Testamento olografo e non digitale

il testamento olografo è quello che possiamo (e dovremmo, in mancanza d’altre azioni) fare tutti quanti: si tratta di un semplice documento, scritto di nostro pugno su qualsiasi tipo di foglio di carta, datato e firmato in calce.

Ribadisco le caratteristiche fondamentali:

  • scritto, a mano, personalmente, di proprio pugno, con la penna su qualcosa, meglio se si tratta di un foglio di carta comune
  • FIRMATO IN CALCE (in fondo a destra)
  • DATATO.

Se non contiene indicazioni generiche, illecite, tali da renderlo nullo o annullabile sono tutte cose da vedere. Ma se avete intenzione di fare testamento e non sapete come, oppure non potete pagare, intanto potete fare questo.

Oggi però molti sanno che esiste la firma digitale. Molti sanno che la firma digitale “sostituisce del tutto ai fini legali la firma autografa” tanto che è illegale lasciare la propria smart card o il documento di firma, il pin, eccetera, a qualcun altro (lasciamo perdere che tutti lo danno al commercialista). Pochi si ricordano che esistono le marche temporali, che rendono tutto questo una enorme cazzata e più utile e duratura la buona vecchia carta e penna.

Se devo comprare o aggiornare marche temporali per sempre allo scopo di far valere la mia firma, di certo non posso farlo dall’aldilà.

Quindi per ora, anche se qualcuno sta obiettando quanto sia una cazzata e che sarebbe utile farlo, non è il caso.

Inoltre io farei un saltino dal notaio a vedere quanto costa fare quello pubblico e se ci sono costi per conservazione e pubblicazione. Altrimenti meglio fare quello.

very alti e very bassi

Ricordo al mio lettore che io sono scurrile, volgare, faccio uso di turpiloquio. Cerco di non esagerare nella sua distribuzione, onde evitare che, quando usato, risulti meno  efficace, come da di scelta di tale classe di vocaboli ci si attende.

Questa mattina è iniziata all’insegna dei porchiddei; avevo sonno, ma avevo un orario e un programma. Cerco di bere ‘sto mezzo litro d’acqua prima di qualsiasi cosa, tutto ok, wow pure le “due fette biscottate con marmellata” e penso di pigliare il caffè fuori. Le micie manifestano molto il desiderio di coccole e quando la smilza si trova in un punto delicato della casa il campanello suona in modo, come sempre, rumorosissimo, facendola schizzare nell’invisibilità. Rispondo: nessuno. Risuona spaccosamente. Ri-rispondo, questa volta già con un po’ di fastidio – cazzo, perché risuoni se la prima volta non hai risposto, stronzo, penso – e finalmente il postino palesa la sua identità e lo scopo della visita.

Scendo. Multa. I suddetti salgono al cielo. L’acqua calda inizia a fare effetto: prendo la lettera e mi metto sul cesso. Studio bene: le mie recenti frequentazioni mi hanno portato (mea culpa, corro) ingenti multazze e perdite di punti. Leggo bene. Dev’essere un tutor, proprio sul tratto in cui avevano piazzato una bella X rossa sul cartello. Leggo bene: 177 eur INVECE DI 470. Non mi lamenterò. Controllo: ci sono anche 3 punti. Coi soldi sono già in merda. Eh beh. Sono in merda anche coi punti. Mi ricordo che ieri sera iStock/getty hanno pagato, non tanto, ma circa il necessario per pagare la multa. Quindi mi affretto (è sabato) ad effettuare la richiesta di trasferimento bancario tra PayPal e la banca. Continue reading →

clientelismo sentimentale

“Solo perché ti amo”.

“Perché sei mio amico”.

Ma quanto vali davvero?

Sembra che le tue caratteristiche intrinseche, ovverosia non relative alla relazione di conoscenza, sentimento, tra te e il tuo interlocutore, siano conoscibili solo con persone di cui non ti frega un cazzo e a cui non frega un cazzo di te. Anzi. Forse è questo che dovresti sempre fare per misurare le tue capacità. Peccato che alcune di queste siano molto difficili da mettere in atto fuori da una relazione amorosa o amicale. Ad esempio il sesso. Ad esempio la fiducia.

Sei una enorme testa di cazzo, ma tutto diventa accettabile o sopportabile perché ti amo. Ma se non ti amassi non ti stimerei affatto? Continue reading →

la tristezza della sera?

Chi mi offre lo studio ad un prezzo bassissimo mi chiede molto poco in cambio: quando hanno necessità dei miei servizi, semplicemente, me li chiedono. Non esagerano. Glieli offro.

Oggi ho seguito una manifestazione canora, alla fine della quale, smontando il palco, si sono messi chitarra alla mano a cantare roba vecchia.

Felicità.

Sarà perché ti amo.

Sono settimane che non provo nulla. Nessun sentimento. Ri-sentimento: verso me stesso, perché sono fatto male. Ma a parte questo non sentivo il colpo, per ora.

E invece BAM. Eccolo. E’ quasi sempre la musica a colpirmi più duramente, credo.

Bella senz’anima (in cui riecheggia “Bella stronza”).

Persino “Nessuno mi può giudicare”, per quanto sembri superficiale, mi ha dato da pensare. Continue reading →

Figlio di te stesso

In questo periodo devo essere nella fase maniacale. Sento che quella depressiva è lì sotto da qualche parte. Ma non spinge, non mi artiglia, non morde.

Osservo, cerco di andare avanti, mi ricordo il mio programma: se vivi fai qualcosa per stare meglio, altrimenti muori. Ora sono sul primo “se”. Osservo tutti questi che figliano, figliano, figliano appena possono. Ieri una ragazza che dev’essere diplomata dall’anno scorso mi ha dato l’idea di essere la classica neet. Non fa niente. Non studia niente, sembra che non cerchi niente. A questa domanda, sua madre, presente al primo incontro, ha preso la parola al suo posto dicendo con la determinazione del “e più non dimandare” con un laconico “con calma”.

Cosa fa? Non me lo spiego bene. Sembra che non faccia un cazzo, che non le interessi un cazzo. Le è scappato un “il mio ex le odiava e quindi hanno iniziato a fare schifo anche a me” riguardo ad un capo di abbigliamento: concordo col suo ex, ma mi spaventa il fatto che lei abbia cambiato il suo pensiero.

Ad ogni modo ad un certo punto il mio pensiero torna su tutti questi che come scopo nella vita hanno la riproduzione, tirare su figli. Non mi addentro sul discordare o concordare con questo.

Ma ad un certo punto penso: iniziare a prendere il posto di tuo padre e tua madre e prenderti cura di te stesso forse potrebbe essere visto, parlo davvero solo di “punto di vista”, come essere genitore di te stesso. Il sacrificio che i genitori fanno per i figli, i Genitori, intendo quelli che meritano di essere genitori, che sono davvero dei buoni genitori, quel sacrificio è grande, supera quello che farebbero per un interesse personale, anche di comodo. Pigrizia? Eh, ma è per mio figlio. Soldi? Eh, ma è per mio figlio. Nciovvoja. Si ma è per mio figlio, è mio dovere, lui conta di più. Assicurazione? Chiedere l’aumento? Cambiare città perché la scuola è migliore? Quartiere? Aria buona? Macchina? Trovare il tempo? Se è per i figli il tempo si trova. Su questo non posso non fare un inciso polemico: quindi il tempo si trova e basta, non sparate cazzate sul fatto che non avete tempo: se per i figli lo trovate, allora semplicemente è possibile trovarlo. A parte questo: quando si tratta di tuo figlio, tu le cose LE FAI. Ci pensi. Vale sempre la pena. Continue reading →

no telepatia #201923890479

Sempre più non mi capacito di quanto molte donne (mai sentito un maschio fare questo genere di affermazione aprioristica, mai, in tutta la mia vita, maschio di nessuna età) che più si ritengono profonde, intelligenti, addirittura sensibili e degne di interesse per quello che hanno dentro e non quello che sono fuori, non si rendano conto che il dentro sta dentro. Non si vede. Non puoi conoscerlo senza passare per il fuori.

Questa aspettativa di telepatia maschile, che arrivi uno che sa tutto di te, che ti studi (stalking?) come un documentario prima di avvicinarsi a te e conoscerti (fatti conoscere, no?) e che magicamente la pappa pronta del piacergli sia veramente disponibile senza fare un cazzo… come tutte le aspettative si presta alla più cocente delusione. Si basa su quello che TU attribuisci alla tua “controparte”. Te lo aspetti TU. Ma ti aspetti una cosa che tu non fai. E soprattutto ti aspetti una cosa disumana. Ti aspetti che un essere umano, che è prima un animale e poi un essere umano, non sia interessato al fuori.

Fintantoché tu non decidi che il rapporto è solo comunicativo, intellettuale, totalmente privo di fisicità e non invece come qualsiasi rapporto tra esseri umani, si parte dalla superficie e poi si arriverà al profondo… è meglio che ti dimentichi di amori nati a tavolino. Ci si vede, ci si annusa, ci si bacia, ci si sbatte, si parla, si chiacchiera. Succede qualcosa che promette altro? Non si sa. Non succede ma quello che è successo ti va?

Ma naturalmente non siamo tutti uguali. Continue reading →

Identikit del castrafemmine JR /PT1

Il maschietto di oggi che castra le femmine di oggi immagino non sia troppo diverso da quello di ieri, l’altro ieri e tutti i 300 anni scorsi. Cambia sempre il contesto sociale in cui questo è immerso, e la sua storia, suppongo. Ma posso solo supporre: non so. Osservo e riporto le mie impressioni di settembre (qui fa freddo e così cito).

È un bulletto, geloso, spaccone, sospettoso e guardingo. Insicuro è quello che credo accomuni tutte queste cose. Cerca sicurezze tangibili, controllo facile. Controllo il mio aspetto, sono fico. Sono molto fighi quelli che controllano le più fighe? Se sopra un certo livello di bellezza estetica devo dire di si. Ragazze molto belle sono controllate da ragazzi molto sopra la media. Ma non mi pare del loro livello. Considerazione che forse pensate lasci il tempo che trova, ma vi invito a rifletterci: io parto da questa considerazione. Sono un fotografo e le ragazze con cui ho a che fare sono genericamente gradevoli, armoniose, talvolta belle, a volte bellissime. Non lavoro con professionisti.

Spesso questi ragazzini hanno mollato la scuola prestissimo e si sono messi a lavorare. Non è troppo diverso da quello che accadeva un tempo, se ci penso bene. Io mi toglievo velocemente dalla testa questa cosa, ma molti ragazzi e molte ragazze avevano smania di procurarsi presto cose. Non sto parlando della sensazione di essere responsabili del proprio sostentamento autonomo, della totale indipendenza dai genitori, della vera e piena autosufficienza ed appartenenza, da individui, ad una comunità di pari. No: la possibilità di comprare roba, di andare alle feste, di vestirsi fighi, fare vacanze, eccetera. Questa roba. Comprensibilissimo. Eppure c’ero anche io. E nonostante fossi uno studente pessimo non ho mai pensato di andare presto a lavorare per avere soldi per eccetera eccetera. Continue reading →

love + death + robots

Questa serie su Netflix sembra fatta apposta per me, come spirito, tanto quanto Black Mirror. L’attrazione e l’atteggiamento che ho verso il racconto fantastico rispetto a quello più strettamente correlato al quotidiano, di qualsiasi profondità o ambito si tratti, mi pone sempre di fronte a qualche dubbio su cosa io sia. Non è che i film che trattano di argomenti della vita, i film “veri”, non mi piacciano. Anzi. Sempre più spesso, rispetto ad una volta, mi dico però che di realtà ne ho piene le tasche. Oppure no, ma la vivo con gli altri, non in opere di narrativa, che sia filmata o scritta.

Eppure non sono solo questo, io. Certo, si, cose più fantasiose o epiche mi piacciono. La fantascienza, però, di solito ha lo spirito della parabola, del mito: attraverso l’immagine evoca idee, ti lascia andare con questa sensazione, trattando un argomento altrimenti trattato da filosofia od altre discipline scientifiche in modo che pochi troverebbero emozionante, eccitante, al di là dell’interessante. Se non sei un nerd, non puoi comprendere davvero il sincero interesse che diventa entusiasmo per il nerd. Non sono pazzi, non sono disumani. Anzi, sono profondamente umani. Sono meno animali e più umani.

Del motivo per cui sono approdato al nuovo blog parlerò presto, compresi i nuovi dubbi su me stesso.