Lo scrivo qui. Un luogo in cui posso sbrodolare le mie parole senza grossi problemi. Siamo nel 2020, in mezzo alla Pandemia COVID-19. Lo dico per inquadrare il periodo, non mi aspetto che quanto scrivo venga letto davvero né che venga letto ora. Una delle notizie di cui tutti hanno voluto parlare dando la propria opinione, giudizio e soprattutto critica è stata la restituzione in patria di Silvia Romano, rapita dai terroristi, ritornata-restituita convertita all’Islam. Continue reading →
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Panchina
Rieccoci dunque. La sensazione familiare, sgradevole ostile, che ti ricorda questo viaggio in solitudine non voluta. Era davvero troppo tempo che mi sembrava di essere tornato in quell’istupidito intorpidimento della normalità del sopravvivente. Non-amato, non-desiderato, non-attraente. Buono, se va bene, per sé.
Di tanto in tanto anche B, la mia calma, gentile, amabile e paziente convivente è semplicemente umana, stanca, infastidita… non in grado di nascondere che starebbe meglio se io non ci fossi, molte volte.
Siamo sempre stati due individui, ben separati, persino quando ci mettemmo assieme. Ma c’era altro e c’era tenerezza, quantomeno, quando l’attrazione forte fu – da parte mia – persa.
Quando vedo lo status da sposati, non da conviventi nemmeno amici o studenti, allora questo mi mette tristezza. Mi sento sopportato, ho voglia di cambiare stanza. Per fortuna ce l’ho. Per fortuna ne ho almeno un paio. Non è il coronavirus, non è assolutamente questo. Lei lavora, io non ho cambiato modalità lavorative o ritmi strampalati negli ultimi 7 anni. Questo è.
Ogni tanto però mi sento un bambino capriccioso in ADHD malsopportato da un genitore, non una persona con un legittimo desiderio di comunicare con altri. Non è il momento, per gli altri. Hanno altro da fare gli altri. E certo, quello che la mia mente o il mio cuore hanno partorito ormai è partorito. Ho forse bisogno di farmi fare dei complimenti o di esporre ad un pubblico plaudente quello che ormai è stato pensato?
Ma nel dialogo ci sono le opinioni altrui. Sono già uno che si deve giocare la sua partita mentale muovendo sia i bianchi che i neri in questo. Ma a me va di averlo, il dialogo, il riscontro, la seconda mente pensante.
Il ragionare di cose, come si diceva cento anni fa.
Persino manifestare lasciare che sia percepibile il mio malessere, in questa situazione, non mi va. Per fortuna ho una stanza in cui non mi si vede. Sono sceso li, mi sono messo sul provvidenziale divano, ho spento tutto, mi sono coperto, ho dormito un paio di ore. Da quanti anni lo faccio questo? Da 30 anni. Lo facevo quando tornavo da casa e certo, non volevo sentirmi chiedere cose dai miei, né avere scontri. Tornavo dal viaggio di ritorno da scuola e mi buttavo sul letto, braccia sotto, mani unite fra le cosce, occhi chiusi, un po’ di legno, finché non mi ammorbidivo, saliva un po’ di caldo, arrivava il dormiveglia. Ho fatto passare molto del mio tempo a non-esistere, in totale solitudine, non visto. A dimenticare senza bere, ma con lo stesso meccanismo.
Oggi un’amica mi ha mandato una possibile partecipazione a “nude magazine”, che sicuramente non paga un cazzo. Ma del resto non ho mai pubblicato da nessuna parte, e a questo punto mi sono anche chiesto… ma chi cazzo ti credi di essere? Quello che fai ti piace, e sicuramente la figa piace a tutti, ma per essere considerato un prodotto artistico deve ricevere consenso e riscontro, cosa che tu non hai mai cercato… e anzi, a questo punto… ti troveresti proprio in quel paragone che non sai mai sopportare, la classifica di chi è meglio e peggio, chi merita di sopravvivere e chi no, di chi viene chiamato nella squadra per giocare.
Io non sono in panchina. Io sono la panchina.
Un po’ di questo scoglionamento me lo ha anche passato il buon R.T., coordinatore dell’ass.naz.fotografi che in un video, con ragione, cercava di riportare alla ratio della legge che ha lasciato fuori dal lockdown i codici ateco relativi alla fotografia tutta, quando probabilmente intendeva i fotoreporter , utili a fornire informazione alla nazione. Tutto il resto non è utile. Ma certo chi farà il reportage eroico se ne fotterà. Più sarà esteso, ben fatto, spettacolare e meglio sarà. Si ricorderà qualcuno del contesto in cui altri si sono attenuti alle regole? Chissenefrega. Quello che mi è restato ha il sapore solito del “ma vai a fare un lavoro vero che questo non è utile”. Naturalmente si tratta solo di essere permalosi. Chiunque sia in una fabbrica fa un lavoro “vero”, ma è utile? Supponiamo stiate producendo diamantini finti che finiscono nella bigiotteria. Non potete dirmi che sia utile alla nazione. E così via. Quanti lavori sono utili, oggi?
Io lavoro per la pubblicità. E quando faccio ciò che mi piace, per la produzione di un materiale che celebra la bellezza (un certo tipo) in sé. Utile?
Certo, in questo momento è inutile fare il capriccetto perché non ti riconoscono esistente. In tempo di guerra, di carestia, di mancanze … si va verso altri gradini della piramide dei bisogni. Io però non sono fatto per un mondo che sopravvive, ma per quello che vive.
Nel mondo che non vuol più spendere per ciò per cui desidera vivere di solito è lo stupore a vendere, il mirabolante, il virtuoso, il “di difficile esecuzione”.
Di nuovo: la mia ancora di salvezza è la morte. Devo fottutamente ricordarmi di riuscire a procurare la bombola di monossido. Con quella a portata mi sentirò libero di autoliberarmi, come dice quello.
Le tette volanti sballonzolano.
So perfettamente (stats) che in questo nuovo indirizzo non mi segue un cazzo di nessuno e quindi mi posso permettere di ricevere, tra gli avventori casuali, anche un potenziale fotografo che impari qualcosa senza fare fatica ed esperienza personale. Del resto youtube è pieno di roba. Ma di solito è pieno di roba… di cui è già pieno. Le vere esperienze utili, di solito, non ci sono. Quello è sempre “pro” “premium” “extended” “next level” eccetera. La tecnica – la consiglio anche io – è sempre regalare un po’ di conoscenza che semplicemente l’utente zero non ha la voglia di imparare dal manuale della fotocamera, oppure da quello del software… roba ultra-base. Ma tu hai la pazienza di spiegargliela, gli dici una cosa interessante. E hai beccato un potenziale interessato al resto. La dose gratis. Continue reading →
La decadenza di Bigstock

ma se non esiste cancella no? coglione!
APR-2020 – Bigstock non è mai stata un’agenzia di microstock facile. Nei miei appunti, soprattutto riguardo al loro durissimo rating che rimane ad imperitura memoria a diminuire la tua percentuale di buone sul totale e quindi sul numero di immagini sottoponibili, sono tra le più toste. Sono tra le più toste da convincere, in tutto.
Sostanzialmente nei miei appunti c’era un bel “se vai bene con loro, vai bene con tutti”. Rompono i coglioni in tutto quanto il rompibile, più di Shutterstock e più di iStock e non è nemmeno granché comoda l’interfaccia. Molte informazioni sono false e lo sono sempre state: una su tutte quella sul funzionamento dei tasti SHIFT e CTRL nella loro GUI, che non corrispondono al vero. Esiste un meccanismo e se sei abbastanza scafato lo capisci. Ma devi essere uno abituato ad adattarsi ad una macchina e non ad aspettarsi che le macchine facciano quello che tu ti aspetteresti.
Le cose però col tempo non sono migliorate. Sono peggiorate. Puzza di fallimento a chilometri: personale ridotto, nessun problema risolto, tutto superficiale, scomodo, nessuna delle ragionevoli richieste fatte dai collaboratori ascoltata, nessuna. Continue reading →
tempus fugit #293847
Vado da T per fare i consueti video per Facebook, ora più che mai con la “situazione epidemia” serve un po’ di promemoria e di simpatia nei confronti di chi – davvero – resta a casa. Lo facciamo. Trovo lì una vecchia signora, che si rammarica per il più grande errore della sua vita: essersi sposata. Credo sia il suo copione, quello che dice sempre a tutti. E credo sia anche “frequentare persone interessanti”, cosa che devo essere improvvisamente diventato agli occhi di questa pensionata in cerca della libertà perduta, che non tornerà mai cara la mia Signora: essere una bella tedesca scarrozzata per 30 anni in mezza Italia sembra non averti dato fastidio per un bel po’. In cerca di orgoglio, di rivalsa, di riconoscimento di valore, desiderava immagino un’invito ad una chiacchierata da qualche parte. Ma io già ero li per comprovati motivi lavorativi, anche unpo’ tirati. Però sarebbe stato interessante. Non mi dispiace mai parlare con vecchie signore. Parlare e basta, ascoltare e parlare. Chiacchierare. Sono così rare poi, quelle con cui puoi davvero avere un dialogo. Pensare che poco prima nello stesso posto c’era una relativamentegiovane signora vuota, stupida, che rideva molto di quelle che credeva fossero ottime battute. L’altra signora era tutta un io faccio, io ho fatto, riempio la mia vita, sto bene da sola, non voglio situazioni definitive (casa) … interessante davvero. Peccato anche non aver saputo l’età, che credo si portasse molto molto bene.
Peccato anche aver avuto da fare. La signora me la sarei portata volentieri al bar. O mi ci sarei fatto portare: credo lei avrebbe preferito vederla così.
non riesco perché sei grassa
Prima che crediate fossi in cerca di rogne, vi dico come sono capitato a questo articolo. Una mia ex collega mi dice che si sente sola, che vorrebbe conoscere gente e avere amici veri. Bla bla, gli amici veri sono rari, eccetera – dico – e provo, alla sua domanda “ma come conosco persone nuove? anche solo amici” mi chiedo cosa potrebbe scrivere o anche come potrebbe porre la questione, sia in modo normale sia sbagliato. Si tratta di una donna obesa, senza esagerare. Se vi chiedete se sto esagerando visto che fotografo ragazzine sotto i 30 nude, vi dico solo che una sola sua gamba pesa come me intero, che la carne della coscia sborda sopra il ginocchio. Il resto immaginatevelo da soli/e. Quindi non è un aspetto che si possa completamente ignorare come se non esistesse.
Ma per l’amicizia si, cazzo!
Comunque mi sono messo a cercare includendo il termine “grassa” e mi esce questo articolo con la risposta della eroica Michelle al mostro di uOMO che – vi riassumo, dopo un incontro su Tinder, le dice sinceramente come mai non potrà mai andare più in lùà di un’amicizia. La risposta di lei include una sua interpretazione delle intenzioni di lui che dovrebbe essere lo spunto per tutto il resto del pistolotto sulla stima di sé.
Vi prego, leggetela. DOPO tornate. Continue reading →
Oscurantismo verso le donne
A cosa serve? … ma non potevi farne a meno? L’oscurantismo cos’è? Wikipedia riporta che “Per oscurantismo (dal latino obscurans) si intende una sistematica pregiudiziale opposizione al progresso, attraverso la messa in discussione di teorie ed idee innovative e la limitazione della diffusione della conoscenza oltre certi limiti”. A cosa serve studiare? Perché dovevi proprio andare a quel corso di inglese? Perché dovevi andare a posare dal fotografo? Perché dovevi andare ad una mostra? Non potevi farne a meno? Stai a casa e fatti i fatti tuoi. E quali sono questi fatti miei, visto che tu te li stai facendo? – direi subito io. Ma io l’ho fatto, io l’ho detto. Sono nato nel 1974 e quando mi sono trovato a dover contestare idee errate o discutibili (tutto lo è) l’ho fatto, perché, per fortuna, per quanto i miei fossero nati negli anni ’30 del 1900, non erano persone ignoranti. Erano certamente cresciuti in una cultura provinciale, ma erano istruiti ed in grado di proseguire la propria auto-istruzione leggendo. E, almeno mio padre, è un grande amante della discussione, del confronto, persino del contrasto. Per lui – meno male – è peggio soccombere alla propria incapacità di dialogare che alla forza. Anche se dentro di lui la spinta a dire “perché si, perché te lo dico io, perché sono tuo padre e fai come dico io” è esistita e non si è mai sopita. Continue reading →
13500 foto di nudi
Ho più di 13500 foto di nudi.
Ora che me ne sono accorto la pressione di sentirmi un cagasotto a non tentare pubblicazioni o mostre è davvero forte.
Non si può chiedere a decine di ragazze di non notare una cosa che io so così numericamente pesante.
Tredicimilacinquecento.
Metti che siano buone che so… il 5%. Ne basta un terzo di quelle che ho per fare un fotolibro.
E io conto che di buone ce ne siano di più. Ma è un mondo social. Tutte quelle “scartate” possono andare a rotazione pianificata, essere mandate su riviste free, eccetera.
E quindi?
Mi sono focalizzato sul fare le foto. Porcattttttttttt
Sei povero; torna a casa, scemo.
Avevo pensato “beh dai, dai, facciamo un regalo al papà, che non ci vede, non ci sente, ha come unico contatto col mondo il suo cellulare… dai, facciamo che gli regaliamo un cell che posso permettermi magari e che possa durargli a sufficienza. Poi guardo i guadagni dello stock… niente che ti cambi la vita, ma son soldi. Mi metto a pensare “beh, senti, mi serve un cellulare fico per fare i lavori con lo stabilizzatore delle DSLR … uno stabilizza, l’altro lo uso per la messa a fuoco…”. Guardo l’S10 e mi dico “beh, l’S10lo prendo con i guadagni dello stock e quello per papà lo prendo coi soldi in banca dai”.
Avevo già la smania da shopaholic, quindi mi sono fermato.
Vado verso il centro per ritirare col bancomat e pagare affitto-corrente dello studio… disponibilità insufficiente.
Eh?
Controllo il saldo… era superiore di 100 euro di quanto stavo andando a ritirare.
Ma comunque la realtà era: non hai soldi, chettecompri? Vedi di riuscire a mangiare e torna a lavorare, coglione.
Cambio banca: limite per la giornata insufficiente. Mh. Che diavolo sarebbe? Ho pochi soldi e invece di darmeli te li tieni? Ma fottiti. Dopo vado a sentire che cazzo è questa roba.
E torno a lavorare, ovviamente.
Unsplash mi ha fottuto
Onestamente. Sono stati più veloci, più intelligenti, hanno girato a proprio favore quello che per ogni stocker è un limite: il brand. Credo eh. Ora devo controllare se sto capendo bene, leggendo QUESTO articolo. Ho scorso velocemente ma / mi pare di capire che / oltre al fatto che / stanno producendo ottime immagini, anche con persone (il che mi ricorda: che cazzo ci stai a fare?) e che / probabilmente tutte le pippe legali le schivano in ogni modo possibile … / ma ancora meglio! La pippa legale n.1 potevano essere le liberatorie per le persone… ma sono tutti felicissimi di esserci e se ne fottono. n.2 potevano essere i brand, i loghi, le rotture per rimuoverli eccetera.
Io stesso ho contattato alcuni brand (ecco perché mi sento fottuto) per dire “hey raga, mi date un po’ della vostra roba che la uso nelle foto? Ma sapete… si capirà che è la vostra, però devo TOGLIERE IL LOGO”. E quindi avranno tutti risposto “lo vedi questo dito? è il medio, sai?”.
Ma cosa ha fatto invece Unsplash, se capisco bene? Ha detto: ragazzi di questo e quel marchio: noi usiamo direttamente il vostro marchio in queste foto che vanno ovunque e voi ci autorizzate così le foto vanno in giro con la vostra robba dentro facendo un sacco di pubblicità!
Non so e si sono premuniti di dire “si, basta che tu non usi la mia roba togliendo il marchio o mettendocene un altro o affiancando il mio prodotto ad un concetto che non mi rappresenta” (vedi la lego, che lo dice espressamente). O se se ne sbattono il cazzo.
In effetti non ho finito di leggere. Ma leggete voi intanto.
UPDATE: ho controllato bene. Bravissimi. La parte “visibilità” (anale) l’hanno piazzata bene ai wannebe fotografi, con la lotteria “potrebbe sceglierti il marchio” come ciliegina speciale sopra questa nuova versione della solita torta dell’exposure.
La vera figata di idea è proprio quella da social verso il social, il coinvolgimento dei “creator” che non hanno o non vogliono spendere soldi per rivolgersi al proprio pubblico di riferimento e coinvolgerlo. Siccome questa piattaforma è una delle più utilizzate da questo tipo di produttori di contenuti (gente che possiede o mantiene pagine FB, blog et similia) la proposta di U. è stata di trasformare la debolezza (non possiamo usare i marchi) in forza: dire ai machi: dateci voi le foto che tutti possono usare gratuitamente, con i vostri marchi dentro. Bingo! Grande idea. Devi mostrare un sistema di pagamento? La foto con il marchio Square è bella in vista in ogni post dove io e gli altri stocker dobbiamo ammazzarci per non mostrarla affatto. La Harley-Davidson ha fatto lo stesso per pubblicizzare le proprie moto elettriche (e qui i porchidei si involano al cielo, visto che 10 anni fa avevo proposto a G. di contattarla visto che lui era avanti in questo settore e che aveva voglia di fare vendite… ma lui UN CAZZO).
E quindi eccomi qua, il solito che ha delle idee e poi le vede realizzare da qualcun altro, parecchio tempo dopo.