Faccio schifo e voglio morire

Il titolo è per te, amic*, che non trovi mai risultati su questo. Beh sei nel posto giusto, magari non nel post di oggi ma in generale si.

Troverai che sono con te, sono TOTALMENTE con te, che ti capisco e mi dispiace. Anzi lo dico io: per te è quello che scrivi nella ricerca, ma trovi me, trovi quello che dico io e che voglio per me stesso. Ma sai cosa? Che invece no, non mi trovi perché COL CAZZO che questa roba viene indicizzata. Qui è tutto seo-unfriendly e io … beh me ne sbatto se non ne sono addirittura felice.

Fine. Il vero titolo sarebbe stato il seguente:

MOTIVAZIONE

Ironico, ovviamente. Ma eccoci: credo che a volte la “motivazione a dare il massimo”, testa bassa e impegno a bomba, sia dovuta solo al fatto che vuoi mandare tutti affanculo e non vederli più, vuoi che il tuo lavoro o la tua opera siano sufficienti da non dover essere TU quello adeguato, che tanto non lo sei. Che o ti stanno loro sul cazzo o sei tu che stai sul cazzo a tutti. Ti dici che tanto alla fine è tutto un ignorarsi e un cercare attenzione, un voler parlare e non voler ascoltare. Salvo poi spendere soldi per qualcosa, farsi il culo per quei soldi per quel qualcosa. E ricominciare. Allora visto che è il “farsi il culo” ma in mezzo a gente di cui non hai la stima perché o hanno ragione o hanno torto ma resta quel fatto… vuoi toglierti dal cazzo.

Questo a volte è il motivo. Andare via da dove sei per non avere più a che fare con gli altri. Guardiamoci in giro, non è forse così in tantissimi posti? Chi sente sé stesso come inadeguato (osservando le reazioni a sé, negli altri) e chi, più dietro ai propri tratti narcisistici della personalità sente gli altri come inadeguati a sé. Ma resta tutto, sono solo punti di osservazione della stessa cosa.

Faccio Schifo e sono un coglione e faccio schif

In questo periodo mi sto chiedendo (senza andare costruttivamente a verificare) se per caso tutti quei riferimenti di storie e narrazioni di “sentire le voci” non siano così simili ai pensieri di merda che ti accompagnano talvolta quando non ti metti attivamente lì a fare qualcosa, a spingere quella crosta di merda seccata come un guscio in cui fare una crepa, mettere fuori il becco e cercare, appunto, di fare qualcosa, invece di pensare a qualsiasi cosa. Non che pensare faccia schifo in sé. Ma se appena pensi “potrei fare quest…” SEI UNAMMERDA “ci sarebbe questo da sistem”FAISCHIFOCAZZOSCHIFOSCHIFOSCHIFO” ma anche questo, dai che magariSEITALMENTEUNCOGLIONE, CHE SSSSCHIFO, BLEAH.

Difficile, ma possibile, prendere la voce che le sue ragioni le ha, e chiedere solo: ma non eravamo a mediocre di merda ? Cioé: non eccello, ma so per certo di non essere il TOP della merda. Ci sono i criminali intenzionali per quello. Gente che rifiuta prove di verità e sulla propria credenza produce dolore su altri. Tipo questa gente. Oppure che so… gente che dice “K” di “accappatoio”. Io no, dai.

Quindi, almeno, stabiliamo la scala dello sch…

… ed ecco che un po’ diminuisce. Un po’. Ma ci devi un attimo ragionare. Comunque il piùmmigliorissimo è stato il TED di Mark the Hammer. Un vero faro nella notte. Di tanto in tanto… prendi, e fai schifo, segui quella strada… e migliora. Ma intanto fai pure schifo.

riempire il vuoto con l’utilità non funziona (sempre)

Nel 98 suonavo con vari gruppi. Con uno di questi facemmo un CD in studio, cosa totalmente fica e poco comune, per il tempo. Un obiettivo, un impegno economico, di tempo, di forze. Lo ricordo, tra l’altro, come uno dei momenti che ti dicono che cosa significa quando vivi, invece di quando sopravvivi. Fai qualcosa che vuoi fare. Quello che me lo diceva, lo sapete se vi è successo, è che anche se dormi poco, appena apri gli occhi con la sveglia ad ore assurde, BAM, ti alzi, come una molla, fai tutto e parti, fai chilometri, non vedi l’ora. E stai pure pagando!

Tornavo di sera così stanco che mi ricordo di essere passato drittissimo col rosso.

L’esperienza in sé era gratificante, gasante. Come direbbe Gennaro Romagnoli, in quel momento ero affezionato al processo più che al risultato? Oddio, il CD lo volevo veder finito. Ma nel fare c’era energia, si stava bene, come andare in gita, fare quello che vuoi fare. Dico che ero più innamorato del processo perché la musica che facevamo con quel gruppo mi faceva cacare. Se vi dicessi il nome la trovereste su spotify ed iTunes. Lasciai il gruppo per questo: la musica mi faceva venire il sangue acido mentre loro, tutti, mi stavano simpatici e non volevo guastare tutto; mi rendevo conto che non vedevo l’ora di finire le prove per andare al bar dopo. E io non bevo alcol, sia chiaro.

Il loro batterista, dopo anni, quando io cercavo da 2 anni uno studio a prezzi abbordabili, mi ha semplicemente ascoltato e si è preso davvero a cuore ciò che gli dicevo, proponendo dove aveva una entratura di farmi avere l’affitto che io potevo permettermi, laddove loro prima non prendevano assolutamente nulla. Ma io così ero a posto! Da quella volta ho lo studio. Non solo, mi ha aiutato fisicamente a fare un sacco di lavoro di merda, anzi: lo ha fatto lui. Lui ed un altro paio di amici. Io non ho fatto quasi niente, cazzate ho fatto.

Ecco, con lui e con l’ente presso il quale tutt’ora ho lo studio, ho certamente un debito. Con l’ente cerco di fare tutti i lavori gratis che posso, avendo messo in chiaro di non approfittarsi, cosa che non è accaduta nemmeno di striscio.

Ora lui, post-covid ha intrapreso la via del commercio; prima faceva 3 lavori e in uno di questi era dipendente presso un negozio di compravendita dell’usato che svuota soffitte, cantine, eccetera. Ad un certo punto gli hanno proposto di subentrare in una delle due sedi.

Il precedente negozio lo avevo seguito per i social, quindi come ho fatto con loro, ho promeso anche a lui: la prima dose è gratis. Cioè: ti avvio la faccenda, ti spiego, poi ti dico quale è il mio lavoro e quanto costa. Oggi però sono spuntate tutte le parti tecniche di base, di rete eccetera. Lo avevo avvertito di ogni singolo futuro passaggio e necessità e tutte puntualmente accadono. Del resto ho fatto quasi vent’anni in una PMI come sysadmin, dei servizi tecnici di base diciamo che le basi le so. Non sembra essere cambiato molto. Anche oggi ho preso, etichettato tutto, smontato il casino che c’era prima, ripulito, rietichettato, costituito uno schema per raccapezzarsi su cosa-va-dove e chiarire le stronzate che vari dicevano. Pensavo costantemente che sono un inutile pezzo di merda, lo schifo fatto schifo. Che almeno in quel momento, per qualcuno che proprio non sa niente di niente e agli occhi del quale quindi sembro qualcuno che sa tanto, come ogni orbo per il cieco, stavo dando qualcosa di utile, perché credo davvero che almeno lui sia uno che vuole vivere, che si è sempre speso per gli altri, che ha lasciato andare tantissime minacce accomodando, vivendo per i figli, per la ex moglie che non lo amava, per la sua attuale tipa che non lascia il marito. Lavora, si spacca la schiena, faceva assistenze domiciliari a disabili ed anziani. Figurati se non cerco di fargli andare internet, reti, telefoni, gestionali e social e altre puttanate.

Chiaramente io avvio le cose in modo da consegnare le chiavi e spiego sempre: io non voglio occuparmi di risolvere problemi, questo non è risolvere problemi, per me. Cioè, ora hai la roba che funzia, non toccare dove ti ho detto di non toccare, non fare casino, usa quello che ti ho detto e vivi felice senza fare “eh ma se io facessi…” solo per, che so, risparmiare, oppure perché “ma magari così è più facile” quando ti ho detto passo passo come fare le cose, perché io NON verrò a sistemare casini.

Ma: chiamami pure come content creator, o insomma copy, aiuto a postare, strategia, video, visual, tutta quella merda lì; io ti seguo per dire cose, storyminchia eccetera.

Ma con lui, che tra l’altro non si mette in mezzo come quelli che sanno loro, ho potuto aiutare a fare le parti tecniche in modo più sicuro, ovunque ho potuto usando sistemi di qualità, accortezze anti-inculata o come diceva quello “future proof” (ma senza il senso profondo che ci metteva lui) … insomma un po’ di prevenzione merda.

Questo perché lui lo vale. Ho debito e lo vorrei felice. So che comunque spenderà soldi, che è stanco, che è preoccupato, vive con la zia perché ha dato e continua a dare ad altri, che prima che inizi ad essere in attivo per un po’ di anni di seguito avrà spese e sarà sotto. Farlo per lui contribuisce a qualcosa, a qualcuno, che vale qualcosa.

Va bene farlo e sono felice di aver fatto quelle quattro cosette che per lui sono invece importanti. Dubito fortemente che dopo, quando sarebbe bello avere un rapporto continuativo per la creazione e promozione, vedrò qualcosa: non per scarsa stima di qualcuno in qualcuno, ma per risparmiare, per sfangarla, per starci dentro.

Anche solo dopo aver finito e consapevole che per lui aveva valore, contemporaneamente sentivo il dolore di esistere come schifo, una cosa che sento io. So bene che c’è di peggio, si trova sempre di peggio. Ma la mia mediocrità, la vecchiaia, il solito bilancio … schifo. Capita, a volte, come oggi, che ci sia qualcuno di cui vedi chiaramente la stima: persone che non conoscono il tuo lavoro, che vedono andare avanti qualcosa dove non sanno mettere le mani, sembri qualcuno. Suo figlio era così, vedevo che un po’ gli stavo simpatico e un po’ valutava positivamente il mio operato. Ma chiunque sappia fare qualcosa in questo settore sa che non è nulla e che io non sono nulla di più di uno che in un cantiere edile pianta un chiodo e trasporta una carriola senza cadere troppo spesso.

Felice di aver fatto la malta per chi ne aveva bisogno – restando in metafora. Ma quel sottile strato di felicità per altri, per me era il solito disgusto. Credo sia il disgusto di … si, sprecare risorse. Ossigeno, tempo, spazio. Com’è assurdo vero? Visto da fuori oggi ho fatto solo cose giuste, buone, forse persino più cose utili e corrette del solito, numericamente.

Eppure non mi vengono i conati solo perché assumo un blando antidepressivo, immagino.

E non ho la minima idea di come procurarmi il monossido al giusto grado di purezza. Inutile pezzo di merda.

Ecco, che non sia una parte dell’istinto “della vita” a dirmi che faccio schifo? Mnah: il risparmio energetico (essere un mantenuto) dovrebbe essere valutato, insieme al fatto che sopravvivo. Forse però il non avere prole né fare sesso “dicono” al mio programma : questo ingranaggio non gira come dovrebbe e quindi …

ma che cazzo dico.

Il dovere di esistere: il “senso” è la nuova religione laica

La ricerca di senso (o come suggerisce RDF – “di talento”) viene indicata ormai con le stesse modalità con cui si trattava la ricerca di dio, oppure la vocazione. Dio mi ha parlato: ho la vocazione. Ho il talento: devo farlo. Se non faccio questo sto male: il pallino per questa cosa, il mio motivo di vita. Ma se non lo hai, biasimo a te. Se lo hai poco. Se la fatica è infinitamente più del risultato. Non importa, Dio ha voluto così, non importa, lo scopo della vita te lo richiede, la realizzazione piena te lo richiede, la messa in pratica del tuo talento, che tu hai riconosciuto e scelto ma che in fin dei conti non risulta in un bel cazzo di niente, te lo richiede.

È sempre patologico, mai razionale. Solo perché non è una pulsione ma una sua mancanza, come non avere il gag reflex. Ma non diciamo sempre che la pigrizia ed il risparmio energetico sono una delle più potenti “pulsioni” (come la molla che tira indietro, più di quella compressa) del nostro corpo fisico? Più il non-fare del fare. Quanto innaturale è? E poi che ce ne frega del naturale? Ci paragoniamo agli altri animali solo se vogliamo e come vogliamo mh?. Noi pensiamo, del resto. Pianifichiamo, astraiamo, sogniamo, facciamo bilanci, decidiamo in base a dati, quindi possiamo anche pensare che quella cosa che dovresti fare se vuoi vivere, beh, non la farai, perché non vuoi sopravvivere.

Sentirsi sega perché si è sega, sentirsi considerati sega in quanto si decide di non esistere in quanto sega… è un biasimo relativo al biasimo. Resta qui, soffri con noi. Massimamente “sii uomo” : gli uomini vivono e soffrono. Beh ma che bello.

Un pugno stretto attorno al cuore per ogni progetto, per ogni considerazione di valore e giudizio sul reale, la constatazione che stando così le cose le cose ti fanno schifo e che le cose stanno così perché il tempo è passato e non si torna indietro, colpa tua? Ma si, certo è pure colpa tua, quindi? Devo pagare pegno restando qui? Forse un buon impegno è studiare il tanto necessario per morire senza dolore.

Chiudere baracca quando i conti sono in rosso non è irragionevole. La baracca sono io. E aprirne un’altra è ragionevole. Ma infatti, a questo serve la quantità di esseri umani che nascono ogni giorno: sono nuove baracche che vengono aperte. Auguro maggior successo a loro.

ho goduto della musica, però

46 – Ricordo come il prof del biennio mi scrisse “apprezzata la sincerità”, su un tema in cui parlavo della musica. Poi mi disse, forse ricordando questo, relativamente ad un altro a tema libero “sai che puoi anche inventare vero?”. Restai scioccato. Tema libero ok… ma così tanto libero? Wow! Ero più dell’idea di poter scrivere liberamente ciò che pensavo… non inventare una storia. Ad ogni modo il tema in cui questo accadde riguardava la musica. Era l’unica cosa che mi faceva da rifugio, consolazione e conforto, che mi accompagnava sempre. Già quella volta. Ed eccoci ancora. Mentre ero li, sulla tazza del cesso, a pensare a morire o ad alcune brutte cose della vita però – e persino in questo preciso istante in cui mi risuona “Echoes” dei Pink Floyd, nelle cuffie – nel bilancio però c’era bello chiaro, inciso indelebile, “però la musica me la sono goduta, era bella, mi è davvero piaciuta”.

E se devo fare il bilancio dei soldi, credo che quella che davvero mi ha fatto più compagnia io l’abbia comprata proprio tutta. E ora quell’oggetto non vale che una microscopica frazione.

Proprio come con il mio lavoro?

eravamo

Accarezzo la mia gattina. L’avevo da prima di incontrarla. Non riesco a non pensare, però, a lei. Che era così avvezza agli animali, all’animalità, a quando l’accompagnai a prendere il suo gattino perchè aveva voglia di cuccioli. E anche se so benissimo che le ho visto trascurare e abbandonare alle cure prima di un genitore e poi dell’altro qualsiasi animale di cui si sarebbe dovuta curare lei, ecco che il mio gatto o qualsiasi gatto ora non è solo un aspetto della vita che mi piace. Quello che noi eravamo e non siamo più. Continue reading →

ma sempre io i killer buonisti?

Anche l’altra volta mi era successo. Quando ero davvero all’apice del dolore e della disperazione, ho guardato in conto, avrò avuto una millata di euri, insomma per fare click mi sembra più che sufficiente, sarei andato dove chiunque avesse voluto, per il casino, lo sporco, i testimoni: fai tu, sei tu che mi risolvi un problema.

Ma niente, conosco solo brave persone. Tutti che conoscono uno che ma alla fine non me lo volevano presentare, perché “per te no, vai via”. E ok, amici, fantastico, siete carini, ma egoisti. Io resto col mio dolore. E voi con la coscienza pulita, dite? Bah, di lasciare in non-vita uno che la spreca e ne offende il senso? Alla faccia di gente che per sopravvivere si smazza?

Si ok, comunque: avevo trovato fino a… se non ricordo male 5, dico CINQUE persone che avevano conoscenza diretta di qualcuno in grado di uccidere. Con mezzi e capacità. Ma … vaffanculo, un codice d’onore, ‘sti stronzi. Tipo: ti hanno fottuto la moglie? Ti hanno stuprato te o qualcuno che conosci? C’è un cattivo? Ecco: vendicatori. Ma puttanaeva se è per fare fuori un infelice no, no, tu resti qui a trascinarti su questa terra. Cioé raga… il proiettile ve lo ripagavate almeno 700 volte. Ad ogni modo niente. Ma quella volta rimaneva solo una cosa lasciata li, lasciata al “dicono che”. C’è un signore che ora guida gli autobus e si da da fare nel sociale. E una volta, si dice, si racconta. Si danno nomignoli.

E allora vaffanculo oggi sono andato a vedere. Ed era vero. Killer professionista a pagamento Più di 30 anni fa, pena scontata. Ma lo faceva. Glielo chiedo, me lo dice, si era vero. Gli chiedo se. Pensano tutti che io voglia fare del male a qualcuno 😦 Mi dice si possono spaventare… Ma io no, fermo, ho capito, pensi che voglia fare del male a qualcuno? Io non voglio fare male a nessuno: è per me.
ASSOLUTAMENTE NO, tu sei bello! Sorridi, ciao! nononono, ciao, vado. E via col suo scooter. Manterrà il segreto “potesserotagliarmicoglioni”. A vederlo sembra Filini.

Si però. Oh. Si vede che è davvero riabilitato. Ma puttanaeva io trovo i killer che non uccidono. Cristodiddio con tutta questa crisi e i soldi e il lavoro: ti pago cazzo, un lavoro facile, faccio quello che vuoi, vado dove vuoi. Un colpo alla nuca, uno al cuore, mi tagli la testa , non so, qualcosa di definitivo, nel bosco, su una diga, sul fiume, in una discarica, chemmefrega. Dove ci sei tu non c’è la morte, dove c’è la morte non ci sei tu.

Oh, niente. Niente da fare. Quando ti serve un artigiano non lo trovi manco a pagarlo oro. Quindi raga: la mail è li sopra: io voglio uno o tre colpi, giusto per non soffrire e sincerarsi che sono andato del tutto. Dove volete, ditemi dove siete, vi risparmio le spese di viaggio. La mail è indicata li sopra, a fianco. Andate a troie per due giorni, dopo, alla faccia mia. OK? Mi dite dove e quando ho sistemato le mie cose arrivo, pum, addio. Entro l’anno dovrei sistemarle. E per voi son soldi facilissimi. Magari vi lascio anche l’auto, se siete del mestiere è tutto guadagnato, immagino.

a bullet in my fuckin head

Ah raga, va tutto bene!

Eppure se potessi farmi sparare un colpo in testa ORA in un luogo aperto (non voglio sporcare casa) io direi : spara.

Eh, son giornatine così.