l’aiuto non ti sostituisce

Ci sono momenti in cui sei spezzato. Una crepa ti passa da testa a piedi e il dolore ti devasta. Non riesci a fare niente, senti il tremore negli arti: il più piccolo gesto diventa difficile.

Se hai predisposizione o una storia di introspezione, lo fai, cerchi di guardarti dentro, di aiutarti. Ma se lo fai da tanto, a parte avere familiarità con la cosa, se continui a farlo, non hai risolto. La parte “aiutati” ce la stai mettendo, ed è ora del “che Dio t’aiuta”. Ma siccome Dio non esiste, ti devi far aiutare da qualcun altro. Che poi questo qualcun altro sia la persona giusta e che ce la faccia ovviamente non è detto.

Quello che è detto sempre troppo poco è che costa tanti soldi e che il dolore ce l’ha tanto il povero che il ricco.

Ma a volte qualcuno pensa: se mi faccio aiutare mi adagerò, mi metterò nelle mani altrui e io non mi rialzerò più: se uso un farmaco ne diverrò dipendente per sempre, se uso una persona che è un farmaco, lo stesso: io non saprò più aiutare me stesso.

Ma fino ad ora davvero ti sei aiutato? Magari un po’. Ecco. Questo ti risponde: un po’ puoi farti aiutare: non diventi TUTTO di qualcuno. La stampella non dura tutta la vita. Magari le pillole per la pressione si. Ecco: ci sono differenze.

Ma il dolore può essere talmente insopportabile… e venirne fuori e tornare a respirare… riguadagnarsi alla vita… sempre che questa vita la si fosse apprezzata, prima, è una cosa da tentare.

Quali risorse gratuite ci sono per l’aiuto psicologico in Italia? A me risulta che solo per le dipendenze (gioco, alcol, droghe) ci sia vera disponibilità, continuativa, gratuita. Qualcuno ne sa di più? Quando ho avuto bisogno io ho trovato il consultorio. Ho anche trovato il “telefono amico” (via mail) ma quello mi serviva a poco. Alla fine quando vuoi farla finita loro non sono quelli giusti. Altro, esiste? Io lo so che la gente deve essere pagata. Non sto dicendo che debbano lavorare gratis. Sto chiedendo come i pazienti possano accedere gratuitamente a qualcosa che qualcun altro (la società, lo Stato, qualche ente) mette a disposizione gratuitamente.

avviso di possibile scomparsa per percosse

😀 Il ragazzo di una modella mi ha fatto una velata minaccia. Non velatissima. Piuttosto diretta.

La sequenza, su messenger, dopo che ha fatto pressioni per venire a posare anche lui (alquanto strano, di solito i maschi si fanno pregare, da chiunque, anche dalla ragazza):

tizio– ah si, io ho un tatuaggio e delle cicatrici, ma niente di turpe
CG– l’altro ovviamente è morto
tizio– ci ha provato con la ragazza sbagliata

Così, d’amblé. Quindi direi che vi sto preannunciando che uno stressato ingegnere portatore di testosterone con ragazza molto molto fica che posa nuda da un tizio che lui non ha ancora potuto minacciare ha deciso che deve marcare il territorio e rimarcare di chi sia la proprietà. Ho avvertito la tizia. Ha risposto “ossignur”. Le ho chiesto di non dirgli niente. Io stesso non ho detto niente, solo una faccina e fatto finta di niente. Continue reading →

cazzoditestardodimerda, o anche no

Lasciar perdere. Ho imparato a lasciar perdere. Perché se lascio perdere, la mia vita vince. Quando vince la Verità, la mia vita muore. Quando gli argomenti sopravvivono, io muoio.

Quanto è importante dunque quello che si percepisce come “avere ragione” ? Dipende. Quello che è vero è vero. Ma ne va della tua vita?

1984 ci ha riassunto, per chi capisce, tutto, nel semplice “libertà è poter dire che 2+2 = 4”. Perché se tu non puoi dire questo, che è vero, allora non sei libero. La libertà è la possibilità (potere) di dire che quello che è, è.

Ma nella tua vita, quanto ha importanza? Quanto impegno, accanimento, passione, determinazione, mordente, verve, vita, tempo ti è richiesto e chi c’è dall’altra, come si sente, cosa prova per il suo argomento, quanto condividete metodo e linguaggio e quanta percentuale di quello che ti frega, in totale, del rapporto con quella persona, è in gioco?

E dunque, perché è bello poter parlare dei massimi sistemi? Perché non lo fai con l’amore della tua vita. Sei libero. Sei libero di dire che quello che è vero è vero. Sei libero di portare il tuo argomento. Di prenderlo tutto avvolto nello sporco dell’imprecisione, dell’incomprensione, dei fraintendimenti e buttarlo nell’acido della verità, della verificabilità, della ripetibilità, del metodo condiviso, dell’oggettività e tirarlo fuori, candido, puro, divenuto finalmente un fatto assodato. Assodato per lo stato attuale dell’acido che hai tu. Domani magari esisterà qualcosa che scalfisce meglio, o che dimostra che il tuo acido ha bruciato troppo.

Ma se le mani su quel grezzo sono le mani di qualcuno che ami e non ti sente quando gli/le dici di toglierle e si brucia? E si fa male, tu gli/le fai male. Quanto era importante quella cosa dentro la pietra, quel metallo puro? Quanto era importante PER VOI ? Continue reading →

Avengers Endgame

Visto. Pianto molto. Esaltato molto come il bambino a 3 sedili di distanza da me che, ho riso molto (di gioia) ha CANTATO la sigla degli Avengers in battaglia a pugno avanti in stile ducetto (ma sono gli Avengers, quindi va bene) col papà che ogni 10 secondi “shhh. carletto… shh, non fare rumore, zitto dai…”

Mappapàààà!!!!! Ma sono gli Avengers!!!!! Ci si esalta di brutto! Avrà avuto 7 anni, scherzi?!!!

Comunque sembrava, pur durando 3 ore, un megariassunto. Avrei preferito 3 film da 2 ore, in stile LOTR.

E comunque io piscio tantissimo. Ok, bevo anche litrate di acqua eccetera. Però dai, 2 ore e mezza… eppure sono andato a farmivederedaunobbravo e la dottoressa mi ha detto che non ho niente alla prostata.

Boh!

Si, insomma ho aspettato un momento leggermente più fiacco e ho interrotto un action movie epico.

Il fottuto Captain America ha un torso a V straordinariamente prestante. Stronzo. Grande scena epica con tutte-le-donne-supereroE che spaccanoculi a destra e manca valchiriosamente. In effetti in tutta questa serie la tipa che ha il potere più spaccaculico di tutti non so come si chiama, ma insomma fa i raggi rossi. Splendore. Il bambino di 8 anni è più grande di me in questo momento, e forse in vari altri.

due chili e mezzo di epicità, per favore, abbondanti

cresime e comunioni: fotogavetta strong

Fotografare eventi religiosi cattolici è ed è sempre stato uno dei campi di lavoro dei fotografi professionisti. Direi di “piccoli professionisti”, senza per questo sminuire la professionalità, ma solo il campo di applicazione. Ci si può, forse si poteva anche campare di questo. Ovviamente senza escludere i matrimoni eh, che sono rimasti forse l’unico campo davvero remunerativo di questa area, oltre al fatto di offrire anche le soddisfazioni della foto di reportage, visto che è possibile, oltre che ormai uno stile più che affermato, non più di tendenza.

Fotografare cresime e comunioni però può essere una merda. Per me lo era. Ciò che ti richiede il committente finale e quindi anche quello intermedio (il negozio) confligge duramente con la “bella fotografia”. Non è che non si possano fare le cose belle: è che la GGente se ne sbatte il cazzo e al massimo riesci, se ne hai il tempo, a fare alcuni ritratti di cui non vergognarti troppo nel caso che qualcuno li associ al tuo nome.

scordatevi questa roba: non esiste.

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architettura e fotografia

Ieri mi aveva stupito che una modella volesse stampare le foto che stavamo facendo. Oggi ho scoperto che faceva architettura. E questo spiega molte cose. In effetti tendo a dimenticare che chi studia architettura ha parecchio a che fare con la fotografia: si studia, si danno esami e la cosa ha anche a che fare con la formalità, con l’estetica, con la pratica.

Ecco quindi che con la frequentazione e la conoscenza viene anche l’apprezzamento. Ecco anche come mai tutto sta involvendo in Italia: mancanza di cultura, di interessi. Se ti interessa una cosa hai più voglia. Se ti si presenta davanti tenderai a interessartene invece che ignorarla: so simple.

Ho poca speranza per l’Italia. Leggiamo meno, ci interessiamo meno alle arti. Almeno un po’ di gusto generalizzato in quello che ci circonda lo abbiamo ancora. Ma boh, non so nemmeno quello.

mangiare a cazzo è comodo

Sono alcuni mesi che non vado più in palestra. Mea culpa. E come si sa, mangiare come si deve è una questione di organizzazione. Dire che si fa “perché non si ha tempo” è falso. Il tempo lo hai in un altro momento. E allora te lo devi preparare e poi portartelo, averlo quando serve.

Un panino … si fa presto. Pizza. Tramezzini. Toast.

Tutti carboidrati del cazzo, sbagliati.

Una pasta o un riso, d’estate, freddi li trovi. Ma ci sono un sacco di cose che puoi preparare e averle pronte quando ti serve.

Quindi bisogna rientrare in carreggiata. La panza non se ne va se non fai niente. E la tonicità non esiste se non fai niente. Ho visto gli addominali di un signore anziano che si tagliava ancora la legna tutta a mano: mecojoni!!!!!!!!

E con anziano, intendo ANZIANO, una ruga vivente. Ma gli addominali erano six-pack. Certo, ricoperti di pelle flaccida, ma comunque sixpack. Fanculo!!!

So che non c’entra un cazzo ma consiglio il libro “Mussolini ha fatto anche cose buone – Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo”.

Asciàào

a volte stampano

ciribiribin kodak

Ieri avevo un secondo-servizio di nudi con una relativamente nuova modella. Facciamo facciamo facciamo, ne vede un tot e sbotta con un po’ di simil-tristezza “così mi farò fuori mezzo stipendio a stampare anche queste”.

Stampare?

Anche?

Cioè. Aoh. Infattiputtroppo. Maddeché-aoh.

Cosa diav… ??!

Una ragazza di boh, 24? 23? non mi ricordo, anni, che stampa. Che vuole stampare le foto, che le vuole su carta fotografica. E lo fa, se le stampa. Da sola. Io sono rimasto DEMMERDA. Onorato, visto che prima o poi avrei dovuto stamparne io, a onor del vero, almeno una decina per “farle scoprire” che le foto trovano coronamento se vengono stampate come si deve.

E invece scopro che aveva già ordinato un tot di stampe dal PRIMO servizio, su internet. E che per una foto in pantaloncini e magliettina sua mamma le ha detto “che sconcia! sei troppo sexy” mentre la NONNA le ha detto “vaiiiiiiiii!!!!!!!” e lei invece vuole farsi una gigantografia a casa propria a culo per aria. Certo, credo non abbia idea di quanto costi una stampa di grande formato.

Le coincidenze: giusto qualche giorno prima avevo contattato un tipo su Instagram che fa nudi, sloveno, credo, che mi  ha detto che lui regala sempre un po’ di stampe (sarebbe quello il buon vecchio TFP, ma io faccio TFCD) … e ci avevo fatto un pensiero. E scopro questo! Che bello! 🙂 Io do sempre un promemoria che lo ricorda… ma questa ragazza lo ha fatto per conto suo: non sembra il tipo che si legge le istruzioni ed avvertenze.