#nondirloalfotografo – iPhone

Per la serie #nondirloalfotografo , proseguiamo con:

con l'iphone vengono uguali, nondirloalfotografo

con l’iPhone vengono uguali #nondirloalfotografo

Anche in questo caso la mia posizione è controversa. Di che tipo di foto stiamo parlando? Quale uso ne devi fare? E soprattutto: sei davvero in grado di vedere la differenza ?

Perché se per te vengono uguali, allora va bene così. Se hai il palato da capra non vedo perché mangiare raffinato. E’ uno spreco per tutti. Se non capisci l’Italiano non noterai la differenza tra un post di un teppista da stadio su Facebook e Baricco. Perché spendere dei soldi per un’opera d’arte quando non ne percepisci gli elementi di base? Ammettiamo che ti trasmetta lo stesso concetto: quell’opera è fatta solo di contenuto o la forma è il 90% ? Io non lo so. Continue reading →

#nondirloalfotografo – firma

Questa serie di quadretti, esistente anche per i grafici ed immagino per svariati altri mestieri, è spuntata qualche anno fa. Sono quelle cose che fanno alzare gli occhi al cielo e tirare un sospiro che contiene svariate bestiemmie a chi si sente dire questa cosa. Vado nell’ordine in cui le trovo su internet. E l’hastag è #nondirloalfotografo

Iniziamo con

puoi togliere la tua firma dalle foto? nondirloalfotografo

Puoi togliere la tua firma dalle foto? #nondirloalfotografo

Puoi togliere l’indicazione dell’autore dal libro? Puoi togliere i tag ID3 (titolo, autore) dagli mp3? Ma certo, certo che è tecnicamente possibile. Sarà bello, oltre ad avergliela rubata, quella musica, che sia ricordata come “autore sconosciuto traccia 02”, vero? Supponiamo che facciate un lavoro qualsiasi, qualsiasi. Cameriere, ok? Il vostro collega ha fatto un lavoro mal fatto, voi lo risolvete. Il vostro collega fa la metà di voi, voi portate a termine il compito e le cose funzionano. Alla fine della giornata il vostro collega viene premiato con della visibile, udibile, sensibile gratitudine, perché agli occhi del capo che – chiaramente – percepisce, e paga, quello che prima non c’era ed ora c’è, il lavoro fatto – è stato lui e non voi. Continue reading →

EDGE è un modesto EPUB reader

Microsoft EDGE, il browser successore di Internet Explorer, di serie e “indisinstallabile” (salvo danni collaterali) che io snobbo parecchio, mi vuole compiacere mostrandomi che a fianco di “frieda”, epub reader schifoso che ho installato tanto-per, ecco che lui, di serie, funziona benone. Due click e puoi leggere.

Quindi ecco: Microsoft EDGE può fare da epub reader, compris?

Magari ce ne sono di migliori, io ad esempio gradirei che Foxit lo facesse.

google+ chiude i battenti: il fallimento di un social

ATTENZIONE NERD-SOCIAL POST! ********

In ambito social media marketing si diceva che il futuro probabilmente sarà google+: tenetelo d’occhio! – era questo il tono.

Annunciato da qualche giorno il fatto che chiuderà i battenti per la massa degli utenti consumer, restando vivo in ambito enterprise. Che significa non essere social affatto. Ok, anche LinkedIn per molti è considerato “il social inutile”. A parte che utile è tutto da discutere, in ambito di social network. La sua utilità è evidente se sai usarlo decentemente e non ti comporti come su Facebook. Ed per gli angolosassoni è di utilità normale. Ti chiedono nome, cognome, profilo LinkedIn.  Continue reading →

Controllate le vostre password

Controllate usando questi due strumenti:

Se vi hanno inculato la password dei vostri indirizzi e-mail.

Tutti.

Ne hanno recuperati DUE MILIARDI, quindi un controllino costa poco.

E casomai, cambiatela. No abcdfg, no asdfg, no qwerty, no 123456 e no data di nascita di qualcosa, qualcuno, anniversari, nomi dei cane, dei figli, morosi e cazzate familiari di questo tipo. La cosa migliore che mi sento di consigliarvi, ovviamente tenendo conto della formula “maiuscole, minuscole, lettere, numeri e simboli” è di usare il vostro DIALETTO. E di scriverlo come viene a voi. Una parola strana, dialettale. Oppure oarole inventate.

rufuffolabi$aglia12 <—- ottimo

thestadetaloc45! <—yeah

$faccimmimmoccammamm&t4 <—- wow

12694 <— la merda.

Se dovesse servire discutere sul perché questo sia importante… diciamo che è la base su cui si fonda ogni altro tipo di sicurezza oggi, in sostanza. Per arrivare a dati, soldi, informazioni.

il ritorno della joia (audio)

ORA, solo ora, carissimi cinesi che mi chiedete feedback un secondo dopo che mi è arrivato il pacchettino da Amazon, ORA vi farò la recensione.

Ma iniziamo con la gioia: l’audio è ritornato ad allietare le mie affamate orecchie. Perché una grande parte del mio lavoro si svolge al computer. Non tanto bella, per altro. Ma diventa infinitamente bella perché per uno come me, che quando andava in treno a Liceo veniva definito dai “grandi” quello “in simbiosi con le cuffie” (che erano auricolari), avere costantemente la colonna sonora è bello. Un giorno forse vi racconterò la mia storia del silenzio del 2001.

Ma ora i Puscifer stanno facendo il loro lavoro, accompagnandomi. Perché tutta la mia bellissima bla bla bla catena di ascolto era andata affanculo. Certo, bastava attaccare le cuffie del Lidl alla scheda sonora onboard. Ma allora anche usare il cellulare. La DAC si collega al computer con un cavo USB-MiniUSB , che poi sono quelli standard di ogni cellulare (mac esclusi) degli ultimi 6 anni. Ma i cavi non sono tutti uguali. Per caricare vanno quasi tutti bene. Per trasferire dati non è la stessa cosa. E poi USB3 e USB2 sono faccende diverse.

E la lunghezza conta. Ahhhh si. Qui non ci sono Lingham e Yoni che tengano. Con l’USB la lunghezza dei cavi è sempre un terno al lotto. Quindi i signori della YOSOU producono cavi che sembrano identici, ma quelli grigi da 2 metri non vanno bene, non risulta esistere la mia DAC. Quelli rossi vanno bene da 1 metro, da 2 metri (evviva!) e NON da 3 metri. Stessa confezione. Per trasferire dati ad alta velocità in tempo reale per la musica digitale->analogico pare non sia tutto uguale. Il mio problema era solo far passare il cavo nel buchetto del tavolo e piazzare la DAC sul tavolo in modo che non si tirasse l’infinitamente corto cavo delle cuffie. Tutto a posto. L’audio è tornato. Ed ha un piano (cit).

 

powershell 6 a gennaio 2019 non serve

POST NERD! ATTENZIONE!!!!

Un promemoria per i non direttamente-addetti ma interessati. Powershell 5.1 è attualmente la versione con le ultime funzionalità. La versione 6-core aggiunge solo il fatto che è diventato open e cross-platform. Cosa di cui, se siete SysAdmin Windows vi frega fin là.

Bene. Mi fa da promemoria. Andiamo oltre orsù.

comodo edonismo morboso?

Dalla prima volta che si è innescato il meccanismo per cui ho iniziato e poi proseguito con la fotografia di nudo ho imparato molte cose. Molte cose sulle donne, più che sulla fotografia. E sicuramente molte cose sulle donne di questo paese, di questo periodo particolare. Non vuol dire che sono un grande conoscitore delle donne. Non confondiamo. Conosco alcune cose, più o meno sempre nello stesso ambito. Continue reading →

Afterschifus / UP

Alla fine ho consegnato la preview. Che poi è pressoché tutto. Mentre lo afcevo mi facevo schifo, come testimonia l’allegro post di ieri. Non ho visto gioia sprizzare da tutti i pori. Non ho visto dello schifo. Ho sperimentato il caffedellamacchinetta senza zucchero (confermo: si stanno invertendo le mie preferenze: moka #1, poi macchinetta, poi espresso del bar, tutto questo SE senza zucchero; devo provare il solubile).

Quindi ok insomma. Che ci sia tanto lavoro lo hanno capito. Ma che sia un lavoro ben fatto non si sa. Forse ieri non avevo preso il mio antidepressivo. Forse facendo comunque, prendendomi a calcinculo da solo, semplicemente con dei “chissenefrega” si va, si funziona lo stesso, di base sai quel che devi fare, anche se non sei il migliore. Mestiere. Non tutti sono chef stellati, c’è pure la cucina casalinga da Gennarino.

Tornando indietro ho chiesto alla modelletta a cui avevo lasciato istruzioni x reflex se stava imparando, ecc, mi ha detto vieni a farti un caffè, verificato due robe, detto altre due, subito lo sfottimento dietetico della mamma (che però : vedi finale) , poi a telefono visto se un’extraterrestre poteva volere informazioni, e forse si, qualcosa, contemporaneamente G, mia cara amica, mi manda un suo selfie e si espone su cosa voleva imitare e mi chiede istruzioni pure lei. Intanto mando un vocale al presidente del club fotografico losalcazzo per chiedergli se per caso loro si sono organizzati per strappare prezzacci in fase di stampa facendo numero con gli associati. Mi dice di no e poi mi dice “hey perché non vieni a farci una conferenza per parlarci della tua esperienza?”. E… ok. Boh. Non serve che arrivi la star, lo hanno fatto anche tra loro. Boh, se po’ servì. Io so solo che quando la gente mi usa col sistema “se ce l’ha fatta lui vuoi che non ce la faccia io?” poi di solito mi viene a mettere i bastoni fra le ruote in faccende in cui serviva solo farsi forza. E prima di vedere me non se la facevano. Stavano li a rodersi ma senza provare.

E se fosse una cosa qualsiasi non ci sarebbero problemi. E’ che mi è già successo che poi uno prende coraggio e NON FA FATICA e chiama i miei modelli, senza metterci la faccia. Questo mi rompe i coglioni a mille.

Cosa accadde mesi fa con la mamma della modelletta X-GENDER. Noi parlammo, in stazione. Lei mi fissava, con l’aria di “parla parla, poi ti sistemo io”. E io bla e bli e ribla con la ragazza. Finiamo. Lei prende il respiro e io mi aspetto che mi dica “tu che cazzo vuoi dalla mia piccola eh? brutto porco?!” e invece lei “adesso mi dici come cazzo hai fatto”. E io “scusa??”. “No, tu adesso mi dici come cazzo hai fatto a dimagrire così”. Segno evidente che se la differenza è percepile, non mi sbagliavo. Le sorrido perché lo so che lo sa. E le dico “con quelle due cose che non vuoi fare, giusto? Tu le sai, non ho le magie io”. “mmmhhhhhhhhffffffffmmmmmmmmmmmh” “Giusto? Cosa sono? ora te lo chiedo io” “alimentazione e movimentooooo ameeeeen”. Bene, buona serata allora!

Si è vendicata col soffrittino libidinoso. Per fortuna che dovevo andare via.