Amo la tecnologia.
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Osservare i bambini mi riporta sempre alla base delle cose, al nucleo, ad alcuni impulsi primari e motivazioni basilari sul perché facciamo certe cose.
Oggi ho osservato, nuovamente, mia nipote, 4 anni, giocare in vari modi. Di tanto in tanto gioca. Di tanto in tanto, invece, vuole essere guardata giocare.
Un po’ come il bambino che cade a terra e si sbuccia il ginocchio. Si guarda intorno e impassibile cammina per un chilometro, fino a che arriva a casa, dove non trova nessuno, esce, va dalla nonna lì vicino, dove trova mamma e nonna.
Allora scoppia finalmente a piangere. Finalmente c’è qualcuno che vede lo spettacolo.
Moon ha attratto la mia attenzione verso alcuni suggerimenti dati agli autori, scrittori, su come dedicarsi efficacemente alla propria arte. Di mettere da parte vanità ed egocentrismo e di amare quello che amano davvero. In qualche modo, per me, questo è egoismo VS egocentrismo. E’ diverso: l’egocentrico vuole attenzione. L’egoista se ne sbatte, prima, poi casomai, potrebbe interessargli, forse. Ma lasciamo perdere.
Quello che invece accade spesso è di non rendersi conto che l’importante è amare il tuo gioco e giocare a quello che ami e che, alla lunga, difficilmente quello che è un effetto secondario del bel gioco, ti soddisferà: l’essere guardato giocare.
It seems actually impossible to grow in microstock business, so far.
What’s your experience? Is there something working for you? For sure?
un consocente mi ha mandato questa roba:
E’ un uomo triste, lui, non tanto le macchine di cui parla. Ma in parte ha delle ragioni, soprattutto quella finale: comprati la tua cazzo di auto, quella che vuoi tu. Se hai famiglia, è diverso, dico io.
Credo però che lui si sia un po’ perso per strada cosa significhi essere maschio alfa. Soprattutto per quanto riguarda la riproduzione. Ma non so, non so: magari ci sono donne che lo adorano eh, quindi i suoi spermini sono in tanti uterini. Continue reading →
Giornata interessante. Ieri mi sentivo unammerda. Ho dormito da mezzanotte. Ma solo fino alle 4. Poi mi sono rigirato. E poi boh, alzato, con pensieri misti di lavorare e un fisso fisso fisso di desiderio di throatfuck che mi distoglieva, per fortuna, anche da pensieri molto molto seri e tristi. Il post che lo descrive non l’ho fatto. Ero triste, ma esiste il … tasto verde, cerco, e penso meno a, quello rosso.
Comunque ho lavorato, preparato cose, ho corso di qua e di la, dovevo anche preparare le foto per fare una presentazione, un discorsetto, un raccontareroba ad un circolo fotografico, ed andare a far firmare provinatura e liberatorie di nudo all’ultima modella (promettente).
Prima avevo quelli del posto che mi offre lo studio con una foto scema da fare e nessuna preparazione nonostante mi avessero chiesto e io avessi risposto sul cosa fare, settimane prima. Niente, non avevano un cazzo. Pazienza. Ho fatto con quel che c’era.
Poi corro da tizia, che lavora in un bar. Tutta agitata si guarda intorno. E’ stato spassoso: era eccitatissima (excited, niente che ha a che fare con arousal) e combattuta, per la singola foto tra il “ohmmioddio nonononononono” pronunciato come una zitelletta macchietta di vecchi telefilm ed un immediato consecutivo “madonna che bella, stupenda! Ma cazzo come fai?” (credo il complimento diretto fatto dall’interessata più potente che abbia mai ricevuto). Ad ogni modo continuava così, era buffissima. Tutta agitata che qualcuno la potesse vedere. Le ricordo: stai firmando perché le foto siano pubblicabili. Le ricordo che se rode il culo a me rode anche a lei: hai solo le foto che sono utilizzabili. Dice “giusto”. E ripete il rito dello scandalo-libidine per quasi ogni foto. Poi mi guarda in faccia e con la penna ne cancella un tot, come per fare la sadica. Pazza! Molto bene. Ne ha segate un paio che mi dispiacciono e quindi non guardo più.
Arrivo a casa: ha segato la polaroid, questo mi dispiace. Ha segato quelle due, anche questo mi dispiace. Poi ha segato: quelle in cui ha la pancia piegata e quelle in cui è vestita. Fine. Cazzo!!!!!!!! Sorpresa!!!!! Non me l’aspettavo. Ok, almeno altre 3 sono bloccate, molto belle… ma è assurdo perché si, ha la figa completamente spalancata in modo naturale… ma ce ne sono altre che sono molto più forti, a mio avviso. Quindi non capisco. Boh. Inoltre mi sfida! Cioè: vorrai farne altre? “Tu muoviti a sistemarle!”.
La sera dopo un tourdeforce a sistemare le foto da portare ho fatto una due ore di speech “a cazzo”. Ma l’idea era dire “come sei arrivato a fare quello che fai?” e ho potuto fare digressioni a caso. Alla fine quello che mi ha chiamato fa “non esiste che uno parli due ore senza fermarsi e fare pausa, spettacolo!!”. Boh. Domande, alcune, ne hanno fatte. Non so bene se hanno apprezzato o che. Io ho detto quello che dico sempre, solo un po’ condensato e tutto dritto.
Il supremo maestro è venuto pure lui. Ha detto “serata piacevole ed interessante”. mi fa ridere, gli dico “ma sai tutto!!!” – “si ma mi interessa ed ascoltarlo dall’esterno mi piace”, mentre il suo collega “ah io dopo 1 ora e mezza non ascolto più neanche la Madonna se scende in terra” (e stava spippolando col cellulare). Ahahaha 😀
Poi, visto che non siamo più in vaffanculo-mode, ho avvertito lei, visto che era almeno in 2 foto che abbiamo visto, che persone dall’aspetto serio e compito stavano li a guardarla nuda su uno schermo, ma l’ho avvertita dopo, perché non volevo venisse a bearsi di qualcosa per poi fare chissà che scena per non si sa quale motivo (capacissima).
Uscito da questa cosa stavo per andare a fare piscio-caffè (2 ore senza queste due cose!!!) e mi è arrivato un fiume d’amore, intenso, denso, caldo ed avvolgente. Ho pianto in macchina, con contentezza, verso il caffè. Che abbiamo preso in birreria: caffè, cappuccino, toast, tortine al cioccolato. Il tizio ha fatto un sorriso del tipo “se qualcuno chiede una birra gli dico dove credi di essere, in birreria?“.
Se penso che ieri …
Non che sia cambiato qualcosa: sono sempre uno sfigato molto fortunato. Ma oggi i segni erano positivi. E in birreria hanno offerto: ho cenato gratis.
Meglio che non esca di casa, la fortuna mi ha sorriso oggi. Non vorrei si distraesse.
Salve, sono mister incoerenza. Sto assaggiando “googlemybusiness” che serve, sostanzialmente, a gestire la vostra presenza su google. Ma apparentemente, da smartphone, gestisce la vostra presenza su WEB. Su qualsiasi telefono android “google” sembra una funzione del telefono che accede banalmente alla ricerca su internet, al solito motore di ricerca SU internet.
Ma la prima cosa che succede cercando un’attività è che ti appare qualcosa che era PLACES, ora anche local places, e via dicendo. Ci sono delle schede sulla tua attività, recensioni, posizione, orari eccetera, anche se tu non hai affatto un sito web. Eppure ecco, agli occhi dei clienti LO HAI: è quello. Se alcune info sono errate i clienti non distinguono e ti dicono “sul sito non hai messo gli orari giusti”. E tu non hai il sito (!).
Storia vecchia di qualsiasi tecnico stare a spiegare che quello non è – e la frase può continuare con una cosa qualsiasi di cui il tecnico conosce la definizione e l’utente standard no. Gli smartphone, come ho già pontificato altre volte, hanno aumentato esponenzialmente questa sensazione di saper fare le cose tecnologiche, mentre invece la capacità acquisita è quella di comprare della roba che ha l’aspetto di un telefono portatile.
Quindi tu con l’attività di qualcuno, oppure il tuo cliente con te, finirete per dire “il tuo sito” di qualcosa che non lo è. Sono le schede di google places, che dal lato tuo sono gestibili con googlemybusiness. Corrisponde a prendere la proprietà della tua attività con foursquare (ora swarm, lato utente) oppure con Trip Advisor. Se vuoi rispondere alle recensioni, ringraziare, cambiare gli orari, mettere il VERO sito web, aggiungere foto giuste, logo, intestazione e sottoporti volontariamente ad un ALTRO canale di comunicazione diretta (da gestire! e subito! quindi occhio a farlo) con il cliente, allora installi la app sul cellulare e/o usi questa cosa da browser desktop.
Bene. Detto questo, già cerchiamo le cose su google. Cercavamo INFORMAZIONI che erano contenute nei siti. Quindi cercavamo siti web. Ma ora cerchiamo anche cose che non ci sono nei siti web. Cose che sono nel mondo reale: le cerchiamo su google. E google ce le mostra. Ha delle schede delle attività e te le mostra, ben organizzate, come un sito.
Il risultato per l’utente finale medio è indistinguibile. Per cui google in questo modo rischia di fornire informazioni PRIMA del tuo vero sito internet, se ne hai uno.
Eccezion fatta dunque per questa mia visione paranoica della cosa, il consiglio è di seguire google nella sua mossa di recupero del fallimento di google plus, che è appunto questo: googlemybusiness. Google plus doveva essere il social di google ed è stato ritirato. Ma i social, dal punto di vista delle aziende servono al business. E il mondo è già utente di google. Quello a cui mirano deve solo auto-incatenarsi. Fatelo al più presto, perché nei social la regola è sempre e solo la stessa: se non partecipi alla conversazione la gente parlerà comunque di te.
Alla fine quindi mi sono aggiunto pure io. La mia posizione è alquanto ambigua. Non ho partita iva, non fornisco servizi su commissione eppure miro ad avere recensioni e fornire la posizione fisica dello studio, per comodità di chi ci viene. Perché? Perché ti cercano su google. E così gli dico io cosa trovare.
“per la vostra sicurezza” dicono di solito quelli che desiderano prendere il controllo. Togliendolo a voi.
E magari spesso è vero.
Ma vorrei che fosse opzionale. Decido io, non tu. Decido io se ricevere la pubblicità di qualcosa. Invece no, tutto il mercato NC-17 rende “non-marketable” un sacco di produzione video, spesso perché non sono patrocinati dalla MPAA. Tanto per fare un esempio old-style della sessuofobia.
Ma oggi silenziosamente accade ancora. Avete mai visto una APP porno? Nei Marketplace: che siano Apple, Google (android) o Microsoft, non ci sono corrispondenti app rispetto ai siti web di argomenti che possono contenere o addirittura trattare specificamente, esplicitamente la sessualità. Quindi il contenuto veicolato viene inibito già dal contenitore del contenitore. I vari Marketplace delle “APP” (che non sono necessarie per la maggior parte dei contenuti: basta che il sito sia responsive) possono ad un certo punto semplicemente far scomparire una app. Supponiamo per un istante che Instagram decida che #freethenipple . All’istante Apple, Google, Microsoft fanno sparire Instagram. Oh no, non Instagram. Instagram esisterebbe ancora, andando con un browser web per computer desktop sul sito di Instagram, loggandosi ed accedendo.

Cosa molto scomoda ormai, ma che renderebbe libero Instagram dalle policies di Google, di Microsoft, di Apple. La figa, il cazzo, il culo e i capezzoli sono IL MALE. Puoi trovare cose orribili nei contenuti: violenza, odio, sevizie, dolore. Ma il sesso no. Se lo trovi c’è il tasto per segnalarlo, per fare la delazione. E scomparirà. Ma la violenza no. Non siamo un mondo VERAMENTE civile, perché anche voi che leggete qui, che avete sicuramente visto L’ESORCISTA credo vi preoccupereste di più del pompino di Zabriskye Point che di qualsiasi casino di un horror. Che so, The Hostel oppure i primi 3 “SAW”. Per me sesso anale a smorzacandela (reverse cowgirl anal, per chi cerca contenuti in inglese) con frontale visuale, per quanto sia “diretto” esplicito e sessuale, non è una cosa orrenda come una testa spaccata.
Io penso che la raffigurazione della realtà sia sempre un prodotto di una mente, destinato ad un’altra mente.
Parlare di qualsiasi cosa deve essere lecito.
MA
Se proprio volete scandalizzarvi, per me due che si inculano con gioia non sono brutti. Una persona a cui tagliano la testa, anche se è il cattivo che lo fa, comunque non è una bella cosa. Eppure per noi è intrattenimento. Anche una scazzottata di 10 minuti, con denti che volano, con ossa rotte. Cose che se le pensiamo nella realtà portano a menomazioni e alla morte.
Il sesso anale, sodomia, in alcuni stati del mondo è PUNITO CON LA MORTE, ancora. E ancora, noi, tutti, al mio paragone, pensando ai nostri figli e nipoti eccetera, non riusciamo a dire “beh si, è vero”.
No. Diremmo “eh si ma mio figlio” qualcosa. Eppure di sicuro proteggi di più tuo figlio dal vedere atti di sesso esplicito, definiti aprioristicamente osceni, che non da violenza esplicita, che non sono definiti mai osceni, disonorevoli e tutta quella serie di aggettivi che vengono inopinatamente affibbiati alla nudità, ai genitali, al sesso “così com’è”. E nota bene che non stiamo vedendo Cencio e la Gigia, i due vecchietti del paese che si tolgono la dentiera per un sessantanove. Di solito è gente anche carina, in forma, bella gente. Perfino esteticamente non c’è nulla di osceno. E’ esplicito. Si vede tutto. E non si può nemmeno dire che non sia finzione, che sia una reale rappresentazione del sesso di una coppia qualsiasi: per cui persino l’elemento “finzione” (il lichann taglia la gola al vampiro, che però se lo guardo bene, povero cristo, è una bella ragazza o un bel figliuolo, nel fiore degli anni… e lo decapitano tanto come i musulmani un giornalista).
Ma anche l’arte raffigura la nudità. Se la volete vedere o meglio, se non volete si impedisca di poporvela, lasciando a voi la scelta di vedere, nel mondo moderno, del web, ricordate che il mero preferire le app invece dei siti offre il fianco alla censura preventiva.
Creare un Marketplace alternativo? Si garantisca sicurezza INFORMATICA (no virus, no falle, no furti di dati) e per il resto della sicurezza decidiamo noi. Voi fate le classifiche e noi decideremo, come per le autorizzazioni su android, no? Facile.
Alzo gli occhi al cielo nel dover dire “per adulti”. Ma tant’é: è vero, potremmo turbare dei minori con delle nudità: gli stessi minori che basta che clicchino su pornhub, youporn e xnxx, xvideos e xhamster per citare i primi al volissimo dove risulta (ricerca di PornHub citata da L’internazionale l’anno scorso) che i ragazzini appunto si autoimpartiscano l’educazione sessuale.
Ad ogni modo, facendo due ricerchine velocissime su Tumblr (per via della Tumblr girl ) leggo che comunque Tumblr potrebbe non essere una buona casa per gli artisti. La mescolanza tra “pornografia” e “arte” in cui ci siano nudità è difficile da chiarire, me ne rendo conto. Sarebbe carino che i pornografi, da soli, dicessero “noi siamo porno!!!!”. Ma non so se possano averne l’interesse.
Ad ogni modo Tumblr è in calo e gli artisti in fuga. Di questo famoso Pillowfort io ancora non mi fido tanto… mi rendo conto che non fidarsi fa parte del problema: si diffonderà poco e con fatica. Instagram è sorello fratello di Feisbuc. Quindi #freethenipple un cazzo. Talebani del capezzolo, figurati del resto. Twitter però non è di Zucchenberk! E in effetti una che voleva fare softporn (ma senza mostrare il volto) e roba fetish mi segnalava che twitter era parecchio usato e che se avevo roba foot-fetish forse usciva un libro che blaaaaaaaa e bla ma mi sono perso. Non essendo un fan di twitter … mi sono perso tutto, sicuramente.
Ora però lo sto rivalutando. E quindi avendolo usato a cazzo devo dargli una ripulita. Ho scoperto varie utilities, una delle quali è ora in lento uso: twitwipe. Gratis, gli devi ovviamente dare i dati di accesso ma soprattutto devi disattivare gli AdBlocker (cheppalle). Sta funzionando, comunque. Tutti i miei tweet sono scomparsi? Controllo (…) si! Bene, vedremo. Saluti.
Immagini gratis, ad alta qualità. Unsplash.com è una divisione di medium.com dedicata alla condivisione gratuita di foto ad alta definizione. Viene pubblicizzata chiaramente come “meglio dei siti royalty free e stock”, quindi non si tratta di un’alternativa a flickr, con lo spirito di “photo sharing”, perché la licenza concessa all’utlizzatore finale è più vicina alla creative commons zero (da cui si sono dovuti distaccare perché li hanno clonati e rivenduti e chissevvistosevvisto, per loro stessa ammissione) e quindi propone “immagini ad alta definizione, alta qualità, gratis, per usi commerciali e non” senza alcun obbligo di indicare o riconoscere alcunché all’autore, compreso il diritto morale, la paternità dell’opera, quello che nelle CC si chiama “attribution”. Niente di niente. Per chi ha bisogno di immagini gratis: usare questo oppure pixabay. Lo dico a voi, colleghi blogger. Continue reading →
ieri ed oggi wikipedia, dopo avermi chiesto soldi che gli ho già dato, per settimane, mi dice ora, offendendo il mio lavoro con queste falsità:
ed in particolare, per onore di memoria, per i posteri (in caso che il file grafico se ne vada) ricordiamo le precise parole:
Costringerà inoltre quasi tutti i siti ad analizzare preventivamente ogni contributo dei propri utenti per bloccarli automaticamente se non autorizzati dalle industrie del copyright (articolo 13). Entrambi questi articoli rischiano di colpire in modo rilevante la libertà di espressione, la partecipazione e la creatività online.
Queste sono puttanate. Falsità. Si parano il culo con “rischiano di”. Ma vi ricordo che quello che attualmente è facile fare è questo: prendere un video FATTO DA ALTRI e metterlo su youtube. Prendere una CANZONE di qualcun altro e metterla su youtube. Prendere foto, immagini, quadri, dipinti FATTI DA ALTRI e metterli su youtube o su qualsiasi altra piattaforma di crowdsourcing e di UGC che non attui un controllo preventivo o che si prenda la responsabilità di quello che fa. Non posso prendermi il tuo culo perché lo voglio, contro la tua volontà. Anche se mi voglio “sentire libero sessualmente”.
Quella non è libertà di espressione. Perché per esprimerti puoi dire il tuo. Lo dici tu, non devi rubare una poesia di qualcuno che non ti ha autorizzato ad utilizzarla. Non devi rubare un pezzo di un libro – visto che non si stai esercitando il diritto di citazione o critica – magari di un povero sfigato che ci avrebbe guadagnato altri 5 euro o che magari ci si paga la pensione. Non è libertà di espressione scrivere delle frasi melense SU UNO SLIDESHOW DI FOTO DEGLI ALTRI che tu non sai fare o non ti prendi la briga di fare e che quando le fai poi COL CAZZO che le dai gratis a qualcuno.
Ecco, ora, siamo tutti ladri, ok, d’accordo. Ma abbiamo, per favore, l’onestà intellettuale di dire almeno che stiamo rubando? Che non è scontato, non è giusto, non è che siccome la facciamo franca allora va bene ed è legale, ok? Perché youtube e tutte quelle piattaforme i soldi ce li fanno. Non li danno a voi ladri intermediari. Il ladro non è solo quello che ruba, mi diceva mia nonna, ma pure quello che tiene il sacco. Quindi non solo non ci guadagnate che qualche cent ogni milione di visualizzazioni, ma chi guadagna davvero si serve di voi mettendovela sulla libertà d’espressione quando sa benissimo che se gli asset protetti da copyright sono i loro, allora col cazzo che ve li lasciano prendere gratis. Devono monetizzare.
Allora ok, noi proviamo a rubare e chi produce prova a non farsi rubare. Ma rendere legittimo e facile rubare non è giusto. La legge che tratta il copyright chiede ad ogni utente di prendersi la responsabilità dei contenuti che immette. Cazzo, siete adulti, maggiorenni, maturi, no? Vi prendete la responsabilità delle vostre azioni allora. E se rubate, siete denunciabili. Semplice.
Ah non volete? Beh, deve esservi chiaro cosa non volete.
Come ho scritto pochi minuti prima di questo articolo, io sono consapevole di quello che facciamo, tutti. Ma non possiamo pretendere che sia istituzionalizzato l’ingiusto.