Ronin-S Joystick Calibration error ed altro

Ronin-S Joystick Calibration Error

Nel caso vi capitasse che il FOTTUTO ronin-s iniziasse a fare alcune cose strane anche se avete bilanciato (a mano) piuttosto correttamente, ad esempio iniziare a tirare su la testa… oppure ruotare a destra e sinistra da solo piano piano come se fosse un handicappato strano… ecco io NON SO se questa sia la ricetta “risolvi tutto”, ma io ho risolto.

Visto che bisogna andare a cercare in giro come fare la fottuta merdosa joystick calibration, ve lo scrivo io qui, cazzo, che è come sapere la combo di un videogioco, come cazzo fai a saperla: il tasto DAVANTI, quello grosso, viene chiamato “trigger”, quello che premi due volte per mettere dritta la macchina, per capirci.

Premi il TRIGGER quattro volte e alla quarta lo TIENI PREMUTO. Poi smanetti a destra e manca con il piccolo joystick, destra alto, sinistra basso, un po’ in circolo eccetera e quando hai finito, di nuovo PREMI IL TRIGGER 4 volte e poi TIENI PREMUTO.

E questo mette a posto il problema col joystick. Spegni, riaccendi.

Poi fai l’advanced balance dalla app del ronin-S con il telefono.

Un’altra cosa interessante è quella di SPEGNERE e accendere la batteria del ronin.

Accendere la batteria del ronin-S: premere con un piccolo tocco il tastino.

Spegnere la batteria del ronin-S: premere con un piccolo tocco il tastino, iniziano a lampeggiare le luci verdi, ri-premere gentilmente e TENERE PREMUTO finché le luci si spengono una ad una. Finito.

Altre cosette interessanti? è possibile scambiare il joystick del ronin-s con quello dei mavic air che sono più lunghi: ci sono i video su youtube che te lo dicono. Ma siccome indicizzano con l’ano, e in inglese, difficilmente lo troverai subito. Comunque si può fare.

 

La pecora non tutela il proprio interesse

Sto lavorando per il nemico, come sapete. Non tutti corrispondono a quanto sto per dire, ma per la maggior parte si. Diversi annetti fa, quando ci fu la prima merda sulla modifica della Costituzione, se ben ricordo nel 2001, quindi prima dell’esistenza del mio primo blog, che fu su Splinder, nel 2003, io mi schierai nettamente con la posizione della sinistra. Le riunioni a cui partecipai si svolgevano presso gli uffici della CGIL. Ricordo fin d’ora uno in una riunione generale che – quando dissi che i ragazzi non fanno più educazione Civica a scuola – mi disse che non era vero, che la facevano eccome. E già questo mi puzzava un po’. Ma la cosa che mi lasciò il segno fu quella che segue.

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cliente volitiva pretende fotografo

photographerCome sapete e se non lo sapete ve lo ricordo io non sono un fotografo tradizionale, nel senso commerciale-economico-organizzativo del termine: il microstock non prevede che io abbia clienti. Quindi io non cerco clienti.

Me ne esco per cercare di mangiare qualcosa alle 23, cosa improbabile ma non impossibile, in un bar di zona che prepara buoni taglieri di formaggi e affettati. Chiedo, mi dice che non può perché con staminchiadicovid gli fanno controlli più stringenti – ha chiuso la cucina da 30 minuti.

Ok allora caffé. Continue reading →

Fototessera a neonato: fatto

Uno degli ambiti in cui può servirvi il classico “one-shot-one-kill” professionale del fotografo è la fototessera – che deve rispondere a delle precise regole per essere legalmente valida – di un neonato: situazione molto complessa da gestire.

Non essendo un fotografo “di bottega” e non essendo la fototessera la mia aspirazione artistica del ritratto più ambita, l’ho sempre e solo osservata come una delle “faccende tecniche” che rendono un professionista tale, ma senza occuparmene personalmente.

Per fortuna, interessarmene è stato un bene. Ho seguito, ho “rubato con l’occhio”, come dicevano i vecchi di una volta, ho domandato, e dopo anni mi è servito. Offro gratuitamente ai soci della cooperativa che ospita il mio studio lo scatto della foto tessera in orari e giorni assurdi che un negozio potrebbe non accettare mai; poi spedisco ad un servizio di stampa professionale di zona e loro addebitano il costo della sola stampa; è loro chiaro che non si tratta di concorrenza e va tutto bene.

Comunque sono andato alla grande! So perfettamente che non è facile, ma 1) lo so fare 2) la fortuna mi ha aiutato (la bimba non era agitatissima né assonnata).

Fatto!

E forzaitaaaaaaaaaaaa (eh?)

Eh si.

Ora no mi ricordo più se ve l’ho detto o non ve l’ho detto. Riassumo: stavo andando a cercare un assicuratore o delle pompe funebri per capire come fare ad assicurarsi di aver messo al sicuro i soldi per morire senza rompere i coglioni agli altri, senza dar loro spese, fastidi, pensieri. Decidere tutto, mettere via i soldi perché sia fattibile, trovare qualcuno che se ne incarichi per lavoro.

Arrivo da uno che sono anni che vedo dove ho lo studio e ci beviamo dei caffè. Per me era un assicuratore, questo sapevo io. Seduto da lui scopro che non è che una piccola parte delle sue attività. Ma esco con un’offerta di lavoro. Per di più con l’offerta di essere assunto con un contratto, visto che non intendo aprire la partita IVA. “vabbé” è stata la mia risposta.

Verso sera mi aveva chiamato – io pensavo “ok ora mi dirà che ha bevuto e che scherzava” – e mi aveva chiesto se potevo occuparmi di una campagna elettorale. Io “beh si, ok”.

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Preservare, distruggere, spostare.

Nel 1995 avevo un pc mio. Prima ho solo usato roba d’altri. Attorno al 1997 acquistai, credo del tutto, ma non potrei giurarci, un masterizzatore. Al tempo costò, credo, più del computer stesso. Per alcuni mesi stetti a studiare come diavolo fosse possibile riprodurre “perfettamente” (credevo) un CD, motivo per cui lo avevo comprato, stanco di fruscii e imperfezione e fatti due conti sul costo eccessivo (per me) di LP e CD. Il costo non era sceso, ma salito. E così ha continuato a fare. Prima dell’auto e del condizionatore l’ho considerato uno degli acquisti più soddisfacenti ed utili della mia vita. L’ho lasciato andare a malincuore perché mi era costato tanto, ma il laser era definitivamente andato… nel frattempo erano scesi di prezzo e la tecnica di ripping a mia disposizione era aumentata. Attorno al 2003 infatti imparai moltissime cose sull’estrazione audio davvero perfetta. Accurata, scientificamente controllata come mi aspettavo fosse possibile. E dedicata, gratuitamente, proprio a chi, come me, non poteva permettersi un plextor, ma che certamente ne avrebbe beneficiato. Ho comunque acquistato qualcosa come 2000 CD ed oltre, nella vita, affiancati ai molti che ho poi masterizzato, ai moltissimi che ho estratto per ottenerne (sciocco!) mp3 prima e (meno male) formati lossless poi. Innumerevoli brani sono stati poi scaricati attraverso il p2p filesharing, anche qui, frequentando ambienti che oggi considero quasi introvabili, imparando molto.

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Filtro rosso, digitale, rossetto nero

AVVISO: per chi non passasse spesso a leggermi, uso un linguaggio chiaro e diretto e spesso volgare. Se non vi piace: HOP VIA ANDARE! 🙂 Saluti.

Nella fotografia di nudo una delle cose a cui faccio più attenzione è la figa, dato che la trovo proprio bella. Siccome non lavoro mai con modelle professioniste a cui poter chiedere una depilazione perfetta della pelle, in stile Barbie per dire, o anche in stile prostitute austriache (che iDDio le benedica per la loro liscezza, ma appunto: si tratta di affari, per loro, quindi incompatibili con il mio modus operandi e soprattutto il mio sentire) , le ragazze e le donne che lo fanno di buon grado, oppure che gentilmente mi assecondano, in ogni caso, come dice una di loro, potrebbero arrivare con “effetto pimpa”.

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La pimpa.

Anche nel migliore dei casi, di solito comunque qualche traccia di rossore esiste. Non mi riferisco dunque al colore più scuro della vulva in generale, bensì ad un minimo di irritazione presente proprio a causa di una depilazione non-professionale e forse neanche troppo abituale. O forse anche abituale ma quando arrivano da me vogliono essere slisciate perfette, che si vede.

Ad ogni modo poi si rischia di vedere più il poro che il pelo, per via del follicolo che bla e ribla dello stra-bla. Quindi? Quindi visto che io lavoro in bianco e nero posso abbassare i rossi, tantissimo, ed anche gli arancioni, ma questo di solito fa scomparire anche le labbra, oppure le sbianca.

E quindi rossetto nero! Nessun rossetto “scuro”, perché comunque contiene il rosso, che verrebbe sbiancato. Un pochino di sbiancamento, se state pensando a quello anale e vaginale (brutti stronzi) si ottiene anche usando questo sistema, ma non è detto: potreste ottenere un buco di culo in stile vitiligine, tutto bianco, ma senza continuità con il colore della pelle vera.

Sto parlando ovviamente di quantità di foto in uno shooting molto prolifico, in cui si abbiano molti scatti da consegnare. Se devo lavorare su UN singolo scatto ovviamente posso fare quello che serve, senza grandi problemi: mezza foto in un modo, mezza in un altro, a zone. Ma se ne hai 400 da consegnare alla modella… e non ti va di lesinare sul contrasto o sui neri, ma poi sembra che abbiano i pori neri ovunque… eh!

Rossetto nero. Proveremo. Difficile da trovare nelle mie zone, ma Amazon aiuta.

UPDATE: per ora ho provato col nero e sembra un “rosso molto carico” ed è opportuno abbinare ad un iscurimento delle sopracciglia. Non ho fatto ancora l’editing che lo richiede, ma ho scattato più di 500 foto e sono soddisfatto, questa volta, dello shooting con questa modella che in precedenza non avevo saputo valorizzare.

ho goduto della musica, però

46 – Ricordo come il prof del biennio mi scrisse “apprezzata la sincerità”, su un tema in cui parlavo della musica. Poi mi disse, forse ricordando questo, relativamente ad un altro a tema libero “sai che puoi anche inventare vero?”. Restai scioccato. Tema libero ok… ma così tanto libero? Wow! Ero più dell’idea di poter scrivere liberamente ciò che pensavo… non inventare una storia. Ad ogni modo il tema in cui questo accadde riguardava la musica. Era l’unica cosa che mi faceva da rifugio, consolazione e conforto, che mi accompagnava sempre. Già quella volta. Ed eccoci ancora. Mentre ero li, sulla tazza del cesso, a pensare a morire o ad alcune brutte cose della vita però – e persino in questo preciso istante in cui mi risuona “Echoes” dei Pink Floyd, nelle cuffie – nel bilancio però c’era bello chiaro, inciso indelebile, “però la musica me la sono goduta, era bella, mi è davvero piaciuta”.

E se devo fare il bilancio dei soldi, credo che quella che davvero mi ha fatto più compagnia io l’abbia comprata proprio tutta. E ora quell’oggetto non vale che una microscopica frazione.

Proprio come con il mio lavoro?

why don’t you JUST GIVE UP AND DIE

Mentre faccio quel che faccio ad un certo punto dentro sento “muori, perché non muori? muori dai, perché ancora insisti? i bilanci li abbiamo fatti mille volte… si certo, ci sono cose carine… quante sono? quanto pesano? quanto disprezzo, disinteresse, solitudine e quante prospettive di merda invece che promettenti vedi? ok ti impegni poco, ma di più a costruire che a distruggere. E allora dai, muori dai, quando moriamo?”. Mentre faccio, mentre leggo di cose che furono, cose belle che si distrussero, di cui ci resta indelebile traccia, che interessa a quattro gatti vecchi, questo sento dentro.

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