aiutare gratis gli amici

Dubbi e perplessitaggini. Anni fa scrissi metaforicamente davanti a me, sul muro, qualsiasi muro avessi di fronte appena sopra il monitor, un bel “BASTA LAVORARE GRATIS“. Questo era perché avevo fatto troppi favori agli amici.

memento

memento

Cioé: o me paghi o t’arrangi. Ma ad un amico avevo detto che l’avrei sempre aiutato. Solo che un aiuto è un conto, una svalangata di cose da fare è un altro. E così ora mi trovo a dover fare i conti, a dover quantificare quanto dovrei chiedergli per un lavoro continuativo.

“manutenzione tecnologica generale”, infrastruttura IT interna, connettività, mail, problemi eventuali con hosting, e poi… web marketing di VARIA natura. Il sito da gestire (non da fare, non lo faccio più, ho dato forfait: non sono più in grado) , i contenuti, le promo, i dati da analizzare, keywords, analytics, foto, mailing list e mailing, insights, gli sbocchi possibili, la concorrenza, recensioni,  il listening, landing pages , remarketing, crossmarketing, crosspost, video, seo, sem, serp, il SMM con tutto lo storyminkia da fare, costante. I vari canali e naturalmente tutte le vie pre-web, locali, nazionali, internazionali. Oltre al fatto che poi ha le sue tecniche per ungere gli influencer tradizionali del suo settore.

Io ho il mio lavoro. Quella roba o la fai con costanza o non funziona. E anche quando funziona difficilmente puoi quantificare la vendita.

E se non te la fai tu che sei il diretto interessato devi pagare qualcuno perché se ne occupi settimanalmente. E adesso come cazzo faccio? Glielo devo dire.

fare schifazzo con wordpress

Fare un sito schifoso con WordPress.COM è piuttosto difficile: bisogna impegnarsi.

Una delle tecniche più facili per fare cagare è fare quello che vuoi tu e che non sai fare, invece di usare i temi di wordpress e fare minime personalizzazioni senza stravolgere uno stile già ben fatto di suo. Magari perché 10 anni fa hai toccato del codice HTML e ora pensi di saper fare qualcosa. Ma non lo sai. E si vede. E non vuoi usare la roba pronta perché – wow – tu sai. Eccome se sai. Sai di merda: si sente fin qui.

Alcuni utili accorgimenti per fare schifo è sostituire lo sfondo, magari tappezzandolo (male) con foto schifose, mal eseguite e impaginate a cazzo, il tutto in un unico gigantesco file. Oggi magari questo non dà grossi problemi a chiunque non sia costretto ad un modem antico (56K ecc) … ma fa comunque schifo al cazzo esteticamente.

Impaginare è un’arte. Ringraziare l’iddio dell’automazione e lo spirito del “blog” che fa tutto da solo, sputandogli addosso e dicendo “so io come fare le figate!” è davvero da idioti. E infatti lammerda abbonda.

Non solo la scarsa impaginazione fa vomitare i coprofagi: è anche inefficace perché ti allontana dalla lettura: fa casino, è repellente, ti fa pensare “eh madonna che casino, non posso affrontare quella robaccia, dove guardo? cosa leggo?”. Se poi è tutto immerso nella bruttura di foto inutili autocelebrative di merda fatte di merda con soggetti di merda in posti di merda con illuminazione di merda allora beh … devi chiederti: ma chicazzo vorrebbe mai leggere una cosa simile?  Continue reading →

Fotografo professionista, documentazione 2017

photographersPresso l’apposito minisito dell’associazione nazionale fotografi professionisti (TAU VISUAL) http://www.documentazione.org, potete scaricare gratuitamente, in formato PDF, l’e-book “Documentazione per il fotografo professionista 2017“.

Si tratta di un utilissimo compendio, comprendente circa un terzo di ciò che è invece normalmente disponibile se si è soci, di documentazione relativa a roba burocratica di ogni tipo.

Ve lo dico nel modo più schifoso possibile, ma in fondo spesso chi fa un mestiere si sbatte il più possibile in ciò che, tecnicamente, consiste nella sua passione… dimenticando che in una professione c’è molto di più; la burocrazia è una di queste cose. La legge. Le consuetudini di mercato, di ambiente, di settore. Essere professionisti significa fare un LAVORO, non solo divertirsi, seguire qualcosa che ci emoziona. Per farlo, spesso, dobbiamo fare un sacco di cose che ci fanno cagare. Ma questa è la vita 🙂

E in Italia deppiù.

Quindi grazie a TauVisual che comunque mette a disposizione GRATIS questo volume a TUTTI. Se poi ci si associa ti stanno anche parecchio dietro, quindi evviva.

Impostazioni video su una Canon EOS 5D (S/SR/mark II/3)

Siccome sono impazzito a cercare le impostazioni video sia sulla 5D mark IV, sia sulla 5DSR, come un cretino, vi risolvo velocemente il problema:

le impostazioni video si possono settare SOLO in modalità video.

Devi entrarci. Sposti il selettore (quello del live view) e solo a quel punto se entri nel menù ci saranno le voci relative alla qualità video (full hd, 4K, mov, mpeg, eccetera).

Se non riuscite a registrare file più grandi di 4GB, dovete formattare la scheda su cui registrate i video in EXFAT: questo va fatto sul pc. Se riformattate le schede on-camera, le riformatterà in FAT32 e i files verranno sempre spezzati in tronconi da 4GB.

Forse per voi era ovvio. Io ci ho messo un po’, persino davanti al manuale.

SITO CANON ancora non aggiornato

Canon SUXE’ molto strano che se ne sciacquino allegramente le palle dell’end-user anche se pro, presso il sito Canon. Rispetto a Nikon, ad esempio, mi ha sempre dato l’idea che se ne sbattano altamente, ogni singola volta.

L’atteggiamento che mi aspetterei, per un sito web, è quello di fornire informazioni. Di fornirle in tempo, dettagliate, chiare, abbondanti, puntuali, totali, ineccepibili: se TU che parli, la tua azienda. Chi deve dare informazioni più precise?

E invece, ammesso che ci siano, basta fare un confronto tra due prodotti per avere l’idea di quanto NON siano aggiornate le informazioni sul sito, anche tecniche (dati puri). A volte basta un “no” … ma un NIENTE, in un campo informazioni non è una informazione, ma un nuovo dubbio.

Come se non bastasse per i prodotti più largamente attesi non aggiornano il sito web appena esce il prodotto!!! Cioé è più facile trovare specifiche sui siti di recensioni che sul sito ufficiale.

Certo, poi, questa inefficienza biasimevolissima va di pari passo anche con faccende non da “pubbliche relazioni” (anche se le informazioni tecniche non dovrebbero essere considerate così) come la registrazione della garanzia: compri un prodotto costosissimo e di fascia alta, uscito qualche mese prima e fai per registrarlo online e…

… il prodotto non c’è.

Torni dopo qualche mese e…

… ancora uguale. Come dire che nessuno si interessa al sito web ed alle informazioni puntuali per ogni singolo prodotto, neanche dove i prodotti non sono quelli del settore IT o printers, o di fascia bassa, dove ne esce uno ogni settimana.

Mi sembra un bel “chissenefrega” in faccia ai clienti. E non mi interessa che correggano dopo. Mi interessa tornare presso il sito di Canon Italia e trovare informazioni aggiornate, ricche, precise, dettagliate. Esiste una feature nuova? Nelle tabelle dei vecchi prodotti la aggiungi dicendo “no”, non lasci in bianco il valore. Eccetera eccetera.

il doppio slot SD / CF

Quando ho acquistato la 5DSR per me il doppio slot era una novità: non ho mai avuto necessità, convinzione, soldi per passare dalla mia vecchia 5D (mark 1) alla II e alla III. Sono passato direttamente alla SR per motivi di megapixel, legati al mio lavoro. Se non facessi questo lavoro l’avrei già venduta, ve lo dico sinceramente. Ma per il mio lavoro è perfetta. Cosa preferirei, vi chiedete? Beh, la mark IV ce l’ho e posso dirvi che come multi-purpose va meglio, assicurato.

Ma torniamo agli slot: sia la 5DSR che la 5D Mark IV hanno slot per CF ed SD, con varie possibilità di utilizzo (iniziare su una e proseguire sull’altra, registrare una copia esatta di tutto su entrambe, registrare raw o jpg, in differenti qualità … ecc).  Continue reading →

Adobe Stock contributor SUX

adobe stock contributor

adobe stock contributor

Come molti addetti al settore microstock per la fotografia sapranno certamente, Fotolia è stata acquistata da Adobe: quest’ultima rimarchia sotto “Adobe Stock” tutto il prodotto e lo usa – dal punto di vista dei contributor – come se fosse un “partner program”. Chi usa Adobe Stock di fatto si serve del materiale di Fotolia.

E’ naturalmente possibile iscriversi – come contributor – anche solo su Adobe Stock, mentre normalmente l’appartenenza ad uno e la successiva “sincronia” su Adobe Stock rende la cosa automatica.

Una volta fatta questa cazzo di sincronia i messaggi di notifica (vendite, approvazioni, rifiuti) che il contributor riceve non provengono più da Fotolia, bensì da Adobe Stock. Non mi piace, ma pazienza. Ora però sono andato a vedere come sarebbe se lavorassi davvero con quella interfaccia.

SAREBBE UNA MERDA. E’ a dir poco TERRIFICANTE sul lato contributor. E non “terrific” in senso inglese, cari i miei googletranslaters: no no, SUX, SUCKS, FUCKING DOESN’T WORK, per essere sicurissimi. Certo, se carichi una volta, magari con lo smarzporn … ma se lavori, sul serio, come sempre … il mondo non è touch. Il lavoro non è touch. E se volete che lo sia, porcaquel*TURPILOQUIOEBBSSTEMMIE*asiudhaisudha, dovete fare un OTTIMO lavoro con la UX, come per uno che ci lavora sul serioContinue reading →

gestione energetica win10: grazie (al cazzo) Microsoft!

Lascio il pc ad effettuare una operazione lunga e ripetitiva. Torno dopo 4 ore, muovo il mouse per disattivare lo screensaver e … e … il pc si riaccende.

Ma chi aveva chiesto di spegnerlo?

io?

no.

Sono forse incapace – se voglio – di impostare la gestione energetica in autonomia? Vi ho chiesto qualcosa? No, non vi ho chiesto niente!

Dopo l’ultimo aggiornamento di una WORKSTATION mi devo forse mettere a controllare quante cose sono state cambiate a mia insaputa e contro la mia volontà? Ma che razza di schifo!

Fanculo!

iStock annoyances #201612130512

questa va bene

questa va bene

tra le mille rotture di cazzo che potete avere in un rifiuto da parte di iStock/Getty ci sono tutti i dispositivi digitali personali come gli smartphone, tablet, computer eccetera nonostante abbiate cercato di ripulirli dai loro “tratti distintivi”. Non vi suggerirò come tagliare la testa al toro, naturalmente: sono cazzi vostri.

Quello che però urta, quando risolviamo la cosa con il fotoritocco è che se decidi che il marchio “CE” non può essere che rompa le palle: beh si, invece. Non so se sia sensato, ma se uso il termine legittimo, devo ricordarmi che la legge la fanno loro: hanno loro il coltello dalla parte del manico. Perdono meno tempo a dire di no dove sarebbe forse, che a rischiare di dire si.

Chitarre (se si vede il palettone), cellulari (se si vede qualsiasi tratto distintivo) e tablet, notebook, cuffie audio (e qui andiamo oltre: un CERCHIO è stato considerato un marchio) … un po’ di tutto.

Rompono talmente il cazzo che me ne frego: non rifaccio l’editing, incasso i rifiuti e tengo il meglio. Ma ricordo che Shutterstock ed almeno altri 3 dei miei best-earners le accettano tranquillamente e le VENDONO tranquillamente.

Hanno davvero troppo esagerato, a mio avviso. Del resto dal punto di vista del cliente credo che la protezione legale sia estrema. Anche se credo che sia più per parare il proprio culo.