tentare non significa migliorare

tentativo non significa miglioramento“Status quo non deteriorante” (fai quello che hai sempre fatto per sempre: a parte invecchiare, le tue azioni ripetute all’infinito non producono danno e non ci sono azioni esterne al tuo operato che lo producono, a parte l’invecchiamento, ovviamente).
Tentativo e insuccesso non significa miglioramento. Tentare non è significato migliorare, alla fine.
Tentativo e successo significa miglioramento. Tentare è valso la pena.
Senza dubbio, prima dell’esito, il tentativo non significa né l’uno né l’altro. Prima di tentare non conosci l’esito del tentativo, né lo conosci dopo aver fatto la scelta di tentare, né mentre stai agendo.
Nessun tentativo, senza dubbio, significa nessun peggioramento.
Nessun tentativo, senza dubbio, significa nessun miglioramento.

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non vogliono essere leccate perché non vogliono succhiare

Leggo questo interessante articolo che, riassumendo, dice che risulta che ci sia un “orgasm gap” in questo periodo (2017) e che le donne di cui l’articolo parla non se la vogliano far leccare, nonostante sia chiaro che piace, perché non vogliono ricambiare il favore.

Ah.

Eh beh, ragazzi, questo ci ricorda che dobbiamo FARE TUTTI SESSO PRIMA DI QUALSIASI ALTRA COSA. Poi ci conosceremo. Ma davvero vuoi stare con uno che non te la vuole leccare? Davvero voglio stare con una che non vuole succhiare, leccare, ingoiare?  Ma non esiste.

A meno che non vogliate stare assieme senza fare sesso: cosa rispettabilissima.

Ora però, poi non stupiamoci se il porno dilaga, la prostituzione anche, il sesso extraconiugale e le cornazze pure.

la figa post-orgasmo maschile: piace ancora?

woman-having-orgasm-616287Oh a me si. E tanto. Ma pure il culo, il buco del culo della mia donna. Se me la sto scopando il mio desiderio passa sempre per il baciare, toccare, accarezzare, leccare, infilare la lingua. Mangiare!

Eppure lei, oggi, un po’ imbronciatina col suo nuovo tipo (“sto piantando un muso da 13 ore”) dice (whatsapp) che lui dopo che è venuto (è sempre stata molto attenta alla privacy e a non divulgare i fatti degli altri…) non gliela vuole manco toccare. Letterale: non vuole nemmeno masturbarla perché, dice, “dopo è diverso”. Ma tu sei diverso!

Boh, ok, siamo tutti diversi, strani, ognuno sente quello che sente. Ma in effetti questo ricade nello stereotipo del tizio che vuole segarsi dentro di te. Ora, sicuramente, cento per cento, io voglio venire dentro di te. Sicuro. Possibilmente in gola, in fondo alla gola, mentre tu puoi sentire le mie palle appoggiate alle tue labbra, alla tua lingua, che pulsano per venirti dentro, mentre mi guardi perché una delle due: o ti piaccio tantissimo e sei infoiata, oppure la precedente E MI AMI e i tuoi occhi me lo dicono. Oppure anche mi piace, tanto, venirti nel culo. Sicuro. L’ultimo posto dove mi piace venire è la figa. Ma non è l’ultimo posto che mi piace. E’ solo che, nonostante la vasectomia, venire nella figa lo associo troppo alla procreazione, che io rifuggo, come pensiero, nell’atto del congiungermi carnalmente con una donna. In quel momento io voglio LEI che vuole ME. Proprio mi da fastidio pensare che lo stiamo facendo per mettere gli ingredienti della torta “figlio”. Per come mi sento ora, almeno.

Ma la figa è meravigliosa. Per questo la adoro liscia, completamente glabra, depilata. Perché io adoro baciarla, leccarla tutta, toccarla, accarezzarla in ogni modo, insalivarla, meterci dentro qualsiasi cosa di me ci vada di metterci dentro, le mani, le dita, la testa, voglio rientrare e dormire lì. Anzi voglio diventare piccino e farti venire toccando ESATTAMENTE quel punto, sempre. Potre diventare di una grandezza esatta, giustissima, in cui farti un pompino alla clitoride eh? Che bello 🙂 Sentirti venire, vibrare, esplodere e morire in quel breve momento di tortura meravigliosa. Quanto è bello. Continue reading →

ho deciso di farmelo infilare

Ho deciso, dopo aver sentito per l’ennesima volta, negli ultimi 17 anni, che verso i 40-45 bisogna avere più paura di certe cose, di farmi infilare quello che va infilato su per il culo e verificare. Stiamo parlando, signore e signori, di colonscopia. Non so assolutamente in cosa consista. Ma il punto è che se verso i 45 fai questo esame, riduci sensibilmente il rischio di dover subire, nel caso di tumore al colon, interventi più gravi in futuro. Ora, come ben sapete se seguite questo blog a ritroso, che la mia attuale via è su due binari. Morire / vivere. Su quella del morire, vanno fatte determinate cose. Su quella del vivere, altre.

Ognuna di queste vuole evitare il soffrire.

Ecco, immagino che un tumore al colon possa far soffrire parecchio. E in vari modi. E ora come ora non sono nemmeno pronto a sapere quali.

Quindi ci sono due visite da prenotare. Oculista, sicuro. Proctologo, immagino. O boh, lo saprà la mia dottoressa.

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Ho un fottuto caldo di merda.

Ho un Ronin-SC combo bla da provare. Ma ho caldo. Mi sento anche un po’ intimorito perché con la mia fotocamera non è di ovvia applicazione la bilanciatura, che è essenziale. Domani vado da kiki a fotografarla nuda per due giorni. Tutta pacchia e ferie. E invece mi sento mezzo ansioso. Da lontano lei mi chiede consigli sui maschi e sulla figa, cosa che, visto che mi ha lasciato lei, dovrebbe farmi comunque pensare “beh si vede che su questo mi considera attendibile, si può apprezzare”. Invece no, mi sento solo vecchio. E infatti, come sempre, passato il momento del bisogno, faccio battute da vecchi, anche se poi in altri momenti sono l’unico con cui ride e ci si capisce. E’ un periodo che se mi ci guardo bene, vecchio non mi sento. Stanco, per il caldo, ma questo negli ultimi 30 anni non è cambiato. Ho sempre sofferto a merda il caldo. E le cose che mi annoiano mi hanno sempre annoiato, non le ho mai condivise con i miei coetanei del tempo.

Guardo i guadagni: poca roba. Bisogna darsi da fare.

Questo caldo di merda mi tira giù invece di farmi stare bene. E la gente che avrebbe dovuto farmi un preventivo per il sistema di condizionamento non si è vista. Frega un cazzo di niente a nessuno: si vede che di lavoro pagato a sufficienza ne hanno, mi dico. Nel mondo del lavoro su commissione, con dipendenti, con una sede, questo discorso si può fare.

Mancano 11 giorni all’uscita di Fear Inoculum. Ho appena sentito la cover di “Stand by me” dei bootstraps, gran bella. L’inizio è molto simile a “Where The Streets Have No Name“, comunque. La sto ascoltando a ripetizione.

Penso continuamente alla morte, come salvezza, via d’uscita, di fuga, di respiro e liberazione. E mi aiuta anche a dire “prima finisci questo”. E un po’ di peso se ne va.

Nessuno attualmente prova alcunché per me. Nessuno mi ama, ok? Nessuno considera neanche di farmi una telefonata e bere un caffè. Ok, a parte la stalker. Ma la stalker, come dice sempre lei, “sta facendo un percorso”. Un difficile percorso in cui alla fine (cosa che interessa a lei, non a me, attualmente) si farà fotografare e si auto-metterà su una maglietta. Questa “fine” immagino sia il rimettersi in forma senza faticare fisicamente, ma con una dieta sfiancante e un sacco di autoaccettazione.

Mio padre invecchia tanto. L’ho visto male.

Mia sorella non la sento neanche di striscio ma immagino mi distruggerebbe sentirla: disperata, negativa, nononono. Proprio quello che mi serve. E mio fratello uguale ma più dispe-rassegnato.

Mia madre che attende, Cattolicamente, di morire “quando Dio vorrà”.

Un bel momento eh?

Eppure vi giuro che domani e dopodomani il mio impegno è fotografare la figa, nuda. E chiacchierare.

Credo che chiunque possa capire, alla lunga, che la felicità conta davvero, che stare bene sul serio conta davvero. Chiunque non stia a pensare che sono un ingrato, che ho tutto eccetera. Chiunque capisca.

ricordati che devi morire

in effetti è  rifnrescante. può dare sollievo.

pensi: cazzo, tra unpo’ sarò morto, quindi conviene muoversi a fare alcune cose.

puoi vederla davvero in maniera splendida.

forse la cosa più conveniente è pensarsi morti verso i 60. che per un certo verso è vero, sei morto per un sacco di cose, mentre per altre finalmente sarai libero, libero dalle altre e tranquillo di fare queste, con tutto te stesso, godendoti cose senza pensare che sottrai del tempo a delle altre perché quelle… beh quelle sono andate.

Ok, il  memento mori classico riguarda il  bada a come ti comporti che poi c’è l’inferno. Ma l’inferno dell’oblio? La dannazione eterna del rimpianto?

Morirete tutti ragazzi, questa è una certezza, non una minaccia. Quindi visto che manca poco, muovete il culo e fate qualcosa, nel frattempo.

certamente non capisco un cazzo di arte.

Visto che, osservata questa notizia su un’opera d’arte venduta a 90 milioni di dollari (info qui), ho esclamato “non capisco un cazzo di arte”, credo che la mia vita di “artista” subirà nuove interessanti scosse.

il copyright, l’autore e il macaco

La faccenda del selfie del macaco ci deve insegnare una cosa o perlomeno l’ha insegnata a me già diversi anni fa: il pulsante di scatto si disabilita se non l’hai in mano tu e si abilita un controllo remoto. Io decido quando scattare e quindi anche se hai puntato TU la camera, se io non scatto, non decidi TU quando il punto sia quello che voglio io. Ragazzi, dopo aver visto il lavoro di Thorgerson io non posso sentirla certa roba. Ma tant’è. Dura lex sed lex? Fatta la legge trovato l’inganno? Ok, molto bene. Regoliamoci di conseguenza.

le mie sono belle uGGuale

Claudia Shiffer nuda 2019Ieri ero al super a mangiare. A fianco a me le riviste. Guardo, vedo un inizio di monte di venere e una cresta iliaca e una gamba molto lunga: adoro tutto ciò. Toh, è la Shiffer nuda. Piglio, è Vogue Italia. Tacco alto, un peletto di plateau. Guardo bene. Penso subito a M. che ho fotografato l’altro ieri a casa propria: non le manca niente. Non hanno lo stesso viso, d’accordo. Ma quella specie di corona anni ’80 che ha la Shiffer in quella copertina non è che mi faccia impazzire. Del resto posa, gamba, pube, fianco… tutto ok. Penso che alle mie modelle non manca un cazzo. Per essere così all’età della Shiffer devi avere le risorse della Shiffer.

Da fotografo mi viene da dire: mh, si, chi ha piazzato tutto prima che lei premesse il tasto di scatto? Che poi… mi sembra tanto una pompetta per pulizia… ma magari sono trigger di cui non conosco nulla. Certo, quella è una Nikon. E quella dell’altra tipa sembra una Sony mirrorless. L’altezza del treppiede mi conforta: sono nel giusto da anni.

Poi mi do’ del sessista e mi dico che possono ben avere imparato di tutto e di più in fotografia. Molte modelle sono diventate fotografe.

Fotografe famose e di successo non so proprio. Non sono informato. Sono state “supervisionate” da Collier Shorr, cosa che rende il “potere alle donne” di questa idea, una presa per il culo: è infatti lei la fotografa, o loro perché hanno fatto click, come  la storia del selfie della scimmia ci insegna? In effetti alla tipa che voleva dirigere ho detto: hey, ti do il telecomando e te le fai tu, ma la cosa si trasforma, io non sono più il fotografo, ma una specie di assistente tecnico. Preferisco insegnarti e poi ti arrangi.

Se la cosa – diventare fotografe brave/famose – non è successa penso che possa mancare la spinta verso la bellezza della figa. Se non ti interessa, allora vuoi “solo” (ehm) “fare la fotografa”. Ma se tu adori la bellezza femminile, allora la tua spinta verso il bello sarà differente, la sua costanza, il tuo impegno e il tuo coinvolgimento. Ora ovviamente Lindsay Adler sta mirando ai miei coglioni e sorride. Ed anche la Collier, tutto sommato, ha fatto questa mossa per togliere il desiderio tra chi fa il ritratto e chi è ritratto.

Del resto: che ne so? – mi dico. Se un giorno per caso diventassi “fotografo di moda” io farei sempre lo stesso: fotograferei una ragazza nuda a cui hanno messo – fastidiosamente – addosso un vestito, coprendo quello che era bello; a me interessa la splendida donna che vogliono vestire. Mettere i sacchetti sui fiori? Bah.

Mentre finivo di mangiare un vecchietto ha comprato “intimità” per sua moglie. Raramente vedo chi li compra, questi giornali.

air blower sensor cleaning kit

non sembra un telecomando

quanto sono belle

Quanto sono belle le mie modelle? Ogni volta che sto sistemando, come direbbe qualcuno “sviluppando”, le foto che ho scattato, in vista di consegnarle nei tempi stabiliti a loro, le modelle, mi ritrovo incantato dalla loro bellezza totale. Libera, nuda, prepotentemente disarmante, innocentemente travolgente. Sono giovanissime e di sicuro stanno andando verso la definizione della loro vita. Quello che fanno con me non è il loro lavoro. Quello che penso è che mi affidino un’anima di un momento, come se si chinassero un momento dal treno del tempo, giusto il tempo di consegnarmi un fascio di fiori della loro totale nudità, bella, sfrontata a volte, difficile quasi sempre per il posto in cui viviamo, e che poi come il portellone di un vagone merci questo si richiuda, andando avanti. Dove saranno, cosa faranno queste splendide ragazze della loro vita? Come si serviranno di questi splendidi corpi? Saranno felici? Conserveranno questa sicurezza orgogliosa?

Non è scontato che l’anima di quel momento possa essere conservata. Non lo è per la maggior parte di noi. Ricordi di giovani corpi vivi e vibranti, meravigliosi e pieni di potenzialità.

Una di loro ha un tatuaggio che ricorda non tanto la caducità (non era l’intenzione di madre e figlia che se lo tatuarono assieme), quanto lo scorrere del tempo. Quando lei sarà una vecchia io sarò morto. Ma lei stessa giovane, in qualche immagine, la guarderà orgogliosa di una pelle bianca liscia ovunque, di delicatissime colline tra le cosce e il ventre piatto, occhi di cristallo e capelli lisci lunghissimi. Forse la moda farà scomparire tutto. Forse lo farà la guerra. Forse tutto questo scomparirà per gli umani (surriscaldamento globale?).

Già una di loro non mi rivolge più la parola, ha capito che voleva soldi e l’ho capito anche io. La sua bellezza totale, però, è catturata per sempre da tre anni. Nessun altro l’ha fotografata così, che io sappia. Lei stessa lo ha impedito … naturalmente senza tener presente che il tempo passa e non sarà mai più così bella. Magari di più? Ma di certo non così.

Ogni due o tre foto io faccio tanto d’occhi. Esclamo, sospiro. Ah no, no, niente seghe, se mi credete così sbagliate. Si potrebbe, non lo nego: si prestano, sono potenti. Ma c’è così tanta bellezza … la componente sessuale viene anche in questo caso travolta, per me. Certo, quella ragazza così bella potrebbe essere scopata, vissuta, in quel momento di totale bellezza. Ma come sempre dico, sempre, la bellezza non te la puoi scopare. Lei resta li, non si esaurisce, non viene toccata, splende e tu non ne hai presa neanche un po’. Puoi scoparti lei, l’essere umano che la porta.

Lo farà il suo amore, il suo ragazzo. Lo avrà magari fatto quel giorno stesso. Ma in quel momento lei era bellezza pura. Scatto dopo scatto.

Che cosa bellissima posso fare.

Chissà per quanto.