mettere in ordine vecchie cose mi sprofonda nel nero

Ci sono cose che accumulo.

wrong shui

Non sono esattamente un accumulatore seriale, ma in nuce forse qualcosa c’è. E sento bene che si tratta di un disturbo. Non è un fatto qualsiasi. Sento un dolore fisico simile a quello dell’ansia vera, quando devo risolvermi a mettere in ordine. Mi sale la temperatura, inizio ad agitarmi, me ne vado in giro come uno zombie.

Al mio ultimo trasloco ho affidato ad una nostra amica le cose con le quali non riuscivo ad avere a che fare: lei ha preso tutto come stava e ha AVVOLTO in una carta alcune cose, schiaffandole in dei cartoni. Mi sarei ritrovato il problema nella nuova casa, ma almeno quello del trasloco era risolto. Io ho sofferto, davvero, ma contemporaneamente ho ringraziato questa persona e ho capito che potevo aiutare nello stesso modo qualcuno: se la roba non era mia potevo aiutare.

Come mai, cosa faccio? Normalmente scrivo dei piccoli appunti. Spargo questi foglietti ovunque. Poi li raccolgo, poi queste raccolte le metto da qualche parte. Tutte queste cartacce polverose sono spunti. Sono spunti per cose che non ho imparato, non ho approfondito, non ho provato. Sono cose che hanno toccato per un attimo la mia vita, ho trovato interessanti ma non le ho assaggiate. Ancora, perlomeno.

Credo che sia questo: lasciarle andare, spezzare questo legame, per uno che, come me, ha poca memoria e non intende averne perché può prendere un appunto, significa gettare via un possibile pezzo di futuro. Dico io eh. Magari non è questo. Alcune volte si, sono legato a degli oggetti e quello che mi incasina (mi manda fuori di testa proprio) è non avere il posto giusto per loro. Continue reading →

android e il regalo di Pasquetta

Se avete un telefono Android e non sapete ‘sta cosa, ve la regalo così avete l’ovetto con sorpresa che non sia un gioiello del cazzo (assai diverso invece dagli splendidi gioielli da culo – i buttplug – che sono tutta un’altra cosa).

Se siete ancora qui e non siete stati infastiditi dalle due righette di intro, ecco il dono:

Android = google. :-O Ecco il perché, anche se non sapete una ceppa di niente, più o meno costretti, vi siete creati un account google (quasi di sicuro non avrete resistito al g+) o come minimo un indirizzo gmail. Questo è un bene per la vostra rubrica dello smartpone: quando ve lo aruBBano o quando lo perdete nel water di quella bettola e ne comprate un altro recuperando il numero, la rubrica è sempre nei server di google.

Ma solo se sapete quello che fate (o se avete culo). Continue reading →

per iPhornari

Questi giUovini mi hanno fatto ridere assai. Così mi sono detto : beh, se sono ragazzi che fanno queste parodie di cui condivido il senso al 100% … forse non sono “retrivo” e refrattario alle innovazioni … è che un conto è la moda, un conto l’innovazione, il progresso.

Link al video parodia simpatia relativo alla pubblicità sull’iPorn.

 

Se vi servono dei GIGA online, provate #DROPBOX!

immagine raffigurante il logo di dropboxOk, forse non avete sentito parlare di Dropbox. E allora ve ne parlo io. Forse invece ne avete sentito parlare, ma non avete capito. Possibile: due anni fa, entusiasta, presentavo Dropbox a tutti (via mail) e tutti “?” “eh? si, fico si… boh… bah” e zero entusiasmo.

Io nel frattempo me lo godevo a più non posso e cercavo comunque di godere di ogni mega regalato da gente che comprendeva e si iscriveva col mio link. Poi ho visto che quando andavo lì, personalmente, da quelle stesse persone di 2 anni fa e installavo Dropbox a tutti, mostravo loro due cazzatine … dicevo “ti rendi conto, vero?” … dopo alcuni secondi (circa 15 secondi) la pupilla si dilatava, la consapevolezza si faceva strada e normalmente tutti partivano con degli “ahhhh!!!! Ma allora posso…. <+ idee varie>” e chi aveva più di un computer semplicemente lasciava la stanza scomparendo e correndo ad installare ovunque, sincronizzando, condividendo eccetera.

Ovviamente qui devo essere onesto, oltre all’entusiasmo io ci guadagno. E anche voi due che leggete, ci guadagnate. Come? Soldi? No, nessuno guadagna soldi (non io, non voi, almeno). Guadagnamo spazio “cloud”. Si, questo è uno dei primi servizi “cloud” che sono stati presentati, compresi, usati dalla gente e per i quali io trovo un certo senso, ma in generale una buona utilità se si comprende a quale livello di sicurezza si sia. Se vi rompete a leggere qui, guardatevi il video sul loro sito (in inglese). Ma io ci guadagno, quindi spiego. Continue reading →

iPaid? Eccone un altro che ha paid.

vignetta umoristica raffigurante gente con i-cosi e genitore paganteHai paid? 500 euro in un mese in bolletta? Oh yes. Come mai? Ma le app non costano 2 euro, un cent e mezzo? Quello che non vogliamo capire del mondo mobile , ovverosia della telefonia cellulare e di tutti i dati che attraverso di essa vengono trasmessi, è che costa. Costa molto. Da noi poi costa di più. Da noi poi praticamente non esistono le tariffe flat, superato il tot di quantità di dati trasmessi per contratto, tu inizi a pagare quelle belle cifre al mega scritte in piccolino nei contratti. E il tethering? Sconosciuto ai più, non è una pratica di molestia sessuale anche se in ultima analisi si trasforma in autosodomia inconsapevole: significa usare il tuo dispositivo portatile per fargli trasmettere i dati a qualcos’altro, fare da tramite, fargli fare “da modem”. Continue reading →