Ho una nuova opinione sui ragazzi di queste ultimi 2 decenni. E voi non aspettavate altro che sentirla, questa importantissima opinione. In occasione della “quarantena”, come stanno già iniziando a chiamare il periodo di restrizioni dell’ultimo DPCM per il CoronaVirus, approfittando della sovraesposizione di cazzi propri che tutti fanno via social, social-instantmessenger eccetera, vedo una grande espressione di opinioni.
Ed ecco che quanto si diceva sui bamboccioni, sui viziati eccetera, mi balza maggiormente agli occhi per un preciso aspetto di spazio e tempo di convivenza di cui forse hanno già parlato tutti, ma che io vedo chiaramente solo ora.
Molti adulti e ragazzi non sanno che cazzo fare a casa. Non sanno che fare del proprio tempo libero se non possono uscire. Non hanno una casa fatta per viverci. Vivere dentro casa. E vabbè, parleremo di questo un’altra volta.
Ma quello che si capisce di più, questa volta, non è tanto la mancanza del poter uscire a fare qualcosa. No. Quello che manca è potersi allontanare dalle persone con le quali devi vivere. I ragazzi, in particolar modo, si trovano a vivere con genitori che trovano insopportabilmente opprimenti.
E la novità? Direte voi. Continue reading →
Ho fatto una cazzata. Di nuovo. Se fossi riuscito a recuperare il backup dei tempi di splinder, credo troverei la prima (e fino ad oggi ultima) volta in cui feci la stessa cazzata. Ho trollato. Ho trollato con tutti i crismi del trollaggio: anonimamente, ferocemente. E in posti dove questo non è tollerato, non solo non consentito. Motivo per cui avvengono dei controlli tecnici di base. Tanti anni fa, direi allora forse ancora prima di scrivere un blog, forse tra il 2000-2001 (ma sono certo che oggi stesso con google-groups troverei la cazzata) questo accadeva dove tutte le dinamiche che vedete oggi erano in nuce: i newsgroup. Questi erano luoghi dove si vedeva già tutto: tutto quello che vedete aveva persino un nome gergale. C’erano pratiche di controllo e “mantenimento dell’ordine”, perché dalla prima esistenza dei gruppi di discussione le teste di cazzo e teste-calde come me spuntavano fuori, inasprendo i confronti invece di alleggerirli e, sostanzialmente, dando fastidio a tutti. Come una rissa da bar. Come bambini che starnazzano in mezzo a persone adulte.