Se non insegni l’Ai ai tuoi figli

Qui un esempio del perché è molto, molto importante non considerare i chatbot basati su LLM , ossia quelle che stiamo comunemente chiamando “iA”, davvero intelligenti: senzienti, che capiscono, che sanno, comprendono. Non sanno un cazzo. Soprattutto non capiscono un cazzo. Cercate tutte le argomentazioni più precise date dal dott. Walter Quattrociocchi. Io invece qui vi fornisco un esempio di interazione che mostra un errore marchiano; terribile se data in mano a un complottista di qualche tipo, ad una persona che usi volontariamente o inconsciamente/inconsapevolmente dei ragionamenti fallaci e che magari faccia gruppo con altri come lui/lei che ancora non avevano assorbito l’argomento fallato. L’iA (che di “i” non ha nulla) rischia, come si sa, di corroborare puttanate ma con un eloquio elegantissimo. Ecco l’esempio:

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Immagine, produzione, senso, realtà agosto 2024

Due temi: l’immagine dei bambini, dei minori; ed il senso della fotografia (soprattutto non-staged) , entrambi nel mondo in cui ci sono le iA generative.

1. Mi chiamano dalla cooperativa che ospita la mia sala di posa per cercare di partecipare ad un concorso con uno dei loro servizi (le divisioni della cooperativa si chiamano così) che si occupa di dopo scuola. Idea che hanno: comporre una scritta con i corpi dei bambini. Nuova. Scritta “il gioco rende liberi”. Dopo aver realizzato che così dovevano mettere solo bambini nudi, magri e senza capelli, hanno cambiato scritta.

Faccio il sopralluogo, mi rendo conto del caldòne, dico: mi raccomando TUTTI all’ombra, non mezzi e mezzi e mi raccomando all’ombra tutti, non tutti al sole.

Il giorno dopo puntualmente sono mezzi e mezzi e sotto un sole patocco merdoso.

Alla fine faccio una composizione, cambio la prospettiva, inserisco il bimbo che mi han mandato dopo con whatsapp (tutte merde, queste, sia chiaro). Ma cosa devo fare? Offuscare il volto dei bambini. Ma poverini!!! Si sono rotti i coglioni sotto il sole, sono i protagonisti, sono LORO, non “dei bambini”… e alla fine sembreranno usciti da Phenomena.

Vorrei dire che tutto non ha senso ma… so bene del problema dei koreani che stanno facendo i deep fake porno (condivisi su telegram) partendo dai profili delle ragazze su instagram. Quindi posso solo dire “che tristezza” sia per una cosa, sia per l’altra.

2. E poi c’è LA fotografia. Perché usare una iA per produrre una cosa reale? Il SENSO della foto oggi è più vivo che mai: una relazione con il reale molto più vicina di un dipinto, di un dipinto che non è neanche “dal vivo” ma una totale immaginazione.

La foto ha ancora senso, moltissimo. Ma bisogna pensarci.

Luddista, ma tecnologico

Non sono le macchine a togliere il lavoro agli uomini. Sono altri uomini. Un numero inferiore di uomini. Questo lo rende “togliere”. Fino a qualche secolo fa gli spazi si muovevano, le possibilità c’erano, cambiavi, imparavi altro. Ma lo scopo della tecnologia è fare di più, permettere di fare di più ad un numero inferiore di persone, o meglio, con inferiore sforzo umano. Il che sarebbe bello, se facessi lo sforzo perché ne hai voglia. Per diletto.

Purtroppo il modo in cui le macchine e la tecnologia diventano negative è quando rendono le persone come pezzi di un macchinario, soggetti al trattamento che si riserva alle cose, agli strumenti, alle risorse non-umane. Ad togliere il lavoro ad un uomo è un altro uomo che fa uso di una macchina, o meglio, anzi, questa è la realtà più pericolosa, che ne possiede l’accesso esclusivo. Che ha i mezzi economici per accedere a quel mezzo, escluderne altri e, nel senso più letterale della parola, avvantaggiarsene.

Non sono le macchine nè la tecnologia ad essere il male, ma la necessità di un modo di progettare la vita della comunità di esseri umani improntata alla necessità di un vantaggio competitivo, per il semplice fatto che questa competizione esiste. Devo competere per vivere. Devo meritarmi di vivere. Ma se è già faticoso farlo senza competizione e senza che lo si consideri un dono, perché mai, a parte che il tuo obiettivo non sia di per sé “esistere” ?

Una vita desiderabile per tutti, non detestabile, non faticosa, non conflittuale, non competiva, in cui essere felici di aver aperto gli occhi la mattina e con un sacco di voglia di mettere giù i piedi ed alzarsi… per tutti gli esseri umani , questo potrebbe essere un obiettivo dell’umanità.

E la tecnologia ha tutte le potenzialità per offrircelo. Quindi non sono un luddista “perché si”. Sono un luddista perché i proventi dell’eliminazione dei lavoratori da ogni settore progressivamente, mentre la demografia mondiale aumenta, non sono a favore della popolazione, ma di una microscopica, esigua, minoranza.

In una qualsiasi altra società animale credo che 8 miliardi di persone sarebbero riuscite a sbriciolarne un miliardo che li stanno facendo strisciare a terra.

Evidentemente siamo schiavi per natura? Schiavi si, della paura di morire, dell’esistenza “in quanto tale”. Di quello siamo schiavi e pochissimi trovano la forza per liberarsi da questo imperativo biologico. Di cui raramente i vantaggi sono godibili per la maggior parte dell’esistenza.

Nel frattempo: https://www.lastampa.it/cultura/2023/07/18/news/io_obama_vi_dico_basta_proibire_i_libri_di_neri_e_lgbtq-12951467/

Fatti i cazzi tuoi e campa cent’anni #1234872

10 anni fa ho semplicemente detto “basta informatica+persone”. Le persone sono ok. L’informatica è ok. Ma queste due cose insieme non devono più avere a che fare con me, mi distruggono.

Ci casco ancora, invece. Mi sembra che la gente possa essere interessata a capire cosa succeda, cosa sarà il futuro dei loro figli, visto che sono loro che dovranno parlarci. Ma il modo in cui sembra che afferrino il concetto sembra sempre che non abbracci completamente le conseguenze. Preferiscono raccontarti demiocuggino piuttosto che farsi delle domande, osservare la vastità del problema o dell’argomento, pensare alla propria vita in relazione a quell’oggetto, quella tecnica, quella pratica.

Più provo chatGPT e lo metto alla prova, ci lavoro, ci dialogo, più mi sembra chiaro che ogni bambino e ragazzino saprà cosa farci, mentre i loro genitori sbuffano solo all’idea di provare, che c’è la password cheppalle.

Ma sono cazzi loro, no? A me interessa della mia nipotina. Ma con sua madre non potrei fare questo discorso, non potrei dire “hey, facci un giro, dialogaci, interrogala, prendigli le misure e capisci cosa può fare e cosa non può e quali siano le potenzialità visto che verrà corretto ogni 2 settimane”. Ma lei, la nipotina, lei proverà. E i suoi interlocutori non saranno competenti, nemmeno per quel minimo di competenza che si ha facendo una prova. Come farai ad accompagnare tuo figlio nell’uso di quello strumento, che è infinitamente più pieno di conseguenze della calcolatrice di 50 anni fa, del computer di 35 anni fa e di internet di 20 anni fa? È uno strumento meraviglioso, ma ovviamente ci sono relazioni con l’apprendimento che sarebbe opportuno vagliare e farlo assieme ai figli: se non impari a fare le cose non le sai fare, le sa fare questo coso. Se non impari a ragionare e mettere assieme i puntini e li fai mettere assieme a questo coso, senza questo coso sarai un ebete. Un conto è non-memorizzare nozioni, un altro è avere a disposizione non solo la summa delle conoscenze del mondo, ma dei ragionamenti che il mondo ha fatto fino a quel momento, in ogni campo del sapere.

Puoi lavorare ovviamente assieme ad uno che sa le cose, ma ci lavori bene se anche TU sai le cose. Questo uno od una potrebbe essere già da oggi una macchina. Avvalersi dello strumento è fico, ma anche negli scacchi l’accoppiata giocatore-ai è meglio di giocatore da solo e di Ai da sola. Il giocatore non è certo poco preparato.

Mi sembrava giusto cercare di far presente a quanti più genitori ed insegnanti tutto questo ma… ti senti tanto una Cassandra. Così capisco che spesso la cosa migliore è: fatti i cazzi tua, che tanto non solo non ne hai abbastanza per essere decente per te stesso, cosa pensi di poter fare per gli altri? È arroganza, altro che. Tu? Tu pensi di dire a qualcuno qualcosa? Ma chi cazzo te l’ha chiesto. Stai muto e fatti le seghe mentali, come ogni sega, per conto tuo senza rompere i coglioni alla gente.

ZerinoFebb! NON col moment

ZerinoFebb! NON col moment (ibuprofene) almeno a distanza di 6 ore, nel caso e INVECE della Tachipirina se nella vostra influenza il naso c’entra poco. Può essere preso con Fluimucil (o equivalente, acetilcazzolosalaminchia). Serve a “trattare l’influenza” senza ma checcazzo ne so io? Ma davvero ascoltate me? Ma lo sapete che se chiedete a chatGPT, che pure non può essere considerato in caso di consigli medici, comunque servendosi di fonti a svalangate e non essendo un umano che si scazza a rispondere o ti giudica e ti guarda come una merda se spari cazzate, ma semplicemente ti risponde, sempre, avrete informazioni più utili che non cagando me?

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