micro SD da 4-8 gb a meno di 30 cent?

Quando dico che consegno i lavori su DVD, alcuni mi guardano con tanto d’occhi, come dire “ma esistono? ma ancora?”.

Dipende da cosa fate, ragazzi. Ragioniamo? Continue reading →

non ti do il copyright! (minchiata)

Questa cosa la spiego ad ogni nuova persona che arriva in studio per posare. Credo che tutti debbano saperlo.

Prendete una macchina fotografica in mano. Fatto? Ora siete fotografi. Fate una foto. Fatta? Siete autori! Sulla foto che avete fatto voi AVETE IL DIRITTO D’AUTORE, ovverosia il cosiddetto “copyright”. Il CopyRight è vostro. Se avete fotografato vostra zia, il copyright è vostro, non di vostra zia.

Quindi se vostra zia dicesse “hey! non ti do il diritto d’autore per questa immagine!!!” oppure “guarda che non ti do il copyright!” starebbe dicendo una o l’altra minchiata.

Il diritto d’autore ce l’ha l’autore. L’autore sta dalla parte dell’obiettivo che non cattura immagini. Sta dall’altra.
Il diritto d’autore inizia ad esistere nell’istante in cui avviene lo scatto, è automatico, è intrinseco, non serve chiedere o dichiarare niente a nessuno. Se l’opera fotografata è una “mera riproduzione della realtà” o “di carattere creativo” si discute.
Il diritto d’autore comunque non ce l’ha la persona ritratta, poiché, tranne in caso di autoritratto, non è l’autore.

La persona ritratta ha il diritto all’anonimato, o diritto alla privacy. Questo significa che in luogo PUBBLICO non può opporsi (a parte schermendosi) allo scatto della foto o alla sua registrazione (pellicola, scheda di memoria). Ma è l’unica che ha il diritto di autorizzarne la pubblicazione. Rinuncia a questo diritto in due modi: 1) con il proprio comportamento, ad esempio facendo lo youtuber, andando in TV, diventando una persona di spettacolo o comportandosi in modo tale da risultare nota, anche attraverso la politica od una carica pubblica dello stato 2) attraverso la manifestazione del consenso, che normalmente avviene in forma scritta: questo documento si chiama “liberatoria” o “model release” in inglese.

Non è necessario che il consenso sia manifestato in questo modo: potrebbe essere un piccolo video, potrebbe essere un documento elettronico di provata efficacia (esistono delle app). Ma la forma scritta è la più comune, facile, abbastanza sicura.

Il diritto all’immagine è un po’ diverso. Il diritto allo sfruttamento (vari tipi) dell’immagine è ancora diverso.

Queste sono informazioni “base” senza complicazioni grandi, eccezioni, postille ecc.

Speriamo sia di pubblica utilità.

 

Asinus asinum fricat

Nel social media marketing una cosa che trovo davvero stupida è “farsi fare le recensioni positive”. Si vede ragazzi. Si vede subito. E’ tremendamente provinciale e difficilissimo da sradicare dalla testa dell’esercente o dell’imprenditore. L’idea è che ti faccia una recensione solo chi la fa positiva. Solo 5 stelle. Eh certo, sarebbe bello. Ma le recensioni non hanno questo senso. Se sono libere allora la loro positività ha un senso per chi le legge, altrimenti dici “ok, sono marchette”. In simpatia, per carità, in amicizia.

Ma le recensioni vere te le fanno gli sconosciuti. Se io passo e non ti conosco e mi stai simpatico dopo, come minimo sei risultato simpatico. Non siamo amici. Ma sei simpatico. E bene allora. Hai fatto bene. Se non ti conosco ma il negozio è pulito: bene. Se hai un bon prodotto: bene. Ma se non è buono e lo dico, cosa devi fare? MIGLIORARE IL FOTTUTO PRODOTTO!!!!!! Perché non sei un artista. Sei uno che vende roba, commercio. L’opinione del cliente te la sta regalando, invece di tenertela nascosta. E’ un regalo!!!!!! Un casino di gente deve spendere soldi per sapere cosa pensa la clientela e dove migliorare. Ovvio, non devi demoralizzarti per ogni coglione che passa. Ma se TUTTI ti dicono che hai i cessi sporchi, cazzo, li pulirai, no? E dopo nessuno lo dirà. Se sono freddi? E lo dicono TUTTI? Ok, ti da fastidio perché tu hai problemi a riscaldarli. Ma nascondere la critica non fa sparire il problema. Non si tratta di opinioni varie. La gente ha freddo. Punto. Le recensioni “grandeeee! sei miticoooo” fanno cagare. Non servono a nessuno. Sono pacche sulle spalle fra amici. La base del clientelismo e della morte della meritocrazia. Se sei bravo sei bravo. Non sei bravo perché sei mio amico. Io lo so che questa cosa sta sul cazzo. Ma quando sconosciuti totali lodano la tua attività, allora stai facendo bene. Questo è l’obiettivo.

Altrimenti sei come quello che si fa comprare il CD dai parenti, fare i complimenti dalla mamma e inviti alle mostre i tuoi amici.

Cosa che si fa eh. Ma sarebbe meglio, alla lunga, mirare a qualcosa di meglio.

Dream Theater – Distance Over Time

Oh dai, finalmente un disco ascoltabile dei Dream Theater del post-Portnoy. Molto diretto. Non mi fa dire ohmygod, per ora (sono nel mezzo dell’ascolto) ma insomma, nemmeno mi fa dire “uffa, un’altra merda, sono morti da tempo”.

Unica cosa: ho letto in giro che questo è il “prog metal di una volta” e… cazzo!!!! Non ho niente contro quello NUOVO… solo che non so quale sia! 🙂 Come classificazione intendo! 😀

Aiutoooooooooooooooanzianoooooooooooooooooooooooo

(e il bello è che stavo nel negoziodellarobbagratis per cercare l’ultimo dei Greta Van Fleet, visto che io avevo solo il primo e un singolo … e chi ti trovo? Dai! 🙂

E si, si, certo, si sente da morire la mancanza di Portnoy. Questo è solo un ottimo batterista, non sembra uno che ci mette il suo. E anche il suono sembra tornato alle batterie anni ’80 … tanta compressione.

Cmq lo sento volentieri. E lavoro.

PS: Viper King è divertentissima! 🙂

bariste ovunque!

E’ venerdì. Ormai sono schiavo del frittino ambulante. Il furgoncino-baracchino di un tipo che viene da una grande città vicina, nella quale hanno un ristorante coi controcosi, di quelli che “teniamo aperta la cucina parecchio perché sai , arriva gente bene anche alle 15 … sono abituati che quando arrivano arrivano… e quindi…”.

Quindi la parte “gastronomia” sotto vuoto che hanno li … ecco, arriva da un ristorante di questi. Ma io vado li per il frittino. My god. La mia dieta ora mi consente variazioni interessanti. Ma il fritto è sempre fritto. Certo, quello è più leggero, e c’è la tempura, e tutto quello che vuoi. Comunque è ultra stra mega fanta deppiùBBuono.

E io me lo pappo.

Poi vado a pijiarmi il mio caffettino nel mio barettino fighetto (al mio livello, non frequentato da fighetti) preferito, ancora cantando le lodi del baracchino e proponendo a Matteo di inventare un progetto, una collaborazione un salcazzo cosa ma bisogna.

La giornata della raccolta-modellaggine non era male.  Continue reading →

adobe camera raw “migliora dettagli” quadruplica lo spazio occupato

ATTENZIONE POST NERD!

Uno dei recenti aggiornamenti di Photoshop CC2019 include quello del plugin integrato Camera Raw, arrivato alla versione 11.2. Una delle recenti aggiunte è la caratteristica “migliora dettagli”.

Sull’efficacia, utilità o controllabilità di questa caratteristica vi lascio fare esperimenti e verificare recensioni e così via.

Quello che posso rilevare subito io è che un file da 50 giga è passato a 200.

Anzi.

247 file lo hanno fatto.

Tenetene conto.

il BURQA degli Italiani DOC

Ero a cena con un mio caro amico. Aveva avuto una donna… lei aveva figli, lui ne ha. Lui è un padre splendido con il proprio figlio e anche i figli di lei si stavano affezionando. Ad un certo punto la loro storia è andata a carte quarantotto, non so più perché. Casini soliti nella rottura, dolore. Poi piano piano sono stati amici, si parlavano, hanno continuato per anni a sentirsi, persino quattro giorni fa. Lei lo chiamava, si sono visti, consiglio, tu che ne dici, caffè.

Lui mi fa “Emanuela mi ha tolto l’amicizia”. E io che sono abituato ai social, faccio col sorriso “ma su Facebook? e chissene, no?”. E lui “no, mi ha tolto l’amicizia, quella vera”.

Mi scendono i lati della bocca. Chiedo lumi. Lei gli ha comunicato che preferisce non avere più contatti, di non cercarla e non mandarsi messaggi ecc ecc, non sentiamoci più. Di punto in bianco dopo che per anni si sono visti e che quattro giorni fa coi sorrisoni e la normalità.

Lui mi dice “so che sta con K e io sto tremendamente sul cazzo a K”. Dice che ovviamente può essere una decisione di lei, ma sembra incoerente con ogni precedente recente e passato. Sembra più un ultimatum venuto da fuori.

Ora… sapete per quanto ne parlo di quanto vedo succedere alle ragazzine: ricatti su come dovrebbero comportarsi per essere volute, per non essere considerate zoccole, sporche, facili, brutte addirittura.

Ma ragazze, fanciulle, donne: se cedete a questi ricatti cederete, come in un qualsiasi ricactto, a qualcosa dopo. Vi si potrà sempre chiedere qualcosa in nome del ricatto precedente.

Lei ha 50 anni infatti. Dice le solite resterò sola, chi mi vorrà – vuoi che non capisca io? Lo capisco eccome – e (nota dolente) è un buon partito, desiderato da tante. Ah e baratteresti questo con chi sei? Con chi puoi frequentare ? Un tuo amico sincero con cui tutto è chiaro, persona correttissima?

VAFFANCULO MASCHI DI MERDA!!!! Le volete scopare ma vi lamentate se sono zoccole. Le volete fiche ma dite che sono zoccole se le vedete mezze nude. E avete paura, una paura fottuta che vi surclassino perché lo sapete, merde, lo sapete che sono migliori di noi. E allora è VIOLENZA lo capite? Ragazze lo capite che è violenza? Se non fai così non ti amo. ah si? E’ amore questo?

Schifo profondo, stronzi!!!!!!!!!

Non lasciatecelo fare, non lasciateglielo fare ragazze, donne, signore!!!!! NO!!!!!!

 

i troppotardici

La specie dei troppotardici vive in stratta relazione con altre. Alcuni la considerano di tipo simbiotico, altri parassitario, altri ancora di una mera condivisione della stessa nicchia ecologica. Il Dottor Harrison Ford Fiesta dell’Università del Winconscious, neurobiochimico psicomolecolare fisiobiologico dell’etologia etnica sociologica osserva che, secondo i suoi studi, questa sembra essere più una reazione : una causa-effetto.

Il troppotardico “in sé” , afferma il Dr. HFF, non esisterebbe: le specie causanti generano l’ esistenza degli altri dopo un lasso di tempo variabile di aspettativa, partendo da un nucleo originario elementale, ibncrementando fino a quello di pensiero. Da pensiero diverrebbe pensiero ossessivo ed in seguito passerebbe allo stadio “mesorrottolicojoni” sfociante, ora esplicito e udibile in un pronunciato a voce alta “ormai è troppo tardi” quando il non-troppotardico effettua un cambiamento tale da soddisfare le aspettative della specie “ospite”.

L’aspettativa, gonfiatasi in una bolla, scoppia e non esiste più. Nasce quindi il troppotardico, caratterizzato da presenza di capacità, atteggiamenti, abilità, pensieri, attitudini e disposizione d’animo verso cose inutili che lo sarebbero state fino a poco prima. Quanto poco è determinato dalla variabile di Minghenberg, dall’omonimo teorema che afferma “è troppo tardi in B in misura pari ad una frazione di nanosecondo dopo la decisione di cambiare o manifestare il cambiamento in A”.

Secondo recenti studi di scienziati indiani nessuna esplosione di bolla e conseguente generazione di troppotardico ha una vera necessità di esistere. Ad esempio alcune specie di troppotardici sono dediti al commercio. La specie-target desidera un prodotto che il troppotardico riesce ad ottenere giusto un secondo dopo che la specie-target ha perso la fregola di avere quella determinata roba. Essa era e rimane quella determinata roba. La sua necessità intrinseca non varia. Varia la voglia della specie target. La sua insoddisfazione “entro quando dico io” genera quindi il troppotardico e la troppotardica (assai rara).

Moltissimi troppotardici sono generati dal semplice scorrere del tempo e la relazione con oggetti: un troppotardico classico è l’acquirente di Ferrari. Il momento giusto per goderne a pieno è sicuramente assai prima della possibilità economica di goderne.

La teoria del dottor HFF è tutt’ora in discussione presso le maggiori università del mondo, ma pare che interessasse l’altro ieri. Oggi no. Troppo tardi, hanno dichiarato quelli che prima erano interessati. Le sue considerazioni rimangono quindi utili alla prossima ciclica invenzione dell’acqua calda.

 

rimuginamoriamoci

versione #1: bianconiglio dice ad Alice che lui non può amarla perché se lei non si ama abbastanza quando lui farà una cazzata lei soffrirà troppo perché non è corazzata. Interessante versione più specifica del classico “se non ti ami tu come potranno gli altri?” Questa ha un minimo di senso, quindi fa riflettere.

versione #2: se non troviamo qualcosa da amare negli altri come potremmo trovarla in noi stessi?

Ci sto ancora ragionando sulla 2: il ribaltamento fa sempre capire qualcosa, di solito.

Ma per ora boh.