ho goduto della musica, però

46 – Ricordo come il prof del biennio mi scrisse “apprezzata la sincerità”, su un tema in cui parlavo della musica. Poi mi disse, forse ricordando questo, relativamente ad un altro a tema libero “sai che puoi anche inventare vero?”. Restai scioccato. Tema libero ok… ma così tanto libero? Wow! Ero più dell’idea di poter scrivere liberamente ciò che pensavo… non inventare una storia. Ad ogni modo il tema in cui questo accadde riguardava la musica. Era l’unica cosa che mi faceva da rifugio, consolazione e conforto, che mi accompagnava sempre. Già quella volta. Ed eccoci ancora. Mentre ero li, sulla tazza del cesso, a pensare a morire o ad alcune brutte cose della vita però – e persino in questo preciso istante in cui mi risuona “Echoes” dei Pink Floyd, nelle cuffie – nel bilancio però c’era bello chiaro, inciso indelebile, “però la musica me la sono goduta, era bella, mi è davvero piaciuta”.

E se devo fare il bilancio dei soldi, credo che quella che davvero mi ha fatto più compagnia io l’abbia comprata proprio tutta. E ora quell’oggetto non vale che una microscopica frazione.

Proprio come con il mio lavoro?

Un piccolo spazio tra le parole “voglio morire”

Google mi ha detto che sono fotografo master. Anzi, mi ha conferito il badge di “Fotografo Master”. Quindi sarà sicuramente vero. Al di là del sarcasmo, la mia supposizione è che sia sufficiente caricare, in relazione alle recensioni dei luoghi, un grande quantitativo di foto e che secondariamente (o forse primariamente) queste siano molto apprezzate (visualizzazioni e like) dagli utenti di Maps. Io in effetti mi sbatto sempre come local guide. Non sono un nativo digitale. Sono un nerd di provenienza anni ’80, quindi la partecipazione, per me, il crowsourcing, sono cose buone, sono una manifestazione della bontà della tecnologia, della “democratizzazione” positiva. Preferisco partecipare a questo che a discussioni incazzose. Dare. Sarà utile, sarà ben fatto? Se tenete conto che la Britannica e la versione di Microsoft dell’enciclopedia online hanno chiuso da quando Wikipedia ha affrontato e vinto le bordate su “chi ha contenuto di qualità”.

Sono, mi pare, due settimane che non voglio morire subito, immediatamente. Sono sempre dell’idea che il non-esistere sia sempre per me desiderabile, ma non ho quelle punte graffianti, quei morsi di dolore che ti fanno dire vogliomorirevogliomorirevogliomorirefaccioschifovogliomorire. Ne tengo conto, mi ricordo che dovrei individuare degli Oleandri, che ho dei debiti da pagare e che mi devo concentrare su questo, sul mettere via 4000 euro per non pesare col funerale (che non posso evitare). Continue reading →

dilettanti della morte

Una piccola delusione. La portinaia si è rivelata essere un po’ cazzara. Nel senso che la buona volontà e la passione dell’età ci sono entrambe. Ed è questo il problema: guardando in giro i polsi con le cicatrici che si vedono in giro credo che pochi abbiano in mente il CRACK che bisogna sentir fare a livello dei polsi quando tagli per morire. Ecco, questo tipo di consapevolezza del da farsi rispetto a tutto l’intero discorso di “voglio morire perché non voglio soffrire, quindi non voglio morire soffrendo” non lascia spazio a “qualsiasi cosa va bene”. Se serve coraggio, abilità, cazzutaggine: non è il metodo giusto. Serve INDOLORE e no-paura, casini, coraggio. Se avevo tanto coraggio restavo qua.

Mi ha proposto (sorrido) l’oleandro, mix di medicinali (difficili da procurare) e alcool. Ma è tutto un po’ “boh”. Alla fine resta sempre il monossido il migliore. E ancora non so dove procurare la bombola. Certo con quella sarei a cavallo.

Ma l’oleandro non è male eh. Bisogna fare un infuso che rallenta talmente tanto il battito del cuore da fermarlo. Ma chi sa come cazzo si fa? Foglia e fiore o solo foglia? Mi sa che eventualmente mi tengo il cell vicino col sistema di dettatura e wordpress così almeno posso testimoniare al mondo come funzia, in stile Seneca.

Però questo mi ricorda che alla voce “morire”, la lista delle cose da predisporre non è OK affatto. Tutte le buste per aiutare a prendersi le cose… ad esempio se mi assicuro in un modo che fa avere i soldi a qualcuno, questo qualcuno deve esserne informato. Devo lascargli/le una busta. Eccetera.

Un mio amico e sua moglie hanno deciso di dare il mio nome al loro nascituro. Che nome del cazzo. Ma se son contenti… certo non penso proprio sia in mio onore. Forse a loro piacerà che una vita esista dopo che una vita avrà smesso di esistere, sempre che io arrivi a commettere suicidio. Ripagare i debiti che devo ripagare non è facile. Ma ce la farò.

La portinaia. (Il mio angelo della morte?)

Forse l’ho trovata. La mia farmacista. Come la chiamerebbero in un poliziesco qualsiasi, di una serie qualsiasi, magari vecchia, magari scontata come tante, per indicare uno spacciatore.

Quando mi sono risolto a parlarci e chiedere, lei sembrava fosse abituatissima. Ma abituatissima a roba che si considera droga, immagino.

Le ho chiesto di parlare un attimo, ma era ovvio che era “importante”. Dopo un paio di settimane siamo riusciti a trovarci dieci minuti al mac e mi fa “farmacia, immagino”. Siccome avevamo – è una mia modella – parlato di DJ Fabo e della nostra visione della vita e del diritto di decidere di morire e farlo decentemente (oltre al fatto che non vedeva di buon occhio mettere al mondo bambini suoi in un mondo di merda, quando invece sarebbe stato utile diventare madre di altri già nati ma senza risorse – cosa che mi è piaciuta tantissimo)… le ho solo ricordato che non scherzavo. Mi ha detto che avrebbe fatto una ricerchina per il rapido-e-indolore, ma che c’erano un sacco di trucchi per usare sovradosaggi di roba quasi normale. Poi mi è venuto in mente il fatto della scadenza: mi conferma che si, i farmaci scadono, tutti. Quindi averlo li “pronto uso” all’infinito non è praticamente possibile. Esiste la natura, ovviamente. Ma in sostanza l’ho trovata, mi può aiutare, non si scandalizza, credo sia persino dello spirito di aiutare anche mettendosi nei guai. Cosa che non voglio, ovviamente. Ma apprezzo, molto, lo spirito di chi cerca di fare comunque ciò che ritiene giusto, in modo altruistico e rischiando, per te. Continue reading →

Testamento olografo e non digitale

il testamento olografo è quello che possiamo (e dovremmo, in mancanza d’altre azioni) fare tutti quanti: si tratta di un semplice documento, scritto di nostro pugno su qualsiasi tipo di foglio di carta, datato e firmato in calce.

Ribadisco le caratteristiche fondamentali:

  • scritto, a mano, personalmente, di proprio pugno, con la penna su qualcosa, meglio se si tratta di un foglio di carta comune
  • FIRMATO IN CALCE (in fondo a destra)
  • DATATO.

Se non contiene indicazioni generiche, illecite, tali da renderlo nullo o annullabile sono tutte cose da vedere. Ma se avete intenzione di fare testamento e non sapete come, oppure non potete pagare, intanto potete fare questo.

Oggi però molti sanno che esiste la firma digitale. Molti sanno che la firma digitale “sostituisce del tutto ai fini legali la firma autografa” tanto che è illegale lasciare la propria smart card o il documento di firma, il pin, eccetera, a qualcun altro (lasciamo perdere che tutti lo danno al commercialista). Pochi si ricordano che esistono le marche temporali, che rendono tutto questo una enorme cazzata e più utile e duratura la buona vecchia carta e penna.

Se devo comprare o aggiornare marche temporali per sempre allo scopo di far valere la mia firma, di certo non posso farlo dall’aldilà.

Quindi per ora, anche se qualcuno sta obiettando quanto sia una cazzata e che sarebbe utile farlo, non è il caso.

Inoltre io farei un saltino dal notaio a vedere quanto costa fare quello pubblico e se ci sono costi per conservazione e pubblicazione. Altrimenti meglio fare quello.

Figlio di te stesso

In questo periodo devo essere nella fase maniacale. Sento che quella depressiva è lì sotto da qualche parte. Ma non spinge, non mi artiglia, non morde.

Osservo, cerco di andare avanti, mi ricordo il mio programma: se vivi fai qualcosa per stare meglio, altrimenti muori. Ora sono sul primo “se”. Osservo tutti questi che figliano, figliano, figliano appena possono. Ieri una ragazza che dev’essere diplomata dall’anno scorso mi ha dato l’idea di essere la classica neet. Non fa niente. Non studia niente, sembra che non cerchi niente. A questa domanda, sua madre, presente al primo incontro, ha preso la parola al suo posto dicendo con la determinazione del “e più non dimandare” con un laconico “con calma”.

Cosa fa? Non me lo spiego bene. Sembra che non faccia un cazzo, che non le interessi un cazzo. Le è scappato un “il mio ex le odiava e quindi hanno iniziato a fare schifo anche a me” riguardo ad un capo di abbigliamento: concordo col suo ex, ma mi spaventa il fatto che lei abbia cambiato il suo pensiero.

Ad ogni modo ad un certo punto il mio pensiero torna su tutti questi che come scopo nella vita hanno la riproduzione, tirare su figli. Non mi addentro sul discordare o concordare con questo.

Ma ad un certo punto penso: iniziare a prendere il posto di tuo padre e tua madre e prenderti cura di te stesso forse potrebbe essere visto, parlo davvero solo di “punto di vista”, come essere genitore di te stesso. Il sacrificio che i genitori fanno per i figli, i Genitori, intendo quelli che meritano di essere genitori, che sono davvero dei buoni genitori, quel sacrificio è grande, supera quello che farebbero per un interesse personale, anche di comodo. Pigrizia? Eh, ma è per mio figlio. Soldi? Eh, ma è per mio figlio. Nciovvoja. Si ma è per mio figlio, è mio dovere, lui conta di più. Assicurazione? Chiedere l’aumento? Cambiare città perché la scuola è migliore? Quartiere? Aria buona? Macchina? Trovare il tempo? Se è per i figli il tempo si trova. Su questo non posso non fare un inciso polemico: quindi il tempo si trova e basta, non sparate cazzate sul fatto che non avete tempo: se per i figli lo trovate, allora semplicemente è possibile trovarlo. A parte questo: quando si tratta di tuo figlio, tu le cose LE FAI. Ci pensi. Vale sempre la pena. Continue reading →

le massacrano la stima

Ancora una. Ancora una ragazza, ancora una volta, arriva con l’autostima massacrata da un coglione. Certo, li mollano. Certo sempre troppo tardi. Ma certamente non indenni.

Quindi questi coglioncini che mettono il burqa moderno alla mente ed ai corpi della “loro donna” (ora purtroppo mi da fastidio usare questo possessivo) … alla ragazza che ha scelto di essere scelta e di scegliere una di queste testine di cazzo come partner, di amarlo, di essere da questi… amate.

Ma ancora una è arrivata che aveva 90 di potenziale e usava 10, tutto massacrato da vestiti alla testimone di geova, perché ormai Pavlov aveva già fatto il suo bel lavoro: “sono abituata a sentirmi dire che”.  Continue reading →

come fare a non costare da morti

Nella mia doppia preparazione (sopravvivere, morire) , nel lato morire, c’è il costo del funerale. Cazzo, pagare per morire è un conto, nel senso: pagare per l’atto dello smettere di esistere: lo accetterei. Ma pagare per il DOPO, per lo smaltimento, da cadavere, costi esorbitanti… beh questo mi rompe le palle a mille.

Se volessi una funzione, ovviamente da bravo adolescente invecchiato, avrei in mente musica e copione: e in particolare se mi venisse imposta una funzione cattolica vorrei che NON venisse cantata una certa canzone che mi fa proprio schifo e vorrei invece che il coro o l’organista sapessero quello che fanno oppure si astenessero…

…si ok ok, ma non siamo qui per questo. Siamo qui per dire: sono sostanzialmente del rifiuto umido. Perché devo costare qualcosa come 3000 volte il normale umido? Io non voglio. Cosa cazzo sarebbe “sepoltura dignitosa” ? Ma una bistecca è dignitosa? Per favore. Essiccazione all’aria aperta in stile indiani, come succede agli animali. Oppure anche: cosa fanno agli animali quando li raccolgono per strada? Ecco, fatelo pure a me, chemmefrega. La natura ha creato la putrefazione per qualcosa no? Riciclo GRA-TIS: sostenibilità a mille. Batteri e microorganismi che lavorano gratis perché, pure loro, vogliono sopravvivere (ahahah!). Continue reading →

Costruens, destruens – part II

Oggi ho fatto un salto in palestra. Palestra ahahahahah! Incredibile. Ma giuro che quando sono andato a fare le mie degradanti verifiche, la cosa che mi ricordo di più sono io nel classico specchio-sopra-il-letto (classico nei film) e la mia schifosa panza che in piedi mi sembrava accettabile e che invece da disteso sembra la polenta sul tagliere.

Che

schifo

merdoso.

E quindi: se sei vivo, per cosa sei vivo a fare? Io per l’amore. E l’amore come cazzo fa a sapere chi sei se quello che vede da lontano magari interessa, ma non abbastanza perché trasporti un panettone davanti o sei incinto al 4° ?

Quindi palestra. Vediamo.

Eccomi tra uno o due giorni.

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suicidarsi ad agosto

Agosto 2018 – Ho di nuovo voglia di morire, potente. Da quando mi sono alzato fino a poco fa (20 circa) quella solita vecchia e ben nota sensazione di fare schifo, di inutilità, di fallimento, di annnessunoglienefregauncazzo, o comunque, anessunochetinteressiglienefregauncazzo. Il buon vecchio concetto dell’essere “riamati”.

E’ tutto un fiorire di se stai bene con te stesso, sii te stesso, fottitene degli altri, tu sei tu. Io ho perso la mia donna perché io ero io, raga. Siete tutti eremiti oppure quello che siete è figo, desiderabile, non-merda. Continue reading →