deepmeta, login, esp, getty, istock, porcodd (V 3.23) : da questa versione cambia il sistema di login; alcune funzioni automatiche (l’accesso agli statements) non saranno più possibili; ci si dovrà – fino a data da destinarsi – scaricare e caricare a manina (nuovo tasto “import” blu) gli statement: bellammerda. Altre dati e funzioni statistiche saranno meno raggiungibili, soprattutto per chi è utente iStock e non getty (cioé praticamente la maggior parte). ( https://www.deepmeta.com/blog/new-login-procedure-in-v3.23 )
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Canon 5DSR MOV metatags info
La mia indagine sui metatag inseriti automaticamente dalla Canon 5D SR (poi vedrò la MARK IV) nativamente è questa (secondo lo schema di Exiftool ):
Dati EXIF: si , e aggiungibili.
Dati IPTC: no, non ci sono e non ce li puoi mettere.
Dati Canon/Canoncustom: si, interessanti 🙂 Visto che ci sono mi verrebbe da dire a Canon: e allora perché non mi fate una bella funzione ON CAMERA che mi dice quanta profondità di campo ho davanti e dietro il soggetto, visto che questi dati CI SONO (oltre al fatto ovvio che se me li posso calcolare io, perché diavolo non lo puoi fare tu, che sei un computer?)
XMP: nativamente non ci sono, ma possono essere aggiunti, modificati eccetera.
Dati QuickTime: ovviamente si, ma non sono modificabili se non per robetta.
Perché questo ci interessa? Come schiavi del microstock ci interessa per l’automazione, per l’ottimizzazione dei tempi, per non rompersi le palle, per capire come cavolo fare visto che alcune importanti agenzie non accennano ad auto-importare i metadati che noialtri abbiamo inserito. Tu li inserisci, loro non li importano. E poi dovresti tu smazzarti con dei file CSV paralleli che ok, io mi invento qualcosa, ma cazzo c’è un sacco di gente che sicuramente digiterebbe tutto a manina. Docojoni, come si dice dalle mie parti.
Quindi tanto quanto dobbiamo sfangarla con l’inglese, così io cerco di sfangarla con l’informatica per limare la parte “gestionale” del lavoro del microstock. Già devo fare tutto il lavoro, già devo inventarmi titolodescrizioneparolechiave. Ma che poi le debba RISCRIVERE per ogni agenzia, o nel CSV DIVERSO per ogni agenzia… ecco che i vaffanculi proliferano in declinazioni e nuances differenziate per ogni gusto e stagione.
Quindi con la sacra calma ora bisogna capire: ESISTE un dato EMBEDDED che Shutterstock leggerebbe? Ad esempio se aggiungo io il dato exif relativo al titolo, su un MOV prodotto dalla mia fotocamera, lo prende, resta nel file, senza essere un dato XMP. Ma… poi Shutter lo legge? E’ da vedere. E poi: Adobe Bridge aggiunge metadati. Ok. Ma cosa sono? Modifica gli exif ad esempio? E quando MI DICE che modifica gli IPTC, in realtà che cosa fa? Crea degli XMP-IPTC ? E il cazzocheglienefrega a shutterstock non ce lo mettiamo? Oppure: se ci fosse il modo di modificare il dato keywords nei dati QuickTime, shuttercaz lo leggerebbe?
io comunque gliel’ho bell’e scritto: LEGGETE I FOTTUTI DATI XMP EMBEDDED, così non ci sfracellate la minchia.
Vediamo. Con iStock e Deep Merda dovrebbe aver risolto con la prossima versione.
segno che stai lavorando (quantità) bene con iStock
Se stai facendo bene lo sai dalle vendite.
Ma se stai lavorando ad un ritmo decente lo sai quando ogni circa 30 minuti ti arriva una o più e-mail di approvazione o di rifiuto dai revisori.
Non sto scherzando.
FOTOGRAFI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI
Finalmente qualcuno sta cercando, con una certa forza, di essere efficace contro la politica del furto da tasto destro di Google: esserci alle tue condizioni o non esserci non è “don’t be evil”. E’ molto evil.
Per chi non lo sapesse, in generale il sistema di google ricerca immagini facilita enormemente la possibilità di RUBARE le immagini ed usarle per scopi per i quali è richiesta una licenza commerciale.
Non è “mi serve la mela, non ho la mela, rubo la mela, la mangio”. Non funziona così.
Se lo capisci, meglio ancora se sei un fotografo/a od un illustratore/illustratrice, leggi e firma le DUE lettere da inviare. NON SERVE ESSERE CITTADINO USA.
iStock e la data di scatto originale
Cari Microstockers, sarà capitato anche a voiiiiiiii, di vedervi rifiutato un file da iStock perché “la data della liberatoria e quella dello scatto sono troppo distanti”.
Ora, anziani, visualizzatemi in questo modo: ho una foto in mano e una liberatoria.
Quando ho scattato quella foto? Ti sto dando la SUA liberatoria: quindi?
Quindi ovviamente iStock legge i dati exif e ci fa su i suoi pensieri: E SBAGLIA. Perché la data che ha ritenuto di attribuire ai miei file è quella di CREAZIONE SUL MIO HARD DISK, visto che quella di creazione dello scatto era stata da me rimossa perché i miei dati exif sono cazzi miei e perché è espressamente richiesto di NON mettere informazioni diverse da quelle richieste (quindi descrizione, titolo, keywords – fine).
Dunque per chi sa, ecco qui: il campo è “DateTimeOriginal” (e al massimo se serve anche CreateDate). Non vi dico di più perché vi ho già detto anche troppo: dovete sudare un po’ 😉
Corbis/veer vende ai cinesi
Il 22 Gennaio Corbis ha annunciato che i business relativi alla vendita di licenze di Corbis, Corbis Motion e Veer sarebbero stati venduti ad un’affiliata di VCG (Visual China Group), ovverosia Unity Glory International. Contemporaneamente VCG ha stretto la morsa potenziato la partneshit con Getty Images (che per i poveri sfigati del microstock significa la malcagata iStock – e non perché non generi miliardi di introiti, ma perché la sensazione è che Getty se la malcaghi di brutto): quest’ultima (Getty) diventerà il distributore esclusivo per le immagini di Corbis & co fuori dalla Cina.
Verranno selezionati contenuti della Corbis collection per essere migrati a Getty Images (nessuno cita iStock e nessuno cita Veer in questo dettaglio, quindi intanto questa informazione è chiara per chi lavora nella parte “alta” e non per il pueblo dei contributors.
I contenuti selezionati di coloro che lavorano già con Getty Images (non dicono esplicitamente iStock però) o che anche non ci lavorano in qualche modo verranno migrati: verrà inviata una richiesta del bli e del bla.
In pratica perdiamo un’agenzia, a mio modo di vedere. Forse però scremano la cacca dalla cioccolata e la merda mista la tengono ovunque, mentre le ficate le portano tutte a Getty. Un’idea non malvagia. Credo stiamo parlando, per chi non si intendesse, di Getty e di Corbis “serie” … con immagini d’archivio storiche, di autori famosissimi, eccetera.
Ci sarà un periodo di transizione in cui la roba sarà presente in entrambi gli ambienti.
Il contenuto che non verrà migrato a Getty continuerà SIA ad essere rappresentato da VCG (che assorbe Corbis & co) SIA (e qui non si capisce) i diritti di distribuzione verranno restituiti ai collaboratori (un modo cortesemente stronzo per dire: vi cacciamo fuori).
Alcune FAQ di quel giorno http://www.corbisimages.com/content/corbisfaq/ mi fanno intendere che, sostanzialmente, veer, per i contributors, chiude. Io sono fotografo, ma non dice niente di illustrazione, illustrazione vettoriale, font eccetera.
Molto poco chiaro … ed ovviamente mi fa pensare che, vista la mia esperienza, quando senti puzza di poca manutenzione devi sempre chiederti: cosa succede? Chiudono o vendono? O di quale altro grosso cambiamento MI STANNO TENENDO ALLO SCURO? Perché è così che fanno sempre, purtroppo. Non averci pensato, da parte mia, è stato piuttosto stupido … ma se ci penso bene la fatica richiesta per fare i submit presso Veer è talmente tanta per un guadagno misero (a parità) che me ne ultrasbatto le palle.
Quello di cui c’è poco da sbattersi le palle è il fatto che le agenzie serie si stanno ridimensionando e che la globalizzazione non fa che allargare quei processi che si vedono comunque in una nazione: il grosso mangia il piccolo: non è vero che c’è spazio per tutti: l’unica cosa è che i dipendenti dei grossi possono essere distribuiti in tutto il pianeta così come i clienti.
Siamo NOI che dobbiamo svegliarci e NON essere loro dipendenti 🙂 Ma è sempre la solita storia, solo globalizzata: ad un certo punto il mio cliente è lo stesso della multinazionale globalizzata: ovviamente avrà un risultato a minor prezzo, anche se non personalizzato. O lavoro con loro, o contro un mostro gigante?
Però al loro confronto io posso fare prezzi molto più bassi e guadagnare di più.
C’è da pensarci su.
Deep Meta fa perdere tanto tempo
Qualsiasi contributor di Getty iStock sa che per i caricamenti che superano l’unità è pressoché obligatorio usare il programma Deep Meta. Se si trattasse solo di un sistema alternativo al caricamento FTP, per quanto un fastidioso fuori-standard, sarebbe anche accettabile.
Dici “ok, si gestisce gli upload … farà sicuramente il meglio possibile…”.
Ma in primo luogo si perde le liberatorie e poi sono cazzi tuoi.
Secondariamente, tutto il sistema di keywording di iStock è a sé stante: se tu hai impostato le tue keyword prima, lui comunque entra in contatto con il sistema a dizionario che usano loro e sei tu a dover perdere tempo a vedere se quello che TU intendi è possibile per caso esprimerlo con le loro keywords. Perché mica sempre è possibile, anzi.
E quindi molti sostanzialmente tendono a fottersene.
Ma la cosa non è priva di conseguenze. Solo le keywords che sono “in verde” dentro a deep meta finiscono veramente in iStock. Le altre restano in un limbo e non sono utili ai fini dell’indicizzazione.
Deep Meta fa perdere un sacco di tempo.
FTP è cosa buona e giusta. iStock: DACCI IL FOTTUTO FTP.
Se poi il keywording di iStock dia migliori risultati di quello di tutti gli altri, questo è tutto da dimostrare.
MICROSTOCK, ITIN, W-8BEN, tasse: codice fiscale.
ITIN, o ‘i che ttu ssei? Nel mondo del microstock, fino a poco tempo fa questo prima era un dubbio atroce, poi una certezza che “chissenefrega”, ma una certezza basata sul nulla, o peggio, sul “così fan tutti”. Ma se un cojone come me approfondiva, si leggeva tutto sul sito dell’IRS e si sbatteva, un dubbio gli poteva anche venire.
Ora finalmente iStock/Getty ha chiarito DEFINITIVAMENTE.**
Qual’era, prima, il ragionamento del cojone? Continue reading →
Arcurs ha ragione?
Yuri si è comportato sicuramente da sborone. Ma anche da esperto e da persona in una certa, importante posizione. Non era nessuno e si è fatto da sé, grazie al settore. Ci ha creduto capendo in quel momento che c’era da scommetterci, vedendo le potenzialità, scommettendo sul settore, si, ma anche su sé stesso. E ha pompato, pompato pompato, negli anni, con impegno, serietà, dedizione. Ha dettato degli standard, ha tracciato una via: non gli si può negare. Non è perfetto, non è un santo, non è un Cattivo.
Certo però non è Dio. E non è certamente l’unico del settore a pompare bene; lui non è il settore. Ma di certo ha visto lungo una volta e potrebbe aver visto lungo anche questa volta. Ma anche no. Potrebbe solo aver voluto forzare la mano e dire “lavoro sempre di più e con sempre miglior qualità e voi mi fottete sempre più margine di guadagno che io vi porto, come la mettiamo? Il diritto è mio e me lo porto via”. E questa sarebbe una cosa. Ma contemporaneamente che cosa fa? Dice “eh, raga, il futuro sono i cellulari eh!” … e si compra ‘sto miliardo di azienda. Bene. Ma poi quando vai a vedere cosa fanno, fanno editoriali in crowdsourcing. Voglio proprio vedere uno con l’iphone che va ABITUALMENTE in giro con le liberatorie. Perché quelli mica scherzano… se non gli dai i model release col cazzo che fai qualcosa di più di quell’editoriale da 2,5 $ (wow!) … per chi raggruppa quelle vendite i tuoi 2,5 sono parecchio… perché è il totale che fa la somma. Ma per te, quindi per il settore, questo significa solo “fine degli editoriali fatti con fotocamere”.
Ma lui dice che questo è lo stesso genere di obiezione che si fece nel 2005 con il microstock rispetto allo stock tradizionale. Solo che io ci vedo una incongruenza oppure semplicemente non ci stai dicendo qualcosa: praticamente vai verso lo stock tradizionale, dopo aver detto che erano sauri. E dall’altra spingi per la tua agenzia di crowdsourcing editoriale mobile. Eh… e il resto? Se il motivo per usare il microstock era che lo stock costava troppo, non credo che la clientela si muoverà a branchi e frotte urlando che ti amano, dato che gli alzi il prezzo. Quel genere di settore segue la schifosa regola dell’abbassamento costante. Se ci dici : andate dove pagano di più! Io ti dico: FANTASTICO, facciamolo! Vendono anche? Perché se non vendono, non pagheranno tanto. Ci stai dicendo che ti compri tu i player più grossi e che cambierai le regole facendo in modo da attirare i migliori per lavorare solo ad alta qualità e pagare meglio?
Io non lo sto sentendo. La sensazione sembra più: io me ne vado, voi che restate a fare?
Mah, a pagare qualche conto. Oltre al fatto che non ha nominato mai l’illustrazione.