Del prepararsi a morire

Ehhh ne parli sempre e non lo fai mai. Certo ragà, mi sembra il modo giusto di prendere la cosa, grazie, vi consiglio di andare subito. Ma se vi siete inspiegabilmente persi gli ultimi 5 anni, ve’ riassumo. Una volta giunto al concetto “devo procurarmi il tasto rosso“, la cosa dovrebbe essere sufficiente, non devo necessariamente premerlo. Il punto è che la cosa, ricordo, si è evoluta. Devo restituire i soldi che mi ha prestato per raggiungere la caparra per il mutuo casa a M (B non accenna minimamente a dire che lei deve partecipare a tale restituzione) e per me questo è un debito d’onore, non si transige: DEVO restituirglieli.
Oggi mi ha assalito da più parti il timore per il futuro di merda. Così, incapace di vedermi come uno che ce la farà ad inventarsi qualcosa che gli piaccia, ricordandomi che comunque ho abusato del mio privilegio per quasi 50 anni e che ho un piano, da tempo, sono uscito a farmi un caffè.
A piedi. Questa volta non per scelta: mi hanno sospeso la patente per 15 giorni perché mi scordo le cinture; con due volte c’è la recidiva. Continue reading →

why don’t you JUST GIVE UP AND DIE

Mentre faccio quel che faccio ad un certo punto dentro sento “muori, perché non muori? muori dai, perché ancora insisti? i bilanci li abbiamo fatti mille volte… si certo, ci sono cose carine… quante sono? quanto pesano? quanto disprezzo, disinteresse, solitudine e quante prospettive di merda invece che promettenti vedi? ok ti impegni poco, ma di più a costruire che a distruggere. E allora dai, muori dai, quando moriamo?”. Mentre faccio, mentre leggo di cose che furono, cose belle che si distrussero, di cui ci resta indelebile traccia, che interessa a quattro gatti vecchi, questo sento dentro.

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dilettanti della morte

Una piccola delusione. La portinaia si è rivelata essere un po’ cazzara. Nel senso che la buona volontà e la passione dell’età ci sono entrambe. Ed è questo il problema: guardando in giro i polsi con le cicatrici che si vedono in giro credo che pochi abbiano in mente il CRACK che bisogna sentir fare a livello dei polsi quando tagli per morire. Ecco, questo tipo di consapevolezza del da farsi rispetto a tutto l’intero discorso di “voglio morire perché non voglio soffrire, quindi non voglio morire soffrendo” non lascia spazio a “qualsiasi cosa va bene”. Se serve coraggio, abilità, cazzutaggine: non è il metodo giusto. Serve INDOLORE e no-paura, casini, coraggio. Se avevo tanto coraggio restavo qua.

Mi ha proposto (sorrido) l’oleandro, mix di medicinali (difficili da procurare) e alcool. Ma è tutto un po’ “boh”. Alla fine resta sempre il monossido il migliore. E ancora non so dove procurare la bombola. Certo con quella sarei a cavallo.

Ma l’oleandro non è male eh. Bisogna fare un infuso che rallenta talmente tanto il battito del cuore da fermarlo. Ma chi sa come cazzo si fa? Foglia e fiore o solo foglia? Mi sa che eventualmente mi tengo il cell vicino col sistema di dettatura e wordpress così almeno posso testimoniare al mondo come funzia, in stile Seneca.

Però questo mi ricorda che alla voce “morire”, la lista delle cose da predisporre non è OK affatto. Tutte le buste per aiutare a prendersi le cose… ad esempio se mi assicuro in un modo che fa avere i soldi a qualcuno, questo qualcuno deve esserne informato. Devo lascargli/le una busta. Eccetera.

Un mio amico e sua moglie hanno deciso di dare il mio nome al loro nascituro. Che nome del cazzo. Ma se son contenti… certo non penso proprio sia in mio onore. Forse a loro piacerà che una vita esista dopo che una vita avrà smesso di esistere, sempre che io arrivi a commettere suicidio. Ripagare i debiti che devo ripagare non è facile. Ma ce la farò.

monossido inodore e morire nel sonno

Il mio grosso dubbio è: ma davvero mi basta il tubo di scarico dell’auto? Uno dei problemi è che non ho un box auto, quindi mi serve un tubo di raccordo dall’uscita della marmitta per portare il gas nell’abitacolo; ma la marmitta scalda, potrebbe non essere qualcosa in gomma, ma in un materiale plastico con un’anima “a molla” in metallo … ma probabilmente fatta apposta, magari di quelle per gli aspira-cenere che, in teoria, dovrebbero resistere ai frammenti incandescenti o al materiale ancora molto caldo delle stufe. Forse. Tutto da vedere. Con cosa lo tieni fermo sulla marmitta? Scotch? fonde. Fascetta! Forse. Si ecco, fascetta, ma deve resistere al calore. Fascetta metallica, roba da idraulici, potrebbe essere.

fascetta metallica per fissare il tubo alla marmitta senza che si sciolga roba?

Detto questo bisogna sicuramente sigillare BENISSIMO la parte in cui il tubo entra nel finestrino. E li ok, scotch, sicuramente. Magari scotch e nylon, ma insomma fattibile.

Ma IL PROBLEMA VERO è: il gas che esce quanto monossido ha? E’ puro? davvero è inodore? Non è che sento l’odore schifido e inizio a tossire o vomitare? Cioè… ripeto che io questa cosa la faccio perché non voglio soffrire. Si deve trattare di un’uscita morbida, rilassata, sleep & die, ciao a tutti, schermo nero, silenzio, linea piatta, no return. Continue reading →

suicidarsi ad agosto

Agosto 2018 – Ho di nuovo voglia di morire, potente. Da quando mi sono alzato fino a poco fa (20 circa) quella solita vecchia e ben nota sensazione di fare schifo, di inutilità, di fallimento, di annnessunoglienefregauncazzo, o comunque, anessunochetinteressiglienefregauncazzo. Il buon vecchio concetto dell’essere “riamati”.

E’ tutto un fiorire di se stai bene con te stesso, sii te stesso, fottitene degli altri, tu sei tu. Io ho perso la mia donna perché io ero io, raga. Siete tutti eremiti oppure quello che siete è figo, desiderabile, non-merda. Continue reading →

il silenzio (41ma puntata)

Recentemente sono andato a vedere la versione odierna di “Papillon”, film che vidi da piccino. Nella versione attuale non c’è il tipo nella gabbia di bambù sotto il sole, che mi ricordavo, o a livello del terreno con zero spazio: la cella consente almeno tre passi ampi. E’ quasi a cielo aperto. E c’è il silenzio totale, assoluto. Quello che fa impazzire. Deprivazione sensoriale, no?

La negazione del dialogo, anche. Continue reading →

MONOSSIDO DI CARBONIO I LOVE YOU

Finalmente ho trovato il tasto rosso. Mi sento sollevato. Quando, giorni fa, ho cercato la morte attraverso l’impiego di un sicario, qualcuno che mi sparasse in testa (visto che qualcuno che avesse eroina, cocaina o morfina per farsi un’overdose non lo trovo… e che comunque a quanto ne so bisogna farsi in vena e io non sono a fare ‘sti discorsi perché sono forte e coraggioso – oltre che serve perizia per fare certe cose) ne ho parlato con un amico. Lui semplicemente mi ha detto “no, non le so fare le endovene … ed anche se le sapessi fare, non te la farei perché … alla fine io ho speranza, e ce l’ho anche per te”. Ci sono rimasto secco. Era un punto fermo del suicidio quel mio amico. Ma oh, è stato sincero e diretto. E comunque ovviamente non si sarebbe preso la responsabilità. Come acqua fresca, non lo giudico in nessun modo. Ne abbiamo parlato, come si parla di qualsiasi cosa. Per l’ennesima volta.

Comunque io gliel’ho detto: ora userei subito la soluzione finale. Ma … la sua mancanza la sento da tanto tempo: ogni tanto la semplice conoscenza del fatto che il tasto rosso è li esiste e io lo so, so che c’è e che è efficace li dove si trova immediatamente … per me significa relax, calma, tranquillità. So che ho una uscita di sicurezza in caso di merda. Quando non ce la faccio più. E lui se ne è ricordato. Non ha fatto come tizio che l’ha detto a mia sorella. Mi fidavo di lui. Non gliene faccio una colpa ma non si doveva fare: lei così sarà preoccupata, spaventata, per sempre. Invece se muoio starà male una volta sola e nel momento giusto, non PRIMA, che magari non faccio un cazzo perché sono incapace o sfigato. Comunque insomma l’altro amico ad un certo punto, così come un fulmine a ciel sereno, mi scrive su whatsapp “hey! ma c’è sempre il buon vecchio monossido di carbonio!!”. Ora, leggo in giro che si parla di convulsioni … e la cosa non mi piace tanto… ma in effetti di gente che ci resta secca nel sonno per stufette e cacate simili ce n’è. Allora… cavolo, dormo, muoio. FIGATA. Oppure insomma basta sigillare bene l’auto e collegare il tubo di scappamento dentro … poi meglio se l’auto è in una rimessa, così non c’è pericolo di pedere gas e farla durare tanto. Ma questo rischia di mettere in pericolo altri. Ma insomma… morte indolore, nel sonno.  Continue reading →