#nondirloalfotografo più magro/a

Goooooooooood mooooorniiiiiiing peopleeeeeeeeeee!!!!!!!! Eccoci qui riuniti per l’ennesimo articolo stizzito e sostenutamente piccato dei pignoletti della serie del 2015 #nondirloalfotografo con la tranquillissima:

puoi farmi più magro/a? #nondirloalfotografo

puoi farmi più magro/a? #nondirloalfotografo

Questo lo dovevi chiedere alla mamma quando sei nato. No dai, non sono così stronzo. Ma ricordiamoci che stiamo parlando di fotoritocco, non di fotografia. E si, si può sicuramente fare, ma il fotografo non è un mago. Nemmeno con il trucco, che si sa, fa miracoli, puoi “fare più magro” qualcuno. Puoi dare un’impressione leggera, puoi fare qualcosa, puoi fare anche molto. Ma con le luci o l’impressione delle luci (trucco) puoi arrivare fino ad un certo punto. Quindi la risposta è più complessa, oppure dovresti cheidere: cosa intendi?  Continue reading →

#nondirloalfotografo tanto poi c’è photoshop

Ancora una volta siamo qui riuniti, fratelli e sorelle, per alzare il nostro coro di inni al signore; preghiamo insieme e diciamo: #nondirloalfotografo

tanto poi mi ritocchi con Photoshop, vero? #nondirloalfotografo

tanto poi mi ritocchi con Photoshop, vero? #nondirloalfotografo

Per quanto anche io percepisca il fastidio più come la minaccia di una schiccera sui coglioni, piuttosto che come una vera botta sulle palle, devo dire che la mia personale opinione su questo tormentone è sempre un bel dipende.

Non saprei dire perché dia fastidio anche a me. Forse perché fa parte di tutto quello che toglie “fotografia” alla fotografia e la sposta su “fotoritocco”.  Continue reading →

retoucher is watching you

Se credete che il ginecologo abbia visto tutto, vi sbaglaite. Lo ha visto il fotoritoccatore. Fare fotoritocco riduce (ingrandisce?) una persona ad una specie di superficie lunare in cui i crateri e le montagnole devono diventare una specie di praticello piatto. Una donna a quell’ingrandimento sembra un elefante. Qualsiasi donna. Qualsiasi persona. Non so se si salvino nemmeno i neonati. Odio fare questa merda. Certo ha un risultato utile. E non tutte le donne hanno questo tipo di pelle. Ma tante. Tantissime. Brufolini, pori aperti. Cheppalle. Manco sapevo che avessero la pelle. Ok, liscia al tatto, o no. Ma bella lì e ciao. Invece adesso… uff. Me ne fottevo della cellulite, delle smagliature. Ora le vedo. Due palle. Per fortuna me ne fotto, ma le vedo: se devo vedere, mi tocca anche tentare di risolvere. Questo per la roba commerciale.

Pulire con photoshop il fondale sporco

Nuntio vobis che preferisco lo strumento toppa per la pulizia del fondale sporco. Esiste una procedura per spennellare-sfuocando, molto veloce ed efficace che potete trovare googlando. Ma ho visto che trovo più veloce e più efficace quella di toppeggiare a manetta. Prima selezioni la sporcizia, poi in un’area libera e pulita leggermente superiore prendi la sorgente. Hop! Puoi lasciar fuori l’area con ombre più nette e il sotto-scarpa. Di solito è veramente più che sufficiente per una qualità media. Se devi far meglio… scontorni tutti e ricostruisci 🙂

O magari hai il fondo pulito eh? 😀

with a little help from my friends

helping hand reaching out to me

mano tesa

L’ansia non se ne va in due secondi. Non in due giorni. Ma mi è arrivato un piccolo aiuto (grande, in realtà) da un amico che non sa capire come sto… che sicuramente non lo concepisce nemmeno, che pensa che siano tutte paturnie, seghe mentali eccetera, per come la vede lui. Non c’è da parlarne troppo insomma. Ma non significa che se non ha le parole per dirlo e gli strumenti mentali per capirlo non possa arrivare un aiuto proprio da lì. 

La figura che più mi viene in mente è quella di una mamma gatta che trascina un gattino, che con la testa lo spinge… insomma di come fanno gli animali, semplicemente, quando devono spingere o tirare un proprio simile… o quello che hanno deciso di aiutare. Così, allo stesso modo.  Continue reading →

AAA fotoritocco: volontari cercansi: costa poco, vale molto.

Interessante questa “operazione recupero foto” rovinate da disastri naturali. L’idea è questa: la gente, esaurita l’emergenza sopravvivenza, torna a casa e trova quei quattro stracci che son diventate le cose che possedevano, tra cui le stampe fotografiche: ricordi di una vita, magari non sono capolavori – lo sapete tutti – ma sapete tutti anche che quella foto del nonno è l’unica che ha la nonna, quell’altra – era sul caminetto – è l’unica in cui ci siete tutti e persino lo Zio Ermenegildo , partito nel ’76 per il Brasile.

Chiunque sia in grado di fare un lavoro decente di recupero fotografico su foto danneggiate dal tempo e ancora meglio, danneggiate tout court, si faccia sentire e accetti la sfida che  offrono le foto di queste persone. E immagino sia possibile associarsi anche dall’Italia non solo per aiutare, ma anche per farsi aiutare. Credo che mezzo Nord non si sia dimenticato delle inondazioni di qualche tempo fa, vero? Se i vostri parenti hanno questo problema e non sapete come aiutarli perché non sapete usare un programma di fotoritocco, però potete iniziare a muovere qualche passo ed associarvi, cercando di unire le forze a quelle di queste persone e chiedere aiuto anche a loro; oppure potete cliccare altrove e fottervene, come di qualsiasi altra cosa, click e non fate niente.

E invece click: potete fare qualcosa. Senza spendere nulla.

Se invece sapete anche come fare, aiutate anche voi, sia in patria, in casa, sia presso quel sito. E se sapete come fare ad “internazionalizzare” la cosa, muovete anche voi le vostre sante chiappette. Qui non c’è da scucire un centesimo: solo fatica. E se siete disoccupati e usate da Dio Photoshop e mi state leggendo… why not?

Anche su feisbus: https://www.facebook.com/OperationPhotoRescue

Risonanza photoshioppara, qui.

Se avete preso in prestito photoshop e stavate giusto per restituirlo, leggete QUI e poi se proprio non ce la fate divertitevi QUI.