abbracciami (48ma puntata)

Cosa succede a me, boh. Cosa succede a lei, un po’ boh, un po’ è chiaro. Cosa succede a noi: papamico? Boh. Mi dice una attenta osservatrice, d’esperienza, che mi sto comportando da padre chiedendomi se ma lei ricambierà con te? Lei ci sarà per te? E io che ne so, non lo so. Non credo negli stessi termini. Ma non puoi fare le cose solo perché ti aspetti qualcosa in cambio. Non sempre, non come regola.

Comunque non so come sia iniziata, domenica, che mi ha chiesto se avessi  voglia di bere un caffé, o parlare, o boh insomma era messa male per l’ennesimo casino coi suoi. Di cui immagino non saprò niente. Ero stancomorto per via di un servizio fatto dopo le ore piccole (ehhhh non sei più un ventenne!!!!!! – vero, si, vero) e quindi le avevo chiesto due ore di stramazzo. Ore in cui è riuscita a provare maggior dolore col tipo con cui ha casini. Si perché alla fin fine lei è attirata da uno, se lo è andato proprio a cercare su Facebook, che facesse parte del suo ambiente musicale, dalle fattezze guerriere, grosso, affascinante sembra. Ha preso ed è andata. Se l’è sbattuto. E lui l’ha disprezzata. Le ha anche rivelato molto della propria debolezza, della sua insicurezza. Ma è anche un’ondata di merda verso di lei. Io non ho niente contro (anzi) il fare conoscenza succhiandosi i genitali a vicenda, ma è solo un saluto, salve, a letto scopiamo bene – e per il resto? Tipo tutto? La prima impressione può essere importante… ma il signor Focus ci dice che l’ULTIMA è sempre negativa. Quindi diamoci del tempo: ok, sappiamo che la tua vagina è alla fragola e il mio sperma alla menta. Bene. Ma come ti comporti? Si, ecco, robette di questo tipo. Ad esempio se dai della troia a una che non ha obblighi di fedeltà con te perché ti ha appena conosciuto, io mi farei venire un dubbio e approfondirei quantomeno prima di dargliela la seconda volta. Tipo ok, hai assaggiato e io ho assaggiato te. Ma poi hai testadicazzeggiato, rapidamente, in modo così intenso che …

Ma questo sono io. Continue reading →

grazie per (r)esistere

All alone, or in two’s,
The ones who really love you
Walk up and down outside the wall.
Some hand in hand
And some gathered together in bands.
The bleeding hearts and artists
Make their stand.

And when they’ve given you their all
Some stagger and fall, after all it’s not easy
Banging your heart against some mad bugger’s wall.

Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare

Frase di Manzoniana memoria, pronunciata dal pavido Don Abbondio, divenuto per questa triste caratteristica, esemplare.

Eppure le indicazioni di tanti benpensanti, ottimisti, volitivi, religiosi e coraggiosi… più o meno, ricondotte al succo di ciò che contengono, dicono “eh, non devi avere paura”, “devi essere coraggioso”, “devi fare quello di cui hai paura” … eccetera, ovverosia cose tanto sensate quanto ciò a cui si rivolgono… ovvero che se uno ha paura, ha paura e basta.

Dir loro “ma non devi averne” non cambierà le cose. Le persone sono lasciate sole ad affrontare il cambiamento da ciò che conoscono a ciò che non conoscono. Chi non fa altro che dire “questa è la vita, o mangi ‘sta minestra o salti la finestra” non sta risolvendo il problema di chi ha paura… non ha la ricetta, non sta aiutando in alcun modo. Si trova nella condizione di chi la cosa l’ha già risolta, non ce l’ha (ora), o non ce l’ha forse mai avuta… se ce l’avesse (ora) davvero non la saprebbe affrontare, perché la vera paura è quella che queste persone non riescono ad affrontare: nel momento in cui ci riuscissero, la condizione non sarebbe più quella descritta. Sembra cervellotico, sembra insensato. Cercate di rileggere e capire: quella paura che non si risolve, quel terrore, quella condizione. Una volta risolta non c’è più, non è più conoscibile, forse non è mai stata quella comprensibile, dunque.

E allora? E allora è chi mostra la via con l’esempio che scioglie le paure, che contribuisce … se il coraggioso apre la pista ma lascia chiaramente vedere che il possibile era possibile ed in che modo, alcuni paurosi saranno tali forse per meno tempo e tanti semplicemente lo saranno meno. Qualcuno starà dicendo che “è troppo facile” che “si, questi vogliono la pappa pronta” eccetera. Ma si, avete ragione. Questo tipo di persona, quella che risponde così, non è il destinatario di questo testo. Continue reading →