google+ chiude i battenti: il fallimento di un social

ATTENZIONE NERD-SOCIAL POST! ********

In ambito social media marketing si diceva che il futuro probabilmente sarà google+: tenetelo d’occhio! – era questo il tono.

Annunciato da qualche giorno il fatto che chiuderà i battenti per la massa degli utenti consumer, restando vivo in ambito enterprise. Che significa non essere social affatto. Ok, anche LinkedIn per molti è considerato “il social inutile”. A parte che utile è tutto da discutere, in ambito di social network. La sua utilità è evidente se sai usarlo decentemente e non ti comporti come su Facebook. Ed per gli angolosassoni è di utilità normale. Ti chiedono nome, cognome, profilo LinkedIn.  Continue reading →

l’incuria puzza di morte

Sia gli utenti di alcuni servizi (soprattutto online), che i dipendenti di lungo corso di un’azienda, specialmente se sono stati di … abbastanza-lungo-corso in una precedente azienda, sentono la puzza di morte quando non vengono risolti dei problemi, alcuni specifici problemi, quando perdi i contatti con chi se ne deve occupare, senti che per quanto si possa essere generalmente negligenti o noncuranti qualcosa sta cambiando e non è in bene.

Da dipendente magari vedi che per anni un certo acquisto od un certo obiettivo agognato per anni che era finalmente in dirittura d’arrivo immediatamente diventa negato con violenza e successivo silenzio. Moltissimi altri silenzi ti danno strane sensazioni. Informazioni negate, soprattutto.

Mancanze di comunicazione sono spesso molto significative sul lato cliente: considerando, più o meno tutte, le ditte il lato customer care un costo, per quanto vogliano mostrare il sorriso a 64 denti, di solito le comunicazioni vacillano, poi si chiudono, poi spariscono e ti trovi ben oltre il muro di gomma.

Dal tuo lato (di cliente) ti senti incazzoso come sempre. Tu che ne sai che il posto al quale ti stai rivolgendo è una scatola vuota che sta per crollare? Continue reading →

la solitudine è per gli immortali

Leggo, prestato, “le stelle del cane”. Un post-catastrofe in cui (questo ho letto per ora) un uomo sensibile ed uno gretto sopravvivono proteggendo il loro territorio, l’uno con l’abilità del volo, l’altro con la facilità (ed il gusto) nell’uccidere. Il grosso del “bello” credo, per ora, stia nella narrazione della purezza della solitudine, del protagonista nel pescare e volare … del suo compagno forzato che uccide tutto ciò che non è lui stesso.

Io prevalentemente sono un solitario; lo sono sempre stato. Eppure amo la compagnia… e sono ciarliero. Per una certa quantità d’anni sono stato molto silenzioso, ricordo che me lo dicevano. Ma da un certo punto in poi … sono assolutamente convinto di avere una personalità borderline. Giusto un tantino.

Comunque. Continue reading →

mi sento come un clochard in metrò di boh

E’ strano… sono le mie ultime ore dove ho lavorato per tanti anni. Mi sento già fuori, ho consegnato ciò che dovevo (quasi tutto, alle 4.30 darò modo a chi riceve di rompermi le palle per l’ultima volta per ben 1 ora) … mi sento come se mi avessero privato della memoria, mandato in una metropolitana di un paese in uno stato che non conosco, con degli stracci addosso e niente altro … con quello squallore sia dentro che fuori.

E il sentirsi così la cosa da superare, come se non lo sapessi. Ma è come sapere che avere un miGLIarDaio di euro può far comodo. Saperlo… lo so.

E incontro ancora qualcuno che mi racconta quanto sia la seconda volta che queste mura vedono un declino dove prima centinaia di persone facevano qualcosa. Ed è sempre la stessa cosa: schiavi da qualche parte del mondo.

Io amo la fantascienza, lo sapete. E l’utopia ci sta dentro tranquillamente: così mi chiedo sempre perché non ci mettiamo d’accordo e lavoriamo PER l’umanità e tutti i suoi individui e CONTRO i nemici naturali come le catastrofi, gli imprevisti (non li prevediamo, ma pensiamo: potrebbe succedere, come stare meno peggio? … tutti?!) … per il futuro, per stare tutti benissimo.

Se seguiamo le leggi di mercato abbiamo solo trasferito su un altro piano la legge del più forte, quella della jungla, degli animali.
Ma gli animali non sanno da soli di essere in troppi: noi si. Possiamo avere un numero di risorse ADEGUATO al nostro numero e controllare questo aspetto. E se siamo bravi e ci mettiamo d’accordo… possiamo farlo FELICEMENTE!

Aziende in chiusura, quattro gatti e sotto pressione

Vivere la chiusura di un’azienda strutturata in cui non si era tantissimi, ma comunque un buon numero, ognuno con il proprio compito e settore, e specifica competenza diventa davvero dura quando si riduce sempre più il personale e si da per scontato che “qualcuno le cose le farà”. Perché ovviamente non è così. La gente non è competente perché gli dici “da oggi sei competente” … al massimo puoi dire che “gli compete” nel senso che se ne deve occupare… ma non gli conferisci automaticamente la capacità di farlo.

E così succede che prima uno che faceva 4 cose poi ne fa 24 … e ancora ce la fa… pur impazzendo ma ce la fa… ma poi arrivano cose proprio che non sai fare… che nessuno ti ha insegnato e chi le faceva prima era bravo, aveva una conoscenza. Il meccanismo macabro però rischia di trasferirsi dai piani alti a quelli bassi.

I colleghi – in panico – cominciano ad aspettarsi anche loro che qualcuno “faccia le cose”. Ma chi le faceva prima non c’è più. E nessuno sano di mente penserebbe, di fronte ad un supermercato chiuso da un mese di suonare il campanello di fianco e dire “ma scusi… io dovevo comprare… io mica posso fare senza… me la da lei la roba, no?” e se il tizio ti risponde “ma sei fuori di mela?” – che tutto questo sia consentito. Eppure… ognuno vede venir meno la possibilità di completare un processo che si faceva in team… ma mica per parolone: perché – semplicemente – non è vero che tutti fanno tutto. Continue reading →

#poste.it privatizzazione e il porco 2

emailTanti anni fa qualcuno mi disse che “l’e-mail è un diritto inalienabile di ogni persona fisica e lo stato italiano ti garantisce un indirizzo e-mail sicuro ed affidabile attraverso le poste” … ed al di là del similproclama e della libertà wannabe denoantri … poste.it faceva un lavoro egregio: garantiva il servizio POP, SMTP, IMAP (pochissimi lo facevano!) e garantivano tutto questo via SSL (ancora meno facevano questo!) …

E’ spuntato email.it che faceva qualcosa (ma oggi ti fa penare davvero tanto e non so se durerà … mia sensazione personale) … e poi è spuntato google che faceva tutto, meglio, deppiù. A parte ovviamente farsi i fatti tuoi in maniera internazioanale. Ma in modo discreto. Ma tecnicamente il servizio è risultato pressoché ineccepibile. Continue reading →