il fraintendibile (incuto timore)

Fatto n.1 di questa sera: una mia modella ha passato la selezione per Miss Italia. Mi piacerebbe sapere se ho inciso anche minimamente nella formazione della sua voglia di fare.

Fatto n.2 di questa sera: la signora della pizzeria mi ha detto (dopo anni che ci vado) che “in effetti” incuto timore. Che sembro un giapponese, che sarà la stempiatura, che sembro uno straniero, è il modo di parlare … che puntualizzi.

Quindi dopo che “faccio paura” e che sembro uno sbirro, dopo quella che li inquieto… una ulteriore conferma che incuto timore. Fantastico. Chiunque mi conosca sa che un orsacchiotto vincerebbe contro di me in virilità, cattiveria, forza fisica, coraggio. E che se non sono addirittura buono, quantomeno non sono nocivo.

Il punto è che per conoscermi devi potermi affrontare, devi passare quello scalino tra il fuori e il dentro. E il fuori conta sempre così tanto.

Ma sto iniziando a rompermi parecchio i coglioni anche su questo: credo che inizierò con i tatuaggi ai polpacci. Poi vedremo. Vi incuto timore? Fottetevi, tanto voi avete già fottuto me.

glass: mah.

Mi sono rivito unbreakable. Ho visto Split: carino. Il tutto perché mi hanno detto che GLASS era un crossover-sequel di questi. Bah. Si, l’idea non era male. Ma la realizzazione… proprio la narrazione della storia. Boh. Non mi ha convinto.

Pensavo persino di trovarlo QUI, invece no.

accompagnami a comprare un vibratore

Al rientro dallo spazio, mentre, disceso dalla luna, procedo tra l’esosfera e la termosfera, plin, mi arriva un messaggio da lei che mi dice “il tuo telefono è morto, adesso vado a comprarne un altro”.

Una buona notizia. Si compra una cosa. Non gliela sta regalando nessuno.

Verso la transizione tra la mesosfera e la stratosfera me ne arriva una serie: foto di nudi dell’ultima consegna che le ho fatto, la sua copia, con le censurette a farfallina utili per non farsi segare dai social. Mi usa come passaggio su WhatsApp per metterle su Instagram, credo via Whatsaapp-Web. Fine.

Sono circa alla troposfera quando plin, un altro, mi fa “ehm… mi accompagneresi a comprare un vibratore? Mi vergogno troppo”. “ahaha, ma certo, figurati, non è un problema, anzi, visto che ora sono tuo zio-padre eccetera, potremmo inscenare questo: io sono un padre-padrone che ti costringe, e ti accompagna controllandoti, a comprare un vibratore piuttosto che tu faccia sesso vero con quei luridi maiali! Ad uso e consumo di una esterrefatta cassiera o venditrice!” “ahahah assoutamente no!!!! mi stravergogno ad andarsi da sola! è che lui non mi soddisfa… e non voglio andare con altri”.

Nuovo trend 🙂 Ma le cose strane che non mi succedono? Cioè… di solito le amiche che si vergognano non vanno con altre amiche a comprare il vibratore? 😀 Forse non vuol far sapere ad un’amica – l’unica che sarebbe quella giusta per questo tipo di acquisto – che sta con uno che non scopa bene. Che cazzo sta succedendo alla testa delle ragazze? Sembra che il peggio di vecchi maschietti si infili nelle nuove femminucce.

Boh. Non so. Sarà una fase. Le durerà due settimane. Tanto prima deve comprare altra roba. Ma se capitasse, sarebbe davvero buffo. Accompagnatore per signora. Letterale.

multa: dite chi siete o la pagherete doppia

ACCIOCCHÈ voi ne siate edotti, io vi narro, o miei pari, cosa accadde al navigante, nel suo errabondo vagare col carro meccanico, e dell’avventure sue e delle guardie del Sovrano, che – badate! – invero non è il popolo come forse voi, che vi credete avveduti, pensate. No, genti tutte, ascoltate!

Accadde, un tempo, che il viaggiatore infrangesse uno dei molti divieti, in special modo quello del non osare di eguagliare l’aquila, il lampo o il lupo in rapidità. Egli, ardito, tanto fece coi suoi cavalli metallovestiti, ingabbiando il fuoco e costringendolo nelle cilindriche caverne in guisa tale che urli il suo furore e agendo provochi reazione di muover pesi tali che Atlante stesso avrebbe sorpreso. Ma il Signore delle terre in cui questi prodigi avvennero era contrario a colui il quale si arroghi il diritto di cambiare ciò che Nostro Signore volle lento e pacato. La fatale gabella fu imposta.  Continue reading →

insicuri che generano insicure AKA basse autostime infettive

uomini che odiano le donneUomini insicuri generano donne insicure? Maschi, femmine. Ragazzi, ragazze. Giorni fa avevo programmato un servizio prima di volare sulla luna a razzo (ma non troppo, che mi hanno già segato punti e randellato il portafogli con grosse mazze ferrate) : si trattava di video; cose che non so fare benissimo. Ne avevo fatti con lei, che è violinista, ma poi avevo trovato un’altra ragazza che era violinista. E siccome i miei primi video erano cannati di brutto ma funzionavano lo stesso ho deciso di cimentarmi nuovamente, questa volta facendomi prestare dei fari x video. Questa roba era programmata da settimane.

Il giorno prima mi chiama G, sorella di D, e mi fa “hey!!!! veniamo con mia sorella a fare delle foto FIGHE? Mia sorella vuole sentirsi FIGA! E’ giù e dai che si decide!” … e cristosantissimo sono molto carine, ed è meglio operare del nurturing come dice il buon markettaro standard. In più la più giovane mi ricordo che aveva una silhouette di quelle da smascellare, solo che era tutta vergognosetta. Ma sul serio. Si vergognava proprio.

Ok ok ok, se arrivate presto facciamo, dai. “yeee!!!” ok allora poi sento la sorellina. E lei faccette dimidine su WhatsApp ma “sii, sono stufa di sentirmi insicura!”. Ok, bene. Una buona via. Del resto queste son belle eh! Io non sono uno che infonde bellezza. Se ce l’hai me la piglio. Rubo l’anima, no? Ma la immortalo, te la restituisco in copia digitale. Gratis, se posi per me. OK, chiedo conferma che vuole “fare la strafiga” e quindi OK.

Arrivano, facciamo, non sto a dire.  Continue reading →

sembri uno del biafra

“Sembri uno del Biafra!” – mi dicevano spesso dall’infanzia all’adolescenza. Ci ricorda la sempreamata (gli ho versato il 5×1000 per anni) Wikipedia che “Il Biafra, ufficialmente la Repubblica del Biafra, ebbe una vita breve come stato secessionista nel sud-est della Nigeria. Esistette dal 30 maggio 1967 al 15 gennaio 1970. Il Capo di Stato Maggiore annunciò formalmente la capitolazione il 12 gennaio. Il paese prese nome dal Golfo del Biafra, sul quale si affacciava. ”

le parole hanno un significato

Diciamo che non erano obesi? Diciamo che erano emaciati e scheletrici a causa della malnutrizione? Ok. Quindi sono nato negli anni 70, da genitori nati negli anni ’30 del 1900. Hanno vissuto primadurante la seconda guerra mondiale. Sono stati profughi. Erano poveri, tutti erano molto poveri. Il cibo aveva un vero valore. Chiunque abbia letto qualche racconto (anche quelli di Guccini che mi annoiano terribilmente, non ho finito il suo libro, che leggevo a cacate in cesso di un amico, ma ci sono libri simili che non annoiano) di quei tempi, spessissimo legati alla cucina ed al cibo, alla vita contadina, agli animali, sa quanto il pollame, le uova e gli animali valessero. Chi li trattava non li mangiava. Li mangiavano i ricchi. Le uova, in particolare, erano roba da ricchi, donne incinte, bambini e malati. Gallina vecchia fa buon brodo – che significato mai avrà oggi? Leggere invece come venissero cucinate zampe, bargigli, creste ed altre leccornie del genere, del pollo, e pensare a quanto costi oggi… ti mette in una prospettiva differente quando senti parlare di crudeli allevamenti intensivi. Certo, magari la mia è una visione distorta, si vive bene di riso e verdura, legumi eccetera. Continue reading →

ma la tua morosa è porca?

pissi pissi

La privacy e la sua gestione è sempre stata un argomento per me. Non aveva questo nome. Era “farsi i cazzi propri”, “impicciarsi”, “ficcanasare”, “spettegolare”, “raccontare i miei cazzi in giro”, segreto, spifferare.. Essere riservato, la parola intimità intesa come qualcosa di lontano dal bidet, anonimato, discrezione … parole che non consocevo.

Il ricordo più forte che ho, che immagino fu la goccia che fa traboccare eccetera, l’inizio della fine della fiducia e il cambio di atteggiamento riguarda un negizio del paese. Andai in macelleria e “la signora Gianna” mi chiese “allora come va col ginocchio?”.

Sgomento. Entro in un luogo deputato allo smercio di carne morta, quarti di bue colante di sangue e di fronte a me una signora non troppo distinguibile dal marito, rettangolare, rubizza e piuttosto rozza, di cui non sono parente e che non sa – legittimamente, penso io forse 13 enne, perché io non le ho detto niente in tutta la mia vita perché non mi piace – NIENTE di me, mi chiede una cosa che solo un mio stretto familiare, col quale ho confidenza, conosce. Leggere questo periodo è possibile, ma difficoltoso. Ma possibile. Respirando, modulando. Vi assicuro. Ho provato eh.

Il mio primo impulso è, ed è sempre stato, urlarle “FATTI I CAZZI TUOIIIIIIIIIII!!!!! COME FAI A SAPERE LE MIE COSE?!!!!!!”. Ma il secondo è un po di paura. Di sorpresa. Davvero ho iniziato a pensare come fosse possibile che questa brutta qui e che-non-mi-piace qui (antipatica? ma che ne so!) sappia una cosa che sa solo la mia mamma? Che poi è anche privata … insomma se mi fa male un ginocchio, se sono caduto, se sono andato qui o la … sono cazzi miei no? Ma come… ma quale servizio di servizi segreti ha la macelleria?  Continue reading →

devo-la-vo-ra-re

scrivere… dopo.

Ho messo in bozza qualcosa come 9 post. E ne avevo fatti fuori 7. Fanculo a me. Ma devo lavorare. Mi rendo conto di quanto ognuno di noi avrebbe da svuotare. Tensione, pensiero, ragionamento, confronto, emozione, considerazione. E quanto poco lo facciamo. E mentre andiamo avanti per la nostra strada accumuliamo.

Inoltre una giovanissima modella mi ha scritto in modo molto critico su un argomento che per me è centrale, sia l’argomento, sia la trattazione critica e la presa di posizione di quell’argomento. Le ho risposto in dettatura su instagram. ci siamo accorti che non avevo tempo e il mezzo era sbagliato. Facciamo whatsapp? Faccio, meglio ‘e-mail, che è il mezzo migliore per argomenti così articolati e complessi. Ci tengo, non voglio tagliare corto. Ti voglio nuda davanti al mio obiettivo, figurati se posso fotografarti mentre mi pensi come parte della macchina della promozione del disordine alimentare. Puoi, puoi anche avere ragione. Ma mi hai fatto delle domande. E hai fatto delle affermazioni discutibili. Voglio risponderti, e voglio discutere. Poi vediamo.

Ma non ho tempo di farlo. Scrivere mi esce veloce, sono anche veloce con le dita, ma non veloce come credo, nel mettere assieme tutto. IL tempo passa, viene occupato da una cosa e non dall’altra. Ovvio.

Quindi niente mail. Magari approfitterò quando sarò sul lato oscuro della luna. Su quello chiaro mi voglio distendere e prendere tutti i raggi cosmici possibili.

Se ci sono ingegneri in giro: si, lo so, ok. Fanculo a voi.

il crimine non paga, ma io si

quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia
chi vuol esser lieto sia porcabuttana e sua zia

La famosa frase “il crimine non paga” non è chiarissima. Comportarsi bene paga. Ecco qua, ora è facile capire. Ma “il crimine” sembra una entità che ti potrebbe dare la paga, un cliente, tanto quanto l’entità che non paga per i propri crimini.

Ad ogni modo ho già preso una multa in soldi e meno 3 punti. Sono un coglione. Un fottuto ragazzino impulsivo. Ho comprato apposta il Coyote per stare attento. Ma l’ho usato? Era lontano? No! Era nel bagagliaio e bastava metterlo su. Ma no, io l’ho lasciato li e mi sono avventurato in lande sconosciute a cazzo dritto. Ed ora fioccano lettere dall’aspetto bio ed ecologiche ma che in realtà di vita me ne tolgono. Di certo faccio girare l’economia e i maroni. Vaffanculo a me. Domani scoprirò a quanto ammonta la nuova simpatica comunicazione. Perché di certo è un invito ad un ballo. E anche quanti altri punti mi toglieranno. Zio prostaferesi! Cheppalleminchiacazzoculo. Turpiloquio turpiloquio turpiloquio ed improperi, imprecazioni, interiezioni, bestemmia simulata eccetera. Continue reading →