DeepMeta iStock, cheppalle.

deepmeta, login, esp, getty, istock, porcodd (V 3.23) : da questa versione cambia il sistema di login; alcune funzioni automatiche (l’accesso agli statements) non saranno più possibili; ci si dovrà – fino a data da destinarsi – scaricare e caricare a manina (nuovo tasto “import” blu) gli statement: bellammerda. Altre dati e funzioni statistiche saranno meno raggiungibili, soprattutto per chi è utente iStock e non getty (cioé praticamente la maggior parte). ( https://www.deepmeta.com/blog/new-login-procedure-in-v3.23 )

FOTOGRAFI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI

Finalmente qualcuno sta cercando, con una certa forza, di essere efficace contro la politica del furto da tasto destro di Google: esserci alle tue condizioni o non esserci non è “don’t be evil”. E’ molto evil.

Per chi non lo sapesse, in generale il sistema di google ricerca immagini facilita enormemente la possibilità di RUBARE le immagini ed usarle per scopi per i quali è richiesta una licenza commerciale.

Non è “mi serve la mela, non ho la mela, rubo la mela, la mangio”. Non funziona così.

Se lo capisci, meglio ancora se sei un fotografo/a od un illustratore/illustratrice, leggi e firma le DUE lettere da inviare. NON SERVE ESSERE CITTADINO USA.

iStock e la data di scatto originale

Cari Microstockers, sarà capitato anche a voiiiiiiii, di vedervi rifiutato un file da iStock  perché “la data della liberatoria e quella dello scatto sono troppo distanti”.

Ora, anziani, visualizzatemi in questo modo: ho una foto in mano e una liberatoria.

Quando ho scattato quella foto? Ti sto dando la SUA liberatoria: quindi?

Quindi ovviamente iStock legge i dati exif e ci fa su i suoi pensieri: E SBAGLIA. Perché la data che ha ritenuto di attribuire ai miei file è quella di CREAZIONE SUL MIO HARD DISK, visto che quella di creazione dello scatto era stata da me rimossa perché i miei dati exif sono cazzi miei e perché è espressamente richiesto di NON mettere informazioni diverse da quelle richieste (quindi descrizione, titolo, keywords – fine).

Dunque per chi sa, ecco qui: il campo è “DateTimeOriginal” (e al massimo se serve anche CreateDate). Non vi dico di più perché vi ho già detto anche troppo: dovete sudare un po’ 😉

 

Corbis/veer vende ai cinesi

Il 22 Gennaio Corbis ha annunciato che i business relativi alla vendita di licenze di Corbis, Corbis Motion e Veer sarebbero stati venduti ad un’affiliata di VCG (Visual China Group), ovverosia Unity Glory International. Contemporaneamente VCG ha stretto la morsa potenziato la partneshit con Getty Images (che per i poveri sfigati del microstock significa la malcagata iStock – e non perché non generi miliardi di introiti, ma perché la sensazione è che Getty se la malcaghi di brutto): quest’ultima (Getty) diventerà il distributore esclusivo per le immagini di Corbis & co fuori dalla Cina.

Verranno selezionati contenuti della Corbis collection per essere migrati a Getty Images (nessuno cita iStock e nessuno cita Veer in questo dettaglio, quindi intanto questa informazione è chiara per chi lavora nella parte “alta” e non per il pueblo dei contributors.

I contenuti selezionati di coloro che lavorano già con Getty Images (non dicono esplicitamente iStock però) o che anche non ci lavorano in qualche modo verranno migrati: verrà inviata una richiesta del bli e del bla.

In pratica perdiamo un’agenzia, a mio modo di vedere. Forse però scremano la cacca dalla cioccolata e la merda mista la tengono ovunque, mentre le ficate le portano tutte a Getty. Un’idea non malvagia. Credo stiamo parlando, per chi non si intendesse, di Getty e di Corbis “serie” … con immagini d’archivio storiche, di autori famosissimi, eccetera.

Ci sarà un periodo di transizione in cui la roba sarà presente in entrambi gli ambienti.

Il contenuto che non verrà migrato a Getty continuerà SIA ad essere rappresentato da VCG (che assorbe Corbis & co) SIA (e qui non si capisce) i diritti di distribuzione verranno restituiti ai collaboratori (un modo cortesemente stronzo per dire: vi cacciamo fuori).

Alcune FAQ di quel giorno http://www.corbisimages.com/content/corbisfaq/ mi fanno intendere che, sostanzialmente, veer, per i contributors, chiude. Io sono fotografo, ma non dice niente di illustrazione, illustrazione vettoriale, font eccetera.

Molto poco chiaro … ed ovviamente mi fa pensare che, vista la mia esperienza, quando senti puzza di poca manutenzione devi sempre chiederti: cosa succede? Chiudono o vendono? O di quale altro grosso cambiamento MI STANNO TENENDO ALLO SCURO? Perché è così che fanno sempre, purtroppo. Non averci pensato, da parte mia, è stato piuttosto stupido … ma se ci penso bene la fatica richiesta per fare i submit presso Veer è talmente tanta per un guadagno misero (a parità) che me ne ultrasbatto le palle.

Quello di cui c’è poco da sbattersi le palle è il fatto che le agenzie serie si stanno ridimensionando e che la globalizzazione non fa che allargare quei processi che si vedono comunque in una nazione: il grosso mangia il piccolo: non è vero che c’è spazio per tutti: l’unica cosa è che i dipendenti dei grossi possono essere distribuiti in tutto il pianeta così come i clienti.

Siamo NOI che dobbiamo svegliarci e NON essere loro dipendenti 🙂 Ma è sempre la solita storia, solo globalizzata: ad un certo punto il mio cliente è lo stesso della multinazionale globalizzata: ovviamente avrà un risultato a minor prezzo, anche se non personalizzato. O lavoro con loro, o contro un mostro gigante?

Però al loro confronto io posso fare prezzi molto più bassi e guadagnare di più.

C’è da pensarci su.

Deep Meta fa perdere tanto tempo

deep merdaQualsiasi contributor di Getty iStock sa che per i caricamenti che superano l’unità è pressoché obligatorio usare il programma Deep Meta. Se si trattasse solo di un sistema alternativo al caricamento FTP, per quanto un fastidioso fuori-standard, sarebbe anche accettabile.
Dici “ok, si gestisce gli upload … farà sicuramente il meglio possibile…”.
Ma in primo luogo si perde le liberatorie e poi sono cazzi tuoi.
Secondariamente, tutto il sistema di keywording di iStock è a sé stante: se tu hai impostato le tue keyword prima, lui comunque entra in contatto con il sistema a dizionario che usano loro e sei tu a dover perdere tempo a vedere se quello che TU intendi è possibile per caso esprimerlo con le loro keywords. Perché mica sempre è possibile, anzi.
E quindi molti sostanzialmente tendono a fottersene.

Ma la cosa non è priva di conseguenze. Solo le keywords che sono “in verde” dentro a deep meta finiscono veramente in iStock. Le altre restano in un limbo e non sono utili ai fini dell’indicizzazione.

Deep Meta fa perdere un sacco di tempo.

FTP è cosa buona e giusta. iStock: DACCI IL FOTTUTO FTP.

Se poi il keywording di iStock dia migliori risultati di quello di tutti gli altri, questo è tutto da dimostrare.

MICROSTOCK, ITIN, W-8BEN, tasse: codice fiscale.

tasse ITIN, o ‘i che ttu ssei? Nel mondo del microstock, fino a poco tempo fa questo prima era un dubbio atroce, poi una certezza che “chissenefrega”, ma una certezza basata sul nulla, o peggio, sul “così fan tutti”. Ma se un cojone come me approfondiva, si leggeva tutto sul sito dell’IRS e si sbatteva, un dubbio gli poteva anche venire.

Ora finalmente iStock/Getty ha chiarito DEFINITIVAMENTE.**

Qual’era, prima, il ragionamento del cojone? Continue reading →

Arcurs ha ragione?

Yuri si è comportato sicuramente da sborone. Ma anche da esperto e da persona in una certa, importante posizione. Non era nessuno e si è fatto da sé, grazie al settore. Ci ha creduto capendo in quel momento che c’era da scommetterci, vedendo le potenzialità, scommettendo sul settore, si, ma anche su sé stesso. E ha pompato, pompato pompato, negli anni, con impegno, serietà, dedizione. Ha dettato degli standard, ha tracciato una via: non gli si può negare. Non è perfetto, non è un santo, non è un Cattivo.

Certo però non è Dio. E non è certamente l’unico del settore a pompare bene; lui non è il settore. Ma di certo ha visto lungo una volta e potrebbe aver visto lungo anche questa volta. Ma anche no. Potrebbe solo aver voluto forzare la mano e dire “lavoro sempre di più e con sempre miglior qualità e voi mi fottete sempre più margine di guadagno che io vi porto, come la mettiamo? Il diritto è mio e me lo porto via”. E questa sarebbe una cosa. Ma contemporaneamente che cosa fa? Dice “eh, raga, il futuro sono i cellulari eh!” … e si compra ‘sto miliardo di azienda. Bene. Ma poi quando vai a vedere cosa fanno, fanno editoriali in crowdsourcing. Voglio proprio vedere uno con l’iphone che va ABITUALMENTE in giro con le liberatorie. Perché quelli mica scherzano… se non gli dai i model release col cazzo che fai qualcosa di più di quell’editoriale da 2,5 $ (wow!) … per chi raggruppa quelle vendite i tuoi 2,5 sono parecchio… perché è il totale che fa la somma. Ma per te, quindi per il settore, questo significa solo “fine degli editoriali fatti con fotocamere”.

Ma lui dice che questo è lo stesso genere di obiezione che si fece nel 2005 con il microstock rispetto allo stock tradizionale. Solo che io ci vedo una incongruenza oppure semplicemente non ci stai dicendo qualcosa: praticamente vai verso lo stock tradizionale, dopo aver detto che erano sauri. E dall’altra spingi per la tua agenzia di crowdsourcing editoriale mobile. Eh… e il resto? Se il motivo per usare il microstock era che lo stock costava troppo, non credo che la clientela si muoverà a branchi e frotte urlando che ti amano, dato che gli alzi il prezzo. Quel genere di settore segue la schifosa regola dell’abbassamento costante. Se ci dici : andate dove pagano di più! Io ti dico: FANTASTICO, facciamolo! Vendono anche? Perché se non vendono, non pagheranno tanto. Ci stai dicendo che ti compri tu i player più grossi e che cambierai le regole facendo in modo da attirare i migliori per lavorare solo ad alta qualità e pagare meglio?

Io non lo sto sentendo. La sensazione sembra più: io me ne vado, voi che restate a fare?

Mah, a pagare qualche conto. Oltre al fatto che non ha nominato mai l’illustrazione.