindi scatto il prima (maglia larghetta) e il dopo (molletta che ti strizza i fianchi addosso), Risultato: faccette compiaciute. Vi ho forse fatto diminuire la panza? No, l’ho mostrata di più. Vi ho forse detto di tirarla dentro? Naaa. Vi ho forse fatto dimagrire all’istante? No. E quindi forsemagarichissà da domani ti metti il body invece che il largone. Chi lo sa. Comunque anche lei, gentilissima, fa il suo video alla fine. Dopo 10 minuti mi scrive G commentando semplicemente “una dea”. Lo giro alla suddetta Dea, ringraziandola. Mi ringrazia di rimando dicendo che sono stato (e questo è nuovo!) coinvolgente, si è divertita e che era molto contenta nonostante all’inizio fosse “un tronco” e alla fine l’ho tirata fuori. Parole sue. Bene. Ovviamente G non si rende conto: è praticamente lei da giovane: stessi lineamenti, labbra, capelli, persino il maglioncino. Continue reading →