Donne considerate come culi semoventi

Attorno alla statua che, vista solo dalle due solite foto del web, non apprezzo particolarmente, ho letto varie critiche. Quelle che mi tangono assai sono quelle che ritengo punti di vista soggettivi ma che vogliono vendersi come oggettivi: il giusto, il vero, ciò che va fatto, il resto è male.

Questa volta un punto di vista che ho letto sulla pagina FB “Scienziati, filosofi ed altri animali” in una parte importante coincide con un punto di vista che lessi in una certa trattazione della fotografia di nudo fatta da Fotocrazia, cioè da Michele Smargiassi. Lessi l’articolo, a suo tempo, ma soprattutto il dibattito che si svolse nei commenti. Te lo riassumo? Riassumere richiede tantissimo tempo. Ci provo: parlava del “giro di fotografi di nudo”, già limitando le possibilità a “professionisti-lavoro” VS “il resto”. Chiunque lo facesse per lavoro l’autore lo risolveva con “lo fanno per denaro, di donne nude c’è richiesta”. Forse una volta. Oggi chi ha solo voglia di fica nuda va su youpornhubxvideoshamster gratis e non fa finta che gli piaccia il nudo artistico. Comunque il riferimento era quello. Oltre a questo, c’erano gli altri. Taglio corto perché a questo punto la visione della pagina FB citata e quella di Fotocrazia si incontrano ne “la visione della donna” e cioè la conclusione, osservando le opere, che le donne siano dagli autori viste in un determinato modo, che sia rappresentativo di TUTTA la loro visione della donna, del corpo della donna, del rapporto donna-corpo da parte dell’autore.

Wow!

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Bjorg Porn

Il titolo volevo farlo, quindi va così. Ho scoperto di aver avuto una punta di traffico il 17 del mese scorso. Non si capisce perhé. Questo come web-cojone e social-merda-marketting mi rende davvero una grossa testa di cazzo. Ma chissenincula. Ecco, così abbiamo mandato via quelli che je da fastidio la parolaccia.

Ho finalmente trovato una scarpa che io uso nei miei nudi in un porno. Un gran bel porno. Avevo già qualche dubbio sulle scarpe con così tanta “zeppa” … ma hanno una forma talmente giusta che alla fine tutte sono contente. Dicono sempre “da troia” “dei porno” ma poi quando le hanno su e si vedono allo specchio nude con quelle… il loro viso parla da solo. Sopracciglietto alzato, linea perfetta della gamba.

Però cazzo: adesso l’ho beccata io in un porno. Era proprio quella, sono sicuro al 100% perché prendo SOLO quella con diversi numeri. Mi costa parecchio, l’ho vista mille volte nelle foto.

E uff.

Era anche un po’ di tempo che cercavo un tacco 12 davvero fino, strettissimo, un artiglio, ma soprattutto che tenga quel piede in quella splendida posizione da ballerina. Adesso ho avuto una spinta fastidiosa in più.

Ora tornando ai fottuti visitatori di quel giorno, tutti dagli stati uniti, mi chiedo cosa cazzo possa aver detto di interessante. In inglese scrivo raramente, solo per dire ai lettori inglesi che siano anche loro impegnati nel lavoro di micro-stockers, che non sono soli nei momenti di merda. Non credo proprio di aver riscosso un simile interesse.

Boh! Ora metto un viva la figa. Questo per avere un testo sicuramente digitato da un certo numero di persone. Persone che forse non vorrei che arrivassero qui. Del resto non mi interessano nemmeno persone che sono convinte che la figa non sia da nominarsi, da considerare davvero molto bella e così via, anche se hanno collaborato a livelli scientifici internazionali per costruire un mondo migliore. Se poi mi cadi facendo una smorfia sul “viva la figa”, beh, ok, sei un ottimo lavoratore. Lavora pure. Ma quando hai finito, io vado da un’altra parte.

Puoi aprire un po’ tutte le labbra?

Se c’è una a cui posso chiedere davvero ogni cosa, senza paura che mi giudichi male, ma al massimo mi dica fottiti, mi risponda col dito medio o mi dica “no” e basta, e si va avanti, questa è sicuramente la Kiki. Certo, con l’articolo, siamo al nord.

Non pensavo che avrei mai osato chiedere certe cose a una che sta posando nuda. E invece eccoci a chiedere a Kiki se una volta può aprire di più il buco del culo (e lei mi risponde tutta tranquilla “si, credo di si, mi infilo un cazzo grosso, e poi rimane aperto per un po’, si può fare: vuoi proprio la “O”, vero? tipo per guardarci dentro? Che porco! Ahaha” e si procede con gli scatti che si stava facendo: nudi si, ma niente di eccessivo. Faccio un po’ finta di niente, ma non crediate che non sia rimasto colpito. So che lei è così. Continue reading →

lunedì shakerato freddo con selz

Giornata interessante. Ieri mi sentivo unammerda. Ho dormito da mezzanotte. Ma solo fino alle 4. Poi mi sono rigirato. E poi boh, alzato, con pensieri misti di lavorare e un fisso fisso fisso di desiderio di throatfuck che mi distoglieva, per fortuna, anche da pensieri molto molto seri e tristi. Il post che lo descrive non l’ho fatto. Ero triste, ma esiste il … tasto verde, cerco, e penso meno a, quello rosso.

Comunque ho lavorato, preparato cose, ho corso di qua e di la, dovevo anche preparare le foto per fare una presentazione, un discorsetto, un raccontareroba ad un circolo fotografico, ed andare a far firmare provinatura e liberatorie di nudo all’ultima modella (promettente).

Prima avevo quelli del posto che mi offre lo studio con una foto scema da fare e nessuna preparazione nonostante mi avessero chiesto e io avessi risposto sul cosa fare, settimane prima. Niente, non avevano un cazzo. Pazienza. Ho fatto con quel che c’era.

Poi corro da tizia, che lavora in un bar. Tutta agitata si guarda intorno. E’ stato spassoso: era eccitatissima (excited, niente che ha a che fare con arousal) e combattuta, per la singola foto tra il “ohmmioddio nonononononono” pronunciato come una zitelletta macchietta di vecchi telefilm ed un immediato consecutivo “madonna che bella, stupenda! Ma cazzo come fai?” (credo il complimento diretto fatto dall’interessata più potente che abbia mai ricevuto). Ad ogni modo continuava così, era buffissima. Tutta agitata che qualcuno la potesse vedere. Le ricordo: stai firmando perché le foto siano pubblicabili. Le ricordo che se rode il culo a me rode anche a lei: hai solo le foto che sono utilizzabili. Dice “giusto”. E ripete il rito dello scandalo-libidine per quasi ogni foto. Poi mi guarda in faccia e con la penna ne cancella un tot, come per fare la sadica. Pazza! Molto bene. Ne ha segate un paio che mi dispiacciono e quindi non guardo più.

Arrivo a casa: ha segato la polaroid, questo mi dispiace. Ha segato quelle due, anche questo mi dispiace. Poi ha segato: quelle in cui ha la pancia piegata e quelle in cui è vestita. Fine. Cazzo!!!!!!!! Sorpresa!!!!! Non me l’aspettavo. Ok, almeno altre 3 sono bloccate, molto belle… ma è assurdo perché si, ha la figa completamente spalancata in modo naturale… ma ce ne sono altre che sono molto più forti, a mio avviso. Quindi non capisco. Boh. Inoltre mi sfida! Cioè: vorrai farne altre? “Tu muoviti a sistemarle!”.

La sera dopo un tourdeforce a sistemare le foto da portare ho fatto una due ore di speech “a cazzo”. Ma l’idea era dire “come sei arrivato a fare quello che fai?” e ho potuto fare digressioni a caso. Alla fine quello che mi ha chiamato fa “non esiste che uno parli due ore senza fermarsi e fare pausa, spettacolo!!”. Boh. Domande, alcune, ne hanno fatte. Non so bene se hanno apprezzato o che. Io ho detto quello che dico sempre, solo un po’ condensato e tutto dritto.

Il supremo maestro è venuto pure lui. Ha detto “serata piacevole ed interessante”. mi fa ridere, gli dico “ma sai tutto!!!” – “si ma mi interessa ed ascoltarlo dall’esterno mi piace”, mentre il suo collega “ah io dopo 1 ora e mezza non ascolto più neanche la Madonna se scende in terra” (e stava spippolando col cellulare). Ahahaha 😀

Poi, visto che non siamo più in vaffanculo-mode, ho avvertito lei, visto che era almeno in 2 foto che abbiamo visto, che persone dall’aspetto serio e compito stavano li a guardarla nuda su uno schermo, ma l’ho avvertita dopo, perché non volevo venisse a bearsi di qualcosa per poi fare chissà che scena per non si sa quale motivo (capacissima).

Uscito da questa cosa stavo per andare a fare piscio-caffè (2 ore senza queste due cose!!!) e mi è arrivato un fiume d’amore, intenso, denso, caldo ed avvolgente. Ho pianto in macchina, con contentezza, verso il caffè. Che abbiamo preso in birreria: caffè, cappuccino, toast, tortine al cioccolato. Il tizio ha fatto un sorriso del tipo “se qualcuno chiede una birra gli dico dove credi di essere, in birreria?“.

Se penso che ieri …

Non che sia cambiato qualcosa: sono sempre uno sfigato molto fortunato. Ma oggi i segni erano positivi. E in birreria hanno offerto: ho cenato gratis.

Meglio che non esca di casa, la fortuna mi ha sorriso oggi. Non vorrei si distraesse.

su emotività e populismo barocco: lo faccio (2 di 2)

Parte 2 – Segue da parte 1

Mentre mi accingevo a scrivere che quello che faccio è inutile, per fortuna mi sovviene che ogni cosa inutile per cui viviamo è spesso sorretta dalla sopravvivenza, utile per necessità. La nostra solita utilità dell’inutile.

Michele Smargiassi, nel suo blog “fotocrazia”, presso Repubblica online, nel suo articolo sul barocco-populismo mi fa riflettere sul parallelo, che non mi sento di confutare, anzi, su quella definizione di Barocco e sul populismo. Credo si basi sulla definizione di “barocco” che diede nel precedente articolo, che a sua volta si basa su riflessioni tratte dal libro di Mario Tozzi “Tecnobarocco” (che non ho letto ma una malattia recentemente rinata mi spingerebbe a procurarmelo di corsa, accidenti a te, come direbbe qualcuno).

Parte 2: Foto
Nella parte tecnologica, dunque, in parte mi sento come viene definito da Michele Smargiassi (avete letto la parte 1?), ovverosia “eccedenza” di quella che molti potrebbero chiamare complicazione. Io la chiamo complessità: la possibilità di fare tutto è complessità. La complicazione è che il modo per farlo è scemo, secondo me. La burocrazia italiana è complicata. La burocrazia in generale è complessa: se gestita intelligentemente non è complicata.

Nella fotografia come la definì nell’ultimo articolo citato Michele Smargiassi, invece, temo di ritrovarmici: bella ed inutile. Non parlo del lavoro di stock: quella l’ha già criticata in un modo che io considero di sovra… non mi ricordo il termine: quando fai dietrologia e attribuisci interpretazioni ed intenzionalità che l’autore di chi ha creato qualcosa non aveva affatto. Persino nella forma di “ok, non voleva, ma la sua cultura o il linguaggio usato con nonchalance portano a…”. Non ti salvi mai. La fotografia (micro)stock è didascalica per la maggior parte, serve ad accompagnare più o meno gradevolmente in forma visiva altri contenuti. Oppure serve a rappresentarli simbolicamente, ma neanche tanto simbolicamente. Deve essere quanto più diretta possibile. Certo, la mela può essere dolcezza, salute, verde, dentista, mordere, il peccato, eva, Trentino. Ma di solito la mela è una mela, nel mio mestiere. E basta. Tendenziamente io, mi dicono, sono cervellotico, qunidi tendo invece a fare del contettuale, a rappresentare altro oltre all’immediato. Ma per me è talmente poco che mi pare ancora didascalico. Per altri invece bisognerebbe essere più diretti ancora. E io mi sforzo. E’ lavoro. Queste foto sono utili.

Quello che io faccio con la fotografia nudo, al di là della stiracchiata interpretazione di essere un artista che mi sono voluto dare quel giorno, e soprattutto prima di autoaffibbiarmela era sinceramente quella: non c’è nessun significato, non c’è nessun messaggio, non è utile, raffiguro ciò che trovo massimamente bello nel modo che più mi sembra bello: ritratti di ragazze e donne, totalmente nude o coperte solo per evidenziare la bellezza della nudità, delle forme del corpo e dei lineamenti del viso, degli occhi, della sensualità e anche dell’erotismo. E di più: secondo alcune interpretazioni la differenza tra pornografia ed erotismo è il non-mostrato, il non-visto. Non condivido. La mia è del tutto estetica. E’ una impressione. Se vedo bruttezza allora la parola “volgare” o “pornografico” mi risuonano. Altrimenti no: scioccante? Sfacciato? Esposto? Sfoggiato? Esibito? Anche “esibito” mi sembra molto da fiera. E’ più una statua: si esibisce una statua? Si sfoggia un quadro?

Ad ogni modo ecco, secondo queste definizioni, con le quali ora cerco di confrontarmi, io faccio barocchismo, pornografia.

Con le mie modelle di barocchismo non intendo parlare, a meno che non sia davvero di loro interesse. Ma di pornografia parlo sempre. Mostro le foto di miei precedenti servizi e chiedo se secondo loro , le persone che verranno ritratte, questa è pornografia. Per loro non lo è. Anche quando possono essere in imbarazzo pensando a “se fossi io sarebbe difficile da difendere… ma lo vorrei essere” – cosa più che comprensibile: è la loro vita! – non pensano mai sia brutto, osceno, volgare. E parliamo quasi sempre della massima esposizione.

Ci penso, ci ragiono. La cosa assurda è che dovrebbe essere la cosa più semplice e naturale del mondo: donne nude. Meravgliosi corpi di bellissime donne. Fine. E invece le brutte definizioni che sono legate al giudizio di queste immagini costringono (se non te ne sbatti) al confronto.

Finché il neurone non si appiccica alle pareti, lo faremo sbatacchiare.

campagna donnenudeforever?

Questo titolo fa cagare. Se fosse un hashtag farebbe cagare. Ma non vi voglio dire il titolo vero. Questo post è LUNGHISSIMO E ARRIVA AL PUNTO MOLTO TARDI.

Questa sera sono passato un attimo dalla modella di ieri o l’altro ieri, non so. Era una zoccola pazzesca. Ora voi mi direte: ecco!!!! Ed i vostri giudizi suoi miei giudizi. E dopo aver letto il post dell’altro giorno: ipocrita. No. Anzi, se lo avete letto dovreste starvi subito zitti. O meglio, chiedere “in che senso?”.

Bravi.

Nel senso che era tanto porca. Gioiosamente porca. Le piace tanto il cazzo, non ne fa mistero. Non ha mai, mai posato per me, mai prima. Non ha nemmeno posato nuda, per questa volta. Doveva, giustamente, capire com’è posare con me. Le ho spiegato ogni cosa, bla bla, diritti, doveri, liberatorie, possibili usi, cosa puoi dire cosa non puoi. Ma in sala di posa, così al volo, nessuna persona sconosciuta, che non ha mai posato con me non ha mai usato la parola “sborra” prima. Nessuno. Nemmeno kiki che sapevamo che era tanto porcella e lei è la più porcfella. Proprio ha il motivo di orgoglio di “cosa, quella fa più roba di me? Devo farla anche io!”… una cosa che definirei (ah sessismo!!!) molto maschile. Un po’ a chi ce l’ha più lungo. Beh nemmeno lei ha fato così, era timidina, persino a parole.

Era una gioia in realtà, questo vi sto dicendo. Io queste generazioni un po’ le conosco, ma non così tanto. Ci ha tenuto a dire “se mi piaci ti assicuro che lo capisci” … e non mi pareva proprio. E quanto si sarebbe fatta Tizio il batterista dei Chennesò oppure Caio una ripassata sai … ma che lei era occupata e fedele. Ma le battute quelle pesanti: erano quasi un attimo oltre il limite dei “maschi alfa dal meccanico” come ci dice la cara moon. Volete un esempio per capire, eccoci: quelle molto dirette con “prenderlo” “darlo” “dietro” “aperta” : quando vengono usate queste parole per altri motivi HOP uno fa la battuta pesante. Continue reading →

Oggi nasco come artista (Part II)

Seconda parte.

Tra ieri ed oggi è successo qualcosa. E’ in qualche modo un momento straordinario, di cui devo ringraziare questa crisi. Quel “crisi” di cui si parla ogni tanto in modo etimologico, no? Voi che la sapete lunga avete capito. Gli altri leggeranno sicuramente sul dizionario etimologico.

prossima volta così

Devo ringraziare di questa crisi non mia, lei. Lei che si è sentita uno schifo. Brutta. Un cesso. Una donna che non vuole essere. Che più si guardava nelle mie foto e più si faceva cagare. Ha ragionato lei, ho ragionato io. Si è calmata, io invece come sempre ho dovuto scavare. Ma per fortuna ho trovato chi mi ha fatto scavare per conto mio, la cosa migliore. Le mie “seghe mentali” come molti le chiamerebbero, poi di solito portano frutto, portano chiarezza, magari in un male di parole che sembrano tante ma in cui alcuni, alcune, trovano qualche volta conforto, come K che due settimane fa mi ha detto “parlare con te mi distende la mente, me la rivolta e me la distende, mi fai chiarezza”. Wow. Sapessi quante milioni di seghe mentali mi devo fare per poter sviscerare il dritto e il rovescio che poi arriva a te, cara. Ma di solito è utile, naturalmente, agli altri.

Questa volta G, la mia migliore amica, che era più preoccupata di “che cazzo stai facendo?” con lei, è stata brava e si è concentrata, dura, lei che è una dura, sulla foto. Le ho mandato una foto di questa sessione, in cui lei si vedeva schifo, merda. E hop, ricordate sicuramente miei piccoli lettori, voi miei assidui adoranti lettori, migliaia di lettori, che poco prima ebbro di bellezza, sensualità, sex appeal e forme muliebri le davo per assolute. Io, che sono sempre pronto a dire “si, secondo te, ma mica è La Verità”. E si, io sono quello che scatta, ma G è una che guarda. Sapete quando vi dicono pomposi “eh ma io sono quello che scrive, caro lei, mica è lei che fa lo scrittore eh… ehm ehm…”. Ma caro lei io sono un lettore. Sono io il destinatario della tua opera. Tu saprai anche scrivere ma io so leggere. E la mia cara amica G sta solo imparando i rudimenti della fotografia, nell’atto pratico. Ma come fruitrice ne sa più di me: si appassiona, va alle mostre, possiede libri, legge dell’autore, dell’opera. Io preferisco indagare su me stesso, facendo, forse sono pigro, forse sono narcisista, forse nonsocheccazzo. Ma visto che mi aveva portato un virgolettato di H.Newton, lei che lo conosce bene lo osserva in altro modo e osserva le sue bellezze ritratte: statuarie, assolute, canoniche. Cosa che le mie potrebbero non essere. Nota bene: avrei detto già qualche ora fa, mentre nascevo, che non sono. Ma non è detto: non sono refrattario alla bellezza canonica. Ma mi attira meno, credo. Sono attirato magneticamente dalla bellezza spigolosa e forse anche androgina. Io la trovo estremamente femminile. Non è una ambiguità sessuale, non ci vedo il maschio vero e proprio e non lo dico solo per ribadire che non sono omosessuale per qualche sorta di amor proprio: si tratta di un preciso tipo di sensazione data da quel tipo di persona. Difficile da trovare forse, inizio a sospettare. Continue reading →

sto diventando grande?

Ha posato per me, nuda; ancora. Lei. Come mi ha detto, sinceramente “poserò per te sempre“. Le piace, la lusinga, si sente bene, si sente figa, si diverte? Vedremo, ancora non si capisce. Ancora non capisce del tutto e si infastidisce per chi le dice “non sembri tu, di persona non sei così!” – persone – dice – che l’hanno vista nuda. A denti stretti e dopo mille parole, ha smesso di considerare queste cose come degli insulti, come se non fosse bella. Le hanno letteralmetne chiesto “ma come mai sei così? Tu non sei così di persona”.

beh ottima, davvero ottima.

Non glielo volevo dire come andava detto. Ma se n’è accorta. E allora, anche se sta un po’ troppo ignorando che fa l’amica e modella con uno che quando era riamato la amava fino al midollo, me l’ha tirato fuori: digli pure “perché il fotografo mi ama ed è così che mi vede”. Non faccio così solo se ti amo, ovviamente… ma io di lei mi sono innamorato e quindi quello che faccio, di vedere come altri non vedono, di voler riprodurre quello che ho visto io e che si presenta solo in alcuni momenti, sotto una certa luce, con una certa reazione, da un certo angolo… con lei ha 100 volte più dettaglio. Sento ancora che per me posa e per altri no.

Però ecco: oggi è stato interessante ascoltarmi. Come mi sentivo. Ero diviso in due: ma come professionista ho attinto all’uomo. L’uomo è stato solo a guardare il professionista, mentre stava su una panchina in un autunno nebbioso ad aspettare di morire. Ma questo non cambia. Lei, quella lei lì, non esiste più, è morta. L’uomo si ricordava di come potesse essere quell’involucro di donna. E si è fatto il meglio possibile. E con piacere, credo, di entrambi. Bipolare? Continue reading →

altro che esibizionismo

Non vedo motivo per seguire questo blog: piuttosto per capitarci. Quindi potreste non sapere che oltre alla fotografia stock faccio nudo artistico, principalmente femminile.

non così

non così

La primissima ragazza che mi ha dato fiducia ed aiutato in questo non la vedevo da qualche anno. Un paio di settimane fa l’ho reincontrata: aveva bisogno di un ritratto e mi ha fatto un gran complimento (voleva assolutamente pagare, quindi non era per avere un prezzo di favore) dicendomi “quando mi fotografi tu vengo figa!”.

Ora… ragà, io non ho questo potere, chiariamolo subito; forse qualcuno ce l’ha, ma io no. Io vinco facile, come dice la pubblicità: fotografo solo tipe fighe. Certo non sono indubitabilmente fighe. Non sono modelle professioniste, non sempre, non solo, non sono delle star – questo mai. Per cui se io ti ho vista figa, io ti fotograferò finché non mi sentirò abbattuto dallo schifo che ho fatto, finchè non vedrò nel mio schermino che tu sei figa come ti vedo io. Il che potrebbe persino essere non di tuo gradimento, o farti pensare che io ti vedo nel modo sbagliato. Boh. Comunque sta così, la cosa. E di solito per fortuna corrisponde. Per dovere di completezza dico che il “di solito” con la modella con la quale faccio più nudo ha dato vita all’eccezione: il modo in cui io la vedevo maggiormente era quello che a lei piaceva meno: ho dovuto ricorrere al trucco per rendere in foto quello che io vedo nella realtà. E lei non ha apprezzato quel tipo di trucco. Naturalmente (qui si sono arrogante, ok) chiunque altro ha apprezzato di più la mia visione: io ci vedevo dell’orientale e la vedevo più giovane … lei vuole vedersi più matura, decisa, cazzuta. Lo può essere: può essere entrambe.

Comunque tornando a bomba: questa ragazza, la prima che mi ha fatto da modella per il nudo, tornata per farsi ritrarre in modo “normale” (vestita) perché aveva bisogno di qualcosa per il lavoro, quando le ho un po’ raccontato il seguito e la grande utilità che queste foto mi hanno dato, mi ha detto “devo dirti che mi hai fatto stare talmente a mio agio nuda a posare come non sto nemmeno nell’intimità”.  Continue reading →

fotografodidonnenude

un po’ pelosa ma vabbé

Sto scoprendo cose davvero nuove sulle donne spingendo di più sull’acceleratore riguardo al nudo. Ormai lo propongo apertamente. Vuoi? Fico. Non vuoi? Facciamo quest’altro, nessun problema.

E sorprendentemente arrivano donne un po’ più mature, anche più difficili da ritrarre. Sono abituate a fotografi che le trasformano in troie de strada, gente che non vede l’ora di vedere una figa aperta e aumentare l’archivio tipo serial killer. Ma le loro foto si vedono subito. Io non mi sono dato il limite del nero sulle grazie, di usare sempre il chiaroscuro per nascondere proprio ciò che comunque nascondiamo sempre. E voglio fortemente che se c’è un nudo forte il viso non sia nascosto. Perché le statue e le sculture moderne sono belle, ma chi sono? Mi piacciono gli esercizi di stile con le forme del corpo, ma io ritraggo una persona, una persona nuda, davvero identificabile, forte della propria bellezza che diventa un vestito e una corazza ancora più potente.

E scopro che a tante donne la bellezza non serve con gli uomini. Forse serve passare attraverso gli uomini, essere seducenti. Ma essere BELLE no. Essere belle è come avere un 10 sempre in vista, una pagella portatile che sventolano in faccia alle altre donne.

Per fortuna io faccio click e sorrido.

E qualche volta chiedo scusa e vado a farmi una sega gigante perché certe donne seguono le mie istruzioni un po’ troppo bene e io ho garantito che non ci avrei provato. Al sicuro dal lupo cattivo, si aprono totalmente. E dopo essere state morbide, escono dallo studio fieramente più dure di prima.

Quando lo racconto, chi non pensa solo “ecco tu vedi la patata, che cazzo mi frega di quello che dici”, rimane comunque incredulo. Mio padre ha detto “io capisco le tue parole, ma non mi capacito comunque di questo meccanismo mentale” … mia madre lasciamo perdere che per lei sono tutte cose così grette e meschine e si fa il segno della croce. Ma io dovevo avvertirla che se qualcuno veniva da lei a dirle che fotografavo “le donne nude” (ledonnenude) era vero. Poverina, ha una certa età.

Non l’ha presa male.

La foto a corredo non è mia ed ovviamente era solo per attrarre la vostra attenzione: è fatta apposta 🙂