Boomer ang

Una mia anzianità. Oggi un piccolo battibecco su quella che lei considera una mia rigidità. I fatti: oggi pomeriggio l’ho pigliata per andare a prenderci un caffè; in casa di sua madre perché è gratis, non vedeva l’ora di uscire. Arriviamo in loco, arriva telefonata del suo attuale tipo, si premura di “non farsi sgamare”, poi lo fa e sta a giustificarsi con lui che “non ci vediamo tutti i giorni” (al quale non interessa, anche fosse) … lei che è per il femminismo. Indipendenza non ci siamo, né come autosufficienza, né dal maschio. Se la prima è ok per l’età, la seconda non è coerente per ciò su cui attualmente si infervora. Mette giù, prendiamo il caffè, mi racconta un video e poi me lo vuol far vedere. Mi rifiuto, di persona voglio te, poi il video l’ho capito, non è un film, me lo hai raccontato. Si offende credo, vedo, si trattiene, ce ne andiamo.

Verso sera le mando un video, premurandomi di specificarle che per i suoi standard è lungo: ogni volta che le mando qualcosa mi dice che è lungo, i messaggi erano lunghi, ogni cosa era lunga, gli scritti lunghi. Visto che il video riguardava un argomento che le sta a cuore e di cui parliamo, la avverto che è lungo, ma che il suo contenuto vale la pena.

Mi dice “ma è di Mercadini, non importa se è lungo, lui mi piace! E poi sei tu che non vuoi vedere un video di due minuti, che sei rigido!”.

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La portinaia. (Il mio angelo della morte?)

Forse l’ho trovata. La mia farmacista. Come la chiamerebbero in un poliziesco qualsiasi, di una serie qualsiasi, magari vecchia, magari scontata come tante, per indicare uno spacciatore.

Quando mi sono risolto a parlarci e chiedere, lei sembrava fosse abituatissima. Ma abituatissima a roba che si considera droga, immagino.

Le ho chiesto di parlare un attimo, ma era ovvio che era “importante”. Dopo un paio di settimane siamo riusciti a trovarci dieci minuti al mac e mi fa “farmacia, immagino”. Siccome avevamo – è una mia modella – parlato di DJ Fabo e della nostra visione della vita e del diritto di decidere di morire e farlo decentemente (oltre al fatto che non vedeva di buon occhio mettere al mondo bambini suoi in un mondo di merda, quando invece sarebbe stato utile diventare madre di altri già nati ma senza risorse – cosa che mi è piaciuta tantissimo)… le ho solo ricordato che non scherzavo. Mi ha detto che avrebbe fatto una ricerchina per il rapido-e-indolore, ma che c’erano un sacco di trucchi per usare sovradosaggi di roba quasi normale. Poi mi è venuto in mente il fatto della scadenza: mi conferma che si, i farmaci scadono, tutti. Quindi averlo li “pronto uso” all’infinito non è praticamente possibile. Esiste la natura, ovviamente. Ma in sostanza l’ho trovata, mi può aiutare, non si scandalizza, credo sia persino dello spirito di aiutare anche mettendosi nei guai. Cosa che non voglio, ovviamente. Ma apprezzo, molto, lo spirito di chi cerca di fare comunque ciò che ritiene giusto, in modo altruistico e rischiando, per te. Continue reading →

come si fa a scaricare una

Ho 45 anni.

Uno di 47 mi chiama tutto imbarazzato, era qualche settimana che era tutto orgogliosetto, di tanto in tanto mi diceva “attiro ancora la fica! sono contento!” “oh questa non molla, le ho detto che sono sposato!” “mi ha detto vedo che hai del potenziale inespresso e che non sei felice” “questa insiste, mi ha trovato su Facebook!”.

Mi sembrava il classico che scende dalle scale tutto affaticato alla  maqualcunolodevepurfare dicendo “cazzo, sono otto ore che scopo questa tizia, leiè venuta sei volte e io ce l’ho duro come il marmo ma niente, che posso farci? mah”.

Cioè la lamentela-vanto di alcuni stronzi che vaffanculoavvoi.

Comunque.

Mi chiama davvero imbarazzato oggi, per dirmi “senti, ho bisogno di una consulenza, sono stato gentile fino ad ora ma … come si fa a scaricare una?!”.

Così, siamo, noi sfigati. Talmente non abituati a questo, talmente convinti che devi supplicare, pregare una donna, che a loro je fa schifo e se non je fa schifo sei  tu che fai loro schifo, che ecco, non sappiamo come si fa a scaricare una.

Ma no, non è vero. Lo sappiamo: almeno io penso che non ci sia un modo giusto. Se proprio non vuoi avere nessun rapporto con una e lei in qualche modo ti vuole ma tu no, in nessun modo che sia diverso dall’amicizia o frequentazione per interessi e dialogo  compagnia (insomma non vuoi scopartela) … beh, credo che non sia poi difficile: puoi essere chiaro, limpido.

Non ti ama: vuole scoparti, tu non vuoi, ma gradisci la sua compagnia –> nessun pericolo di ferire sentimenti veri. Puoi dire “non ti voglio in quel modo, ma se vuoi che ci si veda per chiacchierare e basta” e poi sii te stesso: io non sono convinto che non esista l’amicizia tra uomo e donna. Ma io sono io. Magari voi si, siete convinti che non.

Ti ama, vuole scoparti, tu non vuoi. Non c’è via d’uscita. Qualsiasi cosa tu faccia, soffrirà. Sii gentile. Che tu voglia scoparla o meno, se ti ama, ci sono casini. Io l’errore l’ho fatto. Non mi amava, ma si è innamorata. Sono stato chiaro, sempre. Ma lei ha sofferto. Ha provato, abbiamo provato, ma poi … io non mi sono innamorato, lei si. Per me andava bene, credevo di darle molto (qualcosa le avrò dato se si è innamorata? non so, alla fine non so: a chi è dovuto l’amore? A me? a te?) e anche se non ero innamorato lei stava bene. Se c’ero. Ma quando non c’ero impazziva d’astinenza sempre più, mentre invece a me lei faceva bene: mi sentivo amato, anche se non c’era, quando potevamo vederci stavamo bene, in ogni modo, pensavo. Poi quando ha detto basta, però, è venuto fuori che tutto funziona solo se ti amo. Cioè alla fine senza la polvere magica io non sono frequentabile. Quindi, lasciando perdere il mio caso personale: non ci sono modi giusti. Ci sono modi sbagliati però. Si può solo cercare di pensare cosa vorremmo sentire o perlomeno cosa vorremmo non sentire. Se fossimo noi.

Io sono stato scaricato, rifiutato, mollato, ignorato nella vita in talmente tanti modi che posso dirvi che sono state molto rare, ma ci sono, quelle che mi hanno fatto poco male. Un classico “non sei il mio tipo” non è malissimo. Basta fermare la scimmia successiva: e com’è questo tipo? Meglio non saperlo. Meglio non andare a rincorrere l’essere qualcun altro.

Ti ama, vuole scoparti, anche tu vuoi. Ma tu la ami? Non si sa? Si sa? Siate chiari.

Ma se sei sposato … questa ultima magari veditela da solo.

dei paesi tuoi

La saggezza popolare, pragmatica. Realismo.

L’altra sera lei mi ha fatto tornare la tristezza. Era il suo compleanno, quello che le avevo promesso che le avrei fatto passare “non-di-merda-come-al-solito”. Io sono stato uno di quelli. Lo sono ancora. Di quelli che vogliono dimenticare il proprio compleanno, che odiano il natale. Ma in realtà il fastidio per il natale me lo sono scrollato di dosso qualche anno fa. Era colpa delle aspettative e dei miei. O di altra gente che ci sta intorno.

Quella del complenno… beh me l’hanno rovinata così tanti anni fa che non si recupera più. Poi ci ho messo il mio carico sopra. Cioè per quale cazzo di motivo dovrei festeggiare la mia esistenza?

Per le mamme dico questo: non subordinate il festeggiamento di un compleanno a qualche merito. Se i vostri figli sono intelligenti e sensibili (o hanno la testa piena di cazzate, non so, dipende dal vostro punto di vista) prima o poi si faranno due domande e qualche somma di fatti: devo meritare di esistere? – Tu che mi hai messo al mondo subordini il festeggiare il fatto che esisto al mio rendimento scolastico o al mio comportamento ? Ci saranno momenti, domani, ieri. Ma quel momento deve essere una specie di “pausa”: non si festeggia un merito, ma il semplice fatto che tu sei vivo.

Potresti già non esserne felice. Se ci metti sopra che “noi ti sorridiamo solo se”. Allora me ne fotto del compleanno. Se non mi volete sorridere, fatene a meno. Questo vi dirà un adolescente. Non fate questo errore.

Detto questo… lei quella sera dopo un tutto-perfetto-graziegrazie per qualche motivo ha preso a tentare di farmi da chaperon di Facebook. Le sue intenzioni erano buone, in qualche modo. Ma come se non mi conoscesse affatto, come se non le avessi detto io quelle parole prima, mi ha voluto dire che meglio soffrire che sopravvivere e non vivere affatto. Sul fatto che sia meglio vivere che sopravvivere ovviamente dirlo a me è offensivo. Mi diceva “persino Y ha beccato su Facebook, vuoi non farcela tu?”. Ricordiamoci che Y è incatenato ad una moglie che tradisce costantemente e che la catena sono le figlie che gli vieterebbe di vedere. E che lui ama tantissimo. Quindi magari beccherà anche. Dice che è perché mi vuole bene e che siccome è chiaro che non “voglio” (??)  “levare le tende” (ho un mutuo trentennale con una persona di cui mi fido e nessuno che mi ama… guadagno poco per fare pazzie e il mio studio a questo affitto ce l’ho solo qui ed ho penato 2 anni per trovarlo) e che il convento passa quel che passa “perché non premi quel potresti conoscere” di Facebook?

Mi sono sentito ancora più sfigato di quanto non mi ci sentissi prima. Lo sono, lo so. Cerco di affrancarmi da questa condizione in cui chissà quanti anni fa sono entrato passetto dopo passetto, credo alle elementari, alle medie? Lontano dalla competizione, dall’arrivismo, dalle sgomitate.

Quando l’idea di tirare lo sciacquone della vita e colare giù torna così forte (a occhio tra la 15 e le 16.30 aumenta) buttarsi un po’ sul dovere aiuta. O no? No, magari non aiuta. Ma l’idea di avere roba in sospeso con gente a cui devi qualcosa, che gliel’hai promessa, che si fida di te… questo non mi piace. Come ho detto preferisco mettere in ordine tutto, prima. E tra le tante cose da fare prima di schiattare ho decine di migliaia di foto da caricare in agenzia. Se smettessi in questo stesso istante di tentare di vivere potrei lavorare ininterrottamente a casa per un anno, senza mai uscire. Beh potrei. Se rinunci a vivere ma non a sopravvivere, comunque la scelta la fai ed è giusto essere coerenti: ti dedichi a quello. E se rinunci a tutto, scegli. Vai via. Tasto rosso.

Sembra così puerile, infantile, immaturo eccetera, vero? Eppure vivere senza amore non è vivere, per me. E stare con “chiunque” non lo vorrei. Ma la cosa buffa e realistica e che non c’è nemmeno traccia di questo chiunque. Una traccia realistica, non un sorriso od una conversazione educata. Un oggi, un domani.

Ogni volta (e sono state tante) che mi hanno dato del pessimista ho sempre detto che sono realista. Ho anche sfottuto gli ottimisti. Ma l’illusione di una speranza può sollevarti. Questo fa la fede: la religione si basa su questo. Ed era con la speranza che facevano muovere i prigionieri nei campi di sterminio. Funziona. Per cui un po’ di illusione ottimistica e di sensazione che “tutto può accadere” mi stava bene. Era falsa, era una illusione. Ma con la realtà, questa realtà, ho smesso di voler avere a che fare. Mi si chiede di restare in vita, civilmente, educatamente, in ordine. Ma non è nemmeno vero. Non è richiesto davvero: è solo ostacolata la scomparsa comoda, rapida ed indolore. Lasciate passare 6 mesi: a nessuno frega niente se scomparite. Devono pensare ai fatti propri. 

Ed ora una riflessione sull’esteriorità: nei siti di incontri l’unica cosa che si privilegia è l’aspetto fisico. Non lo so per esperienza. L’ho letto sul blog di qualche ragazzino sfigato che ne faceva una analisi brillante. Dicevano: di solito se sei sfigato de visu sei sfigato anche li, se il criterio è estetico. Non c’è modo di passare questa forca caudina: le ragazze che sono li non ci vanno per trovare l’amore della vita. Quindi se non sei figo non passi. Ecco perché, se almeno vuoi toccare un corpo ogni tanto (che magari dentro ha una persona, tipo: io ce l’ho, non vedo perché una donna non potrebbe essere nelle stesse condizioni) e decidi di non morire, puoi dedicare del tempo alla cura dell’involucro. Realismo.

l’acchiappafantasma (xx?)

Plin. Messaggio da lei. Vuole radersi di nuovo a zero. Lo dice a me perché non ha coraggio, perché è in un periodo di merda, voglio drogarmi, sono alcolizzata, bla. Un po’ la conosco. Le dico dai, ti sbatterai qualcuno, riprenderai fiducia, farai quello che devi fare, coraggio e tanti saluti: e che stai bene rasata a zero lo sai già, ne hai testimonianza fotografica e non ricevo che complimenti che non so mai se attribuire a me o a te. Quindi và e radi. Pure sotto, che sai che liscia è adorabile.

Niente, non ce la fa, ha bisogno di me, che la rada io, che le dia coraggio, come l’altra volta. La voce mi dice: tu la ami, lo sappiamo. Ma sai che lei non ti ama. Ci prova di nuovo: amico. Gli serve un amico. Gli “serve” capito? Ha questa necessità, ti è chiaro che ho usato il verbo giusto e non a caso vero? vero? hey! cosa stai fac… Continue reading →

La fiamma non si riaccende (46ma puntata)

Il mio rito del 29 del mese mi aveva fatto sbloccare whatsapp. Così lei mi ha contattato. Lei era confusa, anaffettiva, si era fatta altri 2-4 tizi, aveva detto ad un tale che doveva essere “testimone imparziale” che a mancarle davvero ero io. E me lo aveva fatto sapere. La rivolevo, subito, come prima, ma diventando più bravi a non essere due cani che abbaiano. Ma no, non era pronta, allora ribloccami per un mese – mi aveva detto. E io per 5 minuti l’ho fatto. Poi sono uscito da questa cosa e le ho proposto di no, di starle vicino senza altro (che io non ho scopato per un decennio, sono capace di ignorare il sesso e il corpo, anche se lo farei 3 volte al giorno con lei), per capire chi eravamo, se provava qualcosa, saperndo, che fosse chiaro, che comunque io facevo questo tentativo perché la volevo, non come amica.

E’ finito tutto, me ne accorgevo, non provava nulla. L’ho accompagnata al lavoro, via dal lavoro, dopo e prima del lavoro, a imparare il lavoro, all’ospedale per via del lavoro, a zonzo… ma io non sentivo arrivare nulla. Era distaccata. E alla fine me l’ha detto “sei stato un angelo, sempre … e mi sento in colpa e basta, mi fa stare più male che bene… sento che quando cerchi il contatto io non lo voglio… la fiamma si è spenta”.

E l’ho spenta io, credo. Di colpo. E ora la pago. Ma non sono sicuro. Non sono sicuro che non si possa fare un litigio, una discussione, avere FORTI divergenze di opinione o un confronto tra due impulsivi del cazzo senza per questo lasciarsi. Lasciarsi, cancellare tutto, smettere di provare amore. Io non ho smesso, mai, per un solo istante, persino mentre eravamo due stronzi. Mai. E nemmeno ora. Mi manca anche ora, ma non ho insistito per un solo secondo per riavere questo involucro che non contiene più quello che volevo. Questa donna non è più la mia piccola. Non c’è più dentro l’amore. E lo sentivo ad ogni istante… speravo che si scongelasse e lo lasciasse andare… che fosse come mi ha detto con un meme … che aveva paura di fidarsi. Continue reading →

Esiste ancora il macho-maschilista-gorilla-merda

lui è giustificato, voi no.

Rimango di stucco, ma devo testimoniare dell’esistenza di tale esemplare di maschio umano, oggi, settembre 2018, nella “avanzata” Italia del nord-est.

Una mia modella, 27 anni se non ricordo male, splendida, intelligente, lavoratrice, con obiettivi nella vita, dei gusti precisi, stile, educazione, cultura, si è ritrovata per la seconda volta a cadere in confusione dopo essere stata con un muscoloso pelato testa di cazzo. La parte fisica era comune, quindi diciamo che facciamo un po’ i lombrosiani che va sempre bene “con quella faccia lì”. Cadere in confusione vuol dire che va dallo psicologo. Ok, anche la mia ex, la mia bimba, diceva di dover andare dallo psicologo dopo aver litigato con me. Ma poi quando c’era andata il casino era con la sua vita, coi suoi, con gli oviettivi di vita. E tanto per distruggermi la vita ricordo che dallo psic disse “lui mi rende felice, e mi fa piacere me stessa” (peccato che dopo un mese io ero una merda eccetera).

Dicevo? Si, dicevo ‘sta ragazza. Un bijoux. Era bella, ovviamente. LUI ci ha provato con lei, non il contrario. Lei stava anche senza. Comunque. Ora io ormai ci ho fatto il callo perché sono un fotografo e quindi VI VEDO DA FUORI TESTE DI CAZZO: se non siete in grado di reggere la morosa figa, non vi fidanzate con le morose fighe; questo picchiatello quando lei gli mandava i selfie tutta carina, magari pure un po’ hot le rispondeva gelido che a lui quelle cose non piacevano. E poi metteva i like ai culi delle altre su Instagram. Nessun problema, diceva lei, a mettere i like sui culi delle altre, ma non se poi fai quello che io sono una troia. Continue reading →

non interesso a nessuna

dolore

Su questo fatto io rifletto. Per 20 anni, circa, nessuna donna ha manifestato interesse nei miei confronti. La mia amica mi dice che probabilmente non manifestavo disponibilità, agli occhi delle donne. Ora io ovviamente non lo posso sapere: gli occhi delle donne stanno dalla parte loro.

Per un fugace periodo una ragazza lo ha fatto. Mi ha lasciato perché convivo con la mia ex. Ha chiuso e non si volta indietro. Quanto le importasse non lo posso sapere: il bilancio lo ha fatto e ha fatto bene (per lei) ad allontanarsi da un bilancio negativo.

Io che sono tornato nel mio mondo privo di amore però non sto come prima. Quanto ci ho messo ad abituarmi a non fregare a nessuno, a nessuna, in particolare? E adesso, visto che comunque non mi è mai fregato di esistere, cosa mi frega di esistere se a nessuno gliene frega un cazzo se ci sono o no? A me non me ne frega niente. Io non vedo frotte di gente che non vede l’ora di sentirmi o fare qualcosa con me. Hanno i cazzi loro, hanno qualcosa o qualcuno che intendono seguire.  Continue reading →