fotostronzate

Fonte: favim.com

Fonte: favim.com

La modelletta che vien dalla campagna dopo 6 volte dal nulla ha iniziato a vedere che non è perfetta. Che “le foto ingrassano”. Che trucco e parrucco servono (eh beh, ma lo sappiamo: tu intanto fai esperienza, poi pagheremo MUA e HS) … che le piacciono i soldi, che non vuole essere una fra tante, vuole essere la mia preferita e le altre devono essere fighe, non cessi.

Ricordo alla modellettacheviendallacampagna che quello che facciamo è solamente molto bello. Mentre per lavoro io chiamo chiccazzomiserve: faccio pubblicità e se mi arriva una ragazza decente, ma rappresentativa di quel che serve, va benissimo. Tu sei strafiga? Ottimo, con te faremo foto di nudo e strafigheria se avanza tempo. Vuoi i soldi? Ti spiego come si fa a diventare professionista, che non sono rose e fiori e che ci sono anche le nonprofessioniste che si guadagnano comunque qualche soldino, te lo spiego, ti mostro tipe meno belle che qualche soldino lo fanno. Ti ripeto che se stai bene con me, puoi fare il soldino con gli altri e tornare qui a fare “l’artista”.

Ma no: la principessa vuole esere chiamata. Chiamare è elemosinare. Ma ti stai rendendo conto che sei figa ma non sei prefetta. Se ti rendi conto che già hai il beneficio di non pagare per fare esperienza con grande libertà e disponibilità e non con uno che ha uno speedlite e un bosco. E sai, già, che di belle ce ne sono migliaia. Continue reading →

mi piace / odio – fare LE foto

“mi piace fare foto!” – “Adoro fare foto!” – “odio fare foto!” – sono frasi che, in tutti i casi, rendono il passivo attivo, erroneamente. Tutte queste persone intendono “essere fotografato/a”. Certo, alcune di queste persone sono straniere: la frase in sé è già un bel lavoro.

Ed in ogni caso mi lasciano sempre esterrefatto: come puoi dire che in generale, senza nessuna qualificazione, senza indicare in che modo, in che contesto, fatte da chi, per una intera categoria di possibilità … “ti piace” o “non ti piace” in assoluto? Mi fa specie, come dire “odio la musica” oppure “mi fa schifo l’arte”.

Quale musica? Quale artista, tipo di arte, quale opera? Non mi spingo a chiedere “perché” … di solito “mi piace” o “non mi piace” indica più che altro un generale interesse o disinteresse. Poi c’è il fastidio, l’imbarazzo.

E poi c’è chi, a parte questo scudo alzato di assolutismo, ragiona. E poi prova. E poi si accorge che non pensava davvero quello che diceva. E io queste persone le apprezzo di più: anche quelle che, paradossalmente, si accorgono che in realtà non amano essere fotografate ma pensavano di si: semplicemente ci hanno ragionato, hanno ascoltato davvero sé stesse e analizzato cosa della fotografia, dell’essere fotografati, piace o non piace loro.

Sai, non mi piace l’aria!

A me non piace la puzza. Non mi piace l’aria calda umida. Ma l’aria, in generale … mi pare un po’ eccessivo.

giovane/vecchio me stesso

Ricordo. Ero con lei, macchina mia, in un posto. Non ci volevo andare. Glielo avevo detto. E, scopro poi, lei aveva accettato nella sua idea che ero uno che la voleva solo scopare, che avevo urgenza di farlo e che le stava bene, che non c’era altro.

Non era vero.

Ma per lei era così, io non sapevo che per lei era così e nessuno dei due sapeva che sarebbe stato meglio che l’altro sapesse. Non lo sapevamo, quindi non potevamo sapere nemmeno il resto.

Dunque arriviamo li, ma le avevo detto non più di 10 minuti o non andiamoci. Arriviamo, si dilunga in ogni modo. Alla fine le dico senti io me ne vado, tu fai quello che vuoi. E’ tutta la vita che lo faccio. Mi hanno fregato così tante volte da adolescente con “ma vieni con noi che poi ti diverti” e poi restavo incastrato a rompermi i coglioni in cose che non mi interessavano, perdendo tempo della mia vita solo perché non avevo un’auto … che dalla patente in poi questo non accade più. Io non vengo se non ho la certezza di non restare incastrato. Se mi piace rimanere rimango. Ma non devo rimanere perché la macchina è tua.

Ma non devo nemmeno rimanere perché TU non hai la macchina.

Quando si sta insieme si parla, si parla PRIMA. Continue reading →

il corpo delle donne 23498734 puntata

Aridaje co le donne, quelle vere, non sono fatte così. Dove “così” sarebbe “come non sono fatta io che scrivo e che rosico”.

Generalizzare non va mai bene.

eh ma quella è (random critique) !

Sono giusto in discussione con uno che pensa che “la” bellezza sia “oggettiva”. Vabbé, approfondirò: ci saranno sicuramnte delle statistiche che diano una misura di approssimazione di questa supposta oggettività. A questo posso credere: è una misura. In generale è ovvio che l’istinto mi dice che ci sono certe curve, certe forme, certi rapporti, che vanno bene a tutti i maschietti per dire “che figa!”.

Poi c’è la bona. La figa. La bellissima. La “Bella” (più occhi a cuore dellammore).

Comunque, a mio avviso ci sono già divisioni tra “ma non sai dove mettere le mani” e gli altri.

Io sono con gli altri.

Che le donne vere non sono fatte così è una cazzata. Una grossa cazzata. Anzi, forse dovrebbe sempre esserci uno a dire “carissima, prima di tutto quella non è una donna, ma una ragazza”. Perché pure io mi sento belloeggiOvane, ma NON-LO-SONO. Bello sicuramente, cazzo, hai visto uno piùmejjo di me? Io no, ci mancherebbe. Ma giovane? Ehhccietto. Nella mia mente ho 17 anni. E per voi che mi leggete, forse non più di 6. Ma tra un osteoclasto e un osteoblasto, queste cellulette si sono rinnovate con sempre minor efficienza per quarant’anni.  Continue reading →

di fotografi e modelle che se la tirano (e TFCD)

Carissimi.

Inizio questa lettera come quella agli Efesini, Ateniesi, eccetera? Si, dai. Qui si parla di fotografi e modelle che se la tirano, quindi inizio io. Ho già moltiplicato i post e i follower. Quindi per pani e pesci ci vediamo dopo.

fashion model

Ordunque veniamo al topic. Il topic della topic è quello principale. Parliamo di professionisti nel momento in cui abbiamo a che fare con il lavoro. Lavoro significa impegno, significa che “no” non esiste praticamente mai, che non fai quello che ti piace, ma quello che ti è richiesto. Per cui ad esempio, al di là dell’ovvio rispetto per chi lavora e la sua competenza (ovvero il fatto che sa quello che fa e tu no, se no te lo saresti fatto tu), se io ti chiedo di fare una cosa, tu la fai. Se “non ti va”, tu non sei un professionista. Sei un artista, se va bene. Sei uno che potrebbe fare delle robe. Ma non sei un professionista. Questo ESSENZIALMENTE. Perché attorno alla parola professionale se ne spendono moltissime altre. E spesso sono tutte cazzate, a mio modo di vedere. Certamente soggettivo, io lo riconosco; cosa che invece sembrano non fare coloro che spendono queste vomitate di opinioni su qualcosa in cui ancora non hanno mai svolto incarichi, consegnato progetti, ricevuto commissioni, rispettato scadenze, budget, e tutti quei cazzi pallosi che si chiamano lavoro. Comunque essenzialmente “non mi piace e quindi non lo faccio” non esiste.

Ricordiamoci dunque come funziona: di fotografi ce ne sono di cento tipi e non mi riferisco al carattere. Le specializzazioni in cui spesso alcuni operano con maggior successo li caratterizzano. Per cui non è che si rifiutino di fare un lavoro di foto architettonica, ma magari sono specializzati in macrofotografia di insetti volanti. Non è che non vogliano fare la foto fashion: non sono capaci, non sono preparati e – in tutta onestà – te lo diranno e questo li renderà ancora più professionali: cioé “ciò che attiene la professione”, il lavoro, la prestazione lavorativa che paghi, che ti viene venduta, non sarà millantato credito.

Ma chi sei, tu che paghi? Sei il committente. Continue reading →

microstock: caricare come delle macchine! RAUSS!

quelle vere non sono mai così

Arriva un momento in cui le modelle fanno la fila e ti chiamano: allora quando ci vediamoo?Io e nene abbiamo deciso di farci fotografare come le vakkette da te! Lesbikacce che non siamo altrooo 😛 allora quando ci chiamiiii?”

Ok, io mescolo il lavoro col piacere, perché ho deciso così.

Ma voglio dire a te, caro microstocker, che se anche tu, come me, ami molto scattare e poco stare li con il postwork, il keywording e tutto il processo di upload ed indicizzazione, RESTERAI POVERO.

E allora vedi quelle due belle frasi sopra? Magari se sei una donna non ti fa effetto, non ti da una carica aggiuntiva… ma se sei un maschietto usa la forza Luke! (cit) … almeno quello ti può ricordare che se non ti muovi a caricare prima o poi dovrai chiudere bottega … e che se invece ti muovi quelle richieste saranno all’ordine del giorno! 🙂

MUOVITIIIIIIIIII: per guadagnare in questo settore bisogna lavorare come delle macchine: scattare, caricare, scattare, caricare! MUOVERSI!

modelle mbriache

drunk woman

bbriaha

Sono rimasto di stucco. Sessista, forse? Retrogrado tradizionalista? Non so… forse ho idealizzato un pochino, in generale, la capacità delle donne di essere migliori degli uomini, di non fare le cazzate in cui cade, sembra, la maggior parte dei maschi, almeno guardando la massa.

Una modella mi ha dato buca per ben due volte perché era ubriaca 🙂

Se credete che alle belle donne si perdoni tutto, vi sbagliate … il lavoro è lavoro. Ci lavorerò lo stesso almeno una volta per vedere com’è, ma ovviamente nel mio DB dovrò ricordare a me e a qualsiasi altro fotografo “ubriacona / bidonara”.

Non è certamente una questione morale: a me se le piace bere non interessa: mi interessa che quando c’è da fare un lavoro ci sia: io ci sono, l’attrezzatura, il luogo e il riscaldamento ci sono e sono pagati… se il giorno prima di un lavoro bevi troppo la tua affidabilità è zero: puoi essere anche la più figa del mondo.

Per quanto riguarda i bidoni nella vita normale, non lavorativa, sono il secondo motivo per chiudere all’istante con me: molto semplice; basta sbattermi giù il telefono (troncare una conversazione unilateralmente) oppure bidonarmi: semplice, rapido, efficace! 🙂