Ho ascoltato per la prima volta oggi, salvo alcune hit più famose, l’album di Ligabue, del 2016 “Made in Italy”. Ogni pezzo suona (credo volutamente) con dei suoni già sentiti. Ogni cosa sembra un richiamo a qualche classico. Dagli WHO ai Police a qualche altra roba famosa. Per il resto non mi è suonato troppo yeah. Ma vedremo. Magari alla lunga. Sembrava più “stanco” di altri. Ma in effetti forse il 2016 era stanco per tutti.
individui
In tanti modi individualismo sta diventando la parola di questi giorni. Come i segni per qualcuno, così per me, vari argomenti, a partire dal “sacrificio” per amore, a cose che mi hanno toccato profondamente in un difficilissimo momento di crisi dell’altr’anno, ed argomenti che hanno a che fare con al vita artistica, degli autori, del far bene, e poi magari del riuscire. Dato che WordPress mi ha fatto incazzare visto che non mi permetteva di commentare un articolo di moon al quale avevo appena messo un like, vi parlo qui di un argomento che, anche questo, mi porta verso varie riflessioni che per me hanno dell’amaro, anche se non necessariamente dovrebbero.
Parla di una cosa che non conoscevo: l’accoppiata libro-museo, quest’ultimo denominato “L’innocenza degli oggetti“. Mi interessa, leggendo con la mia usuale superficialità enciclopedica, il finale dell’articolo su wikipedia, l’idea di porre più attenzione sull’individuo, sull’umanità dell’individuo. Non la condivido in modo assoluto, ma la condivido. In modo assoluto no, perché molti musei devono necessariamente parlare della storia, del generale, della nazione, di nazioni che non esistono più, di tutta la popolazione, umanità, di un concetto e non di precisi individui. Quindi in quel caso non ha senso imporre un manifesto, a mio avviso.
Ma a me interessa l’umanità. E mi interessa l’umanità dell’individuo, di quello specifico individuo. Esco ed entro dal generale al particolare. Faccio di tutta l’erba un fascio e poi ritorno al singolo filo, uno, poi un altro, poi di nuovo l’erba, poi il prato, poi la regione col prato, poi di nuovo un germoglio, un altro germoglio. Continue reading →
guardatemiii
Osservare i bambini mi riporta sempre alla base delle cose, al nucleo, ad alcuni impulsi primari e motivazioni basilari sul perché facciamo certe cose.
Oggi ho osservato, nuovamente, mia nipote, 4 anni, giocare in vari modi. Di tanto in tanto gioca. Di tanto in tanto, invece, vuole essere guardata giocare.
Un po’ come il bambino che cade a terra e si sbuccia il ginocchio. Si guarda intorno e impassibile cammina per un chilometro, fino a che arriva a casa, dove non trova nessuno, esce, va dalla nonna lì vicino, dove trova mamma e nonna.
Allora scoppia finalmente a piangere. Finalmente c’è qualcuno che vede lo spettacolo.
Moon ha attratto la mia attenzione verso alcuni suggerimenti dati agli autori, scrittori, su come dedicarsi efficacemente alla propria arte. Di mettere da parte vanità ed egocentrismo e di amare quello che amano davvero. In qualche modo, per me, questo è egoismo VS egocentrismo. E’ diverso: l’egocentrico vuole attenzione. L’egoista se ne sbatte, prima, poi casomai, potrebbe interessargli, forse. Ma lasciamo perdere.
Quello che invece accade spesso è di non rendersi conto che l’importante è amare il tuo gioco e giocare a quello che ami e che, alla lunga, difficilmente quello che è un effetto secondario del bel gioco, ti soddisferà: l’essere guardato giocare.
acqua buona
una telemarkettara chiama B al telefono per proporle di comprare acqua in bottiglia e ad un certo punto le dice “ma scusi, lei non compra l’acqua?”
“qui l’acqua è buona”
“ha fatto le analisi?”
“lei sa dove ha chiamato e con chi sta parlando?”
click.
A volte la regola del secchio di merda non funziona.
e io godo, godo fortemente.
E comunque poi risulta davvero molto, molto facile metterli in black list senza pietà.
la tecnica del secchio di merda
La tecnica del secchio di merda è largamente usata nel mondo per contrapporre il casino alla ragione, o quantomeno al dialogo. Serve ad avere ragione di, e non ragione riguardo a. Si tratta quindi di violenza.
Continue reading →mi mandano ai matti #823179
“Incontro” di nuovo il tipo di persona che mi manda ai matti a causa di grosse divergenze di ragionamento, e non direi di opinione. Una tizia mi ha chiesto l’amicizia su facebook credo per posare, ma si è già qualificata perché dopo un tot che si dialogava, roba di prassi, capisco che non si rende conto che ci separano un botto di chilometri e quel tipo di rimborso per me non è praticabile, a meno che, vista la rarità e il pregio, non si tratti di nudi: ma comunque tutto da valutare di brutto, non sono ricco. Mi ha chiesto l’amiciza senza rendersi conto che stiamo a 200 km. Cmq vabbé, ormai amicizia data, le ho mandato le informazioni, non le interessa il nudo quindi non ha senso la cosa, ma curioso un po’ il suo profilo. Grande bestemmiatrice, ma anche grande porca, si vede. Bel fisico, estroversa. Tengo li, non si sa mai che cambi idea e si senta ispirata? Boh, vedremo.
Passano dei giorni, leggo uno dei suoi post, classici di un certo tipo di persona che conosco… “parli male di me con la stessa lingua che me la leccavi”.
Lasciamo perdere il che. Anche se non posso lasciarlo perdere tanto come non posso lasciar perdere l’aspetto fisico se voglio fare sesso. Ma sorvoliamo.
I suoi plaudenti la considerano una ottima battuta. Ma la logica sottostante è: cazzata. Lei ora sta parlando bene del tizio? No. Quindi: parli male di lui con la stessa bocca che glielo succhiava. Dunque?
Oppure: non è forse sempre la stessa bocca e persona che compie le azioni positive e quelle negative? E dunque?
Ad ogni modo io vedo che per chi ha un bellissimo aspetto, prestanza fisica e grandi abilità amatorie di spazio per far danno ce n’è molto, molto di più. Ragazze e donne che si lamentano spessissimo degli stronzi e bastardi da tutta la vita, le conosco, le sento, ci parlo. Ma se li scelgono. E se li scelgono per quelle cose che poi “si si, da quel punto di vista tutto ok, ma per il resto guarda… ” (elenco: un uomo vuoto, uno stronzo, non mi tratta bene, non mi caga … ecc ecc).
Visto che questa storia si ripete da 12093812 di anni, traiamo delle conclusioni: questi uomini sanno il fatto loro. Bravi. Li plaudo. Perché alla fine la maggior parte delle donne li sceglie, sceglie loro. Si lamentano del nostro sangue che va al cazzo togliendolo al cervello, ma quanti uomini si lamentano di una donna stupida come compagna? Al massimo la denigrano o la deridono, ma non è un vero problema. Se la tengono. Quindi la coerenza c’è. Brutta, ma c’è, non sono delusi, non hanno aspettative che si sono creati su grandi contenuti mentali, di vita, di interessi, di scambio umano “elevato” (santo cielo, io non ho scambi elevati, sono un buzzurro come tanti altri). Questi stormi, popoli, folle di donne deluse si sono illuse che dei bei contenitori, col cazzo grosso e la lingua brava fossero anche delle belle persone. La lamentela è continua. Sono fighi, ci sanno fare. Ma.
Comunque il post riguardava il tipo di ragionamento che mi scatenerebbe un litigio poderoso: con la stessa bocca che dice cose belle dici cose brutte! Eh. Brava. Con le stesse mani che aprono la porta mi pulisco anche il culo. E dunque? Vogliamo elencare le possibilità funzionali degli arti e degli altri organi del corpo umano e farlo con un tono di rimprovero arguto e battuta salace? Si? Per me è come starnazzare ad alta voce “sono stupodo! sono stupido!!!!”.
Allo stesso, identico modo di chi dice “eh ma ero ubriaco”. Per me la scusa suona sempre “eh ma sono un coglione!”. Non è una scusa. E’ una aggravante.
E si che ero di buon umore eh. Credo che perderò un’amicizia inutile su FB 🙂
microstock impossible growth
It seems actually impossible to grow in microstock business, so far.
What’s your experience? Is there something working for you? For sure?
unico
Tempo fa il mio supremo maestro in un giorno di mestizia (frequente, recentemente) mi disse che “a dire il vero sei l’unica persona che frequento, praticamente“, ad eccezione della moglie, I suppose. Qualche giorno fa il mio amico, quello che potrei dire il mio migliore amico, mi ha fatto la dichiarazione “posso dire che sei il mio migliore amico”. Si tratta di un collega di lunga data, ex collega ormai, che vedo tutti i mercoledì, cascasse il mondo. E loro non sanno quanto sono unici per me? Io credo di si. Sono persone rare. Io non frequento tutti. Non ci riesco. Magari posso fare una conversazione da bar (come dice il sottotitolo qui) per un po’ … convenevoli, quattro chiacchiere. Le so fare. Ho questa preparazione. Ma fino ad un certo punto e sentendomi in prestito, con il pepe al culo.
A volte mi chiedo quanto questa unicità sia importante. Lo è, ovvio. Ma quanto? Quando non hai quello che vuoi, tutto quello che hai ti sembra poco. Quando non sei quello che vorresti, quello che sei ti sembra poco.
Ora vado a berci un caffè, con il supremo maestro. Che poi l’altro giorno ha anche ventilato pessime notizie per il nostro settore: dice che loro non stanno migliorando, che non c’è spazio di manovra. E loro spaccano. Figurati io.
Beh, ora caffè.
un alfa-stidioso
un consocente mi ha mandato questa roba:
E’ un uomo triste, lui, non tanto le macchine di cui parla. Ma in parte ha delle ragioni, soprattutto quella finale: comprati la tua cazzo di auto, quella che vuoi tu. Se hai famiglia, è diverso, dico io.
Credo però che lui si sia un po’ perso per strada cosa significhi essere maschio alfa. Soprattutto per quanto riguarda la riproduzione. Ma non so, non so: magari ci sono donne che lo adorano eh, quindi i suoi spermini sono in tanti uterini. Continue reading →
lunedì shakerato freddo con selz
Giornata interessante. Ieri mi sentivo unammerda. Ho dormito da mezzanotte. Ma solo fino alle 4. Poi mi sono rigirato. E poi boh, alzato, con pensieri misti di lavorare e un fisso fisso fisso di desiderio di throatfuck che mi distoglieva, per fortuna, anche da pensieri molto molto seri e tristi. Il post che lo descrive non l’ho fatto. Ero triste, ma esiste il … tasto verde, cerco, e penso meno a, quello rosso.
Comunque ho lavorato, preparato cose, ho corso di qua e di la, dovevo anche preparare le foto per fare una presentazione, un discorsetto, un raccontareroba ad un circolo fotografico, ed andare a far firmare provinatura e liberatorie di nudo all’ultima modella (promettente).
Prima avevo quelli del posto che mi offre lo studio con una foto scema da fare e nessuna preparazione nonostante mi avessero chiesto e io avessi risposto sul cosa fare, settimane prima. Niente, non avevano un cazzo. Pazienza. Ho fatto con quel che c’era.
Poi corro da tizia, che lavora in un bar. Tutta agitata si guarda intorno. E’ stato spassoso: era eccitatissima (excited, niente che ha a che fare con arousal) e combattuta, per la singola foto tra il “ohmmioddio nonononononono” pronunciato come una zitelletta macchietta di vecchi telefilm ed un immediato consecutivo “madonna che bella, stupenda! Ma cazzo come fai?” (credo il complimento diretto fatto dall’interessata più potente che abbia mai ricevuto). Ad ogni modo continuava così, era buffissima. Tutta agitata che qualcuno la potesse vedere. Le ricordo: stai firmando perché le foto siano pubblicabili. Le ricordo che se rode il culo a me rode anche a lei: hai solo le foto che sono utilizzabili. Dice “giusto”. E ripete il rito dello scandalo-libidine per quasi ogni foto. Poi mi guarda in faccia e con la penna ne cancella un tot, come per fare la sadica. Pazza! Molto bene. Ne ha segate un paio che mi dispiacciono e quindi non guardo più.
Arrivo a casa: ha segato la polaroid, questo mi dispiace. Ha segato quelle due, anche questo mi dispiace. Poi ha segato: quelle in cui ha la pancia piegata e quelle in cui è vestita. Fine. Cazzo!!!!!!!! Sorpresa!!!!! Non me l’aspettavo. Ok, almeno altre 3 sono bloccate, molto belle… ma è assurdo perché si, ha la figa completamente spalancata in modo naturale… ma ce ne sono altre che sono molto più forti, a mio avviso. Quindi non capisco. Boh. Inoltre mi sfida! Cioè: vorrai farne altre? “Tu muoviti a sistemarle!”.
La sera dopo un tourdeforce a sistemare le foto da portare ho fatto una due ore di speech “a cazzo”. Ma l’idea era dire “come sei arrivato a fare quello che fai?” e ho potuto fare digressioni a caso. Alla fine quello che mi ha chiamato fa “non esiste che uno parli due ore senza fermarsi e fare pausa, spettacolo!!”. Boh. Domande, alcune, ne hanno fatte. Non so bene se hanno apprezzato o che. Io ho detto quello che dico sempre, solo un po’ condensato e tutto dritto.
Il supremo maestro è venuto pure lui. Ha detto “serata piacevole ed interessante”. mi fa ridere, gli dico “ma sai tutto!!!” – “si ma mi interessa ed ascoltarlo dall’esterno mi piace”, mentre il suo collega “ah io dopo 1 ora e mezza non ascolto più neanche la Madonna se scende in terra” (e stava spippolando col cellulare). Ahahaha 😀
Poi, visto che non siamo più in vaffanculo-mode, ho avvertito lei, visto che era almeno in 2 foto che abbiamo visto, che persone dall’aspetto serio e compito stavano li a guardarla nuda su uno schermo, ma l’ho avvertita dopo, perché non volevo venisse a bearsi di qualcosa per poi fare chissà che scena per non si sa quale motivo (capacissima).
Uscito da questa cosa stavo per andare a fare piscio-caffè (2 ore senza queste due cose!!!) e mi è arrivato un fiume d’amore, intenso, denso, caldo ed avvolgente. Ho pianto in macchina, con contentezza, verso il caffè. Che abbiamo preso in birreria: caffè, cappuccino, toast, tortine al cioccolato. Il tizio ha fatto un sorriso del tipo “se qualcuno chiede una birra gli dico dove credi di essere, in birreria?“.
Se penso che ieri …
Non che sia cambiato qualcosa: sono sempre uno sfigato molto fortunato. Ma oggi i segni erano positivi. E in birreria hanno offerto: ho cenato gratis.
Meglio che non esca di casa, la fortuna mi ha sorriso oggi. Non vorrei si distraesse.
