sapere quel che dici #3495783

suggerimento

Prima di rivolgersi ad un professionista, per criticarlo magari, usando il linguaggio specialistico della sua professione, o gergale, sarà meglio impararlo ALMENO a livello amatoriale, ma a livello preciso, in quanto il linguaggio specialistico, in misura ancora maggiore rispetto a quanto non lo sia la nostra lngua COMUNE, rappresenta una CONVENZIONE di una serie di persone che intendono PRECISAMENTE qualcosa.

Quindi prima di dire ad un professionista – a puro titolo di esempio – che una foto è BRUCIATA, quando ci sono invece degli aloni o un riflesso differente da quello desiderato su una superficie riflettente, devi sapere cosa cazzo significa che una foto sia BRUCIATA. E che questo è a dir poco offensivo per un professionista.

Altro esemio? Il termine “SPARA” è più gergale che specialistico. Ma significa qualcosa. E se non sai cosa significa, non devi usarlo a cazzo. Non lo devi proprio usare, devi stare muto/a. Devi usare le parole che conosci. Puoi usare perifrasi, puoi fare tante cose. Ma la prima che devi fare quando usi una parola è “sono in grado di dare al definizione del termine che sto usando?” – se la risposta è no, usane una che conosci.

 

incomunicabilità n.201210181132

urlare cose incomprensibili?

Torre di babele, dialoghi fra sordi, asino che dice cornuto al bue… Per fortuna il difettare in comunicazione non è cosa nuova. Mi consola solo questo, evidentemente ci si ricade di continuo.

Eppure mi amareggia, mi stupisce. Questa è un’epoca in cui si fa poco e si parla molto. E si scrive molto.
Quindi bisognerebbe saperlo fare adeguatamente e condividere tutti un codice ed un insieme di significati per gli stessi vocaboli che usiamo tutti. Senza possibili fraintendimenti salvo per parole che sono nate per sfumare.

Caso 1, commerciale: CG chede all’azienda Sempronia Corp che batteria ci vada esattamente nell’accessorio XYZ. – “Salve, gentilissimi, mi serve sapere esattamente che batteria acquistare ed usare per l’accessorio XYZ : nel manuale non c’è scritto, sull’accessorio non c’è scritto, se vado nei negozi mi dicono che non c’è scritto e non si prendono la responsabilità perché esistono tre differenti formati e voltaggi”.
– Risposta della Sempronia Corp: “Per acquistare la batteria basta andare in un negozio di elettrodomestici, Va bene una di quelle dei telecomandi per cancelli, saluti
– CG, a casa sua, leggendo la mail: ???!!!! Quale stracazzo di maledettissima fottuta mmerda di porcosette di batteria ci va?!!! cazzo!!! Non me lo state minchiafottuta dicendo!!!!! Mentre nella lettera CG lo scrive per benino, un po’ piccato, ma senza le parolacce, quacosa come “mi serve il taglio e il voltaggio, va bene anche una foto…” Continue reading →

torniamo indietro anche sul #sesso, sembra

I bambini vedono tutto, chiedono tutto. Vedono le cose che tu vedi, ma non fanno finta di non averle viste, non hanno ipocrisie perché non ne hanno (ancora) la necessità: quando vedono un pene, ti chiedono cosa sia e perché sia più grande del loro o di quello del fratellino, cuginetto, compagno di giochi del mare o della materna. E’ inutile che ti inventi delle sciocchezze! E il perché dei peli, del seno della mamma, e così via.

La mia ragazza accede ad un interessante “bacino d’opinioni” presso il luogo in cui lavora e proprio ieri mi ha raccontato di una sua collega era scandalizzata per il fatto che suo figlio, che faceva il bagno con lei, le ha indicato la vagina e i capezzoli e le ha chiesto informazioni in merito. E lei – ora sono io che mi scandalizzo e non poco – le ha detto che i capezzoli (non ha usato questa parola, a suo avviso sporca, vietata) erano biscotti. Ora, siccome il sangue mi stava andando alla testa per la stupidità di un simile atteggiamento, non ho sentito cosa abbia inventato per la vagina. Quello che, riacquistato il selfcontrol, ho sentito, era che il suo uomo al medesimo racconto ha dichiarato che non avrebbe fatto il bagno con suo figlio perché “se poi mi mi fa domande?”. Continue reading →

cercare lavoro internazionalmente

ricerca lavoroNon è impossibile trovare lavoro, se sapete fare il vostro lavoro ma qui non si trova più. Vedetevi però come freelance di un certo lavoro, non come operai pendolari o “extracomunitari col permesso di soggiorno” … cioé… in realtà è così, dovrete magari farvi il permesso di lavoro eccetera eccetera, ma quando magari qui siete sotto un ponte, invece magari potete fare la stagione in crociera oppure fare il vostro lavoro in Australia… non so davvero che lavoro facciate, quindi il mio non è certo un suggerimento valido per tutti, ma può capitare di trovare siti di offerta lavoro in cui il vostro lavoro è davvero richiesto, non è uno specchietto per le allodole come accade in alcune vetrine di agenzie di lavoro interanale.

Pensateci, non datevi subito per vinti: se la lingua non è un problema bene: sapete che però la lingua non è praticamente più un lavoro, è solo quel qualcosa in più che vi permette di svolgere l’altra cosa che sapete fare in un posto dove non parlano la vostra.

Il kung fu oscuro della retorica fornito da Schopenhauer e la politica in TV

immagine raffigurante persone su un palco che arringano la folla

gente che ama la verità

Invito tutti a dare un’occhiata, se non a leggersi tutto il libro, almeno alla trattazione per sommi capi che Wikipedia fornisce del libro il cui titolo in Italia è stato tradotto con “L’arte di ottenere ragione” (e notate la sottigliezza dell’ottenerla, non di averla), di Arthur Schopenhauer e – poi – guardare le varie schifezze politiche in TV.

C’è, in particolare, Sgarbi che, a mio avviso, ha la capacità e la competenza per servirsi da maestro di questo tipo di “kung fu dell’Eristica” e, se non sbaglio, lo ha anche dichiarato in uno degli  scontri (pardòn, confronti) in video con Cecchi Paone, ricordando che lui è in grado di dimostrare tutto e il suo contrario (verificate voi su qualche video online). Continue reading →

Congiuntivi: bambino vessato perché ama la nostra lingua (l’Italiano)

immagine tratta da una copertina di un CD dei Megadeth raffigurante degli infanti appesi a testa in giù

la mejo gioventù

non so perché sia sparito (io non lo trovo più) tra i post di niarb/afterfindus, ma devo segnalare questa barbarie in cui gl insegnanti sono inesistenti, sembra … Mi associo al rimbalzo commentato da Massimo Gramellini su “la stampa” in cui si parla di questo bambino della scuola “Don Orione” deriso e costretto a subire le note molestie infantili dagli altri bambini perché “ama i congiuntivi” e servirsene correttamente. Ovviamente non posso che unirmi, ripeto, a ciò che dice Gramellini in mezzo all’ironia, che – non mi stancherò mai di ripeterlo -la complessità del linguaggio riflette/consente quella di pensiero.

Questa banda di piccoli bastardi conferma ancora una volta in quale barbara decadenza distruttiva e corrotta stiamo andando. E con tanta calma li prenderei tutti a calci in culo, loro, i genitori e gli insegnanti che non hanno stroncato sul nascere l’ineducazione più marcia.