sono una mamma, non sono una donna

Fermo la gente per strada perché mi facciano da modelli o modelle: repetita juvant, ve lo ricordo. Faccio il fotografo, devo barattare il mio lavoro con il tempo di persone gradevoli alla vista ( cit.M. ❤ ). Perché, anche questo vi ricordo, ci sono persone bellissime in giro, che non se ne rendono conto. Alcune di queste sono donne, dalle quali il mio occhio e il mio istinto sono particolarmente attratti. Alcune di queste donne sono, incredibile a dirsi, madri. E a questo punto MILF, devo dire. Perché – anche questo, ricordiamolo, che non è mai

la mia mamma non è più una donna? ah si?

abbastanza, in questo acronimo c’è MOTHER, ma da nessunissima parte viene indicata l’età. Che la consuetudine all’utilizzo del termine sdoganato si, ma proveniente dal porno, lo abbia portato a confondersi con la cougar (sempre porno) è un grande errore. Sei mother a 16 anni tanto quanto a 90. Ovviamente la cosa nasceva da quell’immagine di culetti che ad una seconda occhiata risultavano essere montati addosso ad una mother che stava spingendo un passeggino. Ma era il corpo di queste che I'(d) like (to) fuck, dice l’acronimo.

Io fermo una donna per strada: una mamma per strada? che ne so che sei mamma? potresti anche essere agente delle tasse, banchiera, pompinara, suora, santa, stronza, sorella, avere le emorroidi, avere il cazzo ed essere trans. Io so che sei bella, non so altro. Ergo ti chiedo se vuoi, se ti interessa, prima di sapere che sei mamma. E del resto, se lo sei: MEGLIO! Ho DUE modelli invece di una.

Risposta tipica (a rispondere è sempre prima il corpo) è: piega all’indietro (= mi distanzio) , faccia un po’ oltraggiata (sono superiore a quello che tu sporco plebeo porti a me Nobile et Superiore) unita a scansione alto-basso-alto e sguardo “scusa? ma conchiccazzocredidiavereaccheffare?” , cambio espressione in sorriso di cortesia con un “io non sono più una zoccola come quelle altre troie con cui potresti avermi confusa: io ho l’alone non viola, ma bianco, attorno” e inizio fase del diniego con “noooo, noooo… he he… Io… sono mamma“. Che sembrerebbe desiderare una risposta tipo “AHHHHH, MI SCUUUUUUSIIIII VOSTRA SIGNORIA LA MADRE SUPERIORAAAAA, ELLA HA USATO L’UTERO COME SOLO LEI SAFFAREEEEEeeeee, mi perdoni, mi prostro e vada con tutte le mie benedizioni et lodi e mi scusi ancora se ho osato parificarla alle altre donne non-madri povere ed inferiori che ancora non hanno infuso nel loro spirito il sacro-essere-una-madreee!” e quindi purificata in stile battesimo non già dal peccato originale, bensì dal peccato successivo di essere, di esistere come una donna che magari prima poteva, zoccola tra le zoccole, zozzona comune, mera meretrice merdosa che poteva usare del suo corpo in siffatto lurido modo impuro, esteriore, mostrarlo – pensa! – in chissà che modo…

ah scusa, in che modo? Ah non me lo chiedi. Toh. Sei madre, e questo è dichiarato, forte e chiaro, sempre nello stesso modo da questo tipo di ragazze o donne, sempre come uno scudo dal “io non sono più” qualcosa. Che foto ti voglio fare ti interessa? O dai per scontato? Le altre, prima di assurgere alla perfezione della Grazia della Madritudine, come minimo mi chiedono “che tipo di foto scusa?” anche se la faccia dice “porco, lo so che mi vuoi nuda, zozzone, ma sentiamo potresti anche convincermi” oppure “ma sentiamo, voglio svergognarti, porco, lo so che voiuominisietetuttiugualiblaaaaa”. Ma, bontà loro, non danno per scontato: chiedono. E guarda caso scoprono che si, certo, faccio anche quello, ma non le ho fermate per quello. Per quello me lo dici TU se vuoi, se ti interessa. Continue reading →

facciamofintache

immagine a caso

Naturalmente dopo che le ho chiesto ti prego, ti prego non trattarmi come un amico. Ti amo, ti darei la vita. Ma non di meno. L’eccezione, vista la lusinga “per te poserei sempre” che è scolpita nel mio cuore e registrata (pubblicamente), è farmi da modella di nudo. Potrei morire domani e oggi scattare foto di nudo, non mancherei per nulla al mondo a questo impegno e lo compirei se possibile addirittura con maggior passione ed impegno: tutto l’impegno sarebbe chiaramente 100% “sul pezzo”, tanto domani si muore. Si lo so che siete tutti con comesenoncifosseundomani in bocca. Ok, ecco, questa volta ci sta.

Naturalmente dopo che le ho chiesto non trattarmi come un amico, io provo questo, ti prego non chiamarmi per fare qualcosa che può fare qualcun altro, ma solo qualcosa che puoi fare solo con me, perché vuoi me. Se hai bisogno di me, io sono qui. Ma se hai bisogno di qualcuno, per favore prima gli altri. E’ l’unico caso in cui “l’ultima spiaggia” mi sta bene. Continue reading →

ma tu sei sempre simpatico a tutti dai

E io, di nuovo, BASISCO. PERPLIMO.

Esterrefo.

SCIOCCO. (Nel senso di scioccarsi).

Sassomango (non un nuovo frutto a metà tra il regno animale e quello minerale, ma rimango di sasso).

(C) Karen Wiltshire

Oggi il babbo, o forse era zio, di una bimba che dovrebbe essermi portata come modella – e lui se è zio farà il papà e se no farà il papà AKA himself – mi ha risposto così al mio preambolo spiegatorio classic #28937. Ovverosia: i bambini sono il prototipo del modello, sono lo “stampo” della persona. Io mi regolo con tutti come con quel bambino “in nuce”. Quando un bambino viene da me, in studio, o che ne so, parlo alla mamma e lui è li: sta avvenendo. Lui mi sta esaminando, lei, quel che è. Mi scruta, mi studia, mi osserva e mi giudica senza pietà, come fanno in realtà tutti quanti. Mi osserva i peli della barba, mi guarda i denti, mi guarda dentro gli orecchi, le unghie, le occhiaie o meno, il bianco degli occhi se sono arrossati, la vita nel mio sguardo, mi osserva e ascolta parlare, gesticolare, guardare lui, la mamma, il papà. Zitto, giudica, costantemente, modifica il suo giudizio ad ogni microsecondo.

E decide.

Decide SUBITO se gli sto sul cazzo o no. Ha 3 mesi? Dopo pochissimo ci stiamo simpatici o si piange FOREBA END EBAAAAAA, whaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!! P-I-A-N-G-Oooooooooooooooooooo!!! Brutto fotografo bruttooooooo!!!!!!!!! ODIOOOOOOOooooooooo whaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!

Gli spiego questo. Questo è legge. I bambini non discutono. Io guardo loro e loro guadano me. Di solito, dico di solito, ho culo e non gli sto sulle balle, anzi. Ma non è scontato.

Ma lui mi risponde “ma daiiiii CG, tu stai simpatico a tutti!!!! ok allroa ci vediamo eh” – nel vocale.

Prego, inquadratura verso CG, gli occhi che fissano la camera, che si allontana all’indietro, fissa ad altezza occhi, direi che è un drone, si allontana da dietro e inizia ad alzarsi, lontano e ora velocissimamente lontano fino a 200m fino a che divento un puntino. Continue reading →

agenziedemmerda che mi smonano le modelle

In molte aree del nordest Italiano la “mona” è la figa (sempre sia lodata). Mi dicono che “IL” mona, fosse il contadino. Motivo per cui si usa l’insulto “mona” “è un mona” per dire sciocco, bifolco, sempliciotto, in sostanza “stupido”.

“Smonar” è qualcosa come… demoralizzare, demotivare, rattristare, buttare giù.

Dopo questo momento de curtura, ecco il problema. Ci sono agenzie che illudono le potenziali modelle , ragazze che vorrebbero fare le modelle, dicendo loro che c’è il book da fare, che costa 1600 euro, i nostri fotografi di milano, bla bla minchiate. Se una agenzia fa il suo lavoro, guadagna sul tuo guadagno. Quindi NON TI CHIEDE soldi, TE LI FA GUADAGNARE. Come diceva quel … simpatico… di Benedusi. Quello che fanno innanzitutto è un servizio e non un book. Il problema è che poi non ti fanno lavorare. Vanno a ripetizione con questa solfa, quindi a 1600 a botta per ogni ragazza che desidererebbe fare la modella son soldi. Sti fiidebuttana.

Ok, magari una dice “ahh ho capito, stronzi, allora vado da quelli seri”. Ma la cosa brutta è che nel frattempo provano qualcosa. Soffrono. E sono in una età in cui l’autostima si costruisce ed è molto a rischio, fragile. Più che in altri momenti. Quindi queste teste di cazzo mi rovinano le modelle!!!!!! E’ il momento in cui devono sentirsi FIGHE, FIGHE DA MORIRE!!!!! Che poi la vera competizione e una giusta preparazione le mettano nel mondo della realtà mi sta bene: sei bella, sono belle pure loro, le altre, non sei la migliore del mondo solo perché sei bella, è un lavoro.

Ok, tutto giusto. Ma la sensazione di inschifidimento, di perdita di fiducia, di imbroglio… legato al loro corpo, questo … mi fa incazzare, certo, perché da fastidio a me come fotografo, si, certo. E pure come uomo che ama la bellezza. State rattristando i fiori più belli, quelli che vorremmo vedere di più. Stronzi!

Figurati cosa possono provare quelle brutte in generale, certo, lo so. Sono unO di loro. Ma fare questo a quelle più carine è un altro danno.

a livello umano chissenincula

i veri ritratti odierni o raprpesentano vecchie o ragazzine ma di donne non ne ho trovate

Per la prima volta ho lavorato con una giapponese. L’ho incontrata al sushi dove ho importunato il suo whippet (che ormai ho capito: è il mio cane; io amo i gatti, si, ma se dovessi avere un cane sarebbe un whippet) e lei … mi ha ringraziato. E di nuovo questa sera dove ho trovato una signora con un whippet… al quale ho fatto due carezzine… pure questa mi ha ringraziato. Basisco.

Bello questo verbo inventato eh Moon? Tutto per te :-*

Comunque fine del coccolume, parto. Poi mi rendo conto che è un’asiatica, che mi ha tranquillamente rivolto la parola invece di fuggire faccendo una risatina dietro la mano, che io di asiatici non ne becco mai disposti e quindi faccio la mia mossa. E la mia mossa va. Quindi dopo qualche giorno mi ricontatta e alla fine ok, verrà a posare.

Ma non mi dice che verrà a posare e basta. No, verrà a posare perché “mi trovo in una fase un po’ difficile della mia vita e vorrei fare le cose nuove – sarei contenta se riesce a contattarmi” nome e cognome. Via whataspp.

Oggi è arrivata, mi racconta che si sta separando, che ha tre figli, ha un anno più di me (ne dimostra tipo 15 di meno) e ovviamente mi chiede se vanno bene le vecchie e non posso dirle cosa farei a questa vecchia e che come pervertito ho un debole per le asiatiche. Per fortuna è un po’ troppo in carne e quindi i bollenti spiriti se ne vanno in 6 secondi. Questo lo dico per voi, per farvi schifo. Per ricordarvi chi sono, che non vi venga in mente di scordarvelo, metti mai che vi commoviate: dovete sempre sentire quella strana puzza che ve lo fa ricordare. Dicevo? Vecchia. Si. Certo, vecchia come me. Comunque bla bla bla, si divide tra lavoro, figli, fare la spesa. Non sa niente della zona e vive qui da tantissimo. Era la capa di un’altra mia modella, l’ha vista nelle foto e allora si è anche decisa, visto che lei le aveva già detto “dai dai, vai anche tu!”. Continue reading →

Fotografi e modelle sotto attacco dei manager allupati

Nel meraviglioso nordest industrianale, punteggiato in ogni dove di “due cuori e un capannone” – come diceva in un suo spettacolo Marco Paolini – una delle cose che capita spesso è che in ambito di comunicazione, ex “grafica”, ci si imbatta nell’amminsitratore delegato. Che uno dice: ma … non ha altro da fare? Non hai un reparto marketing? No che non ce l’ha. L’ha licenziato con la crisi. Se è sopravvissuto me ne sto muto: sei ancora in piedi, quindi bene. Ma forse il reparto marketing non ce l’aveva nemmeno prima. Brand managers, addetti alla comunicazione, pubblicitari, grafici, copywriters e compagnia bella sono una cosa in comunicazione con il marketing generale, anche se sono diversi. Ma se non hai manco il reparto marketing, alla fine di solito sono aziende familiari con un capoccia che ghe pensi mi. Su tutto, ogni cosa. Sa tutto! 🙂

Ma nel meraviglioso nordest, in cui io stesso ho lavorato, il general manager od il suo sostituto, oppure una serie di personaggi della sua corte di nobili, quando c’è la figa ci sono di sicuro. E la figa c’è quando ci sono i servizi fotografici. La figa ci deve essere quando ci sono i servizi fotografici. E la moda, il trend, i colori, le forme… spesso coincidono con chi ama trombarsi il boss. E spesso va a finire che invece di modelle professioniste conviene chiamare le troie professioniste. Magari le più carine, ma sanno già che i soldi non li guadagnano davanti all’obiettivo ma attorno al cazzo del direttore, ma facendo finta che sono modelle. Conviene a tutti, ora lo capisco, ero così ingenuo: non offendi le modelle vere, con uno schifoso che vuol sentirsi conquistador, la sfanghi e sbarchi il lunario, il capo è contento, prendi i soldi e le foto ci sono comunque.

Ma quali foto? Foto di puttanoni tettoni? Perché il maschio italiano medio è tattaiolo, tette grosse uguale qualità.

Beh io facevo altro, mi occupavo di altro, quindi la vedevo da lontano ‘sta roba e non mi interessava. Ma ora faccio il fotografo e per quanto io mi occupi essenzialmente di microstock e mi diletti di fotografia di nudo, un po’ di volte all’anno accetto commissioni entro il limite consentito per le ritenute d’acconto.  Continue reading →

scegliendo modelle su FB … retromarcia

Vagolavo tra profili feisbuc di bellaGGente varia. In cerca di amicHE di amici/he piacenti, per vedere se vogliono posare.

Vedo una extragnoc, guardo un po’. Ok, non è poi così extragnoc, ma piacente, assai. Guardo un po’, è occupata, con un extrafigus strafigus, guardo il suo profilo … solo selfie, guardo altro… un acefalo totale, sembra. Ma forse… profilo visibile solo agli amici, anti-lavoro.

Comunque mi cambia l’idea su di lei e come sarà averci a che fare.

Quindi: addio sconosciuta.

Eccovi un esempio di quanto la vostra privacy sia fottuta quando mettete la vita su FB. La gente esamina le vostre frequentazioni e potrebbe scartarvi per quelle anche se voi siete stati attenti a quello che postate.

Terrificante eh? 🙂 Si.

TI ANO

ti amo – 15ma puntata

TI ANOTi amo.

Non ricordo di averlo mai detto.

Non ricordo che mi sia mai stato detto.

Mai.

Forse si tratta della mia scarsa memoria, ma se cerco in quella dei vent’anni, quella in cui ho vissuto forse le emozioni più burrascose, perché non sai nulla di nulla (noi non sapevamo tante cose, ne vivevamo di meno, almeno in provincia), non ricordo davvero. Forse qualcuno mi ha detto che mi voleva bene, anzi è sicuro. Ma nessuno si è buttato nella violenza dell’amore, nello sparo, pugno, freccia di un “ti amo”. Io almeno non ricordo che mi sia stato mai detto. A rispensarci a 17 anni devo averlo detto tantissimo ad una ragazza, a quella che mi ha fatto vomitare fino alla bile (non con intenzione). Ma lei, non credo me lo abbia detto, a voce, in faccia, guardandomi negli occhi.

Era chiaro per tutti quanto fosse potente ed appassionato, compromettente, coinvolgente. E lo è ancor’oggi per me.

Ma ce lo siamo detto, forte, chiaro, ripetuto, mescolato con cose oscene, con gioia, con dramma (lei è un po’ così). Ho chiesto per favore, per favore, per favore NON DIRLO se non è vero, non spaccarmi in due.

Lo ha detto. L’ho detto.

Siamo due idioti?

Comunque mentre questo fuoco forse fatuo brucia, si sta bene.

Quello che non sta tanto bene è che erano tanti, tanti, tanti anni che non avevo a che fare con … i genitori. Sua madre nonsisacomecazzo sa di noi. Intuito? Maieutica? Incontinenza di questa giovindonnaincapaceditrattenere i fatti privati? Poi ci sarà suo padre… che a quanto mi dicono è Shrek e nessunoèdegnodiaverelamiapiccolabimba. Sua madre invece mi dicono sia bacchettona anche se non cattolica.

Ma non si rendono conto che razza di furia della natura amante di cazzo hanno come figlia? 😀 E’ una furia!!!! Le piace tanto!!! E da tanti anni! Cari genitori, quella figa ha già potuto dichiarare, a venti anni “ho già avuto il miglior sesso che potessi desiderare, non mi interessa se non sei tutto sesso. tu mi piaci e basta”.

Ora… a 20 anni dire “ho già dato” è parecchio! 🙂 E comunque lo facciamo ogni volta che la vedo… quindi tanto schifo non le fa. Io evito di pensare ai competitors del passato e amen, mi godo il mio. Che è già bello che funzioni, come sapete, cari lettori.

In tutta questa simpatica telenovela io faccio il mio lavoro. Che mi consente anche questa telenovela. Non male eh? Non che sia facile continuare a fare il mio lavoro, ma il tempo è mio. Certo non ho più acceso il televisore nell’ultimo mese.

 

ricercano il padre

Pur affascinandomi non so nulla di psicologia. Ricordo di aver sentito spesso parlare, anni fa, di solito in rappresentazioni cinematografiche di psicologi che liquidavano rapidamente qualcosa con una spiegazione da 4 secondi, i rapporti di alcune coppie con “lei cerca un padre” e cose di questo tipo.

Mi rendo conto di quante ragazze ventenni (poi scopri che hanno iniziato parecchio prima nella loro esplorazione) stiano assieme a quarantenni (circa).

Tante proprio, ora la cosa mi stupisce nuovamente. Alcune, più riflessive, dicono di cercare una guida, qualcuno che le tenga in riga altrimenti faranno casino. Altre dicono solo che con i coetanei nonsepo’pproprio perché sono bambini.

Ora è capitato a me. Ovviamente mi sento gratificato visto che in genere mi sento una merda, ma tutto sommato osservo anche, cercando di distaccarmi. Mi ha mostrato che nella sua rubrica mi ha indicato come “gnorry”. Ovviamente mi sono accorto che non le sono indifferente ma… ma.

Mi sono fatto l’idea che hanno dei padri di merda, prima. Poi che hanno semplicemente un casino in famiglia. Mi vengono in mente frasi sentite, come “rapporto conflittuale” ma… ma no, in fondo non ce l’hanno poi così conflittuale. Mi pare che gli manchino tanto le gite fuori porta col papà. Che non ce le hanno, che non hanno tempo, non si danno tempo, non danno loro del tempo, per andare a zonzo, guardare il mondo con qualcuno, chiacchierare. Non vedo grande desiderio di mettermi la lingua in bocca. Del resto io mi faccio così schifo che provo ribrezzo per suo conto. Non so nemmeno più come si bacia, forse. Continue reading →

altro che esibizionismo

Non vedo motivo per seguire questo blog: piuttosto per capitarci. Quindi potreste non sapere che oltre alla fotografia stock faccio nudo artistico, principalmente femminile.

non così

non così

La primissima ragazza che mi ha dato fiducia ed aiutato in questo non la vedevo da qualche anno. Un paio di settimane fa l’ho reincontrata: aveva bisogno di un ritratto e mi ha fatto un gran complimento (voleva assolutamente pagare, quindi non era per avere un prezzo di favore) dicendomi “quando mi fotografi tu vengo figa!”.

Ora… ragà, io non ho questo potere, chiariamolo subito; forse qualcuno ce l’ha, ma io no. Io vinco facile, come dice la pubblicità: fotografo solo tipe fighe. Certo non sono indubitabilmente fighe. Non sono modelle professioniste, non sempre, non solo, non sono delle star – questo mai. Per cui se io ti ho vista figa, io ti fotograferò finché non mi sentirò abbattuto dallo schifo che ho fatto, finchè non vedrò nel mio schermino che tu sei figa come ti vedo io. Il che potrebbe persino essere non di tuo gradimento, o farti pensare che io ti vedo nel modo sbagliato. Boh. Comunque sta così, la cosa. E di solito per fortuna corrisponde. Per dovere di completezza dico che il “di solito” con la modella con la quale faccio più nudo ha dato vita all’eccezione: il modo in cui io la vedevo maggiormente era quello che a lei piaceva meno: ho dovuto ricorrere al trucco per rendere in foto quello che io vedo nella realtà. E lei non ha apprezzato quel tipo di trucco. Naturalmente (qui si sono arrogante, ok) chiunque altro ha apprezzato di più la mia visione: io ci vedevo dell’orientale e la vedevo più giovane … lei vuole vedersi più matura, decisa, cazzuta. Lo può essere: può essere entrambe.

Comunque tornando a bomba: questa ragazza, la prima che mi ha fatto da modella per il nudo, tornata per farsi ritrarre in modo “normale” (vestita) perché aveva bisogno di qualcosa per il lavoro, quando le ho un po’ raccontato il seguito e la grande utilità che queste foto mi hanno dato, mi ha detto “devo dirti che mi hai fatto stare talmente a mio agio nuda a posare come non sto nemmeno nell’intimità”.  Continue reading →