l’indispensabile

Spesso incontro, molto volentieri, alcuni colleghi del vecchio lavoro. Alcuni di questi colleghi non erano facili. Alcuni sono stati, lontano dal tempo terribile, ovvero nella normalità, delle vere rotture di coglioni. Erano quelli che quando ti chiamano alzi gli occhi al cielo, prendi un bel respiro, pensi che vorresti fare un’altra cosa, ma vai, ascolti, pazientemente e fai.

Nel mio ruolo, ma nel mio tipo di azienda, era difficile mandare – come sarebbe stato giusto fare – tutti affanculo. L’autorità e la responsabilità vengono dall’alto. Se tu conosci il tuo ruolo per come “dovrebbe essere” ma non è così … devi costruire il tuo mondo come meglio puoi.

La quantità di puttanate che vengono chieste al reparto IT sono innumerevoli. E di incommensurabile inutilità. Sono quasi sempre dettagli, dettagli del cazzo. Puttanate, roba inutile, sfumature, roba esteriore, “fiorellini” come li chiamava il mio collega principale, che condivideva con me questo onere che mai è stato onore. Quando “fai funzionare le cose” di mestiere, invece, di solito tu badi al fatto che, appunto, funzionino le cose. Non che siano fiche, comode, simpatiche. Devono principalmente svolgere un compito. Se poi lo fanno con stile è tutta un’altra faccenda. Tenendo conto che le tue risorse stanno solo nelle tue mani, che non puoi fare alcun tipo di formazione che non sia “auto”, che non c’è tempo, che il tuo ruolo non è rivestito della corretta autorità per fronteggiare gli ostacoli idioti, che tutto è sempre urgente, che chiunque può chiamarti per qualsiasi cosa … la vita di chi si occupa(va) di IT nelle PMI Italiane non è sempre facilissima. Continue reading →

le donne puzzano

smelly coworkerSul titolo ero indeciso : poteva essere “donne che puzzano”, “modelle che puzzano”, “ragazze che puzzano”, “le femmine puzzano” (qui un disastro perché maschi non è dispregiativo ma femmine si … mah) … ma ovviamente è un po’ catchy. In realtà è ANCHE le donne/ragazze puzzano.

Eccome se puzzano! Anzi, recentemente si lavano assai di meno, nella mia esperienza. Questa è aumentata e non diminuita, con gli anni. Non sono un tombeur de femmes , semplicemente ne incontro intimamente molte di più e con intimamente intendo che sono vicino da sentire l’odore di ogni cosa. Faccio il fotografo e lavoro solo con persone normali, non professioniste.

Puzza di sudore: non differiscono dagli uomini, ahimé, quando la puzza diventa real stench: il sudore sa più o meno di cipollazza quando si arriva a quel livello. E ce ne sono, eccome, se ce ne sono. Mi arrivano in studio di quelle cipolle che poi mi conviene pensare che avessero il deodorante alla cipolla, piuttosto che pensare che fossero sporche. Perché carissimi, ci vuole una certa quantità di tempo perché i batteri puzzino così tanto. Hai parecchio tempo per passare dal sudore al lavare. Tanto come per passare dal sudore alla cipolla sottoascellare. Giovani, comunque, di solito. Le donne e le signore non puzzano quasi mai di sudore. Continue reading →

non ci meritiamo un cazzo

Prendo spunto dal sintetico e sagace “ci meritiamo tutto” di Tiasmo ad un mio commento da zitelloacido (sul fatto che “voi donne che dite così vi meritate gli stronzi che scegliete”) …

Da intelligentissima qual’è, mi fa riflettere. Ha ragione. Le donne così si meritano ogni cosa: sono causa dell’effetto, consapevoli, attrici ed artefici della propria fortuna o sfortuna. Non si tirano indietro: si meritano la lode, si meritano (si MERITANO, non è accaduto per caso) il risultato. Non accade e basta … sono li, sul pezzo, non è una rendita prestabilita. Devono sempre fare. E fanno.

Quindi anche sul mio commento da zitelloacido … si: si scelgono gli stronzi e quindi hanno gli stronzi che si meritano, che sono meno affascinanti quando sono stronzi con te. Ma sono attive nel prenderseli: li vogliono, se li contendono, si preparano per conquistarli, non se li fanno piovere addosso e poi, per pigrizia, non li tolgono via come se fosse forfora.

Cosa che invece, cari maschietti, molti di noi certamente fanno con le persone, le cose, con i fatti della vita. Molte volte. Troppe volte.

Poi magari lei intendeva altro 😀

Si meritano il silenzio in risposta

Alla fine ci sono arrivato, sono anziano, vecchio dentro, retrogrado eccetera, e posso, sono autorizzato, a dire “I GIOVANI D’OGGI” 😀

Chiarito che sono un vecchio rincoglionito, ricordo una cosa che non ho mai sopportato della comunicazione formale delle aziende: la maleducazione estrema del non rispondere. Costa tempo, costa soldi? Ok, ma sei una merda. Chi ti ha scritto il suo tempo e i suoi soldi ce li ha messi. Abbi l’educazione di rispondere “non mi interessa” o qualsiasi cosa ti renda degno di poter essere considerato un entità a cui rivolgersi. Spesso non è la segretaria o l’impiegato ma chi gli dà ordini che dice “non perdere tempo in queste cose”. Non l’ho mai sopportato. Per ogni cosa in cui era in mio potere bypassare le comunicazioni di superiori e altri stronzi ho sempre dato una risposta a tutti. Quantomeno non ho totalmente evitato di rispondere.

Ed eccoci: i giovani d’oggi usano l’arroganza del non rispondere come un vanto: Continue reading →

Linkedin VS Glassdoor prima pre-impressione.

Shutterstock è stata fondata da un nerd. Quindi spesso tutti gli aspetti tecnologici (ed anche umanamente tecnologici) che spuntano qui e là come “dettagli” io li clicco con gioia e vado a vedere. Provano le cose e se le cose funzionano le usano. Spesso se è più conveniente che farsele, o anche semplicemente perché funziona ed è una buona idea.

Ad ogni modo Shutterstock si è esposta su GLASSDOOR. Ed è corretto dirlo: dovremmo sempre ricordarci che qualcuno “è su internet” e qualcuno “si espone”. E non nel senso che fa esposizione, ma che espone anche le parti morbide, non solo la corazzata del marketing coi buchi aspiraclienti per metter fuori le vendite. Quando uno si espone – soprattutto oggi che la comunicazione “social” è bidirezionale – si espone soprattutto alle critiche, alle domande, ai commenti. A non essere li per “dire”, ma per dialogare.

Quante volte avete pensato che voi, come dipendenti, siete sempre valutati e che voi non riuscite a trovare un posto dove si valuta l’azienda? Le recensioni. Ecco, mi da l’idea che Glassdoor sia appunto questo, anche se per ora ho dato uno sguardo veloce: ho poca fretta perché se prende piede tanto quanto LinkedIN in Italia, non serve affannarsi, visto che l’italiano non è nemmeno previsto e che la stessa Luxottica non si è mossa. Però presto andrò ad approfondire: lo vedo come un tripadvisor, per ora e mi aspetto che vengano fuori cause se chi si espone non ha già il culo così bello pulito che i dipendenti lo possano leccare senza troppa difficoltà pubblicamente. Quasi tutte aziende della new economy, 2.0, 3.0, tutti i puntozero che volete.

Però mi piace (cit).

Quindi vedremo, vi saprò dire che ne penso.

Pulire con photoshop il fondale sporco

Nuntio vobis che preferisco lo strumento toppa per la pulizia del fondale sporco. Esiste una procedura per spennellare-sfuocando, molto veloce ed efficace che potete trovare googlando. Ma ho visto che trovo più veloce e più efficace quella di toppeggiare a manetta. Prima selezioni la sporcizia, poi in un’area libera e pulita leggermente superiore prendi la sorgente. Hop! Puoi lasciar fuori l’area con ombre più nette e il sotto-scarpa. Di solito è veramente più che sufficiente per una qualità media. Se devi far meglio… scontorni tutti e ricostruisci 🙂

O magari hai il fondo pulito eh? 😀

microstock upload multipli

Ho dato uno sguardo veloce all’articolo del Sig. Bertagna riguardo all’upload multiplo su varie agenzie microstock e ve lo segnalo: interessante.

So che ci sono anche diversi software, ma sostanzialmente Deep Meta ve lo dovete cuccare e per il resto io mi sono arrangiato con dello scripting.

Non vi salverete comunque dall’indicizzazione e dalle UI molto lente delle varie agenzie. SS ovviamente è stata fondata da un informatico e quindi si muove meglio, da questo punto di vista (laddove è invece carente, spesso, di selezione “hard” dal punto di vista fotografico). Bien, buon lavoro a tutti.

E ricordatevi che le PMI Italiane chiudono con un tasso dell’1% superiore a quello in cui aprono.

Microstock: paypal, Italia, Tasse.

tasseeeeee!

E’ il meraviglioso momento della dichiarazione dei redditi. Il microstocker come le paga le tasse? Secondo gli esperti se si è premunito di indicare che come sistema di pagamento voleva SOLO paypal, per ognuna delle agenzie (non esclusivi), basterà fare una bella lista delle entrate da li e portarla dal commercialista. Se avete altre entrate portate anche quelle e il resto come facevate prima di essere microstockers. Quindi casa, spese mediche, rimborsi per stufe, ristrutturazioni, eccetera: tutto come prima. Sarà vero?

Ad ogni modo il signor paypal mi ha fatto capire che le cose non vanno tanto male bloccandomi il conto in uscita. E come mai? Perché superata una certa soglia di entrate per l’anno accade questo: serve verificare una serie di dati (identità e domicilio) in modo un po’ più stringente di quanto non avessero fatto in precedenza. Questo per le norme europee antiriciclaggio. Mi pare una buona cosa. Continue reading →

del listino di MediaWorld, le riflessioni della Santoni

sanguisuga

me lo fai tu gratis? io non leggo come si fa

Scrivevo l’altro giorno della Lucarelli e del listino di MediaWorld. Il giorno dopo ho trovato la stessa identica foto linkata dalla PhotoShop Guru Marianna Santoni, con la giustissima riflessione portata all’attenzione di fotografi e grafici sul fatto che normalmente ci si aspetta da questi professionisti che lavorino gratis. Ed era quindi un invito a pensare: vedi che se per una installazione di una app ti fanno pagare, posso ben farti pagare per l’editing più o meno complicato di una foto… per il servizio fotografico (e NON per la stampa, che compete lo stampatore) … eccetera?  Continue reading →