il solito cattolicesimo castrante (1500)

Scriveva nel 1571 Michel de Montaigne: “Che cosa ha fatto agli uomini l’atto genitale, così naturale, così necessario e così giusto, perché non si osi parlarne senza vergogna e lo si escluda dai discorsi seri e moderati? Noi pronunciamo arditamente: uccidere, rubare, tradire: e questo, non oseremmo dirlo che fra i denti. Vuol dire che meno ne esprimiamo in parola, più abbiamo diritto d’ingrandirne il pensiero?”(1) e guarda caso fu censurato FINO AL 1960.

Licenzioso!

(1) Michel de Montaigne, “Saggi”, Bompiani Milano, 2012

e il naufragar m’è amaro in questa merda

I rumori che vengono dalle case quando cammini per strada a quest’ora mi piacciono molto. Mi rassicurano, mi tranquillizzano e mi danno un senso di normalità, di tregua. Quella vecchia idea dei rumori del pasto del condominio, delle palazzine affacciate sulla strada… e anche se solo tu non sei li, a tavola coi tuoi, a mangiare, li immagini. Ci accomuna. Ci accomunava, più che altro. A noi Italiani il cibo fa abbastanza bene. Il tintinnio delle posate sui piatti di ceramica, o dei piatti che vengono messi nell’acquaio per essere lavati.

Mentre torno e il cielo si fa – grazie – scuro e promette un po’ di refrigerio che spero non sia solo umidità, sento questo rumore, per fortuna.

Mentre tornavo pensavo che forse non è vero che non posso essere amato. Qualcuno, di tanto in tanto, si innamora. Ma non dura, non mi ama, non resta. Questo significa fare la verifica, persino metterci il cuore. Non ha importanza se è infatuazione, amore, attrazione, colpo di fulmine, se le amo o non le amo. Non sono fatto per essere amato, sembra la conclusione. Continue reading →

l’ottimismo è il profumo della

Quindi dato che devo fare il Professor Ottimismo, eccoci. Sentivo anche il signor Paolo Crepet dire cose che  sarebbero anche condivisibili, se non mi fosse scivolato su un bel “ai tempi de mio nonno se stava mejo e con n bello scappellotto aeh!… ” che poi il mio caro Paolo Crepet, te lo vorrei vedere quel meraviglioso bel tempo andato con tutte le altre cose che presumibilmente sono oggetto del tuo studio: quel bel tempo andato, ad ognuna delle cose ti risponderebbe che sono tutte fanfaluche, che ci vuol nerbo, che “una volta queste cose non esistevano” (tipo: lo stress non esisteva! come altre persone che dicono che una cosa  non esisteva solo perché non gli avevano dato un nome, non l’avevano distinta da altre cose perché non ne avevano mezzi e conoscenze) che basta aria buona e mangiar meglio eccetera eccetera. Alcune di queste però, ripeto, le trovo condivisibili: ci sono alcuni tipi di dolore (frustrazione) che  devono essere vissuti per tempo, con degli scalini che si devono fare, con fatica, con dolore, lacrime, vivendoli… e deve essere fatto presto, senza nessuno che ti pari il colpo o ti prenda prima che ti sfracelli sull’asfalto col ghiaino. Sanguini, ti spezzi, ti rimargini, soffri, e soffri per un po’, mica passa subito.

A volte non passa mai, però, caro il mio Crepét. Ma sono d’accordo: alcuni culi sono un po’ troppo parati.

Detto questo, eccomi con il momento riconosco-che, ottimistico. Riconosco che avendo insistito, perseverato, essendo andato avanti in alcune cose anche “per fare qualcosa”, poi me ne sono capitate altre. Anche belle. Ad esempio un po’ di tempo fa con la società che mi ospita ho fatto delle foto ad una “sfilata” con ragazzi/e normodotati ed altri disabili, mista. In quella occasione ho incontrato e ho dato il biglietto a L, che è arrivata ed abbiamo fatto qualcosa, poi abbiamo avuto, nel tempo, dei dialoghi, poi è venuta anche a posare nuda e mentre ne parlavamo siamo andati in un bar, dove ho incontrato F, mia attuale modella di nudo, che però in quella occasione mi ha visto appunto con L, che è sua compaesana e quindi ha potuto verificare che non sono una minaccia. Ci ha messo un po’ ma poi è arrivata. Ha iniziato dicendo “non mi interessa il nudo” nei moduli, poi di persona “SI, VOGLIO”. E non ha mai smesso, facciamo quello.

Ok, anche lei vuole posare come sposa. Anche sposa lesbica. Anche sposa sexy. Ma pure suora e roba blasfema, per il gusto della blasfemia. Le avevo pure proposto di fare la madonna che se la fa leccare da sangiuseppe e lei “si!!! sarebbe fantastico!” però insomma, questo è anche un po’ troppo porno… sarebbe divertente, ma insomma, ecco. E tutti i travestimenti, Harley Queen OK, teppistella monella maiala OK … eccetera. E principalmente “as is”, al massimo coi tacchi, ma di solito senza niente. L’ultima volta ha buttato li un “ho capito che ci piacciono le stesse cose” [in quanto ad estetica fotografica] e la cosa molto carina, comune di solito a questo tipo di persona (splendore!) è che non importa quanto aperta possa essere la figa in una foto: se me la scartano è perché si è schiacciata la pancia o il collo e “fa brutto”. Questa cosa mi fa impazzire, sorrido.

Detto questo io sono sempre sull’orlo del suicidio, che vogliate credermi o meno. Non sto bene. Ma penso a questa roba per andare avanti: almeno posso produrre roba bella, sono un privilegiato del cazzo, ho accesso all’immagine intima di ragazze e donne splendide. Posso renderle eterne, ho il permesso e la partecipazione attiva. Quando loro non ci saranno più, ci saranno ancora. Questo è bello, per questo vale la pena sopravvivere un giorno in più. Fare una cosa bella.

Per quanto possa darmi una soddisfazione del produrre qualcosa, non soddisfa questo essere umano che per quanto possa capire, caro Crepet, che la vita è costellata di frustrazioni, quando frustrazione e vita coincidono, per me non vale la pena, te lo ricordo. Anche se fai un bel lavoro, anche se ci sono persone intorno che non ti odiano o ti vogliono fare la pelle per mangiarsi te o la tua roba.

Viziato di merda.

Devo rileggermi Watzlawick, che me la mette talmente giù bene, con un’ironia tremendamente condivisibile. Prende per il culo l’insensatezza di questo buco nero in un modo che riesco ad accettare. Ne ho prese due copie, grazie a m. che me l’ha fatto conoscere, ma adesso mi sa che le ho sparse in giro a gente che non lo sta leggendo. E siccome è una medicina, mi sa che me lo farò ridare.

Ora ho 3-4 giorni per consegnare un lavorodimerda. Che non verrà pagato perché sono un coglionedimerda.

credibilità / è mangiarsi un panino con dentro un

Mi avevano raccontato, da piccolo, che l’atteggiamento dei Mongoli, rispetto ai traditori che chiedevano asilo presso di loro, fosse di non fidarsi mai perché ovviamente, dicevano, se hai tradito il tuo stesso popolo come potrai essere fedele al nostro?

La modella XULFRANIZA mi dice che ha lasciato ASHTRULFIO, con cui si trovava bene, ma che è stato lontano per tanto tempo e lei aveva bisogno di cazzo, quindi è andata con GIANFULDERìCO, il quale (stronzo coglione! e ha  persino dovuto bere, inoltre, codardo!) ha dovuto dire quel che era accaduto ad ASHTRULFIO che ha lasciato quindi XULFRANIZA, oltre a ricoprirla d’ignominia persino con i di lei parenti tutti. Ella quindi si è …  messa assieme a GIANFULDERICO. Costui, dice, visto l’accaduto aveva la  sindrome che lei ripetesse la cosa anche con lui! 

E come mai avrà potuto sospettare GIANFULDERICO della integerrima XULFRANIZA che  con lui stesso ha tradito l’assente ASHTRULFIO per il gianfuldérico pene e non già per dei subìti oltraggi. Giammai! Ella mi dice che con ASHTRULFIO si trovava bene! Ma non con l’assenza del suo pene. Che comunque era attaccato a lui, non c’era, lavorava altrove. L’assenza del penieno amor le fu fatale.

E quindi.

Lo ha lasciato. XULFRANIZA ha lasciato GIANFULDERICO che comunque arrivava a casa, pompino, dormire e poi scroccava pure, con tutti i soldi che prendeva. Ed era geloso come un geloso. E le triturava la minchia se arrivava 6 minuti in ritardo. Eccetera. Evidentemente la minchia-tanta non bastò, ed ella lo lasciò.

Quando le ho chiesto se per caso aveva la pallina per la bocca (questa), ha guardato da qualche parte con gli occhioni di una bambina a cui chiedi se ha mangiato lei l’ultima caramella e ha detto “nooooooooooooooooooooooooOOOOooooooooooooOoooooooooooooooooooo”.

Quando le ho detto, per una certa posa che stava facendo, che l’avrei vista molto bene legata, ha guardato in giro per i muri, con tutta evidenza, cercando.

Ecco, questa è una cosa che non avevo previsto: mettere delle asole di fissaggio per bondage o Shibari (Kimbaku) in studio. Che razza di professionista scarso sono? E’ OVVIO che possono servire delle funi per appendere le modelle, no? Come posso non averci pensato, razza di negligente? Ora ovviamente mi dovrò fare la tinta alla barba: blu.

pillola blu

Tu non piaci o non interessi al mondo che ti piace e ti interessa, non vi intersecate. Ogni maledetto giorno lo passi ad avere un altro maledetto giorno, senza una gioia che tu apprezzi davvero, sapendo che conosci quella che avevi apprezzato davvero: non è un ideale, non sei un perfezionista del cazzo che desidera l’impossibile che ha ideato nella sua mente. Lo avevi assaggiato. Era possibile.

Ma no, sbagli: se fosse stato possibile sarebbe ancora possibile: assomigliava al possibile, ma non lo era davvero. Questa forse è la risposta.

Ogni giorno verso un altro giorno che non voglio. Ogni giorno a sperare. Mezza umanità desidera una cosa dall’altra mezza e quest’ultima ne desidera dalla prima una diversa. Questo è forse il ridicolo trucco dell’inferno.

Ho sempre detto che la strada maestra per l’infelicità è desiderare l’impossibile. Insoddisfazione assicurata, appagamento impossibile. Perenne desiderio frustrato.

La pillola rossa è che lo sai. La pillola blu, che potrebbe essere droga, stordimento, qualsiasi cosa che non ti faccia stare cosciente nella tua realtà che non ti piace e sulla quale hai possibilità limitata d’intervento perché include che tu non devi più essere tu oppure che l’oggetto del tuo interesse non deve essere parte dell’umanità. Perfezionarsi in uno sport, eccellere in un’arte, conoscere cose, incrementare capacità e conoscenze. Oh sento già qualcuno fare orecchi da mercante e dire “ma puoi dedicarti al bene dell’umanità: fare del bene!”. Ovvio ovvio. Sto parlando d’amore, di sesso, di relazioni con altri esseri umani del sesso che interessa a voi.

Restare in vita perché hai paura di morire. Restare in vita soli fingendo che ti basti. Restare in vita fingendo che sia vita e non sopravvivenza. E contemporaneamente avere il vecchio senso dell’essere viziati solo perché non stenti a procurarti il cibo.

Ma perché procurarselo quel cibo?

F fa il gradasso, l’ho visto, quando si trova tra maschietti: mi sposo perché dovevo provare anche questa, sapete, la vita è breve, tra un po’ sarò morto, e questo non l’avevo ancora fatto. CI ha fatto un figlio con questa “cosa da provare”. Io non so se direbbe la stessa cosa se lei fosse presente. Sembra buttare lì un mezzo disprezzo per chi è contro. Come dire “io non sono contro, non ho provato quindi non mi esprimo”.

Una delle mie ultime modelle di nudo (23-25, non ricordo ora) era tutta rammaricata perché “avevo trovato quello giusto: ce l’aveva così, aveva un attico, bel lavoro, stava in un bel posto”.

Non ho sentito parlare d’amore.

Sarà un caso.

L’ultimo con cui si era messa era uno con cui aveva tradito quello precedente, che era lontano da troppo e lei aveva voglia (comincio a pensare che i famosi Siciliani stereotipati non fossero poi così coglioni) e siccome lui (“coglione! ha persino dovuto bere, oltretutto, per fare ‘sta cazzata, ma stai zitto no?!”) non ha resistito e lo ha detto al suo tipo le ha rovinato l’immagine. Certo, sputtanata così, ammette “certo io ho sbagliato ma” e il tempo per il ma e gli insulti all’incontinente sincero-senza-palle non finiscono.

Trova un altro, che era interessante, ma poi diventa un cumulo di insulti perché le ha detto che ce l’ha larga. Ovviamente, ci penso anche io, lui lo avrà avuto piccolo. Era su tutte le furie. Ma prima gli piaceva: self made man, interessante, colto, anche se – elenca sfilza di impietosi difetti fisici che ora sono diventati preminenti. Ora non gli piace più.

A me non sembrava tanto larga, ma è anche vero che non ci ho infilato niente. E anche in foto il culo sembra che abbia una piccola ansa per accettare meglio. Lo spero per lei e per i suoi amanti: promette proprio bene.

Che c’entra tutto questo?

La vita passa, il tempo passa, la gravità ha i suoi effetti e così l’invecchiamento cellulare.

Se non sei un robot a cui tira il cazzo a comando, l’aspetto fisico conta, sia in input che in output.

E se non mi ipnotizzano, non riuscirò a “farmene una ragione”. Il contenitore e il contenuto vanno insieme.

come si fa a scaricare una

Ho 45 anni.

Uno di 47 mi chiama tutto imbarazzato, era qualche settimana che era tutto orgogliosetto, di tanto in tanto mi diceva “attiro ancora la fica! sono contento!” “oh questa non molla, le ho detto che sono sposato!” “mi ha detto vedo che hai del potenziale inespresso e che non sei felice” “questa insiste, mi ha trovato su Facebook!”.

Mi sembrava il classico che scende dalle scale tutto affaticato alla  maqualcunolodevepurfare dicendo “cazzo, sono otto ore che scopo questa tizia, leiè venuta sei volte e io ce l’ho duro come il marmo ma niente, che posso farci? mah”.

Cioè la lamentela-vanto di alcuni stronzi che vaffanculoavvoi.

Comunque.

Mi chiama davvero imbarazzato oggi, per dirmi “senti, ho bisogno di una consulenza, sono stato gentile fino ad ora ma … come si fa a scaricare una?!”.

Così, siamo, noi sfigati. Talmente non abituati a questo, talmente convinti che devi supplicare, pregare una donna, che a loro je fa schifo e se non je fa schifo sei  tu che fai loro schifo, che ecco, non sappiamo come si fa a scaricare una.

Ma no, non è vero. Lo sappiamo: almeno io penso che non ci sia un modo giusto. Se proprio non vuoi avere nessun rapporto con una e lei in qualche modo ti vuole ma tu no, in nessun modo che sia diverso dall’amicizia o frequentazione per interessi e dialogo  compagnia (insomma non vuoi scopartela) … beh, credo che non sia poi difficile: puoi essere chiaro, limpido.

Non ti ama: vuole scoparti, tu non vuoi, ma gradisci la sua compagnia –> nessun pericolo di ferire sentimenti veri. Puoi dire “non ti voglio in quel modo, ma se vuoi che ci si veda per chiacchierare e basta” e poi sii te stesso: io non sono convinto che non esista l’amicizia tra uomo e donna. Ma io sono io. Magari voi si, siete convinti che non.

Ti ama, vuole scoparti, tu non vuoi. Non c’è via d’uscita. Qualsiasi cosa tu faccia, soffrirà. Sii gentile. Che tu voglia scoparla o meno, se ti ama, ci sono casini. Io l’errore l’ho fatto. Non mi amava, ma si è innamorata. Sono stato chiaro, sempre. Ma lei ha sofferto. Ha provato, abbiamo provato, ma poi … io non mi sono innamorato, lei si. Per me andava bene, credevo di darle molto (qualcosa le avrò dato se si è innamorata? non so, alla fine non so: a chi è dovuto l’amore? A me? a te?) e anche se non ero innamorato lei stava bene. Se c’ero. Ma quando non c’ero impazziva d’astinenza sempre più, mentre invece a me lei faceva bene: mi sentivo amato, anche se non c’era, quando potevamo vederci stavamo bene, in ogni modo, pensavo. Poi quando ha detto basta, però, è venuto fuori che tutto funziona solo se ti amo. Cioè alla fine senza la polvere magica io non sono frequentabile. Quindi, lasciando perdere il mio caso personale: non ci sono modi giusti. Ci sono modi sbagliati però. Si può solo cercare di pensare cosa vorremmo sentire o perlomeno cosa vorremmo non sentire. Se fossimo noi.

Io sono stato scaricato, rifiutato, mollato, ignorato nella vita in talmente tanti modi che posso dirvi che sono state molto rare, ma ci sono, quelle che mi hanno fatto poco male. Un classico “non sei il mio tipo” non è malissimo. Basta fermare la scimmia successiva: e com’è questo tipo? Meglio non saperlo. Meglio non andare a rincorrere l’essere qualcun altro.

Ti ama, vuole scoparti, anche tu vuoi. Ma tu la ami? Non si sa? Si sa? Siate chiari.

Ma se sei sposato … questa ultima magari veditela da solo.

cinico moment

Ostentata indifferenza e disprezzo nei confronti dei valori morali e sociali – dice letteralmente per  cinismo, la definizione, derivata da “ad imitazione del cane”.

Osservavo la mia micia, mentre pensavo che ci si allontana dall’umanità per disperazione, non per cinismo. Ci si allontana per disillusione, per scoramento, per speranza disattesa, per aspettative tutt’altro che ciniche, ma anzi, il loro contrario. Puntualmente disatteso, puntualmente non incontrato.

E che offesa per il cane.

Disprezzo ed indifferenza: non direi. Disprezzo per quei valori, fatti in un certo modo, e non necessariamente condivisi. Io ho determinate visioni di valori morali e/o sociali. Umani, tra l’altro, li unificherei.

Con la vecchiaia, mi pare di scorgere noia, disillusione, un senso di già visto in tante persone che mi ammorba, che infetta anche me, che mi fa venire voglia di parlare solo coi giovani … e che qualcosa dentro di me mi fa pensare come “si, perché sono facilmente manipolabili e creduloni e tu sei uno stronzo”. E mi dico che non so da dove venga questa voce così stronza. Perché in realtà io scorgo speranza, voglia di fare, voglia di godere, di gioire. E anche la capacità e la potenzialità per farlo, del resto.

Si usa facilmente la parola cinico, no?

E della setta dei filosofi, invece? Non so niente. Googlowikizzo un attimo e… eh no, non mi piace quella prima definizione. In effetti trovo più completa quella pure citata da wikipedia, anche dell’uso moderno per estensione, ma comunque più aderente a quel che sento. Ma non mi basta. Ecco, un nuovo interesse idiota ed inutile: quando sei felice, appagato, te ne fotti.

Qualcuno direbbe: ecco, sei cinico – ?

la famiglia delle nude

Come sapete fotografo nudi di donna, volentieri, di ragazza. Nel buco di culo in cui vivo, assai provinciale in ogni posto, anche nel capoluogo, qui nel meravigliosonordest, questa rarità diventa in una sotto-selezione, una ulteriore rarità.

Ho la fortuna, già per la seconda volta, di trovarmi ad andare a casa, accolto, dei genitori delle ragazze che ritraggo, ho ritratto e ritrarrò completamente nude, poco più che diciottenni. Per la seconda volta ho mangiato alla loro tavola, chiacchierato, discusso tranquillamente.

Ho una fortuna, una grandissima fortuna a poter partecipare di questo: sono persone rare, aperte, non violente, che se per caso i pregiudizi ce li hanno, ci vengono a patti e di brutto, per amore delle proprie figlie. Vero amore.

M mi ha letteralmente lasciato solo con sua madre, perché non aveva più altro da dire e noi chacchieravamo. Ma ero li per le liberatorie di lei con la sua amica, lei, voglio ricordarlo, a gambe spalancate sulle scale dello studio, che poco prima aveva chiesto un rasoio per depilarsela.

L mi ha commosso con la sua dichiarazione di cosa provava nei miei confronti dopo il check della provinatura: si sentiva in colpa per aver scelto, perché – dice – l’artista sei tu e anche se mi è tutto chiaro, che è la mia immagine ed il mio futuro, mi sembra un abuso dire di “no” a qualcosa che hai creato. Commosso. E mentre sono a casa sua a parlare di LGBT e cerco di spiegarle il punto di vista – inconsapevole per molti – dei maschietti che provano ribrezzo per i gay, ma guardano i porno con le lesbiche, mi racconta cose interessanti dei “corsi peer-to-peer” della sua scuola, delle scelte dell’università che stanno variando (aveva preso la fissa della fotografia e le ho prestato la fotocamera) … sto con la sua sorellina e col gatto, mentre sua madre e suo padre potano roba in giardino e sistemano le cataste di legna.

Suo padre torna dentro e mi invita a cena “prima che parta”. Fa un lavoro duro, sta via sempre almeno 2 mesi, credo piattaforme petrolifere. Sua madre entra pure lei “ti fermi a cena?”. Ci vedremo quando L ha finito gli esami di maturità e prima che il padre parta, ok?

Ieri piangevo di disperazione. La situazione non è cambiata. Ma ci sono giorni in cui non puoi non essere grato per queste cose e considerarle con tutta la positività di cui sono, in tutta evidenza, pregne. Questa ragazza sente perfettamente le pressioni sia della sua comunità a scuola, sia di quelle del paesino e della provincia. Eppure ecco, con tutta la loro famiglia, che corpo e mente vengono nutriti di qualcosa che diventa forse giudizio, ma di sicuro non è pregiudizio.

E la cosa divertente è che chiacchierando con lei, mesi fa, ho fatto lo scouting di un’altra modella (FC) di nudo, nel bar in cui ci eravamo trovati. Splendida, entusiasta, e talmente convinta davvero che stampa le foto. 25 anni.

Vi assicuro che tutto questo non è la norma, dalle mie parti. Sono cose eccezionali.

Fine giornata, un ragazzino su Instagram mi ha fatto la mossa della visibilità! Hahahaha! Che spettacolo! Ho 11.000 follower! Perché dovrei pagare per un servizio anche se ho esordito dicendo “fai delle foto stupende!!!!” (vedendone alcune che mammamiadelsignùr) ? No no, non devi. Vai al supermercato e prova a farlo non con un servizio da 250-300 euro. Prova a farlo con uno yogurt.

essere/i di/a compagnìa

In un’intervista ad uno della Banda della Magliana, si riferisce ad Enrico de Pedis come ad uno che “non era di compagnia”, perché non andava, con loro, in gruppo, a troie, orge, a drogarsi e bere. Questo, per quel tale, che era schietto e chiaro in quella intervista, anche divertito, era “essere di compagnia”.

Devo sentire un mafioso, un criminale, riferirsi alla versione “100% free” (per via dell’averne i soldi e l’impunità) di quello che la maggior parte della gente chiama “fare festa” ed anche “essere  di compagnia“. Ma io direi che questi sono esseri DA compagnia. La compagnia come entità, gruppo, il classico “branco”. Se sei da branco, da gruppo, con quel gruppo ti senti un tutt’uno mentre bevete, ruttate, fate il cazzo che fate tutti. Se non sei da gruppo, in quel mucchio ti senti solo.

Io sono così.

Ma bisogna sempre vederla dai tue lati: sono  di compagnia, per me, quelle persone? Io mi annoio mortalmente con quelle persone. Ok, forse le orge. Non so. E non credo, sinceramente. Di solito quel genere di gruppo mi annoia, non mi fa compagnia, non mi fa tornare a casa soddisfatto. Eppure quando trovo questa o quell’altra persona giusta, che sia uomo o donna, che abbia 15 o 90 anni, ci chiacchiero per ore, ci faccio le 4 di mattina senza che nessuno cerchi la porta per uscire. Quindi davvero non sono di compagnia? E davvero quelle persone, per me, non lo sono, solo perché non sono degli hooligan ad un qualche livello?

Selettivi, snob, disadattati. Ma sicuramente non asociali. La società non deve essere tutta massa, gruppo, squadre. La società è fatta di individui. Due teste, due cuori, due cervelli e due mondi che si intersecano ne hanno già a bizzeffe da dirsi e darsi.

Devo ringraziare un mafioso, dunque, per aver posto la luce su “essere di compagnia”.

il contrappasso sbilanciato (lacrime & sangue)

Leggevo un augurio malevolo su una storia di WhatsApp, di contrappasso, che tu possa versare tutte le lacrime che hai fatto versare! E ragionando sullo “spero proprio di no: del resto se dovessero essere riversate tutte quelle che ho versato io, da parte di chi ne era causa per parte mia, credo che questa reverse-Revenge causerebbe molte depressioni e tristezze … meglio se cerchiamo tutti di andare avanti eh?” … dopo un sacco mi è stato finalmente chiarito “si ma le mie figlie sono piccole e innocenti e non hanno colpe per cui piangere”.

Eh ma mica eri stata chiara, tesoro. Tu stai dicendo che tuo marito fa piangere le tue figlie. Dillo chiaro. Ma una volta detto, io resto a pensare.

Interessante. Si stabilisca una relazione tra Tizia e Caio. Questa è una relazione tra pari. Uno ferisce, l’altro subisce, da un lato, verso l’altro. Ma se ci metti di mezzo i figli, la relazione non è più libera. Qualsiasi cosa succeda tra Tizia e Caio, saranno sempre i sempronietti a soffrire? O comunque non saranno Tizia e Caio, liberi di essere tra loro quel che devono, pena il generare sofferenza in innocenti.

Se fai soffrire mio figlio io ti – qualcosa- è sempre una relazione impari. Sarà mio figlio a fare quel che intende fare. Non io. Ma se è un bambino?

Anche se ho generato questa cazzata per pura teoria, rimetto sul piatto la mia stupida idea: i figli ci dovrebbero essere sottratti alla fuoriuscita dal corpo per essere affidati a cure genitoriali … “della comunità”. Tutti. E nessuno. Dovremmo tutti essere reponsabili di tutti i piccoli, finché piccoli sono. E poi basta. Ma nessuno in particolare.

Tizia e Caio non si amano più, non si sono mai amati, hanno sbagliato? Devono forse risentirne i sempronietti? No. Sono figli di tutti, della comunità, non sanno nemmeno di chi sono sangue… e non dovrebbe interessare loro.

Abbiamo generato noi questo sistema sociale. Quello naturale dice solo che esci da li. Ma che sia chi ti ha generato a prendesi cura di te, questo non sta scritto da nessuna parte che debba essere così. Altre specie si comportano diversamente: tutte le femmine si prendono cura di tutti i cuccioli, ad esempio. E questi vengono su bene, maschi o femmine che siano. Certo, sono altre specie.

Ma chi ci ha convinti che noi siamo meglio? Non strepitiamo forse ai quattro venti che “più conosco le persone più amo gli animali?”. Ecco, prendiamo esempio dal meglio?