La modelletta cheviendallacampagna di oggi, 14 anni, moltomoltomoltobene, è andata via. Prima di fare. O, da quello che dovrebbe essere il suo punto di vista, prima di provare a fare. Questa è, credo, la terza volta che la cosa accade e che accade circa in questo modo. Ovverosia che una ragazza arriva fino allo studio, le spiego tutto ciò che concerne il lato “legale” o burocratico, cioé cosa sta andando veramente a fare, poi si arriva in sala di posa e… paura. 😦 Continue reading →
Il tempo speso peggio (un elenco aggiornabile). — prima o poi l’amore arriva. E t’incula.
Il tempo speso peggio è quello sulle rive dei fiumi e ad aspettare che i piatti si freddino. Non era esattamente così il detto, ma a pensarci il rancore è una ridicola perdita di tempo. E prima devi cucinare il piatto di puppette de’ merda al veleno di vendetta, poi però devi aspettare che si […]
via Il tempo speso peggio (un elenco aggiornabile). — prima o poi l’amore arriva. E t’incula.
campagna donnenudeforever?
Questo titolo fa cagare. Se fosse un hashtag farebbe cagare. Ma non vi voglio dire il titolo vero. Questo post è LUNGHISSIMO E ARRIVA AL PUNTO MOLTO TARDI.
Questa sera sono passato un attimo dalla modella di ieri o l’altro ieri, non so. Era una zoccola pazzesca. Ora voi mi direte: ecco!!!! Ed i vostri giudizi suoi miei giudizi. E dopo aver letto il post dell’altro giorno: ipocrita. No. Anzi, se lo avete letto dovreste starvi subito zitti. O meglio, chiedere “in che senso?”.
Bravi.
Nel senso che era tanto porca. Gioiosamente porca. Le piace tanto il cazzo, non ne fa mistero. Non ha mai, mai posato per me, mai prima. Non ha nemmeno posato nuda, per questa volta. Doveva, giustamente, capire com’è posare con me. Le ho spiegato ogni cosa, bla bla, diritti, doveri, liberatorie, possibili usi, cosa puoi dire cosa non puoi. Ma in sala di posa, così al volo, nessuna persona sconosciuta, che non ha mai posato con me non ha mai usato la parola “sborra” prima. Nessuno. Nemmeno kiki che sapevamo che era tanto porcella e lei è la più porcfella. Proprio ha il motivo di orgoglio di “cosa, quella fa più roba di me? Devo farla anche io!”… una cosa che definirei (ah sessismo!!!) molto maschile. Un po’ a chi ce l’ha più lungo. Beh nemmeno lei ha fato così, era timidina, persino a parole.
Era una gioia in realtà, questo vi sto dicendo. Io queste generazioni un po’ le conosco, ma non così tanto. Ci ha tenuto a dire “se mi piaci ti assicuro che lo capisci” … e non mi pareva proprio. E quanto si sarebbe fatta Tizio il batterista dei Chennesò oppure Caio una ripassata sai … ma che lei era occupata e fedele. Ma le battute quelle pesanti: erano quasi un attimo oltre il limite dei “maschi alfa dal meccanico” come ci dice la cara moon. Volete un esempio per capire, eccoci: quelle molto dirette con “prenderlo” “darlo” “dietro” “aperta” : quando vengono usate queste parole per altri motivi HOP uno fa la battuta pesante. Continue reading →
idiocracy LIVE
Vi ho consigliato Idiocracy, cento volte. E’ un film.
Ci ho riso sopra amaramente. Ma ora vedo tantissime volte perpetuarsi, blandamente, visto che quella era una parodia sarcastica, quel meccanismo. Genitori pessimi che figliano a 19-20 anni spinti da non più di un impulso naturale, senza pensare al proprio e al futuro di chi hanno creato. Spesso va tutto bene.
Spesso no. Spesso sono delle teste di cazzo, non perchè hanno figliato. Perché sono delle teste di cazzo. Fine. Come me, come te, come tanti altri. Ma hanno figliato a 20 anni, prima di avere a che fare con la propria vita: di solito contemporaneamente. E la vita arriva, le spese arrivano, la merda arriva a secchiate e quando fai per respirare un attimo te ne ingoi un’altra secchiata. Solo che non puoi dire no, esco, tornodamiamadre, un sacco di volte. Perché avevi 19-20 anni. E magari hai fatto la fugadamore duecuoriunacapanna, che però ha le spese condominiali, la corrente elettrica, l’acqua, magari calda ogni tanto, le tasse, il bollo, l’assicurazione, il dentista e tutti i soliti cazzi che non sono gratis. E se tu puoi anche morire, lui, lei, il piccolo essere non può. Quello lo capisci. Ma se sei una testa di cazzo, vi prego di ricordare: le persone sono persone, non sono tutti fighissimi – se sei un coglione e hai figliato da giovane, i danni di solito sono peggiori.
Ora inventatevi voi il decorso della vita di un paio di stronzi che hanno figliato. Non mi interessa. Non dico sprovveduti, poco avevduti, poveri. No. Dico proprio IDIOTI. Gente che di solito vedi e scuoti la testa. Ok? Rivolgete il vostro fastidio a loro, non a me che adesso sono fastidioso perché oh attenzione la vita è un dono. Ditemi che avete sempre ricevuto doni desiderati, belli, utili, di valore. Ecco. Andiamo avanti, non è questo il punto. Pensate a una coppia di imbecilli che hanno figliato.
Magari quel povero cristo che cresce ce la fa a crescere. Ma è comunque immerso in un mondo familiare fin da piccolo formato da deficienti. A scuola magari vedrà altra gente, in giro anche.
Ma se avete visualizzato questa coppia, se ne conoscete almeno una anche se vi state vergognando di giudicare … ma la avete visualizzata, li conoscete, si, proprio loro. Magari ormai sono tutti cresciuti… i loro figli, di solito, a che età figliano a loro volta? E con quale cultura genitoriale acquisita?
Eh ma tu non hai figli.
Ok. Allora le mie frasi non sono giudicabili, perché non ho figli ma le ho dette. Se questa è la logica.
Se avete figli vi sentirete subito attaccati: ma io NON sto parlando di te, di voi. Vi sto dicendo: quanti ne avete visti fare questo e perpetuare – perpetrare dovrei dire – questa storia? Guardatevi attorno e ditemi che il decadimento generale del paese nonè culturale, non riguarda “la gente” e il generale modo di fare, sentire, comportarsi della massa intera. Non c’è un “progetto segreto” in questo. Non attribuire mai a malafede quel che si può ragionevolmente spiegare con la stupidità – diceva quello.
Ma con chi cazzo ce l’hai eh? Che hai che schiumi veleno?
Ho visto già nascere 3 bambini in queste condizioni. Fatti da figli che sono nati in quelle condizioni. Ho seguito le loro famiglie. Li ho visti tutti. Sono in guerra perenne con sé stessi, con il partner, con gli amici, con la famiglia, odiano tutti, tutti sono delle merde, il paese, il governo, la sanità, le scie chimiche, i vaccini. I figli ne risentono. E a loro volta, invece di dire “io non lo farò”, di solito dicono “io lo farò GIUSTO” e figliano attorno alla maggiore età. Senza aver mai lavorato due secondi, senza aver dovuto mantenere una casa, un’auto, sé stessi. Ed un paio di questi ragazzi io li ho visti crescere da quando avevano 5 anni. Dentro di loro si agita un cervello, questo è il peggio. E soffre, capisce che qualcosa è andato storto. Ma è stato fatto troppo danno.
E amicizia sia (47ma puntata)
Sono una persona diversa da una volta, forse. Sono cambiate alcune cose. Rivedo più spesso le mie posizioni? Riconsidero? Sono una banderuola? Ci sono alcune cose che sono sempre valori, punti fissi, ma altri li scrosto via come ruggine, forse. Sono vecchio, sono più debole? Sono più saggio? Sono rincoglionito, più probabilmente e forse per voi tutti zerbino e disperato. E’ andata come segue.

Questo pomeriggio (parlo sempre di lei) le ho chiesto come stava e in qualche modo è riuscita a trasfmare in “emergenza” anche il suo malessere odierno, la sua voglia di parlarne, di sfogarsi, di svuotare: doveva piangere ed urlare. Ma invece no, non gliel’ho fatto fare, non era soddisfatta perché “mi fai sempre ridere, mi tiri su”. E quindi poverina, non ha potuto piangere. Le avevo anche proposto di fare la scena, visto che due giorni prima ero con M che non poteva controllare le lacrime e come due pazzi le ho detto, vai, vai tranquilla, so che sono solo liquidi che escono dagli occhi e che senti tristezza e basta, senza che sia direttamente correlata con quello che diciamo, quindi se vuoi facciamo che io faccio l’uomo bastardo che sta facendo lo stronzo con la povera fanciulla, guarda? Faccio le facce di quello che si annoia delle tue lacrime, ahcheppalle, guardo in giro, faccio roteare gli occhi in alto vedi? Hai finito di piangere donna? Io sono il tuo patrone yawohl?! Piangi pure io rimarrò un impassibile stronzo e poi ti porterò a letto per prenderti a pecorina tutta vestita di striscioline di pelle muhuhauahha, donna! E questo mentre M rideva perché era bello fare la scena, ma contemporanamente il suo cuore era spinto a provare un fottuto dolore di merda perché la Depressione Maggiore è così, la puttana. Soffri.
E quindi dico a lei, se vuoi facciamo come con M, così il bar è diverso, la ragazza è diversa, ormai un po’ di persone mi vedono con tipe diverse, giovani, sono un fotografo… dai, adesso tu piangi (per i cazzi tuoi e io sono solo qui a farti da spalla) ma io faccio di nuovo la faccia di quello che maltratta le ragazzine eh? Sedotta e abbandonata, ironico eh? Che poi mi hai sedotto e abbandonato tu, fottiti! E quindi niente, non ha pianto. Perché lei deve piangere di brutto così poi appena dopo agisce e prende decisioni e fa qualcosa. Ha detto così. Ok. Ma siccome poi era allegra allora le ho detto “ok, siamo sempre nel nostro accordo: io ti molesterò subito!”. Alla fine tornando seri ero rimasto così: non ti chiedo più come stai perchè rischi di inventare altre “emergenze” e io non sono il tuo burattino, eravamo rimasti con “se non mi vuoi come amore, non riesco però ad essere tuo amico”. Quindi pazienza, rinuncio a chiederti come stai se poi mi dirai “eh ma mi hai contattato tu, non puoi molestarmi!” – solo emergenze, per il resto paghi pegno. Ha problemi a dare e ricevere affetto e quindi posare e basta. Questo era rimasto.
Poi però sono andato a vedere “Bohemina Rapsody” da solo. Non posso non citare lo schifo in bocca che avevo ad ogni bacio gay. Bravissimi eh. Ma io sento proprio ribrezzo. Come con il grasso in mano se tocco una. O me stesso. Sono sensazioni. Ci sono persone che odiano i baci umidi, con “troppa saliva”. Ecco, per me il grasso sotto le mani è così. Ma il film mi prende, la storia è una cacatina semplice ma mi prende, mi emoziona. E mentre un branco di culattoni si sculattoneggia ed esce tutta ls solitudine di Freddie e il fatto che voglia la sua ex moglie nella sua vita, nonostante sia gay… niente, mi ha ricordato il solito “life’s too short”. E la mia potrebbe essere ancora più short, dopo i Tool, naturalmente. Quindi visto che le persone interessanti sono poche, che mi trovano interessante e desiderano frequentarmi sono poche… basta, lei non mi ama, è un pezzo di intonaco da quel punto di vista. Io lo so, lo so sempre, sento l’assenza del suo sentimento. Mi sto abituando. Pensavo che mi ha convinto lei, che ci sta riuscendo. Ma no, non è lei. Lei fa il suo capriccio, prova ad ottenere quello che vuole alle condizioni che vuole. Ma io ho deciso di accettare, ci sto. Non sarà un’Amica di quelle yeah di cui ci si può fidare, che ti risolve, che arriva e c’è. Per ora non credo. Ma quelli sono beni e servizi, come dico sempre io discorotto, no?
Se arriverà un’altra bene, arriverà. Se schiatterò diopo l’ennesimo buco di dolore schiatteò. Intanto finché sono vivo faccio il minor danno possibile e mi procuro più pace possibile. Che non significa il vuoto e il silenzio. Significa armonia, gente felice intorno. Gente interessante. Gente interessata ad avere a che fare con me. E chiaro, chiaro, se fate economia-dei-sentimenti, ovviamente ognuno vuole qualcosa per sé. Come me, no? Mi state guardando da sotto, dicendo che mi accontento? Beh raga, io mica ho detto di andare affanculo alla stalker: è solo tanto noiosetta, tanto che non dice , non arriva, non esprime. Io sono qua, ma ci mette circa 2 settimane a dire una cosa. Sono qua, non la maltratto, le ho solo detto “ti prego finisci le frasi”. Basta. Ma lei la conosco ormai. Saopevo che mi interessava, visto che volevo ogni cosa compreso il fastidio. Forse anche lei, come tanti, una volta avuto quello che vuole si dimenticherà. Può darsi. Supporto emotivo, compagnia. Ne trova uno più interesante, uno scopamico, il nuovo fidanzato. Pul darsi. Ma gli amici hanno una vita, hanno scopamici (alcune/i), hanno fidanzati/e. E anche i conoscenti.
Sono già abbastanza lupo solitario così. Ho fatto, e faccio tutt’ora, una cernita periodica e uno sfanculamento di gente. Di gente che non esiste nella mia vita e che aveva detto che sarebbe esistita. Che ha detto ci vediamo e mai vista. Che ha detto facciamo e non abbiamo fatto. Che ha detto quando-avrò-tempo … e non li ho ancora visti. E quindi addio, quando avrai tempo infilati un dito e fischia forte: il tempo lo trovi per fare altre cose. Mi è chiaro: hai le tue priorità. Quindi non sono poi così zerbino, accomodante, accondiscendente, pronto ad accettare tutti.
Vedremo, ancora. Vedremo. Dopo solo 9 giorni già si sente “più fica” (e dopo 3 in cui si sentiva “uno schifo”) … e pronta a farsela radere a zero di nuovo, con il laser. Per me: per le foto.
Momento folklore

adoro questa foto
…e quindi ovviamente devo accompagnarla e tenerle la gamba aperta ferma (giuro, dobbiamo sempre avvertire l’estetista che è lei che lo vuole e avrebbe voluto che le tenessi anche una mano su una delle grandi labbra per sicurezza ma poi si perde in un loop del tipo “diglielo! no, mi vergogno, DIGLIELO!!! no mi vergogno, ma ti prego diglielo tu, NO non dirglielo!” e quindi niente, anche se immagino che quella poveradonna mi direbbe “tienimi anche questo” con un oggetto qualsiasi che le serve per lavorare). Ma almeno non credo che mi chiederà di radergliela prima. Non credo. Non mi ricordo nemmeno perché bisognava farlo. E non è erotico con lei: è una faccenda pratica e va fatta con una precisione che è tutt’altro che arrapante. Nonostante io in pratica sia nella posizione in cui qualsiasi uomo della terra desidererebbe essere con la faccia, sia in versione ginecologo, sia in versione proctologo, ASSOLUTAMENTE non si gode, un po’ la vista, si… ma se per caso dovesse spuntare un’erezione dopo un attimo andrebbe perché l’attenzione da avere con quel rasoio è la stessa che dovresti avere sulle palle. Mio dio. Le palle si possono toccare con poche cose: la lingua, le labbra. Già coi denti mi viene un brividino e mi fido poco. Con le mani… le mie, le tue forse se sei quella che sa. Ma con UN RASOIO ecco… mi viene subito in mente Sandokan… oppure qualche Ninja tragliatore di teste. La ghigliottina. Lorena Bobbitt.
Perché? Perché le palle, come tutto il resto della pelle, ma PEGGIO, hanno dei punti che sono microscopici dislivelli: il rasoio non fa distinzioni. E neanche sulla figa si fa tante domande il rasoio. Va fatto con MOOOOOOLta attenzione. L’ultima volta era tutta insanguinata: piccolissime escoriazioni, ma non è stata molto brava. Mi faceva male solo a guardarla. Ecco quindi niente di arrapante. E’ più bello finire un post serioso parlando della vulva. E del culo eh! I peletti sono anche li! E anzi, sono quelli che in determinate situazioni producono più escoriazioni!
Ahhhh! siete curiosi di capire cosa intendo eh? Brutti curiosi!
E io vi accontento.
Sesso anale: io adoro il sesso anale. Mi piace proprio che… uhhh! I motivi sono vari (effettiva stimolazione differente che non dettaglierò – sensazione di porcaggine della partner – prima della vasectomia: certezza della pena – senso di dominazione desideratae di accettazione totale – sensazione visiva potentissima – possibilità di stimolare anche la clitoride in certi casi… ecc) Ma con i peletti attorno al buco del culo di alcune puellae mi sono tagliato di brutto. Non erano peli miei. E’ che si tendono e sono piccini, quindi resistentissimi, e la frizione può essere particolare. Di profilattici non se ne parla: mi azzerano. E però quei taglietti non sono indolori né privi di conseguenze: ti viene un salsicciotto che vaffanculo!!! Farebbe persino ridere se non preoccupasse tanto. Se siete donne pensate che so.. che le grandi labbra si ingrossino del triplo, come le labbra di una rifatta sbagliata. Ti preoccupi, come minimo. E fa male, dopo. QUINDI a parte il fatto estetico (che uno dice: ma estetico CHE, il buco del culo?! fai porno? – avete ragione? E se io te lo lecco e ci infilo la lingua? A me i peli rompono ovunque! tranne sulle mie micie: un giorno le leccherò e mi farà schifo, lo so! ma io leccherò quella testina un giorno!) esiste un lato pratico. Non so se io abbia avuto particolare sfiga. Può essere.
Ah e i peli tuoi? eh? Perché non te li tagli tu?
Sono qua. Cosa vuoi che mi tagli? Ascelle? Braccia? pancia? non sono tanti, ma pancia? Cazzo? Gambe? Dimmi, che me frega. Che ci siano o no mi fa lo stesso. La barba … beh almeno UNA PARTE di barba io non la taglio da taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaanti anni. Ma fa un po’ parte della mia faccia. Poi dipende: a volte a qualcuno danno fastidio alcune parti, ad altre il contrario.
In questo istante mi tengo la barba, tutta. Ma di solito la tengo un po’ alla Abramo Lincoln, circa. In realtà la parte dei baffi di solito mi fa schifo. Mi sento gay anni 70 oppure meridionale stereotipato. Ma non mi piace se “risultano”. Se è un tutt’uno ok. Ecco, ora queste facezie bellissime potrebbero avervi fatto dimenticare il discorso serio sopra! Felici? Volete parlare anche di follicoli? Di Aloe Vera? non so niente di nessuna di queste cose! come delle altre del resto. Sono un superficiale.
P.S. Se qualcuno conosce l’autore della foto di Angelina Jolie che adoro, vorrei saperlo. Mi urta particolarmente che non si sappia chi sia l’autore.
sei effeminato! AH VIOLENZA!
Sono nato nel 1974. Da che mi ricordo ho sentito parlare di “maschi” e “femmine”… il femminismo era più vicino. Quello serio. Di violenza di genere, della sua nascita, delle basi del comportamento se ne parlava. Il machismo stava perdendo appeal: la sensibilità del maschio, parlare, i sentimenti.
C’è stato uno spazio per tutto questo. Ma non abbiamo “tenuto botta”. Non abbiamo aspettato nemmeno il corso naturale che prevede che la vecchia generazione, che non cambierà mai idea, muoia. Non abbiamo tenuto duro ripetendo “basta machismo” mentre chi era nato durante gli anni ’50 e ’60 morisse. Sono tutti ancora qui. Avranno sentito molte cose. Ma non le hanno ascoltate, non ci hanno pensato, i loro genitori e la loro famiglia non ha sentito forte biasimo sociale.
Alla fine non c’è accettazione per la debolezza.
C’è una specie di spolveratina di zucchero a velo di accettazione. Si però basta. Adesso smettila, hai rotto il cazzo. E si torna esattamente come prima: fai l’uomo, sii uomo. Sii forte, comportati da uomo. E anche la donna. Basta piangere, stai in piedi, stai su, schiena dritta cazzo, piagnistea.
Messaggi contraddittori: come creare la pazzia.
Oggi lei – alla quale ho solo chiesto se stava bene e che mi dice che non sa che cazzo fare della sua vita e che inizia una cosa e che se dopo 6 giorni non è tutto riuscito molla e si dice che fa schifo e io non funziono così che inizio e finisco le cose – mi propone la lettura di questo articolo perché le fa “capire i maschi”. L’articolo lo condivido. La sua conclusione però è di biasimo verso la debolezza. Di tutti: uomini e donne. Quindi da un lato capisce che questa educazione dei maschi a non poter esternare delicatezza eccetera è uno sbaglio. Dall’altro si aspetta uomini forti, maschi, forza fisica e “le palle”.
Vorrebbe esserlo lei. Vorrebbe che quando lei è debole qualcuno la tirasse su. E quindi biasima tutto ciò che non ha. Mi pare.
Io sono un debole. Io piango. Io mi dolgo. Mi lamento. Io ho una sensibilità fastidiosa. Ma ci ho a che fare, continuo ad averci a che fare. Quello che è stato insegnato ai maschi guerrieri fino ad oggi è sradicare via questo dolore, essere insensibili. Ci sono sicuramente dei vantaggi: una pistola che non si inceppa, un martello che non si sgretola, una mazza che non si spezza in due. Come armi sono buone. Ma se cresci una persona come un’arma, hai un’arma. Siccome è una persona, sarà come minimo confusa. Ma da fuori… avrai un’arma: puoi abbracciarla, forse sarà dura, robusta. Spesso mortale.
generazioni guardinghe e malfidenti
Seconda volta. Seconda volta che, nel giro di un paio di settimane, parlo con una tipa – sempre sotto i 25 – che ha una visione della coppia che io trovo aberrante. Zero fiducia, si lamentano della gelosia ma sono gelosi/e. Si controllano a vicenda peggio della Stasi e del KGB. Via social, attraverso il gossip o le “amicizie”. Non sembra esistere riservatezza ammessa. E persino il modo di dire nazi-fascista “se non hai niente da nacondere non nascondere niente” o simili… Sembra che lo spazio individuale sia sempre marcio, che sempre i rapporti con altri debbano nascondere tradimenti possibili o ne siano l’anticamera.
E soprattutto sembra che i rapporti siano questioni di potere. Di controllo. Di comando, sopraffazione. “D’onore” mafioso. Non esiste che tu soffri. No, tu sei oltraggiato dall’onta e devi vendicarti. E sembra che siano le donne queste, più che gli uomini. Uomini. Donne. Ragazzini sono.
Eppure si comportano così: certo io mi fido di lui/lei ma esigo l’accesso illimitato ed incondizionato al suo cellulare. Ah, ti fidi proprio. Continue reading →
Ignobile presente, addio D
“Quanto più il presente intorno a noi diventa ignobile, tanto più dobbiamo guardare le stelle” – Joan Mirò
Questa citazione era inserita prima di entrambi i libri che D aveva scritto. Non ho terminato nemmeno uno dei suoi libri, quello che avevo comprato. Autoprodotto, auto-stampato. Non mi pigliava tantissimo, anche se era ben scritto e mi sembrava che avesse qualcosa. Ma è tanto tempo che difficile per me leggere. Molto difficile. Quindi quello che leggo spesso è “facile da leggere”. Il che non significa necessariamente che sia una cazzata o sia leggero. Deve pigliarmi di brutto, perché presto mi viene un senso strano di “dovrei fare qualcos’altro”. Assurdo, ansioso.
Quando scoprii che D aveva scritto dei libri gli chiesi dove potessi acquistarne uno e lui mi disse che avrebbe seguito volentieri l’acquisto perché non sapeva se fidarsi del sistema di intermediari che se ne occupava. Quando arrivò, comunque, mi colpì fortemente la citazione che aveva scelto. Lui era molto positivo mentre tutto attorno a noi crollava, si disgregava, si distruggeva. Forse perché lui riusciva ad evitare il tipo di casini che capitavano a noi altri che rimanevamo: lui si occupava comunque di vendita, di clienti grossi, faceva girare soldi grossi. E forse si occupava di quello che sarebbe dovuto essere il futuro. O forse no, semplicemente la prendeva meglio. Se ne sbatteva, non si lasciava toccare. Da qui la citazione che ricordo qui. Continue reading →
the best and the first
Da qualche parte leggevo che le ragazze giovani sono molto “concentrate su sé stesse” e che quindi tendenzialmente sono facilmente “soddisfabili sessualmente”. Credo di averlo letto. E credo di averlo letto per questo. Ma questo “sono concentarte su sé stesse” credo sia da intendere sul “controllare se sono figa”. Continue reading →
I PREG YOU: IMPAR THE INGLISH FIRST OF SCRIVING
Mi è capitato di leggere della roba di qualcuno che credeva di sapere l’Inglese. E che se dovesse ripetere l’esame di terza media non lo supererebbe. E intendo OGGI, oggi in cui non serve sapere quasi niente in niente. Gente che magari lo fa da 50 anni. Convintissimi. E terribilmente ridicoli. Imbarazzanti per sé e per il Paese. Anche in questo caso gente che in quanto facente parte di una categoria li svergogna tutti: gli Italiani.
Gente che potrebbe fare a meno di scrivere in Inglese, perché non gli serve. Pensano di fare i fichetti. Ma invece fanno pena. Fanno schifo proprio. Chi sa l’inglese gli ride in faccia. Gli stranieri gli ridono in faccia. E gli Italiani che sanno l’Inglese di più, perché capiscono che hai tentato di tradurre in maccheronico, magari letterale, magari sapendo dei vocaboli, ma ignorando la costruzione della frase, differente da quella Italiana, ma anche dalle basi.
Di astenersi non se ne parla. Ci fanno su siti interi. Siti che sono l’ennesima dimostrazione dell’arrogante ignoranza degli Italiani. Perché hanno perso la vergogna, perché forse non l’hanno mai avuta. Perché per vergognarsi bisogna avere coscienza e contezza del problema. Quando non capisci che stai facendo schifo, non ti vergogni. Magari sei pure fiero di quello che fai.
Don’t preoccupation mai friends! Why worry if there are more big problems in the life? EH? Make dick yours and live 100 years ah?
Mamma mia santissima.
