I bambini vedono tutto, chiedono tutto. Vedono le cose che tu vedi, ma non fanno finta di non averle viste, non hanno ipocrisie perché non ne hanno (ancora) la necessità: quando vedono un pene, ti chiedono cosa sia e perché sia più grande del loro o di quello del fratellino, cuginetto, compagno di giochi del mare o della materna. E’ inutile che ti inventi delle sciocchezze! E il perché dei peli, del seno della mamma, e così via.
La mia ragazza accede ad un interessante “bacino d’opinioni” presso il luogo in cui lavora e proprio ieri mi ha raccontato di una sua collega era scandalizzata per il fatto che suo figlio, che faceva il bagno con lei, le ha indicato la vagina e i capezzoli e le ha chiesto informazioni in merito. E lei – ora sono io che mi scandalizzo e non poco – le ha detto che i capezzoli (non ha usato questa parola, a suo avviso sporca, vietata) erano biscotti. Ora, siccome il sangue mi stava andando alla testa per la stupidità di un simile atteggiamento, non ho sentito cosa abbia inventato per la vagina. Quello che, riacquistato il selfcontrol, ho sentito, era che il suo uomo al medesimo racconto ha dichiarato che non avrebbe fatto il bagno con suo figlio perché “se poi mi mi fa domande?”. Continue reading →